Il retroscena

Garlasco, si avvicina la revisione per Alberto Stasi: risarcimento da oltre 6 milioni per ingiusta detenzione

Se il fidanzato di Chiara Poggi fosse riconosciuto innocente potrebbe ottenere un risarcimento milionario e la restituzione di 850mila euro dati alla famiglia Poggi





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Pavia – Delitto Garlasco, si avvicina la revisione del processo per Alberto Stasi: potrebbe ottenere un risarcimento fino a 6 milioni e mezzo di euro, se fosse riconosciuto innocente.

Ieri sera, la trasmissione Le Iene ha trasmesso nuovamente un’intervista ad Alberto Stasi, andata in onda un anno fa. Oggi quelle sue parole, alla luce dell’avviso di conclusione delle indagini ad Andrea Sempio, per l’ omicidio volontario aggravato di Chiara Poggi, assumono una luce diversa.  Che senso dai alla tua condanna? Gli ha chiesto l’intervistatore. “Nessuno, siccome sono credente penso che il motivo per cui il signore ha voluto darmi questo peso è stato per insegnarmi qualcosa – risponde Stasi – A volte le avversità vengono dispensate per aiutarci a crescere in un certo modo. Non ti dai una spiegazione umana, terrena. Posso dire sono stato sfortunato, ero nel posto sbagliato nel momento sbagliato però è una cosa un po’ sciocca, riduttiva. Quindi deve esserci necessariamente qualcosa di più che noi non vediamo, non sappiamo”.

Chiara Poggi: un unico assassino. Alberto Stasi o Andrea Sempio?

Quelle dichiarazioni dell’allora fidanzato di Chiara Poggi (condannato nel 2015 dalla Cassazione dopo due sentenze di assoluzione a 16 anni di reclusione) concretizzano la speranza di giustizia. Andrea Sempio, il 37enne amico di Marco Poggi, fratello di Chiara, per i pm di Pavia sarebbe l’assassino di Chiara, uccisa barbaramente, il 13 agosto 2007.

Nell’avviso di conclusione delle indagini, notificato ieri 7 maggio 2026, si ribadisce il movente passionale. Ma si ricostruisce anche una dinamica del delitto fino ad ora non emersa. C’è un unico assassino in questa inchiesta.

E, dunque, oggi da una parte c’è un nuovo presunto colpevole, Andrea Sempio, e dall’altra un nuovo presunto innocente: Alberto Stasi.

Il fidanzato di Chiara in carcere da 10 anni: oggi vive in regime di semilibertà

L’allora fidanzato di Chiara Poggi, recluso nel carcere di Bollate, vive in regime di semilibertà dal 2023. Ma la sua è tecnicamente una vita da recluso: di giorno esce e va a lavorare, di notte rientra in cella.

Qualora dovesse aprirsi la strada della revisione del processo, così come auspicato dai suo legali, che potrebbe decretare la sua innocenza lascerebbe il carcere dopo circa 11 anni di reclusione. Anche qui dipende dai tempi della giustizia.

“Provo tante emozioni ma soprattutto un senso di fiducia e speranza. Non si deve avere paura della verità. Io sono garantista, ma anche speranzoso che venga alla luce tutto. Vorrei andare definitivamente a casa” diceva nell’intervista dello scorso anno, trasmessa ieri sera 7 maggio poche ore dopo l’avviso di conclusione delle indagini a Sempio.

Forse Stasi riponeva quel senso di fiducia e di speranza proprio nelle nuove indagini in corso che vedono Andrea Sempio al centro dell’inchiesta, indagato come unico responsabile del delitto di Garlasco.

Ma questo è un caso che è ben lungi dall’essere chiarito. L’inchiesta, il processo ha diviso l’Italia. E’ un caso unico nel suo genere e per certi versi ancora oscuro nel quale pesano una superficialità nelle prime indagini, un’accanita fame di colpevolezza a tutti i costi di alcune figure chiave dell’indagine, ma anche il sospetto di corruzione e depistaggi su un giudice, Mario Venditti, che ha archiviato le accuse su Sempio nel 2017 per ottenere – così sostiene l’accusa – una mazzetta tra i 20 e i 30mila euro.

Sembra un intrigo. Inspiegabile e oscuro nel quale non si capisce la finalità. Chi e perchè deve essere ‘coperto’? Chi e perchè deve essere ‘incriminato’?

La famiglia Poggi riconosce un unico colpevole: Alberto Stasi, i genitori di Chiara, Rita e Giuseppe lo hanno ribadito più volte attraverso i loro consulenti e legali. Marco Poggi ha fatto una difesa a spada tratta di Sempio. Nel suo interrogatorio come testimone, ha ribadito più volte di non credere nella colpevolezza dell’amico di infanzia.

Allo Stato italiano il riconoscimento dell’innocenza di Alberto Stasi costerebbe circa 6 milioni e mezzo

Ma se Alberto Stasi dovesse essere giudicato innocente in sede di revisione del processo, quanto lo Stato italiano sarebbe costretto a risarcirgli?

Secondo una stima approssimativa Alberto Stasi avrebbe diritto a un risarcimento che potrebbe variare dai 4 ai 6,5 milioni di euro. Solo per l’ingiusta detenzione e i giorni passati in carcere (circa 4000 dal suo arresto avvenuto nel dicembre del 2015) gli spetterebbe all’incirca un milione di euro. Ai quali bisognerebbe aggiungere i danni morali e psicologici che potrebbe variare dai 500mila a un milione e mezzo di euro.

Alberto Stasi è in carcere dall’età di 30 anni, oggi ne ha 42, nel frattempo il padre colpito da una malattia autoimmune è deceduto. Probabilmente ha inciso sul suo stato di salute anche tutto quello che stava accadendo a suo figlio.

Senza trascurare il risarcimento per le spese legali (dai 200 ai 500mila euro) e non ultime le somme già versate come indennizzo alla famiglia Poggi che ammontano a 850mila euro.

Stasi oggi si divide tra il lavoro come contabile e le notti nel carcere di Bollate: “La mia routine lavorativa è simile a quella di chi non è in galera: vado al lavoro, pausa pranzo, colleghi e poi rientro a Bollate. C’è una vera routine” ha ribadito nell’intervista alle Iene.

“In carcere c’è molta sofferenza, ma anche consapevolezza. Vedi cose che fuori non vedi. La mia coscienza mi aiuta ad andare avanti rispetto ad un episodio molto brutto. Ho provato la privazione della libertà, il non vedere la famiglia. Un peso forte”.

Oggi, è più vicina per lui la revisione del processo. Nella nota in cui comunica la chiusura delle indagini su Sempio, il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, lascia intendere che gli atti saranno mandati alla Procura Generale di Milano per sollecitare l’istanza di revisione per Alberto Stasi, che ha già scontato 11 dei 16 anni di carcere a cui è stato condannato.

In breve

Pavia - Delitto Garlasco, si avvicina la revisione del processo per Alberto Stasi: potrebbe ottenere un risarcimento fino a 6 milioni e mezzo di euro, se fosse riconosciuto innocente.

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Domande chiave

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Ieri sera, la trasmissione Le Iene ha trasmesso nuovamente un’intervista ad Alberto Stasi, andata in onda un anno fa.

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