Condanne complessive per 65 anni di carcere per i primi 12 datteri di Castellammare e dintorni


Sono arrivate le prime condanne per i datterai che hanno devastato i fondali marini della Penisola sorrentina e di Capri.
Il tribunale di Torre Annunziata (giudice Fernanda Iannone) ha condannato sei anni di reclusione ciascuno Ciro Amodio, Francesco Mosca, Luigi Auletta, Salvatore Libero, Catello Massa, Antonio Del Gaudio, Vincenzo Viola, Raffaele Auletta, Carolina Balzano e Diego Visone, mentre sono stati condannati a tre anni Luca Visco e Mario Acquaviva.
Tutti gli imputati dovranno risarcire in separata sede i vari enti che si sono costituiti parte civile (tra questi il ministero dell’Ambiente, il Wwf e la stessa Area marina protetta di Punta Campanella). Il tribunale ha inoltre stabilito anche la confisca dei beni caduti in sequestro, tra cui barche e attrezzature da pesca.
Si tratta di una primo porcesso scaturito dalla maxi inchiesta della Procura di Torre Annunziata (procuratore Nunzio Fragliasso, l’ex aggiunto oplontino Pierpaolo Filippelli, sostituto Antonio Barba) che a fine luglio 2021 portò la Capitaneria di Porto di Castellammare ad arrestare 21 persone con ben 113 indagati e oltre una ventina di note pescherie di Napoli e provincia.
I presunti capi dell’organizzazione, Giuseppe Viola, il fratello Elpidio e Catello Avella sono invece sono a processo separatamente con rito ordinario.
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