Telese, iniziato il processo per presunte lesioni provocate da due chirurghi operatori presso la Clinica San Francesco.
Si è tenuto innanzi al G.M. del Tribunale di Benevento, Dott. Perrotta, il processo a carico di due sanitari, V.A. e P.M.A., chirurghi operatori presso la Clinica San Francesco di Telese, imputati di presunte lesioni procurate ad una donna nel corso di un intervento di isterectomia, nonché di presunti falsi in relazione alla redazione di atti sanitari, difesi dagli Avvocati Vittorio Fucci e Cosimo Servodio.
In particolare, secondo la Pubblica Accusa, i due sanitari, nel corso di un intervento chirurgico di isterectomia, per presunta negligenza ed imperizia, avrebbero provocato alla paziente delle lesioni permanenti, commettendo, poi, la presunta falsificazione di alcuni atti clinici. La paziente, costituitasi parte civile, è assistita dall’Avvocato Antonio Barbiere, mentre la clinica, quale responsabile civile è assistita dall’Avvocato Andrea De Longis junior.
L’udienza è stata caratterizzata dalla lunga escussione del Prof. Carlo Balbi, nella qualità di consulente della difesa degli imputati, già noto accademico ed autore di centinaia di pubblicazioni in materia di ostetricia e ginecologia.
Il Prof. Balbi è stato sottoposto a numerose domande dagli Avvocati Vittorio Fucci e Cosimo Servodio, nonché dall’Avvocato di parte civile, Antonio Barbieri. Sono stati poi escussi due sanitari dell’Ospedale Civile “San Pio”, Dott. De Fortuna e Dott. Tripodi, che ebbero in cura, presso l’ospedale, la donna dopo il primo intervento subito alla clinica San Francesco di Telese Terme.
Infine, sono stati sentiti il Dott. Colella, sanitario della clinica San Francesco e la Dott.ssa De Rosa, componente dell’equipe operatoria. All’esito dell’istruttoria, il Giudice ha rigetto la richiesta di integrazione probatoria, mediante audizione di nuovi testi, avanzata dal difensore della parte civile ed ha rinviato il processo, per la discussione, al 06/10/2022.
Telese, festa e musica su Tik Tok dopo la scarcerazione: va ai domiciliari
Telese- Una libertà durata lo spazio di un giorno, celebrata con una festa in pompa magna e documentata con troppa leggerezza sui social, che gli era costata un immediato ritorno in carcere. Ora, però, il Tribunale del Riesame di Napoli ha deciso: Vincenzo De Rosa, 41 anni, noto pregiudicato di Telese Terme riconducibile al gruppo…
Telese, TikToker gira video a scuola: denunciato per violazione della privacy
Telese Terme - In un'aula di un liceo tra banchi affollati e lavagne piene di equazioni, un giovane sannita ha deciso di accendere la telecamera del suo smartphone, incurante di campanelli, docenti e privacy altrui. Risultato? Un video virale su TikTok, migliaia di visualizzazioni, ma anche una denuncia per interferenze illecite nella vita privata e…
Caivano, il pusher arrestato al Parco verde era il fidanzato della ragazza morta in un incidente
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
REDAZIONE






Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti