Carlo Savoia, l’imprenditore arrestato nell’ambito dell’indagine su appalti truccati che coinvolge politici e funzionari di Curti e della provincia di Caserta, ha negato di avere contatti con esponenti del clan dei Casalesi






Caserta. Appalti truccati e rifiuti: l’imprenditore arrestato non risponde al Gip e sconfessa i pentiti del clan dei Casalesi.

Si è avvalso della facoltà di non rispondere l’imprenditore dei rifiuti Carlo Savoia, finito ieri in carcere nell’ambito di un’indagine della Dda di Napoli e dei carabinieri del Noe relativo ad un consistente giro di appalti truccati nel settore dei rifiuti, che coinvolge oltre 40 comuni campani e di altre regioni.

Gli inquirenti ipotizzano l’esistenza di un sistema creato da Savoia capace di “aggiustare”, con la complicità di sindaci e funzionari pubblici, decine di gare bandite nel settore dei rifiuti dai comuni campani e di altre regioni per farle aggiudicare proprio alle aziende di Savoia. Con l’imprenditore sono finite agli arresti domiciliari, altre cinque persone, tra cui il suo socio Gennaro Cardone, il sindaco di in provincia di Antonio Raiano – sospeso oggi dal prefetto di Giuseppe Castaldo ai sensi della Legge Severino – e il comandante della Polizia municipale di Curti Igino Faiella, il funzionario del Comune di Giuseppe D’Auria e l’ex responsabile del settore ambiente Marcello Iovino.

Tra gli indagati anche il sindaco di Carlo Marino, per il quale la Dda non ha chiesto alcuna misura cautelare. Savoia, difeso da Raffaele Costanzo, e’ stato interrogato nel carcere napoletano di Poggioreale dal Gip di Napoli Ambra Cerabona, che ha firmato il provvedimento di arresto; l’imprenditore non ha risposto alle domande sulle contestazioni, ma ha preso la parola per respingere le ombre di collusione con il clan dei Casalesi, di cui lo stesso Gip ha dato conto nel provvedimento restrittivo.

“L’inizio della sua fortuna imprenditoriale – scrive infatti il Gip riferendosi a Savoia – è stata delineata dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Luigi Cassandra, Giuseppe Valente e Nicola Schiavone che, sostanzialmente, lo hanno definito un imprenditore legato a Nicola Ferraro, Nicola Cosentino ed in ultima analisi al clan dei Casalesi”. Savoia, che non risponde di reati di camorra, ha detto di non aver mai avuto rapporti con i clan, e in particolare con Nicola Ferraro, imprenditore dei rifiuti condannato per concorso esterno in camorra, nè di conoscere i collaboratori che lo hanno accusato.

Nei prossimi giorni si terranno gli interrogatori degli indagati agli arresti domiciliari, tra cui quello del sindaco di Curti Raiano, accusato di aver realizzato con il comandante della Municipale e con Savoia un traffico di quasi 1100 tonnellate di rifiuti abbandonati presso il cimitero di Curti in impianti non autorizzati.


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