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Politica

Raccolta differenziata fantasma a Portici. Caramiello(M5S): “Non ci sono controlli, si mischia tutto”

Raccolta differenziata fantasma a Portici, zero controlli e si mischia tutto. A denunciarlo è Alessandro Caramiello del M5S


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Raccolta differenziata fantasma a Portici

Raccolta differenziata fantasma a Portici, la protesta di Alessandro Caramiello de Il Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle di Portici guidato da Alessandro Caramiello risponde all’appello del direttore della Leucopetra, ditta che ha in gestione il servizio Nu a Portici, ribadendo che non ci sono controlli sulla raccolta differenziata. “Siamo d’accordo con il Direttore della Leucopetra, Alessandro Pacilli, quando sollecita ad una maggiore raccolta differenziata in città – spiega Caramiello -.

Ma, purtroppo, la realtà è ben diversa da quella raccontata e nei fatti, non ci sono più controlli a Portici. Ormai si mescola di tutto, ogni tipo di rifiuto”. Una denuncia quella del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle largamente documentata da una serie di immagini (recenti) che evidenziano come, in effetti, i rifiuti siano mescolati senza alcun tipo di distinzione.

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Ma non solo raccolta differenziata nella denuncia della forza politica, perché Caramiello ha anche evidenziato come nell’ultimo anno si è verificato un aumento della Tari.

Raccolta differenziata fantasma a Portici

“La tassa sui rifiuti è aumentata di 1.200.000 in un anno e portiamo in discarica troppo indifferenziato – prosegue -. Abbiamo pagato le buste dell’indifferenziato 259.000 euro. Altro che gratis. Occorre un piano risolutivo, che sicuramente non prevede la messa al pubblico ludibrio dei locali commerciali come già fatto da qualcuno, ma lanciando campagne di sensibilizzazione per esortare i cittadini ad effettuare una corretta raccolta differenziata, prevedendo, perché no, delle premialità.

Aggiungendo, ovviamente, un aumento dei controlli e multe gli incivili”. In questo modo il Movimento 5 Stelle esorta l’amministrazione comunale della città della Reggia, a predisporre maggiori controlli da parte della polizia municipale e campagne di sensibilizzazione per contrastare gli sversamenti illeciti.

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Politica

Il M5S non presenterà la lista a Caserta: malumori nella base

L’indecisione nel Movimento 5 Stelle si è risolta con un nulla di fatto: a #Caserta, uno dei quattro capoluoghi sui cinque campani che andranno al voto il 3 e 4 ottobre, i pentastellati non presenteranno alcuna lista

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caserta

Caserta. L’indecisione nel Movimento 5 Stelle si è risolta con un nulla di fatto: a Caserta, uno dei quattro capoluoghi sui cinque campani che andranno al voto il 3 e 4 ottobre, i pentastellati non presenteranno alcuna lista. Le frizioni sul territorio, come ha ricostruito la Dire, vanno avanti da tempo. I dirigenti del Movimento sono stati impegnati, negli ultimi mesi, a tessere rapporti anche con il Partito democratico che ha già annunciato pieno sostegno al sindaco uscente Carlo Marino.

Il facilitatore Agostino Santillo e la capogruppo nel Consiglio regionale della Campania Valeria Ciarambino hanno provato fino all’ultimo a stringere un patto con il Pd, non trovando il sostegno della base e, soprattutto, venendo osteggiati da un folto gruppo di parlamentari casertani, primi tra tutti i deputati Antonio Del Monaco, Margherita Del Sesto, Marianna Iorio e Nicola Grimaldi. I dissapori interni al Movimento sono stati palesati da Danilo Della Valle, attivista e candidato alle elezioni europee nel 2019 nella lista M5s, autore di un post al vetriolo contro i colleghi 5 Stelle, accusati di favorire la possibile vittoria “del primo sindaco leghista”, con riferimento al candidato del centrodestra Gianpiero Zinzi.

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La scelta di non presentare la lista è giudicata da Della Valle “errata e deleteria per il tentativo di ricostruzione del M5s e della sua base” oltre che “penalizzante dal punto di vista strettamente elettorale”. “Dopo un processo di lavoro programmatico che ha portato diversi attivisti a lavorare a un programma comune condiviso, credo si meritasse che a qualunque costo la lista fosse presente alle prossime elezioni. A mio avviso – prosegue – c’erano tre opzioni in campo: dalla lista solitaria alle civiche e finanche allo schema nazionale. Sicuramente alcune opzioni migliori di altre, qualunque scelta forse avrebbe portato strascichi e polemiche, ma sarebbe stata comunque una scelta politica, di sintesi. E invece si è scelta la quarta opzione: quella del silenzio e dell’assenza”. A pesare, secondo l’esponente grillino, sarebbe stata “la paura” del voto, la possibilità di “fare una brutta figura” o di “non riuscire a incidere”.

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