Vittorio De Sica

Vittorio De Sica ottiene il primo piccolo ruolo come attore nel 1917, quando ancora frequenta le scuole di ragioneria

Vittorio De Sica è nato a Sora (Fr) il 7 luglio 1901. Da lì si è trasferito con la famiglia prima a Napoli poi a Firenze e, infine, a Roma. Il primo, piccolo, ruolo come attore lo ottiene nel 1917 quando ancora frequenta le scuole di ragioneria, apparendo nel film muto di Alfredo De Antoni “Il processo Cle’menceau”.

Dopo il diploma inizia a frequentare il teatro e, dopo le prime esperienze, nel 1930 ottiene la qualifica di primo attore. Notato da Mario Mattoli, viene scritturato per lavorare in coppia con Umberto Melnati. Ottiene un grande successo fino a fondare, nel 1933, una sua compagnia teatrale con Giuditta Rissone e Sergio Tofano. Il teatro lo vede sul palcoscenico fino al 1949 quando decide di dedicarsi esclusivamente al cinema.

Vittorio De Sica

Vittorio De Sica

I ruoli che interpreta da allora in poi sono oltre 150. Ricordiamo, solo per citarne alcuni, “Gli uomini, che mascalzoni…”, “Il signor Max”, “Pane, amore e fantasia” (e i due sequel “Pane, amore e gelosia” e “Pane, amore e…”), “I due marescialli”, “Il conte Max”, “Il generale della Rovere”, “Addio alle armi”.

L’esordio dietro la macchina da presa è del 1939 con “Rose scarlatte”. Seguono “Maddalena…zero in condotta” e “Teresa Venerdi’!”. Nel 1943, con “I bambini ci guardano” De Sica comincia ad approcciarsi al neorealismo di cui è considerato uno dei fondatori (oltre ad essere uno dei maggiori rappresentanti della commedia all’italiana) e che lo porterà a realizzare capolavori applauditi in tutto il mondo come “Sciuscià”, “Ladri di biciclette” (entrambi vincitori dell’Oscar come Miglior film straniero), “Miracolo a Milano” e “Umberto D.”.

Seguono, ormai lontano dal neorealismo, “La ciociara”, “Matrimonio all’italiana”, “Ieri, oggi e domani” e “Il giardino dei Finzi Contini” (questi ultimi due entrambi vincitori dell’Oscar).

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Anche la televisione lo ha visto protagonista in alcune trasmissioni di successo come “Il Musichiere” e “Canzonissima”. Nel 1972 appare anche nel celeberrimo “Pinocchio” di Luigi Comencini nei panni del giudice che deve processare il burattino. Dopo una vita vissuta intensamente nel lavoro ma anche nel privato (per molti anni vive parallelamente in due famiglie, quella con la moglie Giuditta Rissone e la figlia Emi e quella con la compagna Maria Mercader e i figli Manuel e Christian), De Sica muore a Parigi nel 1974. Fatale un intervento chirurgico effettuato per curare un tumore ai polmoni.


Di Fabio Testa

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