“E’ stato un lungo e doloroso processo. Questo non mi riportera’ Mario. Non lo riportera’ in vita, non ci ridara’ la nostra vita insieme. Oggi e’ stata messa la prima pietra per una giustizia nuova.

L’integrita’ di Mario e’ stata dimostrata nonostante da morto abbia dovuto subire tante insinuazioni”. Cosi’ Rosa Maria Esilio, vedova di Mario Cerciello Rega, ha commentato in lacrime la sentenza che ha condannato all’ e Gabriel Natale Hjorth.

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“Arrivare qui oggi è stato come arrivare in quell’ospedale. Non possiamo che ringraziare il complicato lavoro dei giudici, degli avvocati e di tutte le persone che sono state vicine a Mario perché lo conoscevano, perché era figlio e carabiniere di tutti. Ringrazio tutte le persone che hanno creduto nel suo essere un marito e un uomo meraviglioso e un servitore dello Stato che merita soltanto rispetto e onore che lui stesso da martire ha dimostrato”, ha concluso.




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