Il parco della Vita di Brusciano finalmente libero dai rifiuti
Finalmente il parco della Vita di Brusciano è stato sgomberato dall’enorme quantità di rifiuti che sono stati sversati nel corso del tempo all’ingresso.
Il parco, che si trova in località Quaranta Moggi, oltra ad essere uno spazio verde molto importante per il territorio è anche un progetto sociale, ideato da Gaetano Alloca, presidente dell’Associazione Orto Botanico & Parco della VITA ed ambientalista di Europa Verde. Un’area che era abbandonata e incolta è stata trasformata in uno spazio verde in con migliaia di alberi e piante, in una zona considerata nel cuore della Terra dei fuochi, grazie al lavoro dei cittadini e di diversi volontari. Inoltre è un luogo adibito ad attività per bambini speciali e alle loro famiglie.
“Ringraziamo il Commissario Prefettizio per questo intervento che ha ridato dignità al parco. È una vittoria per tutti noi, per tutti gli ambientalisti. Nonostante il nostro operato e gli sforzi per cercare di apportare delle migliorie al nostro territorio c’è sempre qualcuno che tenta di metterci i bastoni tra le ruote. Hanno usato il parco come una discarica, abbiamo subito un attentato incendiario e per ultimo è stata fatta esplodere una bomba carta che ha danneggiato una quercia secolare.”- ha commentato Allocca.
“Soddisfatti per questa operazione che chiedevamo a gran voce da tempo. Ci auguriamo che il decoro che è stato restituito al Parco della Vita possa durare e resistere nel tempo perché questo luogo rappresenta il riscatto di un territorio martoriato. I progetti sociali come questo devono essere tutelati e salvaguardati dalle istituzioni perché grazie ad essi si potrà ottenere quel cambiamento tanto auspicato”. Le parole del Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli e di Fiorella Zabatta dell’esecutivo nazionale dei Verdi.
Napoli– Prosegue la linea dura dell'amministrazione comunale per il ripristino del decoro urbano nelle arterie principali della città. Questa mattina, le squadre dell’Asia sono entrate in azione in via Nuova Marina, concentrando l’intervento nell'area dei portici dell’ex filiale del Banco di Napoli, da tempo segnalata per una situazione di forte degrado. L'operazione, coordinata in sinergia…
La crescita della raccolta differenziata nel Mezzogiorno trova in Napoli uno dei suoi motori principali. Il nuovo Rapporto Ispra Rifiuti Urbani 2025 fotografa un Sud che sale al 60,2% di raccolta differenziata, riducendo un divario storico con il resto del Paese. In questo scenario la città, secondo Asia Napoli, ha inciso in maniera determinante: tra il 2022 e il 2025 il capoluogo campano guadagna circa sette punti percentuali, contribuendo al recupero complessivo dell’area e avvicinando la media nazionale.
Il dato positivo, però, non basta a garantire l’obiettivo decisivo: l’effettivo riciclo. La distanza tra quanto viene differenziato e quanto realmente avviato alla trasformazione supera ancora i quindici punti, un limite che richiama alla necessità di potenziare l’impiantistica del Mezzogiorno. È in questa cornice che Asia Napoli annuncia la gara per il nuovo impianto dedicato al recupero di ingombranti e carta/cartone, un passaggio definito essenziale per abbattere i costi, migliorare i volumi di riciclo e consolidare un modello di gestione moderno e industrializzato.
A Napoli, nel quartiere Vomero–Arenella, la denuncia arriva con immagini che non lasciano spazio a interpretazioni: rifiuti fognari, detriti e sacchetti ammassati lungo la Discesa Cavone, nel borgo di Case Puntellate, giacciono da oltre quindici giorni davanti ai cancelli delle abitazioni. Una situazione che i residenti definiscono “fuori controllo”, tra cattivi odori, rischio igienico e pericolo d’incendi.
A raccogliere l’allarme di una cittadina esasperata è stato il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, insieme al consigliere municipale di Europa Verde Rino Nasti. “È inaccettabile – dichiarano – che dopo i lavori di risanamento della rete fognaria i materiali rimossi siano stati lasciati marcire in strada per settimane. Questa negligenza non solo mette a rischio la salute pubblica, ma incoraggia gli incivili a gettare nuovi rifiuti, trasformando l’area in una discarica a cielo aperto.”
REDAZIONE






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