Come gestire e affrontare durante la pandemia i momenti critici con i figli disabili
Una nota dell’ISTAT del 3 dicembre 2019 ci fornisce dei dati molto interessanti: nel nostro Paese circa il 5,2% della popolazione soffre di gravi limitazioni, che impedisce loro di svolgere attività abituali, proprio a causa dei loro problemi di salute psico-fisica.
Oltre 600 mila persone con limitazioni gravi dunque vivono in una situazione di grande isolamento, senza alcuna rete di supporto su cui poter contare in caso di bisogno, tranne quella familiare. Questo dimostra che, spesso, le famiglie da sole devono gestire completamente la vita del ragazzo con disabilità.
“L’attuale emergenza Coronavirus sta facendo sentire ancora più abbandonate le famiglie con un figlio disabile”, spiega Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”.
“Spesso la paura, l’ansia, la difficoltà a relazionarsi con il figlio, provocano un abbassamento dell’umore che porta a non vedere più vie d’uscita. I genitori possono attraversare momenti difficili e di crisi dovuti alle tante complessità legata alla responsabilità e alla cura di un figlio con disabilità. Le famiglie possono vivere tutte queste difficoltà come un grande peso che inibisce qualsiasi circostanza o progetto di vita“, continua il Dr. Lanari.
Ovviamente tutto ciò incide negativamente sulla crescita e sull’autonomia del figlio con disabilità, perché non permette una vita quotidiana serena. Le famiglie si ritrovano a gestire situazioni legate alla sfera emotiva, sentimentale, sessuale, di solitudine, di autonomia, di emancipazione del figli, senza delle competenze specifiche e questo può portare a conflitti che possono sfociare in situazioni pericolose.
Purtroppo l’esperienza insegna che è più difficile aiutare ad uscire dal proprio isolamento quelle famiglie in cui la condizione di disagio si è ormai cristallizzata da anni, in cui dei genitori in età avanzata cambiano con fatica il loro modo di prendersi cura del proprio figlio ormai adulto.
Per questo è fondamentale, oggi che ci sono gli strumenti adeguati, prendere contatto subito con le famiglie più giovani del territorio, che da pochissimo si sono trovate ad affrontare le difficoltà legate a crescere un figlio con disabilità. È auspicabile che le Istituzioni, gli esperti e l’intera Comunità sostengano subito queste famiglie nel modo giusto affinché non si sentano isolate e soprattutto non si sentano diverse dalle altre famiglie.
“E’ opportuno offrire alle famiglie un luogo in cui sentirsi capite e soprattutto non sentirsi più sole. Uno spazio che le supporti e le guidi nel crearsi una struttura emotivamente forte che permetta di gestire anche le situazioni conflittuali, attraverso la conoscenza e l’utilizzo di strategie funzionali da mettere in pratica” afferma il dottor Giuseppe Avventuroso, sempre del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”.
Poter contare sull’ascolto e sul supporto psicologico, per queste famiglie risulta molto utile, in quanto permette al singolo genitore di trovare uno spazio di ascolto libero dove poter esprimere e elaborare senza timore le proprie emozioni, i propri sentimenti e i propri vissuti.
“Per far fronte a questi problemi il Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”, grazie alla sua rete professionale di 227 Psicologi, offre in tutta Italia, e in 13 paesi esteri, un servizio di aiuto psicologico per gestire al meglio la vita delle famiglie con all’interno figli diversamente abili”, dice ancora il Dr. Gianni Lanari.
Il servizio di aiuto psicologico è offerto in 17 lingue, i prezzi sono accessibili e gli Psicologi lavorano 7 giorni su 7. L’iniziativa è rivolta a tutti i componenti del nucleo familiare che in questo momento stanno attraversando un momento di particolare crisi e sconforto.
Gli obiettivi principali consistono nell’apprendere a gestire meglio la vita quotidiana, le fasi di sviluppo, le richieste di autonomia e i bisogni legati alla sfera sentimentale e sessuale dei propri figli.
Per contattare il Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” sono disponibili il numero 06 2279 6355, il numero 392 0243 089 e il sito internet www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it.
NAPOLI – Sono passati quasi quattro mesi dal violento incendio che il 23 ottobre ha colpito il quartiere di Gianturco, ma per diciassette famiglie di via Santa Maria di Costantinopoli alle Mosche l’emergenza non è mai terminata. Da quella notte vivono lontano dalle proprie abitazioni, tra sistemazioni provvisorie e un’attesa che si è trasformata in esasperazione.
A farsi portavoce del disagio è una residente che, a nome degli sfollati, ha scritto al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli per denunciare ritardi e silenzi. Nella lettera si parla di lavori di ripristino rallentati dalla burocrazia e di risposte che non arrivano. «Abbiamo bisogno di tornare nelle nostre case e di riprendere le nostre vite», è il senso dell’appello, che richiama anche precedenti segnalazioni su presunti abusi nell’area rimaste, secondo i cittadini, senza seguito prima del disastro.
NAPOLI – Non accettano l’archiviazione, non vogliono che la morte dei loro cari finisca tra le righe di un fascicolo chiuso troppo in fretta. È durissimo il contenuto dell’atto di opposizione presentato dagli avvocati delle famiglie delle vittime della frana di Casamicciola, a Ischia, che il 26 novembre 2022 travolse case e persone, uccidendo dodici persone, tra cui un neonato.
Secondo i legali, ci sarebbero stati segnali chiari, documenti ufficiali e uno studio del 2019 – mai preso in considerazione dagli inquirenti – che individuava proprio nella zona colpita un corpo franoso attivo, con superamento delle soglie di pericolosità. Un elemento che, secondo la difesa, rendeva prevedibile l’evento e imponeva un intervento concreto da parte degli enti preposti.
Incendio a Scafati, 16 famiglie evacuate: scoppia la polemica sulla gestione del deposito rifiuti
Scafati -Il violento incendio che è divampato nel primo pomeriggio di oggi in un deposito di rifiuti in via Ferraris, a Scafati ha portato alla evacuazione di 19 famiglie che abitano negli edifici adiacenti.
La densa colonna di fumo nero generata dalle fiamme è visibile a chilometri di distanza, persino dall'autostrada e anche a Napoli. Le fiamme, alimentate dal forte vento, hanno rapidamente avvolto l'intero capannone della società Seneca ex Helios e diverse balle di rifiuti ammassate nel piazzale esterno.
REDAZIONE






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