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Coronavirus

Fisciano, positivi due operatori sanitari dell’Ospedale Fucito

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Anche l’ “G. Fucito” di Mercato S.Severino finisce nella lista nera delle strutture sanitarie dove continuano a registrarsi contagi tra gli operatori sanitari.
L’Asl ha comunicato la positività al covid-19 di due persone residenti nel comune di Fisciano che lavorano nella struttura sanitaria, annessa al Ruggi di Salerno e a servizio della popolazione della Valle dell’Irno.
Entrambi sono asintomatici e sono in isolamento domiciliare insieme ai rispettivi nuclei familiari ed è stata ricostruita la catena dei contatti avuti. Questi due casi si uniscono ad una serie di contagi che sono stati registrati nei giorni scorsi in modo particolare presso l’ospedale Umberto I di Nocera inferiore ma anche presso numerose strutture sanitarie dell’intera provincia di Salerno.
[06:45, 16/10/2020] Del Gaudio: cronaca salerno salerno e provincia
[06:46, 16/10/2020] Del Gaudio: Covid: a Salerno sono 56 i positivi. Il sindaco chiede responsabilità

Sono 56 i cittadini attualmente positivi al Covid a Salerno città. Di questi, 12/13 le persone ospedalizzate. Dal 1 di ottobre sono stati rilevati 38 contagiati nel capoluogo. Dal 30 giugno sono 160 i tamponi positivi emersi in città, 104 di questi sono guariti. A renderlo noto, a margine di una conferenza stampa, il primo cittadino Vincenzo Napoli.

Alla fine del periodo di quarantena che ha dovuto rispettare dopo che un suo collaboratore è risultato positivo al virus, il sindaco di Salerno ha informato la cittadinanza in merito alla situazione Covid nel capoluogo. Il sindaco ha commentato anche le nuove decisioni assunte dal presidente della Regione nell’ultima ordinanza.

“I contagi stanno raggiungendo numeri preoccupanti.” Ha commentato la fascia tricolore in riferimento ai casi registrati nelle scuole di Napoli e Caserta. “Sono dati allarmanti, bisogna essere lungimiranti al fine di scongiurare situazioni disastrose. Le strette sono funzionali a questi dati. Il comitato tecnico scientifico della Campania ha fatto le sue valutazioni ed è stato fatto un ragionamento equilibrato così da non creare situazioni anche dal punto d vista socio economico ancora più gravi. E’ un gioco di equilibrio faticoso che va condotto con misura ed intelligenza. Credo che sotto questo punto di vista il presiedete della Campania abbia dato prova di sè.”

“Il problema sono scuole, trasporti, assembramenti. Tutti momenti plurali di un unico fenomeno. I trasporti sono in una situazione molto difficoltosa così come le scuole e anche alcuni pezzi di movida che sono fuori controllo. Noi facciamo le multe ma quello che dovrebbe prevalere non è solo l’aspetto repressivo ma che tutti rispettino pedissequamente le regole. Non è coercizione ma aiuto che noi chiediamo a giovani e giovanissimi.” Sottolinea il sindaco Napoli.

Nonostante i controlli, indispensabile per il sindaco è la responsabiità dei cittadini: “Affrontiamo un problema che comporta sacrifici. La Mascherina è un sacrificio sopportabile, che va indossata senza se e senza ma, sempre. Distanze di sicurezza e norme igieniche alla base. La responsabilità non è solo delle istituzioni, che devono fare la loro parte, ma c’è bisogno anche di coscienza da parte dei cittadini. Mi rivolgo a loro che rispettino pedissequamente quello che venga loro detto. E’ un aiuto che chiediamo sapendo che loro possono svolgere un ruolo fondamentale. Scaricate l’app Immuni. Dobbiamo fare in modo che si diffonda, daremo così un importante aiuto.”

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Attualità

E’ scontro tra Regioni e Governo sullo stop ai locali alle 18

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E’ scontro tra Regioni e Governo sullo stop ai locali alle 18.

“Dobbiamo tener presente anche i dati degli altri Paesi, il cresce ed e’ preoccupante”. Il premier Giuseppe Conte, nella riunione con i capigruppo della maggioranza, non fa mistero della preoccupazione per i dati sul tavolo. E’ vero che il commissario all’emergenza Arcuri ha spiegato che al momento la saturazione delle terapie intensive e’ al 13% ma la curva e’ destinata a salire.

Cosi’ non reggiamo, a novembre la situazione andrebbe fuori controllo, dobbiamo intervenire in fretta, il ragionamento del Capo dell’esecutivo che fa da sponda all’ala ‘rigorista’ del governo che da settimane spinge per una stretta rigorosa. Ma allo stesso tempo occorre tener presente le proteste delle categorie e la rabbia di chi non vuole un coprifuoco, anche se ‘soft’. Salvaguardare quindi la tutela della salute e dell’economia.

Ecco il motivo per cui la misura piu’ forte inserita nel nuovo Dpcm, quello stop ai locali e ai ristoranti alle 18 e’ ancora in ballo. Fonti della maggioranza riferiscono che anche il premier non sarebbe del tutto convinto ma e’ Italia viva ad insistere sulla necessita’ di una norma meno dura, se non addirittura cancellarla. Poi ci sono le regioni che propongono di allungare l’orario alle 23. Si sta quindi mediando, una soluzione potrebbe essere quella di arrivare alle 20 ma il Pd e il ministro Speranza insistono a mantenere la bozza originaria del Dpcm illustrata anche dal premier ai capigruppo di maggioranza e opposizione.

Non si esclude quindi un compromesso sulla norma maggiormente osteggiata, ovvero quella che obbliga i locali a chiudere alle 18. Invece dalle 21 si potra’ disporre la chiusura delle piazze, c’e’ lo stop alle palestre, ai centri termali e alle piscine (ma no a parrucchieri e centri estetici), si consiglia fortemente di non ricevere persone che non siano conviventi a casa, si obbliga a stare al tavolo al ristorante al massimo in quattro, si chiude alle feste al pubblico e all’aperto, si decreta lo stop a cinema e a spettacoli (ma no a teatri) e alla partecipazione del pubblico agli eventi sportivi. Un pressing forte dei governatori e’ anche sul ministro Speranza e sul responsabile dei Trasporti, De Micheli. Al primo le regioni chiedono che si facciano tamponi solo ai sintomatici e ai contatti stretti (familiari e conviventi) e che si attivino maggiormente i medici di base, al secondo (richiesta avanzata anche dai capigruppo, sia di maggioranza che di opposizione) che vengano regolati i trasporti. Ma le regioni sono contrarie anche allo stop dei ristoranti la domenica, ad una stretta dei centri commerciali e mostrano perplessita’ anche sulle misure contro le palestre e le piscine. Nella lettera inviata dal governatore Bonaccini al governo si chiede che l’orario di chiusura per i ristoranti slitti alle 23, “con il solo servizio al tavolo” mentre “per i i bar alle 20 ad eccezione degli esercizi che possono garantire il servizio al tavolo”. Ma e’ anche nella maggioranza che c’e’ fibrillazione, con Italia viva fortemente contraria alla stretta. Da qui la mediazione del premier che a tutti i suoi interlocutori assicura che verranno fatte le valutazioni necessarie prima del varo del provvedimento. Con le opposizioni – soprattutto Salvini e Meloni – sulle barricate.

Le Regioni hanno chiesto al governo di “prevedere nel fine settimana la chiusura dei centri commerciali, con eccezione di alimentari e farmacie”. Lo si legge in un passaggio della lettera inviata dalle Regioni al governo, a firma del presidente della Conferenza Stato regioni, Stefano Bonaccini.

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