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Coronavirus

Coronavirus a Baronissi: 2 nuovi casi, tra cui bimbo. Il sindaco Valiante: ‘Ritardi nella gestione dei tamponi’

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Coronavirus a : 2 nuovi casi, tra cui bimbo. Il sindaco Valiante: ‘Ritardi nella gestione dei tamponi’

Aumentano i casi positivi al Coronavirus nel comune di Baronissi. Nella giornata di ieri, 16 ottobre, si sono registrati due nuovi contagi. Si tratta di un adulto e un bambino, contatti di due positivi nello stesso nucleo familiare. Ad annunciarlo è stato il sindaco Gianfranco Valiante che denuncia gravi ritardi nella gestione dei tamponi.

“Registriamo purtroppo ancora due cittadini risultati, nella giornata di ieri, positivi al covid: una persona adulta e un bimbo già da tempo in isolamento domiciliare a causa della già accertata positività al contagio del papà e della sorellina.

Entrambi i nuovi contagiati non hanno fortunatamente sintomi e stanno bene. Sono complessivamente trentuno ad oggi i concittadini positivi al coronavirus, tutti risultati tali dall’inizio del mese di ottobre ad oggi. Ad essi, alle loro famiglie il mio più affettuoso abbraccio con l’augurio di mettere al più presto alle spalle, questa non bella esperienza.”

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Attualità

E’ scontro tra Regioni e Governo sullo stop ai locali alle 18

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E’ scontro tra Regioni e Governo sullo stop ai locali alle 18.

“Dobbiamo tener presente anche i dati degli altri Paesi, il contagio cresce ed e’ preoccupante”. Il premier Giuseppe Conte, nella riunione con i capigruppo della maggioranza, non fa mistero della preoccupazione per i dati sul tavolo. E’ vero che il commissario all’emergenza Arcuri ha spiegato che al momento la saturazione delle terapie intensive e’ al 13% ma la curva e’ destinata a salire.

Cosi’ non reggiamo, a novembre la situazione andrebbe fuori controllo, dobbiamo intervenire in fretta, il ragionamento del Capo dell’esecutivo che fa da sponda all’ala ‘rigorista’ del governo che da settimane spinge per una stretta rigorosa. Ma allo stesso tempo occorre tener presente le proteste delle categorie e la rabbia di chi non vuole un coprifuoco, anche se ‘soft’. Salvaguardare quindi la tutela della salute e dell’economia.

Ecco il motivo per cui la misura piu’ forte inserita nel nuovo Dpcm, quello stop ai locali e ai ristoranti alle 18 e’ ancora in ballo. Fonti della maggioranza riferiscono che anche il premier non sarebbe del tutto convinto ma e’ Italia viva ad insistere sulla necessita’ di una norma meno dura, se non addirittura cancellarla. Poi ci sono le regioni che propongono di allungare l’orario alle 23. Si sta quindi mediando, una soluzione potrebbe essere quella di arrivare alle 20 ma il Pd e il ministro Speranza insistono a mantenere la bozza originaria del Dpcm illustrata anche dal premier ai capigruppo di maggioranza e opposizione.

Non si esclude quindi un compromesso sulla norma maggiormente osteggiata, ovvero quella che obbliga i locali a chiudere alle 18. Invece dalle 21 si potra’ disporre la chiusura delle piazze, c’e’ lo stop alle palestre, ai centri termali e alle piscine (ma no a parrucchieri e centri estetici), si consiglia fortemente di non ricevere persone che non siano conviventi a casa, si obbliga a stare al tavolo al ristorante al massimo in quattro, si chiude alle feste al pubblico e all’aperto, si decreta lo stop a cinema e a spettacoli (ma no a teatri) e alla partecipazione del pubblico agli eventi sportivi. Un pressing forte dei governatori e’ anche sul ministro Speranza e sul responsabile dei Trasporti, De Micheli. Al primo le regioni chiedono che si facciano tamponi solo ai sintomatici e ai contatti stretti (familiari e conviventi) e che si attivino maggiormente i medici di base, al secondo (richiesta avanzata anche dai capigruppo, sia di maggioranza che di opposizione) che vengano regolati i trasporti. Ma le regioni sono contrarie anche allo stop dei ristoranti la domenica, ad una stretta dei centri commerciali e mostrano perplessita’ anche sulle misure contro le palestre e le piscine. Nella lettera inviata dal governatore Bonaccini al governo si chiede che l’orario di chiusura per i ristoranti slitti alle 23, “con il solo servizio al tavolo” mentre “per i i bar alle 20 ad eccezione degli esercizi che possono garantire il servizio al tavolo”. Ma e’ anche nella maggioranza che c’e’ fibrillazione, con Italia viva fortemente contraria alla stretta. Da qui la mediazione del premier che a tutti i suoi interlocutori assicura che verranno fatte le valutazioni necessarie prima del varo del provvedimento. Con le opposizioni – soprattutto Salvini e Meloni – sulle barricate.

Le Regioni hanno chiesto al governo di “prevedere nel fine settimana la chiusura dei centri commerciali, con eccezione di alimentari e farmacie”. Lo si legge in un passaggio della lettera inviata dalle Regioni al governo, a firma del presidente della Conferenza Stato regioni, Stefano Bonaccini.

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