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Castellammare di Stabia

Castellammare, al via l’allestimento della mostra che inaugurerà il Museo Archeologico

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Al via l’allestimento della che inaugurerà il di di Stabia, al piano nobile della Reggia del Quisisana, reggia prima angioina poi borbonica.

Un nuovo spazio museale dedicato all’esposizione di numerosi e prestigiosi reperti del territorio stabiano, quello che da anni cittadini, studiosi e appassionati attendevano con ansia e un filo di malinconia. Ricordiamo, infatti, che per anni molti reperti sono rimasti al buio dell’Antiquarium di Castellammare, salvo sporadiche mostre che coinvolgevano pochi pezzi dell’intera collezione.

Le sale espositive, aperte da un lato sulla splendida terrazza panoramica e dall’altro sul giardino storico sono state rivestite da carta da parati che riprende due celebri affreschi di Villa San Marco, come quello con il volto maschile dell’atrio e la suonatrice di lira che orna una delle stanze affacciate sul peristilio inferiore.

Una serie di contropareti nere offrono il supporto necessario ad appendere i pesanti pannelli con affreschi, mentre nelle sale saranno disposte le vetrine con una scelta significativa di reperti. Reperti che, come anticipato, tornano nuovamente alla luce.
Ivana Rita Afeltra

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Arte e Musei

Aperto al pubblico 23 anni dopo il Museo Archeologico di Stabiae

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Aperto al pubblico 23 anni dopo il di Stabiae.

Anche ha finalmente il suo “luogo delle muse”… Dopo 23 anni di attesa, ai reperti viene finalmente restituita la dignità. Era dal 1997, infatti, che le porte dell’Antiquarium di via Marco Mario a di Stabia avevano chiuso ai battenti. Si scrive una nuova pagina per Stabiae, per anni rimasta bianca perché nessuno si curava fino in fondo di cominciare a scrivere, fino a un anno fa circa, quando è stato firmato un accordo tra il Sindaco Gaetano Cimmino e il Direttore Generale dei Musei Massimo Osanna (allora già direttore del Parco Archeologico di Pompei).

I reperti dell’Antiquarium verranno man mano disposti nell’attuale ubicazione, Palazzo Reale di Quisisana e step dopo step verranno aperte sempre più sale (come dichiarato ieri da Osanna e Cimmino). Dunque, questo è solo l’inizio.

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Durante la giornata di venerd’, nel corso della quale c’è stata l’inaugurazione alla presenza del Sindaco Cimmino, del Direttore Generale dei Musei Osanna, del Direttore degli Scavi di Stabia Francesco Muscolino (nonché nuovo direttore del Museo Archeologico di Cagliari) e di altre personalità illustri, il Sindaco ha conferito la cittadinanza onoraria a Osanna, visivamente emozionato.

Il Museo è, dunque, ufficialmente aperto al pubblico da oggi.

Per quanto riguarda gli orari di apertura:
-estivi 9-19 (con ultimo ingresso alle 18);
-invernali 9-17 (con ultimo ingresso alle 16).

Per i biglietti, invece, bisognerà prenotare sulla piattaforma TicketOne e seguiranno i seguenti prezzi:
-intero €6,00 (+ €1,50 su prevendita online);
-ridotto €2,00 (+ €1,50 su prevendita online);
-gratuità come da normativa (si consiglia di informarsi sul sito ufficiale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo).

La chiusura settimanale sarà il martedì. Per ulteriori informazioni utili si consiglia di visitare il sito ufficiale del parco archeologico di Pompei.

Ivana Rita Afeltra

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Castellammare di Stabia

Castellammare presenta la sua candidatura a Capitale della cultura 2022

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presenta la sua candidatura a Capitale della cultura 2022.

Tutto è cominciato il giorno 11 dicembre 2019, quando il Sindaco Gaetano Cimmino ha inviato la manifestazione di interesse alla candidatura di capitale della cultura 2022 della Città di Castellammare di Stabia, insieme ad altre 44 città.

Nel corso della mattinata di oggi è stata presentato al pubblico il dossier per la candidatura.
Insieme ad associazioni, al vicesindaco Calí, all’assessore Diana Carosella, alla Curia, al Vescovo Alfano, al Comitato d’onore presieduto dall’ammiraglio Domenico Picone, ad un gruppo di professionisti che hanno deciso di metterci la faccia, il cuore, la professionalità, è stato possibile avviare la candidatura per Castellammare.

Nessun timore di presentarsi al cospetto dell’intera nazione: si punta alla vittoria grazie al patrimonio culturale che offre la città di Castellammare di Stabia.

Il sindaco Cimmino ha aperto il suo discorso ricordando e ringraziando il compianto vicesindaco Lello Radice, scomparso il 23 maggio 2018 e al quale è dedicata la stessa candidatura.
“Si punta alla lotta alla criminalità, alla valorizzazione del patrimonio stabiese, contrastando il degrado e migliorando la sicurezza urbana. Strategia attuata anzitutto per i cittadini. La presenza del patrimonio archeologico, termale, religioso, architettonico ci suggerisce che non siamo secondi a nessuna realtà”
Lo sforzo che questa amministrazione comunale ha messo in campo è quello di valorizzare il patrimonio archeologico grazie alla quale siamo riusciti ad inaugurare il di Stabiae.
Si punta anche al restauro della Villa Gabola, di Palazzo Farnese, di viale degli Ippocastani e altri monumenti finiti nel degrado, tutto ciò per i cittadini in primis, ma soprattutto per i turisti che accorreranno.
C’è bisogno di produrre effetti duraturi del tempo, non solo per il tempo della candidatura.
Le scuole, le associazioni, gli studiosi dei beni culturali saranno un pilastro portante per questa candidatura.
La cultura va intesa come catalizzatore dell’economia per dare supporto strutturale alla società.”

Su questi presupposti è stata, dunque, predisposta la candidatura a capitale italiana della cultura 2022 mettendo in campo azioni concrete. Castellammare concorre insieme ad altre 28 realtà, alcune delle quali capoluogo di provincia.

A sposare questo progetto è stata anche l’arcidiocesi che, da subito, ha deciso di dare il suo contributo. Mons. Alfano chiarisce che Castellammare ha bisogno di unione di fronte a questa situazione. Bisogna, dunque, guardare nella stessa direzione tenendo a cuore le sorti della città.
“Castellammare è amabile, perciò è amata da tanti. Può diventare un tesoro che deve essere messo a disposizione di tutti. Ci consente non tanto di competere quanto di crescere.”

È intervenuto anche l’Ammiraglio Domenico Picone, presidente del comitato d’onore per la candidatura che ha subito menzionato il Vespucci definendolo “figlio di Stabia”.

In collegamento telefonico è intervenuto Maurizio de Giovanni, scrittore e autore de “i bastardi di Pizzofalcone: componente del comitato d’onore: “la cultura deve essere vista come forza motrice economica. La vittoria di questa sfida comporterebbe una vittoria per la stessa Campania e tutte le città campane dovrebbero sostenere Castellammare.”

Il Procuratore della Corte Generale di Napoli, Luigi Riello, ha invece ricordato l’unicità delle 28 sorgenti d’acqua stabiesi, i Cantieri Navali Borbonici e i siti archeologici. “Questa deve essere un’occasione di riscatto.”

Il direttore degli scavi di Stabia Francesco Muscolino ha invece dichiarato:”la storia di Stabia è una storia di rinascita, dalla distruzione di Silla a quella del Vesuvio.” Viene quindi ricordato il motto di Stabia “Post fata resurgo”,.
“La città non deve vivere all’ombra di Pompei nel settore archeologico ma deve avere una propria identità.”
Presente anche il direttore del MAV di Ercolano Luigi Vicinanza e il presidente del comitato degli scavi di Stabia Antonio Ferrara, anch’essi membri del comitato per la candidatura.

È intervenuto poi il professor Pierluigi Fiorenza che ha illustrato i punti salienti del dossier. “Con tante criticità la nostra città resta bellissima. La candidatura è un’occasione per riscoprire i valori stabiesi. Verranno coinvolti tutti i quartieri della citta, i cortili e i vicoletti del centro antico, le chiese e gli antichi palazzi.”

Ivana Rita Afeltra

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