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Cultura

In libreria ‘Re Pulce e il mistero di Ramuth’ di Neil Mongillo

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“Re Pulce e il mistero di Ramuth” è la nuova opera dello scrittore Neil Mongillo, una favola di avventura e di formazione per bambini e ragazzi, corredata dalle illustrazioni di Emmanuelle Mongillo e Angela Croce e pubblicata dalla casa editrice Planet Book.

 

Re Pulce è un sovrano dispotico, irriverente e caustico nei riguardi di tutto quanto si possa ritenere sacro e inviolabile, che attraverso innumerevoli vicissitudini è costretto a ripercorrere e a confrontarsi con il suo passato, con quanto ha vissuto, e che lo ha reso quel che è. Alla fine di un lungo viaggio, il sovrano del Regno di Piripù capirà qual è il reale senso della vita d’ognuno e ritroverà se stesso riconciliandosi con la sua vera natura.
Una favola divertente, raccontata con una scrittura beffarda, a tratti esilarante, e ricca di spunti di riflessione.
Dalla quarta di copertina
Ho risolto di scrivere una fiaba: il protagonista è un Re, dispotico, piuttosto villano e alquanto infimo. “Lo conobbi” la prima volta quando, presa una marionetta, cominciai a narrare una novella alla mia bimba Emmanuelle. Da allora il sovrano è come se l’avesse accompagnata, seguita, spronata a essere semplicemente diversa da quel che egli rappresentava. Dal canto mio, da quel giorno in cui l’ebbi a creare, è come se d’un tratto egli fosse divenuto reale, una sorta di bisbetico amico al quale confidare quel che pensavo su quel che vivevo. Adesso, non mi resta che presentarlo: egli è il sovrano del Regno di Piripù e il suo nome… il suo nome è Re Pulce.

www.planetbook.it

Neil Mongillo, classe ’74, è uno scrittore campano, di Salerno, con all’attivo tre romanzi di successo. Conseguita la laurea in Lettere e Filosofia, ha proseguito la sua esperienza presso l’Università degli Studi di Salerno tenendo corsi monografici in Storia della critica e della letteratura architettonica. Iscritto all’Ordine dei giornalisti dal 2007, ha collaborato con diversi quotidiani e periodici d’ambito regionale e nazionale.

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Cultura

Università di Salerno e Netcom Group siglano convenzione per la creazione di un laboratorio permanente sulle tematiche delle Smart Cities

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E’ stata siglata nella sede del Rettorato dell’Università di Salerno, nel corso di I-CITIES 2020, una convenzione tra la società NetCom Group e l’Ateneo salernitano per la creazione di un laboratorio permanente, il primo del suo genere, all’interno della stessa Università dove poter sviluppare attività di ricerca e sviluppo, ma soprattutto preparare gli studenti al mondo del lavoro.

Il laboratorio nasce con l’obiettivo di sviluppare le tematiche connesse alle smart cities. Nello specifico è un laboratorio di ateneo che nasce con l’idea di concretizzare tutta una serie di attività di ricerca sul territorio attraverso un sinergico rapporto azienda e università. «L’accordo sottoscritto con NetCom Group – dichiara il Rettore dell’Università agli Studi di Salerno, professor Vincenzo Loia – fa parte della nostra politica di ricerca e sviluppo nell’ambito dell’innovazione tecnologica e della digital transformation. Le Università sono sedi primarie della ricerca scientifica nazionale ed è nostro compito elaborare e trasmettere criticamente le conoscenze anche promuovendo forme di collaborazione con Istituti extrauniversitari di ricerca. NetCom è uno di questi e il protocollo condiviso ci permetterà di lavorare insieme su uno degli ambiti che ritengo ormai imprescindibile per la società contemporanea: quello delle smart cities».

«Il primo passo di questa sinergia – conclude il Rettore – sarà l’attivazione di un laboratorio congiunto, ospitato presso il campus di Fisciano, che condurrà attività di ricerca sulla dimensione dell’Internet of Things e la sua applicazione a scenari reali quali Beni Culturali, Automotive e Social Media, anche tramite la condivisione di strumenti di elaborazione e la sinergica collaborazione con i vari Dipartimenti». «Siamo un’azienda che appartiene al futuro – afferma il presidente e ad di NetCom Group, Domenico Lanzo – che non dimentica le sue origini e amplifica la capacità creativa del sud con volontà di rendere concrete le soluzioni tecnologiche che il mercato richiede, esaltando qualità professionali innovative». «Utilizzare – aggiunge Lanzo – strutture e mezzi aziendali all’avanguardia con la formazione guidata da un ateneo sono un fiore all’occhiello della nostra regione. Siamo certi che la nascita di questo laboratorio all’interno dell’Ateneo – si rivelerà un percorso virtuoso e proficuo con l’Università di Salerno, anche in prospettiva delle opportunità che si creeranno a breve termine sulla spinta di un mercato affamato di soluzioni creative che il nostro Sud genera copioso».

«Abbiamo avuto in NetCom Group – sottolineano i professori Massimo De Santo e Francesco Colace del Centro ICT di Ateneo per i Beni Culturali – una sponda molto forte e l’interesse di andare a sviluppare queste tematiche e dopo aver raccolto l’ok dell’azienda e dei nostri organi istituzionali si è deciso di investire all’interno dell’ateneo creando questa struttura. All’interno del laboratorio verranno distaccate unità di personale di NetCom Group che seguiranno il lavoro dei nostri studenti e dei nostri ricercatori». «La firma di questa convenzione – spiega Alfredo Troiano, direttore tecnico di NetCom Group – rappresenta la formalizzazione di un rapporto che ormai da decenni vede impegnato l’Ateneo ed in particolare i proff. De Santo e Colace, e NetCom. Questa collaborazione ha visto numerose attività di tirocini, tesi, dottorando e pubblicazioni scientifiche, su tematiche, quali ad esempio la cyber security o l’intelligenza artificiale, applicate a settori come Automotive e Media e Beni Culturali».  «Siamo già al lavoro – annuncia Troiano – per definire il manifesto delle attività che ci vedranno impegnati nel prossimo triennio e che da oggi, come detto, sono formalmente battezzate e che vedono la creazione, presso l’Ateneo, di un laboratorio attrezzato per la realizzazione di tali attività».

 

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Cultura

Le quattro giornate di Napoli a ‘Passato e presente’, il programma di Rai Cultura

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A ‘Passato e presente’ domani le Quattro giornate di Napoli, domani 25 settembre su Rai3

 

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, i nazisti occupano Napoli imponendo un regime di durissima repressione. Il nuovo comandante, il colonnello Walter Scholl, impone lo stato d’assedio e ordina a tutti i cittadini la consegna delle armi. Fa anche sgomberare l’intera fascia costiera, lasciando senza casa 200 mila abitanti, in una città già provata da anni di guerra e di bombardamenti aerei da parte degli alleati. Una storia ripercorsa dalla professoressa Isabella Insolvibile e da Paolo Mieli a ‘Passato e Presente’, il programma di Rai Cultura.

Il provvedimento più duro imposto dai tedeschi è l’obbligo, per tutti gli uomini abili, di presentarsi per il lavoro obbligatorio. Questo avrebbe significato diventare schiavi e rischiare la deportazione in Germania. Tutta la città cerca di nascondere i propri uomini e, quando scattano i rastrellamenti da parte tedesca, la popolazione insorge. Dal 28 settembre al 1° ottobre la battaglia delle Quattro giornate trasforma Napoli in un teatro di guerra. Combattono per le strade uomini, donne e molti ragazzi. Si uniscono ai civili anche diversi militari, che dopo lo sbandamento successivo all’armistizio hanno deciso di lottare contro gli occupanti. Alla fine i napoletani riescono a mettere in fuga i tedeschi, che abbandonano il capoluogo campano dirigendosi verso nord, e Napoli diventa la prima città in Europa a essersi liberata da sola dall’occupazione nazista.

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