

Salerno. In tanti pensano che si tratti soltanto di spazzatura. E non sanno che dagli scarti alimentari dei salernitani nascono gustosissime zucche, ottimi pomodori per la passata e uva pregiata coltivata nei vigneti intitolati a don Peppe Diana e da cui prendono vita vini come l’Aglianico, il Fiano e la Falanghina. Un risultato reso possibile dal lavoro della cooperativa sociale Apeiron che nei giorni scorsi ha ritirato 171 tonnellate di compost per le sue produzioni biologiche dall’impianto di compostaggio gestito da Salerno Pulita.
“L’organico – spiegano i promotori del progetto – sarà utilizzato come ammendante per le nostre coltivazioni biologiche, nei terreni confiscati alla criminalità organizzata nei comuni di Pignataro Maggiore e Santa Maria la Fossa”. Da qualche tempo la cooperativa sociale Apeiron ha intrapreso una collaborazione con Salerno Pulita per l’utilizzo del compost.
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