

La Squadra Mobile di Caserta ha eseguito nei suoi confronti un ordine di carcerazione, emesso in mattinata dalla Procura generale presso la Corte d’Appello di Napoli, formalizzato a seguito del rigetto del ricorso, da parte della Corte di Cassazione, che ha reso definitiva la sentenza di secondo grado con la quale Benito Belforte era stato giudicato colpevole di concorso in estorsione, commessa col metodo mafioso, al fine di agevolare il clan Belforte di Marcianise e per affermarne la supremazia sul territorio di competenza. Dalle indagini della Squadra Mobile, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, è emerso che Benito Belforte era stato inquadrato nella compagine che, aldilà dei rapporti familiari, si era resa operativa sul territorio nella riscossione dei ratei estorsivi, impiegando il temutissimo nome dei Belforte.
In tale veste, a cavallo delle festività natalizie 2016-2017, Benito Belforte si era reso responsabile, con altri, di un’estorsione consumata ai danni del titolare di una nota azienda di onoranze funebri di Marcianise. Per tale fatto era già stato raggiunto da un’ordinanza cautelare, eseguita il 12 aprile 2017 ed era tornato in libertà nel maggio 2019.Terminati gli atti di rito, Benito Belforte è stato portato nel carcere di Santa Maria Capua Vetere per scontare la pena residua di 6 mesi e 25 giorni di reclusione.
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