Seguici sui Social

Pubblicità

Cinema

#IORESTOACASA – I migliori film sul blues per A-Z BLUES

Pubblicato

in


Durante questo periodo di emergenza sanitaria anche noi di A-Z Blues aderiamo all’invito del nostro Governo #iorestoacasa e cogliamo l’occasione per darvi qualche suggerimento su alcuni film, ovviamente a tema Blues per le vostre giornate “oziose”. Sono tante le pellicole cinematografiche e i documentari che negli anni (fortunatamente) ci hanno ricordato la storia di questa speciale cultura che partendo dal popolo afroamericano è diventata mondiale.
Per una vostra comodità abbiamo pensato di suddividere i nostri consigli – ovviamente quelli emersi nel rovistare i nostri “bauli dei ricordi” – in 3 macro categorie, ovvero:
FILM DOCUMENTARIO
Iniziamo non da un singolo film, bensì da un celebre cofanetto che ne contiene addirittura sette. Stiamo parlando di The Blues di Martin Scorsese, una serie di documentari incentrati sulla storia della musica blues e diretti da diversi registi. Ogni “capitolo” analizza ed esplora sfaccettature differenti di questo genere musicale e sulle sue evoluzioni. I titoli di queste opere sono i seguenti:

Dal Mali al Mississippi (Martin Scorsese)
L’anima di un uomo (Wim Wenders)
The Road to Memphis (Richard Pearce e Robert Kenner)
Warming by the Devil’s Fire (Charles Burnett)
Godfathers and Son (Marc Levin)
Red, White and Blues (Mike Figgis)
Piano Blues (Clint Eastwood)
Ma sono tantissimi gli altri film che prendiamo in considerazione e che puoi trovare cliccando qui, come The Land Where The Blues Began, oppure Mississippi Blues, fino a Muscle Shoals: Dove nascono le leggende.

FILM DI DENUNCIA
Quasi sicuramente il film di denuncia più importante (che non parla esplicitamente di musica, ma è immerso in un clima blues tout court) è Mississippi Burning – Le radici dell’odio. Questa pellicola di Alan Parker (Premio Oscar 1989) è stata ispirata dall’assassinio degli attivisti per i diritti civili del Mississippi, avvenuto nella contea di Neshoba, nel giugno del ‘64 da parte di un gruppo di delinquenti appoggiati dallo sceriffo. L’omertà delle autorità e degli abitanti di fronte alle molteplici brutalità perpetrate contro la popolazione nera lasciano trasparire sentimenti profondamente blues.

Puoi guardare o noleggiare il film su questi siti :

Ma sono tantissimi gli altri film che prenderemo in considerazione (clicca qui), ad iniziare da Selma – La Strada per la Libertà (2015) e Green Book (2019) o, anche, lo storico Il Colore Viola di Steven Spielberg che si aggiudicò il Premio Oscar nel 1986.

COMMEDIA
Quando si parla di Blues nel cinema la prima pellicola che viene in mente è ovviamente The Blues Brothers di John Landis con protagonisti John Belushi e Dan Aykroyd. Il film, uscito nel 1980, è entrato anche nel Guinness dei primati per avere la scena con il maggior numero di incidenti d’auto. Un film entrato nella mitologia cinematografica e che ha avuto il fondamentale ruolo di far appassionare al blues tantissime persone in tutto il mondo.
Ma senza dimenticare commenti e inviti a immergersi nelle scene di Fratello, dove sei? (O Brother, Where Art Thou?), Pomodori Verdi Fritti alla Fermata del Treno, Black Snake Moan, e tantissime altre commedie (clicca qui) dove il blues è sempre protagonista.

Puoi guardare o noleggiare il film su questi siti :

Pubblicità
Continua a leggere
Pubblicità

Cinema

Morto il grande attore francese Michel Piccoli. Aveva lavorato con i più grandi registi internazionali

Pubblicato

in

michel piccoli

All’età di 94 anni il cinema dice addio a Michel Piccoli, tra i più grandi attori francesi. Ha lavorato con i più grandi registi internazionali: da Luis Bunuel fino a Claude Sautet, Marco Ferreri e Nanni Moretti.

 

Jacques Daniele Michel Piccoli era nato a Parigi il 27 dicembre 1925 in una famiglia di musicisti, per metà italiana e per l’altra metà francese, con lontane origini ticinesi. Sua madre era un pianista mentre suo padre un violinista.

Piccoli esordì nel film “Silenziosa minaccia” (1945) ma dovettero passare quasi 20 anni prima che l’attore, ormai quarantenne, venisse riconosciuto per il suo straordinario talento. Tutti i grandi autori del cinema francese hanno diretto Piccoli: Jean Luc Godard ne fa il marito di Brigitte Bardot in “Il disprezzo” (1963), Alain Resnais lo contrappone a Yves Montand in “La guerre è finita” (1965), Alfred Hitchcock, lo sceglie per il cast di “Topaz” (1969). E’ stato diretto da Roger Vadim, Costa-Gavras, René Clement, Yves Allégret, Claude Chabrol, Claude Lelouch e addirittura da Mario Bava, che lo trasforma nell’ispettore Ginko in “Diabolik” (1968). Marco Ferreri l’ha scelto per il suo “Dillinger è morto” e “La grande abbuffata”.
Dopo il primo matrimonio con l’attrice svizzera Eléonore Hirt, sul finire degli anni Sessanta sposa in seconde nozze l’attrice e cantante francese Juliette Gréco, dalla quale divorzierà nel 1977.

Diretto Marco Bellocchio, Michel Piccoli si aggiudica la Palma d’oro di Cannes come migliore attore per il film “Salto nel vuoto” (1980). Nello stesso anno sposa la sceneggiatrice Ludivine Clerc, sua attuale moglie, e viene diretto da Louis Malle in Atlantic City. Un altro premio, l’Orso d’Argento, arriva l’anno seguente per “Gioco in villa di Pierre” Granier-Deferre.

Tra gli anni ’80 e ’90 viene diretto da Ettore Scola, ancora da Godard, Liliana Cavani e ancora da Bellocchio e Malle, poi Jacques Rivette e Sergio Castellitto, fino alla sua prima regia con “Train de nuit” nel 1994. Una carriera senza soluzione di continuità nonostante l’avanzare degli anni ed è proprio il più grande vecchio del cinema d’autore mondiale, il portoghese Manoel de Oliveira, a regalargli nuove parti e nuovi onori con i film “Ritorno a casa”, “Lo specchio magico” e “Belle toujours” (2006), sequel ideale a decenni di distanza del capolavoro del suo primo grande maestro, “Bella di giorno”.

Nel 2011 Nanni Moretti lo sceglie per il ruolo del tormentato cardinale Melville che entra in crisi dopo essere stato eletto Papa in “Habemus Papam”. Presentato in concorso al Festival di Cannes, viene eletto miglior film dell’anno dai Cahiers du cinéma, vince un European Film Award, sette Nastri d’argento e tre David di Donatello, tra cui quello al miglior attore protagonista.

“Il 12 maggio si è spento tra le braccia della moglie Ludivine e dei suoi giovani figli Inord e Missia, in seguito a un incidente cerebrale”, come riporta una nota della famiglia trasmessa all’agenzia France Presse da Gilles Jacob, amico dell’attore nonché ex presidente del Festival di Cannes.

Continua a leggere

Cinema

Cinema, David di Donatello: ‘Il Traditore’ di Bellocchio trionfa con 6 statuette

Pubblicato

in

bellochio e favino

“Avevo vinto tre David in tutta la mia carriera, oggi ne ho vinti tre in una volta sola”.

Emozionato e felice Marco Bellocchio commenta così l’ultimo premio consegnato al suo film ‘Il traditore’, il piu’ importante, quello come miglior pellicola dell’anno.

Un riconoscimento che si va ad aggiungere ad altri 5: miglior regista (Bellocchio), attore protagonista (Pierfrancesco Favino), attore non protagonista (Luigi Lo Cascio), oltre che miglior sceneggiatura originale (Bellocchio) e miglior montatore (Calvelli). In precedenza lo stesso Bellocchio aveva detto: “Avendo uno spirito democristiano vorrei che tutti fossero premiati” augurando quindi al cinema italiano “così in difficoltà in questo momento, di poter ricominciare a lavorare”. Una grande serata di cinema, la festa del cinema italiano quella andata in scena su Rai 1, che Piera Detassis, presidnente dell’Accademia del cinema italiano ha descritto così: “Quella di stasera è una sfida, ma questo è un tempo di sfide, un tempo in cui bisogna immaginare quello che sarà, ci vuole innovazione e sarà qualcosa di diverso”. ‘Il traditore’, pellicola superfavorita alla vigilia con 18 candidature, ha dominato la serata condotta da Carlo Conti da via Teulada in solitaria (solo alla fine è arrivata Piera Detassis, presidente dell’Accademia del Cinema italiano a consegnare il premio virtualmente a Bellocchio). Gli altri contendenti si sono accontentati di quello che ha lasciato ‘Il traditore’. Miglior attrice Jasmine Trinca per ‘La dea fortuna’, che ha bissato il premio ricevuto due anni fa per ‘Fortunata’. Attrice non protagonista Valeria Golino per ‘5 è il numero perfetto’ di Igort. La vittoria di Bellocchio de del suoi film su Tommaso Buscetta era annunciata. Tra tutte le statuette, però, quella meno certa era per l’attore non protagonista, vista la presenza ‘pesantissima’ di Roberto Benigni (‘Pinocchio’): invece ha vinto un premio meritatissimo Luigi Lo Cascio. Delusione per ‘Il primo re’ di Matteo Rovere che ha portato a casa solo permi minori, per lo stesso ‘Pinocchio’ di Matteo Garrone (che comunque e’ in pole position per rappresentare – con buone possibilita’ di successo – l’Italia agli Oscar 2021) e per ‘Martin Eden’ che ha comunque vinto il David per la miglior sceneggiatura non originale. Ultima considerazione per il premio al miglior regista esordiente: ha vinto Phaim Bhuiyan per ‘Bangla’. Una sorpresa, forse, ma un premio meritatissimo e molto significativo.

Continua a leggere

Cinema

Cinema. I David di Donatello senza pubblico. Favorito ‘Il traditore’ di Bellocchio con 18 candidature

Pubblicato

in

david di donatello

Carlo Conti presenta una inedita edizione dei David di Donatello.

Niente pubblico né applausi: niente red carpet né fotografie da scattare ai vip. Quella che andrà in onda stasera alle ore 21.30, condotta da un solitario Carlo Conti, sarà una inedita e insolita edizione dei David di Donatello con, in contemporanea, il flashmob delle sale cinematografiche italiane che riaccenderanno le insegne e gli schermi in attesa della riapertura e di un ritorno alla normalità al motto di #riaccendilcinema.

In totale sono 26 le categorie dei premi. In cima alle nomination svetta “Il traditore” di Marco Bellocchio con 18 candidature, seguono “Il Primo Re” di Matteo Rovere e “Pinocchio” di Matteo Garrone con quindici, mentre “Martin Eden” di Pietro Marcello ha ottenuto undici candidature e “5 è il numero perfetto” di Igort corre per 9 statuette (tra cui regista esordiente) e “Suspiria” di Luca Guadagnino ha sei candidature.
Super favorito è “Il traditore” di Marco Bellocchio per miglior film, regia, sceneggiatura originale e interpretazione maschile, con la performance di Pierfrancesco Favino nei panni scomodissimi di Tommaso Buscetta.

In lizza come Miglior film c’è anche “Pinocchio” di Matteo Garrone. Nella categoria Miglior regia, Bellocchio sgareggia con Pietro Marcello, autore di “Martin Eden”, una visione coraggiosa e originale tratta liberamente dal capolavoro di Jack London, in una Napoli immaginaria sospesa nel tempo. Per il Miglior attore, Favino è in pole position ma attenzione a Luca Marinelli, un devastante marinaio di Jack London in “Martin Eden” e al sempre candidato Alessandro Borghi, stavolta nei panni di Remo ne “Il primo re”.
Tra le attrici, la sfida è più aperta con Valeria Bruni Tedeschi (“I villeggianti”) leggermente favorita rispetto a Jasmine Trinca, Lunetta Savino e Valeria Golino, rispettivamente interpreti di “La dea fortuna”, “Rosa” e “Tutto il mio folle amore”. E la Golino è in lizza anche per la categoria attrice non protagonista di “5 è il numero perfetto”. Per il Miglior attore non protagonista, la statuetta potrebbe andare a Geppetto – Roberto Benigni, l’anima della favola nera di Garrone (“Pinocchio”).

Continua a leggere
Pubblicità