Gerusalemme. Emergenza Covid-19: chiude il Santo Sepolcro. Le autorità israeliane hanno ordinato la chiusura della Basilica che ospita il Calvario e la grotta dove, secondo la tradizione, il corpo esanime di Gesù fu posto e da dove è risorto. Da giorni, da quando sono in vigore le restrizioni delle autorità israeliane per contenere il coronavirus, il Santo Sepolcro era vuoto. Nella Basilica c’erano solo i monaci francescani, ortodossi e armeni che ci vivono. La decisione segue quella dei giorni scorsi, con la quale sono state chiuse la Moschea di Al Aqsa e la Cupola della Roccia, oltre all’area esterna sul Monte del Tempio.

Le chiese che gestiscono il Santo Sepolcro, oltre alla latina, all’ortodossa e all’armena, i siriaci, i copti e gli etiopi, sono ora in contatto con le autorità per capire se le tre comunità che vivono all’interno possono continuare le liturgie, rispettando la regola del limite massimo di dieci persone, e se le stesse possono anche essere aperte a fedeli o religiosi dall’esterno, e come le altre comunità che vivono all’esterno possano accedervi. Il Santo Sepolcro è stato chiuso brevemente anche nel marzo di due anni fa a seguito delle proteste su questioni di tasse da parte delle chiese nei confronti del governo Israeliano.  Domani a Gerusalemme “ogni religione – spiega al Sir il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton – reciterà una preghiera secondo la propria tradizione. Come capi delle comunità cristiane faremo anche noi una preghiera, probabilmente il Padre Nostro, ciascuno nella lingua del proprio rito. Sarà un momento significativo nel quale tutti i figli di Abramo invocheranno il Dio unico e onnipotente perchè cessi la pandemia”. “Siamo in attesa di conoscere la decisione in merito alle celebrazioni al Sepolcro. Dovrebbero essere ammessi – dichiara il Custode – gli spostamenti entro 100 metri dalla propria residenza tranne che per lavoro, spesa e farmacia”.