Campania

Coronavirus: in Campania, 490 posti in più in Terapia intensiva

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Arriverà domani il primo paziente positivo coronavirus nel rinnovato ospedale Loreto Mare a Napoli. Il presidio ospedalieri di via Marina nel capoluogo campano, nosocomio di frontiera dove sono solite arrivare vittime degli agguati di camorra, in pochi giorno e’ stato riorganizzato e dedicato al ricovero di pazienti affetti da Covid-19. Nel nosocomio e’ stata creata ex novo un’area ampia con 120 posti letto e dieci posti in più in terapia intensiva. In preparazione anche altri venti per la terapia sub-intensiva e ulteriori 40 posti di degenza ad alta intensità di cura nelle prossime due settimane. A dirigere il servizio, l’Asl Napoli 1 ha richiamato un medico in pensione, l’ex primario di Malattie infettive del Cotugno, Francesco Faella. La trasformazione parte della preparazione voluta dalla Regione Campania a scenari di crisi per il contagio. Solo pochi giorni fa, il 13 marzo, il presidente Vincenzo De Luca, quantificava in 490 in tutta la regione il fabbisogno di posti in più in terapia intensiva, nella peggiore delle tre proiezioni messe a punto dal centro regionale di riferimento dell’ospedale Cotugno in base all’andamento del contagio.

Così è partita la riorganizzazione di tutta la rete, creando altri due centri per l’esame dei tamponi a Salerno, nell’ospedale Ruggi d’Aragona, e ad Avellino, presso il Moscati. Oggi si è aggiunto anche quello del Sant’Anna di Caserta. L’ospedale di Maddaloni, poi, nel Casertano, è stato destinato pure alle terapie intensive e alla cura dei pazienti con Conavid-19. Anche il Ruggi ha creato un’area specifica, attrezzando posti letti di terapie intensive e sub intensive. L’obiettivo dei 490 posti in più (102 di terapia intensiva, 85 di sub terapia intensiva e 403 fra malattie infettive e pneumologia) è centrato grazie alle rapide risposte delle Asl di Salerno e Avellino; delle aziende ospedaliere Moscati di Avellino, Ospedale dei Colli con Cotugno e Monaldi, Cardarelli e Ruggi; dell’Asl Napoli 2 per i nosocomi di Giugliano e Pozzuoli; dell’Asl Napoli 1 con il Loreto Mare; degli atenei Federico II e Vanvitelli; dell’ospedale pediatrico di Napoli Santobono, che pure ha allestito un reparto specifico per i piccoli contagiati con un posto in terapia intensiva; del San Pio di Benevento. 

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