Dopo le nazionali, riecco la Serie A. Per il Napoli subito l’occasione del riscatto contro l’Hellas Verona, una partita in cui gli azzurri sono chiamati a vincere per trovare lo switch definitivo in campionato. De Laurentiis vorrebbe Ancelotti per altri dieci anni. “Oggi la priorità non è parlare del mio rinnovo – dice il tecnico partenopeo – ma della situazione della squadra e del ciclo che dobbiamo affrontare. Non mi va di commentare le parole del presidente. Ma sono dichiarazioni venuti dal cuore, magari anche un po’ forti per alcuni giocatori, ma col cuore”. Il riferimento è per Insigne. “Ha avuto un attimo di sbandamento e gliel’ho fatto notare. Per me e per la squadra è di fondamentale importanza, quand’è sereno e allegro dà il meglio di sé, quand’è ombroso non riesce a tirare fuori tutte le potenzialità. Io gli ho fatto rimarcare questo con la tribuna di Genk, un gesto forte, ma ora si sta allenando serenamente”. Per i rinnovi di Mertens e Callejon “sta ai giocatori valutare tutte le cose e prendere la decisione giusta per loro. C’è stata un’offerta ponderata da parte della società ai giocatori e ai loro entourage”. Critiche esagerate: ” Bruciano i pareggi con Genk e Torino, che ci possono stare, e il k.o. col Cagliari. In Champions siamo in testa al girone. Noi facciamo valutazioni critiche ed oggettive e tutto questo dramma non l’abbiamo visto, né io né chi lavora con me né la società”. Sul razzismo: “Le cose stanno migliorando, sono migliorate. C’è stata una presa di coscienza delle istituzioni. Prima si diceva che fosse goliardia, invece ora si stanno facendo le cose sul serio. Siamo sulla strada giusta”. Le critiche rientreranno: “Nei periodi di pausa c’è la tendenza di accentuare la critica. Ma come dicono in Toscana le chiacchiere le porta via il vento. La partita di domani è questione di vita e di morte, ci dà la possibilità di darci tre punti in campionato e di ritrovare la continuità in questo periodo della stagione”.
Gratteri incendia il referendum: «Per il sì votano indagati e centri di potere»
La campagna referendaria entra nella sua fase più tesa dopo le dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri, che attribuisce il voto favorevole alla riforma a «indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente».
Parole che innescano una reazione trasversale nel mondo politico e istituzionale. Il Consiglio superiore della magistratura apre una pratica, mentre la polemica si estende fino all’ipotesi di un esposto disciplinare in Cassazione. L’affondo del procuratore e la replica istituzionale L’intervento di Gratteri viene percepito dalla maggioranza come uno sconfinamento nel terreno politico. I presidenti di Senato e Camera intervengono pubblicamente. Ignazio La Russa parla di «grave dichiarazione che offende milioni di cittadini e alza il livello dello scontro», mentre Lorenzo Fontana richiama alla necessità di un «dibattito sobrio e costruttivo».
Superenalotto, il 6 sfugge ancora, ma il jackpot vola: combinazione ricca di spunti e 120 milioni nel mirino
Il Superenalotto di oggi non incorona nuovi milionari, ma l’estrazione lascia dietro di sé una scia di curiosità e attese sempre più cariche di speranza. Nessun “6” né “5+1” centrati, ma la sensazione è chiara: la grande vincita sembra solo rimandata. Intanto, il jackpot continua la sua corsa e raggiunge la cifra monstre di 120,1 milioni di euro, pronta ad accendere i sogni dei giocatori nel prossimo concorso.
I numeri estratti disegnano una sestina tutt’altro che banale, con valori medio-alti e una chiusura “pesante”:
Harmont & Blaine, vertice in Prefettura per evitare 32 licenziamenti. Nuovo incontro il 16 febbraio
Si è svolto oggi pomeriggio in Prefettura un vertice convocato dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, per affrontare la vertenza Harmont & Blaine. Al centro del confronto lo stato di agitazione proclamato dai sindacati dopo l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 32 dipendenti in servizio presso lo stabilimento di Caivano. Tutti gli attori al confronto All’incontro hanno preso parte il sindaco di Caivano, i rappresentanti dell’assessorato al Lavoro della Regione Campania, il direttore generale della Harmont & Blaine con i delegati dell’Unione Industriali, e una folta rappresentanza sindacale: Cgil, Cisl e Fisi, con i rispettivi segretari di categoria. Le ragioni dell’azienda Nel corso della riunione la dirigenza ha illustrato le motivazioni alla base della decisione di avviare la procedura di licenziamento collettivo, riconducibili a “ragioni strutturali”. Pur senza entrare nel merito dei dettagli economici e produttivi, l’azienda ha confermato la difficoltà a mantenere invariati i livelli occupazionali. La mobilitazione dei sindacati Forti della mobilitazione dei lavoratori, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Fisi hanno ribadito la richiesta di ritirare la procedura e aprire un confronto serrato per scongiurare i tagli. La vertenza assume un rilievo particolare nel contesto di Caivano, territorio già segnato da altre crisi industriali.
L’incontro si è concluso con un accordo di metodo: tutte le parti si sono impegnate a verificare possibili soluzioni per preservare l’occupazione. È stata condivisa la necessità di proseguire il confronto, e per questo il tavolo è stato aggiornato a lunedì 16 febbraio.
REDAZIONE






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