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Attualità

Renzi: ‘Esco dal Pd per combattere Salvini tra la gente’

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Con una intervista a La Repubblica, l’ex segretario del Pd annuncia la rottura e procede con una scissione. “Quello che mi spinge a lasciare è la mancanza di una visione sul futuro”, afferma l’ex premier, che rivendica il suo operato degli ultimi anni. “I parlamentari che mi seguiranno saranno una trentina, più o meno. Non dico che c’è un numero chiuso, ma quasi”. Renzi dice di non credere a un’unità che considera di facciata. “Voglio passare i prossimi mesi a combattere contro Salvini”, prosegue. “I gruppi autonomi nasceranno già questa settimana. E saranno un bene per tutti”, dice. L’ex segretario spiega le ragioni dello strappo.  E per il governo probabilmente si allargherà la base del consenso parlamentare, l’ho detto anche a Conte. Dunque l’operazione è un bene per tutti, come osservato da Goffredo Bettini. Ma questa è solo la punta dell’iceberg. Il ragionamento è più ampio e sarà nel Paese, non solo nei palazzi”. Così sarà più il fronte anti-Salvini? “È il contrario. Abbiamo fatto un capolavoro tattico mettendo in minoranza Salvini con gli strumenti della democrazia parlamentare. Ma il populismo cattivo che esprime non è battuto e va sconfitto nella società. E credo che le liturgie di un Pd organizzato scientificamente in correnti e impegnato in una faticosa e autoreferenziale ricerca dell’unità come bene supremo non funzionino più”. L’unità è una richiesta che viene soprattutto dalla base. Zingaretti ha fatto di tutto per mantenerla. Cos’è che gli rimprovera? “Non ho un problema personale con Zingaretti, né lui ha un problema con me. Abbiamo sempre discusso e abbiamo sempre mantenuto toni di civiltà personali. Qui c’è un fatto politico. Il Pd nasce come grande intuizione di un partito all’americana capace di riconoscersi in un leader carismatico e fondato sulle primarie. Chi ha tentato di interpretare questo ruolo è stato sconfitto dal fuoco amico. Oggi il Pd è un insieme di correnti. E temo che non sarà in grado da solo di rispondere alle aggressioni di Salvini e alla difficile convivenza con i 5 Stelle”. “Di Maio non convince. Non ho fatto tutto questo lavoro per morire socio di Rousseau. Per me la politica è un’altra cosa rispetto all’algoritmo di Casaleggio. Ma non voglio disturbare il Pd. La nostra Casa non si candiderà né alle regionali né alle comunali almeno per un anno. Chi vorrà impegnarsi lo farà con liste civiche o da indipendente. La prima elezione cui ci presenteremo saranno le politiche, sperando che siano nel 2023. E poi le Europee del 2024. Abbiamo tempo e fiato”. Renzi non si sbilancia sul nome della futura formazione: “Il nome non glielo dico, ma non sarà un partito tradizionale, sarà una casa. E sarà femminista con molte donne di livello alla guida. Teresa Bellanova sarà la capo delegazione nel governo”.

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Italia

Ladro ucciso a Roma durante un tentativo di furto, carabiniere ferito

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Un ladro è morto e un carabiniere è rimasto ferito a Roma, nel quartiere Eur, durante un tentativo di furto in un palazzo.

 

La notte scorsa in via Paolo Di Dono, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile sono intervenuti in uno stabile adibito ad uffici, a seguito della segnalata presenza di persone sospette. Due militari, sono entrati nel cortile condominiale, hanno tentato di bloccare uno sconosciuto, il quale ha colpito al petto uno dei due Carabinieri con un cacciavite. Il gesto ha determinato la reazione dell’altro carabiniere che ha esploso 2 colpi con la pistola d’ordinanza all’indirizzo dell’aggressore, colpendolo mortalmente.

Il militare ferito è stato trasportato presso l’ospedale Sant’Eugenio per le cure del caso, mentre il complice, approfittando della concitazione del momento è riuscito a dileguarsi. È in corso l’identificazione della vittima.

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Attualità

Via Palamara dall’Anm, espulsione definitiva 

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Ormai e’ definitivo. Luca Palamara e’ fuori dall’Associazione nazionale magistrati di cui e’ stato presidente negli anni dello scontro piu’ duro delle toghe con il governo Berlusconi.

L’assemblea delle toghe , riunita a ranghi ridotti (poco piu’ di un centinaio i presenti a fronte di 7mila iscritti) ha respinto il suo ricorso contro l’espulsione per gravi ragioni del codice etico che era stata decretata il 20 giugno scorso dal Comitato direttivo centrale dell’Anm . A nulla e’ valsa l’autodifesa del pm romano, sospeso dalle funzioni e dallo stipendio e imputato a Perugia per corruzione, che aveva assicurato di non avere mai “venduto” il suo ruolo di magistrato e di non sentirsi “moralmente indegno”, nonostante gli errori commessi. .Palamara ha parlato per 20 minuti ma il suo intervento e’ apparso ai colleghi soprattutto una chiamata in correita’. A indignare anche un passaggio, ritenuto offensivo per il lavoro dei magistrati, in cui il pm riferendosi alla propria esperienza negli uffici giudiziari, l’ha definita da “scribacchino degli atti”. E cosi’ alla fine solo un voto e’ stato espresso a favore del suo ricorso, a fronte di 111 contrari e una scheda bianca.

“Da magistrato e da cittadino che crede profondamente nel valore della giustizia equa ed imparziale ribadisco che le decisioni devono essere rispettate. Con altrettanta forza ribadisco di non aver mai barattato la mia funzione. Auguro buon lavoro all’Anm nell’auspicio che torni ad essere la casa di tutti i magistrati”, ha commentato Palamara, che ha davanti a se’ una strada tutta in salita. Oltre al procedimento penale a Perugia in cui e’ accusato di aver ricevuto soggiorni e viaggi dall’imprenditore Fabrizio Centofanti, e’ gia’ a giudizio davanti al Csm per la riunione all’Hotel Champagne con cinque togati e i parlamentari Luca Lotti e Cosimo Ferri sulla nomina del procuratore di Roma,intercettata con un trojan nel suo cellulare. Non solo: sulla base delle chat contenute nel suo telefono gli sono stati aperti 3 nuovi procedimenti penali e 6 disciplinari, come lui stesso ha rivelato oggi. Il giorno piu’ nero per Palamara era cominciato a meta’ mattinata, quando l’assemblea aveva dato il via libera alla sua richiesta di essere ascoltato.”Chiedo di essere giudicato serenamente” aveva esordito, assicurando di essere pronto a spiegare tutto.

Quindi la sua difesa: “La mia funzione non l’ho venduta ne’ a Lotti, ne’ a Centofanti ne’ a nessuno. Il confronto della politica sulle nomine del Csm e’ sempre esistito e questi accordi hanno tagliato fuori i magistrati non iscritti alle correnti”. Poi il racconto degli aspiranti agli incarichi direttivi che bussano alle porte del Csm e dei segretari delle correnti che partecipano alle riunioni sulle nomine: “sono stato travolto e nella fiumana mi sono perso, ma non mi sento di essere stato moralmente indegno”. Parole che hanno immediatamente infiammato il dibattito. Basta con questa “operazione di dileggio”, “non siamo scribacchini ma persone con la schiena dritta che lavorano da mattina a sera e non bussano alle porte dei potenti – ha reagito il pm romano Mario Palazzi titolare del processo Consip, che vede tra gli imputati Lotti-. Palamara non puo’ stare nella mia stessa associazione”. Tra gli indignati anche Cristina Ornano, presidente di Area.” Io non sono mai andata al Csm a perorare la causa di nessuno, questo modo di fare associazionismo non ci appartiene” ed e’ indubbio che “all’Hotel Champagne “Palamara ha lavorato per interessi personali”. Marcano la distanza da quei comportamenti anche i vertici del sindacato delle toghe: l’Anm a cui pensa Palamara, mirata all’ “auto-collocazione non c’e’ piu’ e questo e’ gia’ un buon risultato”, dice il presidente Luca Poniz.

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