Cardito. “Finalmente sono andata via da quella casa … Io l’ho detto alle maestre, ma loro non mi hanno capito”. A riferire queste parole, pronunciate dalla sorellina di Giuseppe, il Bimbo ucciso a Cardito dalla furia del patrigno, Tony Essoubti Badre, lo scorso 27 gennaio, è l’avvocato Clara Niola, legale dell’Associazione Akira e di Telefono Azzurro, costituitesi parti civili al processo che ha preso il via oggi a Napoli, davanti alla terza corte di assise. La piccola, anche lei vittima della furia di Badre, venne ascoltata in ospedale, dopo la tragedia, nell’ambito delle indagini sull’uccisione del fratellino. “Tutti sappiano – ha aggiunto Niola – che noi ci siamo e siamo pronti a intervenire in loro aiuto. Sul comportamento delle maestre dei bambini – dice ancora Niola – c’è una indagine della Procura di Napoli Nord”. Badre, difeso dall’avvocato Pietro Rossi, è accusato dell’omicidio del piccolo Giuseppe e del tentato omicidio della sorellina, oltre che di maltrattamenti nei confronti dei due bambini e dell’atra figlia della compagna. Di comportamento omissivo è invece accusata la madre dei bambini, Valentina Casa, anche lei destinataria di una misura cautelare come il compagno. “Sono ben sei i capi di imputazione contestati a vario titolo nel processo e tutti molto gravi”, ha detto Pierfrancesco Moio, legale di parte civile delle sorelline di Giuseppe, una vittima di tentato omicidio e maltrattamenti e la seconda di maltrattamenti. Le prossime udienze sono state fissate il 16 e il 30 ottobre. Poi si procederà ogni mercoledì.
Cardito- La coraggiosa denuncia del titolare di una sala slot di Cardito ha posto fine alla carriera di camorristi di tre esponenti del clan Ullero. Sono accusati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e concorso. Si tratta di Antonio Auletta, 54 anni, Geremia Iavarone, 29 anni e Cristofer Troia, 22 anni. A spedirli in…
CARDITO – I carabinieri della Compagnia di Caserta hanno dato esecuzione questa mattina a un’ordinanza di custodia in carcere nei confronti di tre persone, di 54, 29 e 22 anni, già note alle forze dell’ordine, ritenute responsabili di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. L’operazione è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e…
Cardito - Un altro tragico incidente stradale insanguina le strade tra Napoli e la sua provincia. La vittima è Giuseppe Di Micco, 26 anni, di Afragola, deceduto in tarda serata all'ospedale del Mare dopo essersi schiantato con la sua auto contro un guardrail. L'incidente è avvenuto ieri mattina lungo la strada provinciale ex 162 NC. Secondo le prime ricostruzioni dei Carabinieri, intervenuti sul posto, il giovane avrebbe perso il controllo del suo veicolo, finendo violentemente contro le barriere di protezione. Nonostante il tempestivo trasporto in ospedale e i tentativi dei medici di salvargli la vita, le gravi lesioni riportate nell'impatto si sono rivelate fatali. La salma è stata restituita ai familiari. Le indagini sono ancora in corso per chiarire l'esatta dinamica della tragedia e stabilire le cause che hanno portato il 26enne a perdere il controllo del mezzo. E soprattutto se vi siano altri automezzi coinvolti che poi hanno fatto perdere le tracce dopo l'impatto. Giuseppe Di Micco, agente della polizia penitenziaria era un ragazzo molto stimato dai suoi colleghi per la sua disponibilità e da tutte le persone che lo conoscevano. In tanti in questore lo stanno piangendo e ricordando sui social.
REDAZIONE






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