Scacco ai Casalesi, sgominato il clan Russo-Schiavone: 11 misure cautelari

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Nelle prime ore della giornata odierna, la D.I.A. di Napoli ha notificato un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa dal Tribunale di Napoli, Ufficio GIP, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia – il cui impianto è stato totalmente accolto dal giudice – che ha coordinato l’intera attività investigativa, nei confronti di undici persone ritenute gravemente indiziate, a vario titolo ed in concorso tra loro, dei delitti previsti dagli articoli 513 bis c.p., 512 bis c.p., 378 c.p. tutti aggravati ai sensi dell’art. 416 bis1 c.p. (concorrenza illecita, trasferimento fraudolento di valori e favoreggiamento personale, fatti aggravati dall’utilizzo del metodo mafioso e per aver favorito il clan dei Casalesi, fazione RUSSO-SCHIAVONE).
Con la presente attività si è intervenuti su una importante articolazione imprenditoriale, strutturalmente legata al gruppo Russo-Schiavone, fazione del clan dei Casalesi e facente capo ad una storica figura apicale, IAVARAZZO Mario. Quest’ultimo, condannato in via definitiva per il delitto di associazione di tipo mafioso, è stato, fino al 2010, il detentore della cassa del clan dei Casalesi, con compiti di distribuzione degli stipendi agli associati e di controllo delle estorsioni e delle attività economiche svolte dal sodalizio. Le indagini hanno ricostruito che lo IAVARAZZO, dopo la sua scarcerazione nel maggio 2015, aveva ripreso ad operare nel settore pubblicitario, facendo ricorso anche alla forza di intimidazione del clan nei confronti dei concorrenti.Si contesta inoltre che, al fine di eludere le investigazioni delle autorità, lo IAVARAZZO provvedeva ad intestare fittiziamente al fratello Francesco ed alla moglie di costui, le quote societarie della PUBLIONE s.r.l., società nata dalle ceneri della PUBBLIONE di Solipago Lucia (quest’ultima dipendente di Mario Iavarazzo e già condannata in altro procedimento) e che il medesimo indagato provvedeva, altresì, ad intestare fittiziamente al prestanome SABATINO Nicola le quote societarie della ADV COMUNICATION s.r.l. (entrambe le società citate hanno sede a Casal di Principe, Corso Umberto I).
Mario IAVARAZZO, nelle quotidiane attività d’impresa, si avvaleva, oltre che del già citato fratello Francesco, anche di un secondo fratello, Michele, e di un suo fidato collaboratore, Gennaro ESPOSITO.
Le indagini, inoltre, facevano emergere il ruolo dell’imprenditore Armando APRILE, attivo nel medesimo settore della cartellonistica pubblicitaria, il quale intratteneva con gli IAVARAZZO un rapporto societario di fatto, mettendo a disposizione una delle sue società, la SPM s.r.l. con sede nella zona ASI di Carinaro, formalmente intestata all’altro prestanome Giuseppe FRANCO. La citata compagine sociale, il cui valore è stimabile in circa due milioni di euro, nella circostanza è stata sottoposta a sequestro preventivo in esecuzione di un Decreto d’urgenza emesso dalla D.D.A. al fine di impedire l’aggravamento delle conseguenze dei reati contestati dal GIP.
Il supporto logistico alle attività illecite di IAVARAZZO Mario era, invece, garantito dalla “ITAL STAMPA” (con sede in Villa Literno), tipografia solo formalmente intestata a DRAPPELLO Luigi, ma di proprietà del suocero di quest’ultimo, FERRARO Domenico, il quale metteva a disposizione degli indagati un ufficio ubicato all’interno della citata tipografia ed i beni strumentali ad essa riferibili.
Tra i principali clienti delle imprese facenti riferimento a Mario IAVARAZZO, emergeva la CIS MERIDIONALE s.r.l. (società titolare del noto centro commerciale JAMBO di Trentola Ducenta), sottoposta ad amministrazione giudiziaria per pregresse attività investigative svolte dalla DDA di Napoli nei confronti del clan ZAGARIA, dalla quale lo IAVARAZZO otteneva la proroga dei contratti pubblicitari precedentemente stipulati dalla già menzionata PUBLIONE s.r.l., facendoli fraudolentemente intestare alla ADV COMUNICATION s.r.l., con la consapevole complicità di due dipendenti della CIS MERIDIONALE, LISTA Giuseppe e GRASSIA Lucia, anch’essi sottoposti a misure cautelari non custodiali dal GIP.
Elenco dei destinatari dell’ordinanza e la misura cautelare applicata a ciascuno di essi.
1. IAVARAZZO Mario, cl. 75’, residente in Villa Literno (CE), custodia cautelare in carcere;
2. APRILE Armando, cl. 69’, residente in San Marcellino (CE), arresti domiciliari;
3. IAVARAZZO Michele, cl. 82’, residente a S. Arpino (CE), arresti domiciliari;
4. ESPOSITO Gennaro, cl. 88’, obbligo di dimora nel comune di residenza (Napoli);
5. IAVARAZZO Francesco, cl. 79’, obbligo di dimora nel comune di residenza (Villa
Literno);
6. DRAPPELLO Luigi, cl. 73’, obbligo di dimora nel comune di residenza (Villa
Literno);
7. FERRARO Domenico, cl. 78’, obbligo di dimora nel comune di residenza (Villa
Literno);
8. FRANCO Giuseppe, cl. 84’, residente a Napoli, obbligo di presentazione alla polizia
giudiziaria e misura interdittiva del divieto di esercitare l’attività imprenditoriale;
9. SABATINO Nicola, cl. 92’, residente in San Marcellino, obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e misura interdittiva del divieto di esercitare l’attività
imprenditoriale;
10. GRASSIA Lucia, cl. 64’, residente in Trentola Ducenta (CE), obbligo di
presentazione alla polizia giudiziaria;
11. LISTA Giuseppe, cl. 75’, residente in Casapulla (CE), obbligo di presentazione alla
polizia giudiziaria.

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