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Il primario del Cardarelli accusato di legami coi Casalesi va ai domiciliari a Rivisondoli

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L’ex sindaco di Capua e primario del Cardarelli, Carmine Antropoli torna a casa. Lo ha disposto il gup di Napoli Claudio Marcopido che, accogliendo l’istanza presentata dal difensore Mauro Iodice, ha sostituito la misura in carcere con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari che il chirurgo ex primo cittadino sconterà fuori regione, a Rivisondoli.
Antropoli è stato coinvolto nell’inchiesta della Dda sui legami tra la politica ed il clan dei Casalesi, in particolare di aver dato vita ad un patto con alcuni affiliati per avere appoggio elettorale in occasione delle elezioni amministrative del 2016, quelle in cui Antropoli non era candidato ma sosteneva la candidatura di Giuseppe Chillemi (non indagato).
Secondo l’accusa Antropoli e l’imprenditore Francesco Zagaria, alias Ciccio ‘e Brezza, avrebbero esercitato pressioni su un candidato al consiglio comunale per costringerlo a ritirare la sua candidatura. L’aspirante consigliere venne convocato da Marco De Luca, persona di fiducia di Zagaria, presso lo studio medico dell’ex sindaco. Nel corso dell’incontro, a cui prese parte anche Armando Porciello, il candidato sarebbe stato addirittura percosso da Zagaria. Questo per favorire un altro aspirante consigliere, Marco Ricci, candidato in un’altra lista a sostegno di Chillemi.
Accuse per le quali all’inizio di luglio comincerà il processo dinanzi alla Corte d’Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere a carico di Antropoli, Zagaria, Ricci, l’ex assessore Guido Taglialatela, e Porciello mentre De Luca ha scelto il rito abbreviato. Antropoli lascia il carcere dopo 4 mesi.

Gustavo Gentile


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