

“La tutela dei piccoli editori a fronte della direttiva europea sul Copyright ed il taglio dei fondi a loro riservati, “sono due cose completamente diverse”. A scandirlo al “Corriere della Sera” è il Sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega all’Editoria, Vito Crimi. “Il taglio -spiega Crimi- è un intervento non lineare che prevede uno zoccolo fisso da 500 mila euro che non viene toccato per tre anni. Al di sopra di quella soglia c’è un taglio progressivo”. E non è possibile, avverte Crimi “un ripensamento” perchè “il modello della contribuzione diretta non ha funzionato. Adesso facciamo in modo che dalla direttiva europea non arrivi il danno vero”.
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