

Indagini chiuse a Maddaloni sulle elezioni comunali dello scorso anno, che secondo la Dda di Napoli sarebbero state “inquinate” da un vero e proprio mercimonio di voti con al centro l’ex consigliera comunale Teresa Esposito, sorella del boss della camorra locale Antonio Esposito, non indagato. La donna e’ invece tuttora ai domiciliari con la madre Carmela e il fratello Edoardo (un altro fratello, Giovanni, difeso da Dezio Ferraro, e’ sottoposto all’obbligo di firma). Nell’inchiesta risulta indagato anche l’attuale sindaco di Maddaloni, Andrea Di Filippo. La Dda di Napoli – aggiunto Luigi Frunzio e sostituto Luigi Landolfi – ha notificato in totale otto avvisi di chiusura indagine per il reato di voto di scambio con l’aggravante mafiosa, ipotizzando che l’ex consigliera e i familiari avessero approfittato dello “status” di camorrista di Antonio Esposito, pur senza mai citarlo espressamente, per comprare con somme dai 10 ai 30 euro, i voti dai concittadini soprattutto nel loro quartiere di via Feudo. Per gli inquirenti inoltre, il primo cittadino, eletto appena nel giugno scorso, avrebbe promesso controlli “vessatori” in una ditta di distribuzione gas per ottenere un pacchetto di voti da un altro imprenditore, dello stesso settore, che in cambio delle preferenze dei suoi dipendenti voleva che il sindaco fiaccasse la concorrenza.
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