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Pianura

Napoli, la denuncia di Strazzullo: ‘ A Pianura marcipiadi negati da fango, alberi abbatuti e rifiuti’

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A circa due settimane di distanza dall’ondata di maltempo che ha danneggiato seriamente il territorio di Pianura e non solo a causa delle forti raffiche di vento e della consistente pioggia che hanno abbattuto numerosi alberi e riempito di fango la strada a ridosso della montagna dei Camaldoli, nonostante le numerose segnalazioni alle autorità ed enti preposti, numerosi tratti di marciapiedi e strade restano inagibili con condizioni di pericolo a causa degli alberi rimasti pericolanti, quelli abbattuti e lasciati giacere al suolo e dal fango sceso dalla montagna. A denunciarlo in una nota ufficiale è il consigliere municipale di Fratelli d’Italia Pasquale Strazzullo che evidenzia lo stato attuale di pericolo per la pubblica incolumità in cui versano i marciapiedi e le strade di via Montagna Spaccata dove proprio a causa della caduta di un albero su una macchina una intera famiglia ha rischiato di perdere la vita e di via Monti dove alberi ed intere chiome essiccate invadono totalmente i marciapiedi. E’ inaccettabile, dichiara Strazzullo lo scenario che si vive in via Monti non solo per gli alberi ma anche per le tonnellate di fango che assediano l’intera strada che accompagnata anche dalle montagne di rifiuti speciali non prelevati determinano una seria condizione di invivibilità. E’ assurdo, conclude il consigliere, che a distanza di tanti giorni regna ancora una situazione precaria sia dal punto di vista della sicurezza stradale che quella di carattere ambientale ed igienico sanitaria. Sulla questione ho predisposto un esposto alla Polizia Municipale e all’A.S.L. che restano gli organi di controllo competenti.

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Cronaca Napoli

Napoli, concerto di un neomelodico non autorizzato a Pianura: arriva la polizia

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pianura neomelodico

Napoli. Alle due circa di stanotte gli agenti del Commissariato Pianura sono intervenuti in via Vicinale Sant’Aniello dove era stato segnalato un concerto.

Gli agenti, nel piazzale antistante uno stabile da cui proveniva della musica e una voce maschile, hanno visto circa 200 persone assembrate intente ad intonare canzoni.
Poco dopo, hanno visto scendere dall’edificio un uomo che, tra la folla, è salito a bordo di un’auto per allontanarsi.

I poliziotti hanno accertato che l’uomo, un noto cantante neomelodico, si era esibito in forma privata presso l’abitazione di un fan in occasione della comunione di un bambino e che, durante l’esibizione, molte persone del quartiere si erano assiepate all’esterno per ascoltare la musica.

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Cronaca Giudiziaria

Napoli, operai morti nel crollo a Pianura: 3 indagati per abusi edilizi

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Omissione dolosa di cautele contro gli infortuni e lottizzazione abusiva. Sono questi i reati contestati a tre indagati per il crollo a Napoli di un muro che a giugno scorso a Masseria Grande nel quartiere di Pianura porto’ alla morte di due uomini, il 61enne Ciro Petrucci e il 41enne Thomas Daniel.

I due erano operai e stavano lavorando a un’opera abusiva su un terreno che era gia’ stato sequestrato diversi anni fa per abusivismo. Ieri la procura di Napoli ha ottenuto il sequestro del terreno. E’ stato accertato anche che c’era stato il tentativo di falsificare documenti per sviare le indagini. I due lavoratori morirono dopo il crollo di un muro che reggeva un terrapieno. Le indagini relative al decesso di Perrucci e Thomas sono a carico del direttori dei lavori, committente e proprietario della villetta interessata dai lavori. Contestato anche il reato previsto dall’articolo 437 del codice penale, cioe’ l’omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro.

Nel corso delle indagini e’ emerso che oltre a Thomas Daniel, cittadino della Liberia che aveva il permesso di soggiorno scaduto, nel cantiere lavoravano anche altri extracomunitari privi di permesso di soggiorno e che, quindi, non potevano essere assunti alle dipendenze di un datore di lavoro. Emersi anche dei tentativi di falsificazione di documenti per sviare le indagini. Nella zona interessata dalla frana, in cui insisteva anche un vincolo paesaggistico, si stavano compiendo ulteriori opere su un terreno gia’ confiscato, dopo una sentenza di condanna in primo grado, per lottizzazione abusiva.

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