Divise ‘infedeli’ a Salerno, il procuratore Cannavale: “Fare pulizia per ridare credibilità”

Salerno. ‘Una guerra sotterranea tra imprenditori per garantirsi il monopolio del mercato ittico’ così il procuratore facente funzioni della Procura di Salerno, Luigi Alberto Cannavale, ha definito l’episodio che ha portato all’arresto di quattro persone e all’iscrizione nel registro degli indagati di due carabinieri, trasferiti d’urgenza da Salerno per un’estorsione commessa a dicembre dello scorso anno a Battipaglia. Il 12 ottobre scorso sono stati eseguiti 4 fermi a carico di Gianni Mauro, 32 anni, di Capaccio, già proprietario di un banco di vendita al mercato ittico; Biagio Lammardo, 31 anni di Sala Consilina; Donato Cataldo, detto Renato, e Massimo Squillante rispettivamente di 37 e 46 anni, entrambi residenti a Sarno per tentata estorsione aggravata, minacce e spari in luogo pubblico. Vittima del raid estensivo avvenuto il 5 dicembre dello scorso anno, Augusto Ferrigno, imprenditore nel settore della ristorazione e del commercio all’ingrosso di prodotti ittici che aveva acquistato, nonostante i ripetuti avvertimenti, uno stand al mercato rilevando il 50 per cento delle quote di una società cooperativa. A organizzare la spedizione punitiva Gianni Mauro, collega e concorrente di Ferrigno. Nell’ambito di questa inchiesta anche il coinvolgimento di due carabinieri che sono stati trasferiti d’urgenza da Salerno dopo l’arresto dei quattro presunti responsabili perchè secondo l’accusa fornivano notizie e facevano piaceri ai quattro sottoposti a fermo. L’inchiesta, coordinata dal pm Francesca Fittipaldi, nasce il 5 dicembre dello scorso anno. Quel giorno, l’auto su cui viaggiava sulla strada litoranea all’altezza di Eboli, nel Salernitano, Ferrigno diventò bersaglio di diversi colpi di fucile a pallettoni calibro 12. Secondo gli investigatori, alla base di quell’attentato c’era la volontà di Mauro di evitare che quel suo concorrente potesse acquisire ulteriori società. Per questo aveva delegato a terzi un’azione dimostrativa eclatante, necessaria, secondo lui, in quanto l’imprenditore-vittima era rimasto “insensibile alle sollecitazioni orali che gli sconsigliavano di estendere la sua attivita'”. In questa cornice si inserisce la figura dei due militari dell’Arma, indagati ma non sottoposti ad alcuna misura e trasferiti amministrativamente d’urgenza, che “fornivano notizie e facevano piaceri ai soggetti sottoposti a fermo”, spiega Cannavale. La misura è stata eseguita venerdì scorso, e gli agenti hanno ritrovato e sequestrato, a casa degli indagati, 2 fucili a pompa calibro 12 e una pistola calibro 9X21, con matricole abrase e munizioni. Oltre ai due carabinieri c’è anche un poliziotto tra gli indagati nelle due distinte operazioni della Procura di Salerno. I due militari, come spiegato dal procuratore della Repubblica facente funzione, Luigi Alberto Cannavale “sono stati trasferiti amministrativamente d’urgenza” perchè “fornivano notizie e facevano piaceri alle persone sottoposte a fermo” nell’ambito dell’inchiesta relativa a un presunto tentativo di estorsione al mercato ittico di Salerno. Mentre un assistente capo della Polizia in servizio presso il commissariato di Sarno, invece, è stato sottoposto alla misura interdittiva della sospensione dalla professione per un anno per rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento personale nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di 13 persone, ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. “Dobbiamo fare pulizia in quelle rare occasioni che capitano queste situazioni al nostro interno per dare anche una credibilità all’esterno”. Ha detto il procuratore capo Cannavale parlando dei casi d’infedeltà da parte di appartenenti alle forze dell’ordine emersi nell’ambito delle due inchieste. “Le situazioni d’infedelta’ – ha aggiunto Cannavale – determinano anche una sorta di non credenza nell’operato delle forze dell’ordine. Operato che si rafforza quando si ha la forza di estirpare queste che costituiscono un nocumento per lo svolgimento di tutta l’attività investigativa”. Il questore di Salerno, Maurizio Ficarra, invece, ha voluto “rassicurare i cittadini della provincia di Salerno” i quali “devono sapere che in questa provincia c’è la fortuna di avere una Procura e una polizia giudiziaria che incessantemente lavora e si applica per sconfiggere e fronteggiare organizzazioni criminali”.

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La Redazione

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