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Quartieri di Napoli

Napoli, trovato con un chilo di eroina in casa: arrestato 54enne della Tanzania

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. Ieri pomeriggio gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Vicaria hanno arrestato , 54enne della Tanzania, con precedenti di polizia, per il reato di detenzione , ai fini di spaccio, di sostanza stupefacente. I poliziotti, a seguito di un’attività info-investigativa hanno ritenuto che in un’abitazione in via Vincenzo Niutta alcune persone potessero detenere armi e droga.Durante un appostamento i poliziotti hanno notato una persona extracomunitaria , con una borsa sulle spalle, giungere nei pressi dell’abitazione e, dopo essersi guardato con aria sospettosa, entrare nella stessa.I poliziotti prontamente hanno deciso di controllare il cittadino extracomunitario, privo di documenti, e sono entrati all’interno dell’abitazione insieme a lui.In un armadio, assieme agli effetti personali del 54enne, gli agenti hanno rinvenuto una busta, all’interno della quale erano chiuse numerose buste contenenti eroina per un peso complessivo di 876,50 grammi e anfetamina per un peso di 53,81 grammi.I poliziotti hanno inoltre rinvenuto numerosi involucri termosaldati all’estremità e due bilancini di precisione, mentre indosso al cittadino extracomunitario è stata rinvenuta la somma di 430 euro in banconote di vario taglio.Said è stato arrestato e condotto presso la casa circondariale di Poggioreale.

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Cronaca Giudiziaria

Tifoso dell’Inter ucciso, il pm chiede il processo per omicidio volontario per l’Ultrà del Napoli

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Tifoso dell’Inter ucciso, il pm chiede il processo per omicidio volontario per l’Ultrà del .

 

La Procura di Milano ha chiesto il processo con l’accusa di omicidio volontario nei confronti di Fabio Manduca, l’ultra’ napoletano di 40 anni arrestato il 18 ottobre del 2019 per aver travolto e ucciso col suo suv Daniele Belardinelli, ultra’ del Varese, all’inizio degli scontri del 26 dicembre 2018 in via Novara, nel capoluogo lombardo, prima di Inter-Napoli. Il procuratore aggiunto Letizia Mannella e i pm Michela Bordieri e Rosaria Stagnaro hanno confermato nell’istanza di rinvio a giudizio l’accusa di omicidio volontario per la quale Manduca era stato arrestato su ordinanza del gip Guido Salvini.

Accusa rafforzata sia da una decisione del Tribunale del Riesame che da un’importante consulenza tecnica firmata da diversi esperti, tra cui la nota anatomopatologa Cristina Cattaneo. Dalle 126 pagine della relazione emerge che, grazie al recupero di alcuni pezzi di vetro che erano nel giubbotto della vittima, si e’ potuto stabilire che Belardinelli, che aveva assunto cocaina, nella prima fase della ‘guerriglia’ ha colpito il finestrino di un Ford Transit, guidato da alcuni ultra’ napoletani, con un bastone o qualcosa di simile e nel fare questo e’ caduto per terra, rompendosi una clavicola. A quel punto, Manduca, che con la sua Renault Kadjar seguiva il Ford Transit, ha accelerato e ha quindi schiacciato l’ultra’ napoletano.

“Il corpo del Belardinelli, gia’ a terra – scrivono i consulenti – probabilmente prono e con la fronte appoggiata sul tombino del manto stradale, e’ stato sorpassato dalla Renault”. Di quest’ultima circostanza c’e’ ulteriore prova, definitiva secondo gli esperti, in una traccia di sigillante che e’ stato trovato sempre sul giubbotto della vittima e che e’ quello utilizzato dal costruttore per il pianale inferiore della Renault Kadjar.

Le condizioni di Belardinelli si sono aggravate perche’, nonostante le frattura del bacino, e’ stato sollevato mani e piedi dai suoi compagni e trascinato a lungo. “Risulta, tuttavia, difficile immaginare – si legge nella consulenza – che gente priva di competenze mediche potesse immaginare l’entita’ delle lesioni pelviche e i possibili effetti negativi prodotti da un’inadeguata mobilizzazione del corpo”.

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Cronaca Napoli

Napoli, ucciso da un proiettile vagante, l’assassina è nullatenente: la famiglia deve pagare spese processuali

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, ucciso da un proiettile vagante, l’assassina è nullatenente: la famiglia deve pagare spese processuali.

 

Rimase vittima, a soli 24 anni, di un colpo di pistola esploso a Capodanno dalla figlia di un boss dei Quartieri Spagnoli di Napoli ma l’assassina e’ nullatenente e ad accollarsi le spese processuali, quasi 17mila euro, dovra’ essere la famiglia della vittima. A rendere nota la storia e’ l’avvocato Angelo Pisani, presidente di NoiConsumatori.

La cartella esattoriale, con richiesta perentoria di 18.600,89 euro, e’ stata addebitata oggi alla famiglia di Nicola Sarpa che ha un’unica colpa, affermano gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, “essersi costituita parte civile nel processo contro Emanuela Terracciano, all’epoca 22enne, figlia del defunto boss Salvatore detto “‘o niron” , condannata nel procedimento penale in via definitiva a 8 anni di reclusione, al risarcimento in sede civile di oltre 626mila euro e al pagamento delle spese processuali.

“Ma e’ nullatenente – fa sapere Angelo Pisani – e a rispondere in solido ora e’ la famiglia”. Pisani spera in un intervento del Presidente della Repubblica e in una revisione della normativa anche fiscale che, sottolinea, “si sta rivelando una beffa per le vittime della criminalità”.

Inizialmente si penso’ che Nicola Sarpa fosse stato vittima del modo, becero, di festeggiare il Capodanno. Successivamente venne fuori che invece quei colpi di pistola erano stati esplosi contro un presunto rivale. A farne le spese, invece, di quella che oggi chiamiamo “stesa” (raid a colpi d’arma da fuoco per manifestare il proprio potere nel quartiere, ndr) fu quel giovane di appena 24 anni, affacciato al balcone. “Di questo passo – sottolinea Angelo Pisani – le vittime le vittime non denunceranno piu’ i propri carnefici che sempre nullatenenti”. Il presidente di NoiConsumati chiede all’Agenzia delle Entrate di cancellare questa cartella “assurda”.

“Alla famiglia e’ stato dato anche il gratuito patrocinio per difendersi dalla criminalita’ e adesso arriva la pretesa del pagamento”. L’assassina di Nicola ha pagato il suo debito con la Giustizia e ora e’ libera: “Lo Stato, – conclude l’avvocato Angelo Pisani – non ha saputo garantire sicurezza e la vita del giovane colpito a morte mentre era sul balcone e ora pretende anche i soldi dalla mamma e fratelli della vittima: una beffa in danno di chi gia’ ha sofferto e non avra’ alcun risarcimento”.

(nella foto il luogo della tragedia e nei riquadri la vittima Nicola Sarpa e l’assassina Emanuela Terracciano)

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