

foto archivio
Carceri sovraffollate e detenzione in condizioni disumane e degradanti: il diritto dei detenuti a ricevere dallo Stato, per danni morali, un “indennizzo” di otto euro per ogni giorno passato in celle troppo piene, si prescrive in dieci anni e non in cinque, come sostenuto dal Ministero della Giustizia in un ricorso in Cassazione. A stabilire il termine decennale per far valere il diritto a rivalersi sullo Stato come responsabile “per la detenzione in condizioni degradanti”, sono stati i supremi giudici delle Sezioni Unite civili della Suprema Corte nel verdetto 11018 depositato oggi. “Il diritto ad una somma di denaro pari a otto euro al giorno per ciascuna giornata di detenzione in condizioni non conformi” ai criteri fissati dalla ‘Convezione dei diritti dell’uomo e delle liberta’ fondamentali’ “si prescrive in dieci anni, che decorrono dal compimento di ciascun giorno di detenzione” in situazione di sovraffollamento”, affermano gli ‘ermellini’ con riferimento a chi sta scontando la pena. Per quanto riguarda le persone che hanno invece finito di pagare il loro conto con la giustizia prima dell’entrata in vigore del decreto 92 del 2014, la Cassazione spiega che il termine dal quale far partire la prescrizione – sempre decennale – “non opera prima del 28 giugno 2014, data di entrata in vigore del decreto legge approvato dal Governo dopo le condanne di Strasburgo, su tutte la sentenza ‘Torreggiani’, per la situazione delle nostre carceri e la mancata previsione di strumenti di ‘risarcimento’ economico. Ad avviso degli ‘ermellini’, il decreto legge 92 del 2014 convertito nella legge 117 del 2014, ha “carattere retroattivo”. “Lo si desume dalla premessa e dal senso complessivo della normativa introdotta nel 2014, finalizzata a definire anche le situazioni pregresse. Ma lo si deduce, in modo chiaro sul piano testuale, dalla lettura della normativa intertemporale dettata dall’art. 2, che, disciplinando la materia della decadenza, fa inequivocabilmente riferimento, sia nel primo che nel secondo comma, a detenzioni degradanti ed inumane gia’ conclusesi (e quindi anteriori) al momento dell’entrata in vigore della legge”, osserva la Cassazione.
Napoli - Dalla più banale delle discussioni per futili questioni di vicinato al piombo il… Leggi tutto
Napoli - Il ritorno di Massimiliano Vinciguerra, oggi 52enne, a Secondigliano riporta sulla scena un… Leggi tutto
La Procura della Repubblica di Nocera Inferiore ha aperto un fascicolo d’inchiesta sulla morte di… Leggi tutto
Il 13 ottobre 2026 si presenta come una giornata dal cielo intenso e complesso. I… Leggi tutto
Concorso pubblico per un funzionario amministrativo a tempo indeterminato presso l’ASP Maria Redditi. Apertura candidature… Leggi tutto
Opportunità a Napoli per banconisti con profili in macelleria, salumeria e ortofrutta in grande distribuzione.… Leggi tutto