IL FUTURO DEL CANTIERE

Fincantieri Castellammare, i Democratici e Progressisti chiamano Fico: ‘Servono investimenti e un accordo per lo sviluppo’

Dopo le dichiarazioni del ministro Salvini sul ruolo strategico dello stabilimento stabiese, il movimento chiede alla Regione Campania di riaprire il confronto con Governo, azienda e Autorità portuale.
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.Castellammare – Il futuro di Fincantieri, il progetto del bacino, la riqualificazione delle aree portuali e una strategia di sviluppo capace di coinvolgere l’intero territorio. Sono questi i temi al centro della lettera che i Democratici e Progressisti di Castellammare di Stabia hanno indirizzato al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, al sindaco metropolitano Gaetano Manfredi e al presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale, Eliseo Cuccaro.

L’appello arriva dopo la risposta del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a un’interrogazione parlamentare del senatore Gianluca Cantalamessa sul cantiere navale stabiese. Nella ricostruzione dei Democratici e Progressisti, le dichiarazioni del ministro ribadiscono la centralità dello stabilimento e la necessità di procedere secondo le previsioni del Piano regolatore del porto, rilanciando un progetto che da anni rappresenta uno dei nodi strategici per il futuro industriale e urbanistico della città.

La richiesta rivolta soprattutto alla Regione è quella di passare dalle dichiarazioni d’intenti a un confronto istituzionale concreto, con impegni verificabili sulle risorse, sui tempi e sulle opere da realizzare.

Il ribaltamento a mare e il progetto fermo dal 2009

Il punto di partenza è il ribaltamento a mare, con la costruzione del bacino e una riorganizzazione complessiva degli spazi portuali. Un intervento che, nelle intenzioni richiamate nella lettera, dovrebbe consentire di sostenere lo sviluppo produttivo di Fincantieri e, contemporaneamente, liberare e riqualificare aree da destinare alla città e alle attività legate alla nautica.

Una trasformazione che potrebbe avere ricadute anche sul rilancio delle Antiche Terme e del Centro antico, inserendo il cantiere in una strategia più ampia di rigenerazione urbana e valorizzazione del rapporto tra Castellammare e il mare.

I Democratici e Progressisti ricordano che la scelta del bacino è rimasta ferma dal 2009, quando fu raggiunta un’intesa con il Governo, richiamata nella lettera attraverso il riferimento al Bollettino ufficiale della Regione Campania numero 59 del 5 ottobre di quell’anno. Da allora, sostengono, si sono susseguiti protocolli, incontri e dichiarazioni senza che il progetto arrivasse alla fase concreta auspicata.

Adesso, secondo il movimento, occorre chiarire la portata finanziaria dell’operazione. Le risorse necessarie vengono stimate in oltre 800 milioni di euro: una cifra che impone di definire con precisione gli investimenti, le rispettive responsabilità istituzionali e il percorso amministrativo per rendere possibile l’intervento.

«Un accordo per lo sviluppo» per la città e il territorio

Nella lettera, il futuro di Fincantieri non viene considerato soltanto una questione industriale. Il cantiere è indicato come una leva per ripensare il modello di sviluppo di Castellammare, in una fase che i firmatari definiscono difficile per la città.

La proposta è costruire un vero e proprio «Accordo per lo Sviluppo», coinvolgendo le competenze locali, le università, le forze imprenditoriali e i diversi livelli istituzionali: Regione Campania, Città Metropolitana, Autorità portuale e Governo.

L’obiettivo è coordinare le risorse già programmate, comprese quelle europee destinate alle città e all’ambiente, con gli investimenti necessari per il porto e il cantiere. Non soltanto, dunque, il completamento delle opere infrastrutturali, ma un progetto capace di mettere in relazione produzione, riqualificazione urbana, occupazione e nuove attività economiche.

Per i Democratici e Progressisti, Castellammare deve inoltre rafforzare il proprio ruolo all’interno di un’area più vasta, che comprende i Monti Lattari, Pompei, la Penisola Sorrentina e la Costa Vesuviana. Un territorio ricco di risorse naturalistiche, paesaggistiche e archeologiche che, secondo la proposta, potrebbe trovare in un distretto ambientale e turistico organizzato un ulteriore fattore di sviluppo.

Una scuola di alta formazione per le nuove tecnologie navali

Accanto alle infrastrutture e agli investimenti, la lettera pone l’accento sul capitale umano. La Regione, in collaborazione con le università campane, viene sollecitata a promuovere a Castellammare una scuola di alta formazione dedicata alla ricerca sulle nuove tecnologie per la decarbonizzazione dell’industria navale e alla riqualificazione delle professionalità della cantieristica.

Il progetto punta a collegare le competenze industriali già presenti sul territorio con le trasformazioni tecnologiche che interessano il settore marittimo. Formazione specialistica, innovazione e ricerca vengono indicate come condizioni necessarie per rafforzare la competitività del cantiere e offrire nuove opportunità alle giovani generazioni.

Il ragionamento dei firmatari è che la difesa dello stabilimento non possa limitarsi alla salvaguardia dell’attività esistente, ma debba accompagnarsi alla capacità di preparare nuove competenze e rispondere alle sfide della transizione energetica. Da qui la richiesta di un’iniziativa regionale che coinvolga il sistema universitario e costruisca un collegamento stabile tra formazione, ricerca e industria navale.

Il confronto con Fico: dalle dichiarazioni agli impegni

La parte conclusiva della lettera si traduce in una richiesta politica e amministrativa precisa: riaprire il confronto sul progetto del bacino e sulla riorganizzazione del porto, a partire dalla rimozione delle strutture fatiscenti presenti nelle aree portuali.

I Democratici e Progressisti chiedono al presidente Roberto Fico di assumere un’iniziativa, dopo le dichiarazioni del ministro Salvini, per riunire attorno allo stesso tavolo Governo, Fincantieri e Autorità portuale e affrontare la questione degli investimenti e delle opere necessarie.

La domanda rivolta alla Regione e alla Città Metropolitana riguarda anche gli impegni che intendono assumere per accompagnare lo sviluppo della città, andando oltre quanto già programmato con i fondi europei.

Il messaggio conclusivo è che il futuro del cantiere e quello di Castellammare non possono essere affrontati separatamente. Il ribaltamento a mare, il bacino, la riqualificazione del porto, la formazione e il rilancio turistico vengono presentati come tasselli di un’unica prospettiva. Per trasformarla in un programma operativo, però, serviranno risorse definite, responsabilità chiare e un calendario di interventi condiviso tra le istituzioni e i soggetti coinvolti.

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