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Napoli e Provincia

Mario Rusciano nuovo presidente della Fondazione Ville Vesuviane

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Mario e’ il nuovo della . Il Consiglio di gestione composto anche da Antonio D’Auria, Massimo Lo Cicero e Paola Villani, lo ha eletto all’unanimita’ nella sua prima riunione dopo la scomparsa del Giuseppe Galasso che ha guidato la Fondazione per otto anni. Rusciano, consigliere anziano, ha ricordato la figura del professore Galasso e successivamente, pur essendo il Consiglio di gestione attualmente in regime di prorogatio, e’ stato necessario nel rispetto dello statuto, eleggere il nuovo , che restera’ in carica fino alla nomina del nuovo Consiglio da parte del Ministero dei Beni e delle Attivita’ Culturali e del Turismo (Mibact). Rusciano ha sottolineato che la sua presidenza, necessariamente transitoria, si muovera’ in ”assoluta continuita”’ con quella del predecessore. E’ professore emerito di Diritto del Lavoro, dopo essere stato professore ordinario della prima cattedra di questa materia nella Facolta’ di Giurisprudenza dell’Universita’ degli studi di NAPOLI “Federico II”. Ha ricoperto le cariche di direttore del Dipartimento di Diritto dei rapporti civili ed economico-sociali e di della Commissione didattica nella stessa Facolta’. E’ stato del Polo delle scienze umane e sociali e componente del Consiglio Direttivo della Scuola di specializzazione delle professioni legali dell’Ateneo “Federico II”.

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Afragola

Clan Moccia: soldi ‘prestati’ anche al figlio di Gigi D’Alessio

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Ci sono anche prestiti usurai nell’inchiesta nei confronti del clan Moccia. E tra i clienti figura anche il figlio di Gigi D’Alessio. Mentre sono 14 i ristoranti sequestrati a Roma nel corso dell’operazione dei carabinieri contro il clan di Camorra dei Moccia. La maggior parte dei locali sono in centro in zone come il Pantheon e via dei Coronari.

 

Nel corso dell’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma i carabinieri hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni, anche ai fini della confisca, di parte del patrimonio del clan, del valore complessivo di circa 4 milioni di euro, ricostruito e individuato nel corso delle indagini.
I ristoranti si trovano nella zona di Pantheon , via Coronari, Trastevere, Fontana di Tevere, Castel San’Angelo, Quirinale e piazza Navona.I sequestri sono stati eseguiti nell’ambito dell’operazione che ha portato all’arresto di 13 persone, di cui 8 in carcere e 5 ai domiciliari. I reati contestati vanno dall’estorsione, fittizia intestazione dei beni, aggravati dal metodo mafioso, nonche’ esercizio abusivo del credito. Nel corso dell’operazione data anche esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni, anche ai fini della confisca, di parte del patrimonio del clan, del valore complessivo di circa 4 milioni di euro, ricostruito e individuato nel corso delle indagini.

A partire dal 2010, i nuclei familiari di Angelo Moccia e del fratello Luigi si trasferirono a Roma; dal 2016, a seguito della sua scarcerazione, Angelo Moccia si riuni’ ai propri familiari a Roma, domiciliando in zona Parioli. Il provvedimento cautelare odierno si basa sulle risultanze acquisite dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Via in Selci, nell’ambito dell’indagine sviluppata tra gennaio 2017 e ottobre 2018, che ha permesso di: – accertare il reinvestimento di capitali illeciti nel campo della ristorazione romana da parte dello storico clan Moccia di Afragola.

L’inchiesta non a caso ha documentato le fasi della richiesta estorsiva e della riscossione di 300.000 euro posta in essere da esponenti di spicco del citato sodalizio criminale in danno di imprenditori inseriti nel settore della ristorazione, i quali avevano ottenuto dal Tribunale di Roma – Sezione Misure Patrimoniali – la gestione di quattro locali dislocati nel centro della Capitale tra Castel Sant’Angelo, Quirinale e Piazza Navona, oggetto di un precedente sequestro di prevenzione operato per evasione fiscale nei confronti di un noto manager romano del settore, riconducibile, all’esito della presente indagine, al capoclan Angelo Moccia; – individuare una rete di imprenditori e faccendieri che, al fine di favorire il clan camorristico e di eludere le investigazioni patrimoniali, si intestavano fittiziamente societa’ nel campo della ristorazione, beni mobili e immobili riconducibili ai sodali; – accertare l’abusiva attivita’ finanziaria svolta dagli esponenti apicali del clan Moccia tramite prestiti di ingenti somme di denaro contante in favore di 3 imprenditori, uno dei quali figlio di un noto personaggio dello spettacolo.

Le attivita’ investigative dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, avviate nel 2017, poco tempo dopo la scarcerazione di Angelo Moccia, hanno documentato l’operativita’ di costui e del fratello Luigi nella commissione dei reati oggetto di misura cautelare, confermandone l’invariata condotta criminale. In particolare, da un canto e’ emerso come la forza intimidatrice profusa dal clan Moccia sia riuscita a far breccia nel tessuto imprenditoriale e commerciale della Capitale, riuscendo ad assoggettare onesti imprenditori, dall’altro e’ stato rilevato come diversi insospettabili professionisti siano entrati in “affari” con il sodalizio mafioso de quo e si siano messi a disposizione del capo indiscusso Angelo Moccia, vincolandosi a rispettare le regole e le riverenze imposte dal sodalizio.

 

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Cronaca Nera

Pizzo a imprenditori e commercianti: preso il reggente del clan De Rosa e 2 complici

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Carabinieri arrestano attuale reggente clan De Rosa. In manette anche altre 2 persone. estorcevano denaro a imprenditori e commercianti della zona.

Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, i Carabinieri della Compagnia di Giugliano in Campania e quelli della Stazione di Qualiano hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Napoli, nei confronti di BURO Aldo e PRIORE Luca, considerati intranei, e FUSCO Francesco detto “o’Spiritillo”, considerato attuale reggente del clan “DE ROSA”, operante in Qualiano e comuni limitrofi.

I tre, a vario titolo, sono ritenuti gravemente indiziati di 4 diverse estorsioni, di cui tre tentate ed una consumata, tutte aggravate dal metodo e dalle finalità mafiose, ai danni di alcuni imprenditori edili e commercianti della zona.
In particolare, le indagini condotte dai militari, anche grazie alle dichiarazioni delle vittime, hanno consentito di delineare un quadro probatorio, avvalorato dal gip, secondo il quale, tra il mese di agosto e quello di novembre del 2019, gli indagati avrebbero formulato delle richieste estorsive ai danni di due cantieri edili, ai quali era stata richiesta una somma di denaro per la prosecuzione dei lavori, e nei confronti di due commercianti, a cui era stato richiesto, in un caso, di fare un regalo prima dell’inaugurazione di un negozio di casalinghi e, nell’altro, imponendo l’acquisto di gadget per le imminenti festività natalizie ad un esercizio di generi alimentari.

Solo in un caso, però, la richieste erano state accolte con la consegna di 1000 euro, mentre, le altre vittime si erano immediatamente rivolte ai carabinieri.

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