Fallimento Deiulemar: il gip del tribunale di Roma archivia la posizione degli armatori ed ordina l’iscrizione al registro degli indagati dei componenti del collegio dei sindaci e referenti degli istituti bancari su cui finivano i soldi derivanti dalla vendita dei bot societarie. Un procedimento parallelo a quello che ha portato i sei armatori alle condanne in appello, ovvero i i fratelli Pasquale, Angelo e Micaela Della Gatta, l’unico fondatore del gruppo ancora in vita, Giuseppe Lembo; la moglie e la figlie dell’ex ad Michele Iuliano, Maria Luigia Lembo e Giovanna Iuliano che sono accusati del crac milionario della Deiulemar.
A più di cinque anni dal crac della compagnia l’ipotesi di truffa potrebbe coinvolgere altri soggetti. Per il gip Pier Luigi Balestrieri questo “procedimento costituisce un’appendice di quello iscritto a Roma a carico della più parte degli indagati” infatti sotto la lente di ingrandimento sono finiti soggetti predisposti al controllo delle iniziative societarie inopinatamente assunte dagli imputati per far luce ad un ipotetico “ terzo livello di responsabilità, quello coinvolgente gli istituti di credito presso cui erano stati movimentati i proventi della illegittima attività di raccolta del risparmio ad opera della compagine fallita”.
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