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Cronaca Giudiziaria

Camorra, il boss pentito: ”Ecco come funzionavano le piazze di spaccio del Don Guanella”

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E’ stato il boss pentito Carlo Lo Russo a svelare agli investigatori il funzionamento e i gestori delle piazze di spaccio nella zona controllata dal suo clan. Le sue dichiarazioni sono contenute nelle circa  mille pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Francesca Ferri che due settimane fa ha portato a 40 arresti tra cui molti incensurati e sconosciuti pusher e killer che nel frattempo erano passati con il gruppo di Valerio Nappello. In primo luiogo la piazza di cocaina cosiddetta di “Sotto al ponte” in via Don Luigi Guanella gestita da Davide Davide e Sannino Antonio. Il Rione Don Guanella confina con il territorio di Miano e su di esso, da tempo, sono operative le piazze di spaccio che fanno capo al clan Lo Russo ma anche al clan Licciardi. Nel tempo, le due organizzazioni hanno imparato a convivere sul medesimo territorio nel reciproco ‘rispetto’.
Il clan dei capitoni riceveva i proventi delle ‘proprie’ piazze grazie ai quali era garantito il pagamento degli stipendi agli affiliati.
Carlo Lo Russo aveva affidato il “problema del Don Guanella” a Ciro Perfetto , fedelissimo uomo e killer del clan. Carlo Lo Russo: nel verbale del 12 luglio 2016 racconta: “…Le piazze del Don Guanella.
Una è gestita da tale Angiulillo, che dava 2000 euro al mese fisse, a Tonino figlio di Peppe che è detenuto a Milano Opera. Il guadagno nostro poi era sulla vendita che era a 48.000 euro . Mariano
ed Enzo si occupavano di questo. Il prezzo di vendita era più o meno sempre questo, escluso Marco Corona e Ciro Perfetto che avevano un prezzo di favore…Ciro Perfetto vendeva ai Quartieri Spagnoli e ai fratelli Gatta Nando e Alessandro che abitano nel mio palazzo…altra piazza era gestita da Carletto cioè Davide Carlo che dava le mesate a Lelle’, Gigiotto e alla vedova di Peppenella. A Carletto vendevamo a 42-43…dopo l’arresto di Carletto ed anche prima perché non si era comportato bene l’ho allontanato e
l’ho sostituito con Ciro Perfetto…altra piazza è del Tacchino, suocero di Gigiotto , padre di Veronica.
Anche a lui vendevamo a 48 alla Masseria Cardone (e, dunque, ai Licciardi), pretendendo in cambio un’entrata fissa mensile. Insomma dalle piazze del Don Guanella all’incirca uscivano le spese per i carcerati che ho indicato ed un guadagno sul prezzo di vendita Ci sono poi le piazze dei Licciardi di cui parlerò”. La ricostruzione delle modalità operative delle piazze del Don Guanella è ricostruita dal capo clan in modo chiaro: il clan le controlla rifornendole ed imponendo il pagamento di una quota fissa mensile utilizzata per “le spese dei carcerati”.
Le dichiarazioni di Carlo Lo Russo, attendibili sotto il profilo intrinseco soggettivo ed oggettivo ricevono conforto e riscontro pieno dal contenuto delle conversazioni registrate all’interno delle autovetture ambientalizzate ed intercorse, in particolare, tra Davide Davide e Sannino Antonio e che consentono altresì di ricostruire il ruolo di ‘gestori’ della ‘piazza’ di cocaina rivestito da costoro. Lo stesso Carlo Lo Russo chiarisce che la cocaina viene “imposta” dal suo clan alle piazze che pagano mensilmente e che in passato la gestione era affidata a Davide Carlo, alias Carletto, cugino di Lelle’ (figlio di Carlo Lo Russo), poi allontanato per condotte infedeli e  definitivamente sostituito, dopo il suo arresto  da Ciro Perfetto, figlio d’arte (il padre, Lelluccio muss ‘e scigna, è uno storico affiliato al clan, killer ed oggi sottoposto al regime di cui all’art. 41bis ). che ha il controllo delle piazze del Don Guanella, provvede alle forniture e riscuote, tramite i suoi uomini, i pagamenti destinati a rimpinguare le casse del clan.
Non a caso le intercettazioni  ambientali nell’autovettura in uso a Davide Carlo ed a Sannino Antonio documentano il passaggio di gestione da Carletto a Ciro Perfetto. Ecco cosa gli investigatori registrano dall’interno dell’autovettura Renault Clio  in uso a DavideDavide. Dopo avere parlato di stupefacenti, di dosi, e dopo avere effettuato una cessione, i due amici parlano delle novità del momento ed in particolare della ‘cacciata’ di Carletto, il ‘cugino’ di Davide Davide e delle ragioni della ‘cacciata’: è stato cacciato dal clan poiché “voleva mangiare”, “per diecimila euro puzzolenti” ed al suo posto è subentrato Ciro Perfetto, il quale “Si è preso tutte le cose sue! … Sta solo lui adesso … era Carletto, adesso è Ciro! … Adesso è tutto di Ciro!”. “Carletto levalo da mezzo. Adesso sto io!”.

Antonio Esposito

@riproduzione riservata

(nella foto il rione don Guanella e da sinistra il boss pentito Carlo Lo Russo, Ciro Perfetto e Davide Davide)

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Castellammare di Stabia

Castellammare, resta in carcere il ‘branco’ che pestò il carabiniere in villa

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Castellammare di Stabia. Il tribunale del riesame ha confermato gli arresti per i sei ragazzi ritenuti responsabili del pestaggio di Giovanni Ballarò, carabiniere in servizio presso la stazione di Gragnano, la notte del primo agosto scorso.

 

Il tribunale delle Libertà ha respinto i ricorsi presentati dai legali dei sei imputati. Resta ai domiciliari il 42enne Manuel Spagnulo che, estraneo all’aggressione, è accusato di aver rubato, come si evince dalle immagini del sistema di videosorveglianza, il borsello del carabiniere finito sull’asfalto a seguito dell’aggressione. Ballarò, libero dal servizio, era intervenuto per sedare una rissa per motivi di viabilità e stava riprendendo con il suo cellulare l’episodio prima di essere brutalmente aggredito riportando un trauma cranico commotivo.

 

Indagini lampo dei militari che in meno di due giorni riuscirono ad identificare le persone coinvolte nella rissa tra cui un minorenne.  Restano quindi in carcere  il 29enne Ferdinando Imparato, il 24enne Giovanni Salvato, il 19enne Pio Lucarelli, Antonio Longobardi e Carmine Staiano. A questi si aggiunge Pasquale D.M., 17enne e unico minorenne del branco.

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Benevento e Provincia

Scarcerato l’autista dell’Eav trovato con droga nella borsa sul bus

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Si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto, innanzi al G.I.P. dl Tribunale di Napoli, a carico dell’autista Sannita, dipendente dell’EAV, difeso dall’Avv. Vittorio Fucci jr.

In particolare l’autista era stato tratto in arresto, a Napoli, il 15 settembre dai Falchi della squadra mobile, perché ritenuto presuntivamente responsabile di detenzione aggravata ai fini di spaccio di oltre 110 gr. di hashish.

Secondo gli investigatori, l’autista sarebbe stato visto mentre un giovane gli consegnava un involucro.

Subito dopo il giovane si sarebbe dileguato a bordo di una motocicletta, mentre l’autista veniva fermato allorquando, a fine corsa, si fermava in un’area di sosta. Quindi scattava la perquisizione e successivamente l’arresto.

All’esito dell’udienza di convalida il G.I.P., accogliendo l’istanza dell’Avv. Vittorio Fucci jr, disponeva la scarcerazione dell’autista sannita, concedendogli i domiciliari in attesa di ulteriori approfondimenti di indagini.

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