L'OPERAZIONE

Le piazze di spaccio di Sant’Antimo gestite da Domenico Ranucci e Michele Cleter

Disarticolate due reti attive nel traffico di sostanze stupefacenti tra Sant'Antimo, Sant'Arpino, Casandrino e Grumo Nevano
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Napèoli – Un’imponente operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha portato alla disarticolazione di due sodalizi dediti alla gestione dello spaccio nell’area nord della provincia.

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L’intervento delle forze dell’ordine si è concentrato in particolare nei territori di Sant’Antimo, Sant’Arpino, Casandrino e Grumo Nevano, con l’obiettivo di contrastare la diffusione di sostanze stupefacenti e ripristinare la legalità nella zona.

Le indagini e i provvedimenti restrittivi

Le indagini hanno permesso agli inquirenti di ricostruire le dinamiche operative dei due gruppi, risultati in stretto contatto con le organizzazioni criminali del territorio. Complessivamente, le autorità hanno notificato 26 misure cautelari: per 18 persone è stata disposta la custodia in carcere, mentre per altre 8 sono scattati gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti (tra cui cocaina, marijuana e hashish), con l’aggravante delle finalità e del metodo mafioso.

Secondo quanto emerso dalle indagini, a capo delle reti illecite vi sarebbero stati Domenico Ranucci e Michele Cleter, i quali avrebbero operato in sinergia e sotto la supervisione di figure contigue ai clan locali, tra cui Antonio Picciulli e Mario Verde. L’operazione segna un passo significativo nel contrasto alle economie sommerse generate dal traffico di droga nell’hinterland partenopeo.

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Commenti (2)

È notabile che tante misure son state prese ma poi sul territorio poco cambiamento si notta, i problema socio economici restano e non se affronta con semplici arresti; servono politiche pubbliche e un controllo continu0 ma spesso manca il coordinamento e la visione.

L’operazzione pare importante ma ci son di dubbi sulla gestione; i carabinierihan fatto il loro lavoro ma l’ area restà confusa, e le logiche locali non se risolvono in un colpo solo. Le persone arreste forse eranno solo pedine e la rete continuera a morfarsi.

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