Il processo

Garlasco, la Procura invia la chiusura indagine: «Ecco come Sempio uccise Chiara»

Il procuratore di Pavia invia una nota: oggi abbiamo notificato l'avviso di conclusione. Atti a disposizione della difesa, c'è anche la corruzione del giudice Venditti





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Pavia – Garlasco, notificato l’atto di chiusura indagine ad Andrea Sempio per la morte di Chiara Poggi.

Oggi pomeriggio, anticipando i tempi i pm di Pavia hanno notificato all’indagato l’atto che di fatto scopre le carte della Procura e avvia la fase del processo. Ad annunciarlo formalmente la stessa Procura di Pavia con un comunicato.

“Si è provveduto, in data odierna, a notificare l’avviso di conclusione delle indagini ex art.415 bis nei confronti di Andrea Sempio con conseguente deposito di tutti gli atti del procedimento penale n.642/2025 (già n.8283/2016) relativo all’omicidio di Chiara Poggi”.

E’ la nota con cui il procuratore capo di Pavia, Fabio Napoleone, annuncia la parola ‘fine’ alla lunga inchiesta da lui coordinata che ha individuato Andrea Sempio come responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi. “Si provvederà, come già reso noto, ad inoltrare al Procuratore Generale di Milano l’atto contestato all’indagato nel corso del suo interrogatorio del 6 maggio 2026 illustrativo e riassuntivo dei nuovi elementi probatori, raccolti a seguito della riapertura delle indagini 2016/2017, per l’eventuale esercizio di ogni Sua prerogativa”. Questo il contenuto della nota.

La Procura ribadisce il movente passionale e ricostruisce la dinamica: omicidio scaturito da un rifiuto di Chiara Poggi

L’atto di chiusura indagine notificato ad Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, ricalca, in toto, l’invito a comparire della scorsa settimana. In particolare nella chiusura di quattro pagine si sottolinea come l’indagato “dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente” prima nella parte frontale sinistra e poi all’altezza dello zigomo destro, “facendola cadere a terra”. Quindi “la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e, dopo che provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi” sempre alla testa “facendole perdere i sensi”.

A seguito di ciò, “spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi” cagionandole gravi lesioni” al cranio, dalle quali “derivava il decesso”. Un delitto con l’aggravante “di aver agito con crudeltà verso la vittima in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto”. E con l’aggravante di aver commesso il fatto “per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”.

Il filone corruzione del giudice Venditti

Ci sono diverse decine di intercettazioni, legate all’inchiesta bresciana sulla presunta corruzione per ottenere l’archiviazione, tra gli atti della chiusura indagine su Andrea Sempio, indagato a Pavia per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi. Si tratta di intercettazioni che riguardano il filone che vede indagati a Brescia il padre Giuseppe e l’ex pm Mario Venditti. L’indagine era nata dal cosiddetto pizzino ‘Venditti gip archivia per 20-30 euro’ e, secondo indiscrezioni, a breve verrà chiusa.

Agli atti vi sono diverse decine di “conversazioni” intercettate dalla Procura di Brescia con l’ipotesi di corruzione in atti giudiziari perché avrebbe “ricevuto una somma indebita di denaro” per circa “20/30mila euro” per “favorire Sempio” chiedendone l’archiviazione il 16 marzo 2017 nel primo procedimento, nato a dicembre 2016, sul commesso di Vigevano. E’ quanto emerge delle fonti di prova che i pm Civardi-De Stefano-Rizza allegano all’avviso di chiusura indagini a carico del 38enne.

In 16 pagine la Procura di Pavia evidenzia un “elenco di beni” sottoposti a sequestro e che sono “depositati” presso il Comando provinciale dei carabinieri di Milano di via Moscova dove i difensori, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, potranno recarsi per “estrarne copia”. Si tratta sopratutto di bloc-notes, fogli A4, agendine e manoscritti, numerosi dispositivi informatici ed elettronici che sono stati sequestrati allo stesso Sempio, ai genitori, Giuseppe Sempio e Daniela Ferrari, agli amici Roberto Freddi, Mattia Capra, al padre del defunto Michele Bertani, e alla trasmissione televisiva Le Iene.

In breve

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