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Inchiesta Consip, la Procura di Roma: ”Nessuna decisione presa su Woodcock”

La Procura di Roma “non ha assunto alcuna determinazione” sul pm Henry John Woodcock, indagato per concorso in falso e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta Consip. E’ quanto si apprende a piazzale Clodio in riferimento alle notizie di stampa pubblicate in questi giorni secondo cui sara’ chiesta al gip l’archiviazione del procedimento a carico del pm di Napoli e della giornalista Federica Sciarelli, conduttrice del programma ‘Chi l’ha visto?’, indagata solo per rivelazione di segreto. 

Il magistrato, responsabile dell’inchiesta della procura di Napoli sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione, è indagato per falso e rivelazione del segreto d’ufficio. A entrambi era stato attribuito il passaggio ad organi di stampa di alcuni atti riservati, e Woodcock era anche ritenuto coinvolto nella tranche di inchiesta legata all’ex capitano del Noe Gian Paolo Scafarto, responsabile di atti istruttori manomessi sui quali si basavano le accuse al padre di Matteo Renzi, Tiziano.Proprio dall’inchiesta Consip di Napoli partirono le indagini a Piazzale Clodio quando i magistrati partenopei spedirono a Roma parti del fascicolo, per competenza territoriale.

Le Monde: ”Scampia lontana dai cliché di camorra”

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A Scampia, l’arte piuttosto che la Camorra”. E’ il titolo che ha scelto ‘Le Monde’ per un suo reportage sul quartiere napoletano, situato nell’estrema periferia nord della città partenopea. “Lontano dai cliché mafiosi, una passeggiata urbana permette di scoprire il tessuto associativo di questo quartiere napoletano”, scrive ancora il quotidiano francese. Nel reportage la giornalista non nasconde le difficoltà di un quartiere “incancrenito dalla disoccupazione, dal traffico degli stupefacenti e dalla Camorra” ma mette l’accento anche su una Scampia in cui operano 120 associazioni. Il quotidiano, in particolare, parla dello ‘Scampia Trip Tour’, quelle visite guidate lanciate nei mesi scorsi per mostrare l’altra faccia del quartiere. “Questa passeggiata urbana -scrive ‘Le Monde’- intende dimostrare che Scampia non è il supermercato della droga descritto e denunciato dai media, dalla letteratura, dalla musica e dal cinema. Certo, il gruppo di rap francese Pnl ha girato un videoclip della sua canzone ‘Le Monde ou rien’ nel 2015; certo la serie tv Gomorra, ispirata dal best-seller di Roberto Saviano ha costruito la reputazione del ‘Bronx del Vesuvio’; ma queste piramidi di cemento non si riassumano con gli stereotipi diffusi dalla cultura pop che ne ha fatto il più grande tempio della Mafia”. In Italia come all’estero, spiega Ciro Corona a ‘Le Monde’, il presidente dell’associazione (R)esistenza Anticamorra che ha lanciato questi tour, “si continua a parlare delle Vele come una roccaforte della Camorra. Ma i camorristi non sono pazzi, non abitano qui, preferiscono le ville con le piscine”. 

Serie A, il derby di Torino a Giacomelli, Mariani dirige Spal-Napoli. Tutti gli arbitri della sesta giornata

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Sara’ Piero Giacomelli ad arbitrare Juventus-Torino, match-clou della sesta giornata in programma sabato sera all’Allianz Stadium. Insieme al fischietto di Trieste dirigeranno il derby della Mole i guardalinee Meli e Vuoto, Damato sara’ il quarto ufficiale di gara, mentre Mazzoleni e La Penna saranno gli addetti alla Var. Spal-Napoli, anticipo delle 18, e’ stata affidata a Mariani di Aprilia, mentre sara’ Massa di Imperia a dirigere Roma-Udinese. Valeri di Roma arbitrera’ Sampdoria-Milan, Guida di Torre Annunziata Inter-Genoa. 

Roma – Udinese (23/9, ore 15) arbitro: Massa di Imperia (Paganessi-Liberti)

Spal – Napoli (23/9, ore 18) arbitro: Mariani di Aprilia (Passeri-Fiorito)

Juventus – Torino (23/9, ore 20.45) arbitro: Giacomelli di Trieste (Meli-Vuoto)

Sampdoria – Milan (ore 12.30) arbitro: Valeri di Roma (Giallatini-Dobosz)

Cagliari – Chievo arbitro: Aureliano di Bologna (Manganelli-Tegoni)

Crotone – Benevento arbitro: Orsato di Schio (Tolfo-Di Liberatore)

Inter – Genoa arbitro: Guida di Torre Annunziata (Carbone-Preti)

Verona – Lazio arbitro: Irrati di Pistoia (Lo Cicero-Gori)

Sassuolo – Bologna (ore 18) arbitro: Tagliavento di Terni (Bottegoni-Villa)

Fiorentina – Atalanta (ore 20.45) arbitro: Pairetto di Nichelino (Ranghetti-Tasso) 

Castellammare, i Cinque Stelle: ”Prolungare gli orari della biblioteca”

“Vogliamo che l’orario di chiusura della biblioteca comunale di Castellammare di Stabia venga spostato alle 20.30 per garantire il diritto allo studio dei giovani stabiesi” Lo afferma Luigi Cirillo, consigliere regionale del MoVimento 5 stelle e membro della commissione istruzione che stamattina ha effettuato un sopralluogo presso la biblioteca comunale di Castellammare di Stabia per verificare lo stato dei servizi offerti agli studenti stabiesi. “Abbiamo riscontrato l’assenza di wifi gratuito nella struttura – evidenzia Cirillo – disservizi nei servizi igienici, umidita’ negli adiacenti depositi dei testi e ancora piu’ grave la presenza di barriere architettoniche per l’accesso ai disabili alla struttura.”” Abbiamo raccolto in questi mesi le lamentele di tantissimi ragazzi che, a causa di questi disservizi e dell’orario pomeridiano ridotto alle 17.15, hanno preferito spostarsi presso altre biblioteche di paesi limitrofi come Piano Di Sorrento – sottolinea Cirillo – comportando oneri di spostamento a carico dei nostri studenti che invece hanno tutto il diritto di poter restare nella propria citta’ usufruendo di spazi di studio che pero’ garantiscano livelli idonei di servizio e orari congrui alle loro esigenze””Abbiamo depositato questa mattina una mozione da far discutere al prossimo consiglio comunale di Castellammare di Stabia per prolungare l’orario di chiusura alle 20, far installare wifi e migliorare i servizi offerti nella biblioteca comunale – cosi Vincenzo Amato, capogruppo consiliare del MoVimento 5 stelle stabiese – perche’ e’ nostra responsabilita’ evitare fughe da Castellammare verso altre biblioteche quando abbiamo qui una struttura con tutte le potenzialita’ per funzionare bene ma servono fondi e sopratutto un’attenzione politica da parte di chi governa che chiaramente ad oggi e’ mancata”.

Casoria, PD, simpatizzanti e iscritti rimangono chiusi fuori la sede: chiesto il commissariamento

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Casoria.  Ha dell’incredibile quanto accaduto ieri l’altro presso la sede del Pd di via Macello. La sezione sarebbe  dovuto restare aperta dalle ore 18 del 20 settembre per consentire a simpatizzanti e militanti di rinnovare o inscriversi alla campagna di tesseramento. Testimoni, una trentina di persone fuori per ore, tanto da certificare l’accaduto con foto e video postati sui social.  Vana l’attesa, visto che  nessuno si è presentato ad aprire la sezione,  facendo scadere i termini  nell’ultimo giorno possibile.  I militanti locali e i numerosi simpatizzanti che avevano atteso per potersi tesserare, sono rimasti con un pugno di mosche in mano. In attesa che gli organi  di partito provvedano ad un intervento urgente teso censurare o commissariare il Circolo Angelo Vassallo di Casoria, montano le proteste. “ I vertici locali non hanno rispetto per noi iscritti e impazzanti – precisa  Michele Bruno componente della Direzione Provinciale del PD di Napoli – in questo modo i dirigenti allontanano gli iscritti dal partito e, proseguendo senza aprire alcun dialogo con gli iscritti, senza convocare assemblee, né convocare direttivi, il Pd si avvierà a una lenta agonia, purtroppo!”. Bruno ha anche denunciato attraverso un comunicato che :” In data odierna (20 settembre 2017) come da calendario pubblicizzato su facebook la sede del PD di Casoria – Circolo Angelo Vassallo – doveva osservare l’orario di apertura dalle ore 18,00 alla ore 20,00 per permettere agli iscritti o di rinnovare la tessera o di provvedere ad una nuova iscrizione. Ma tu ciò non è stato ottemperato dal succitato Circolo e dopo un attesa invano di una ventina di persone tra cui vi era il Presidente dei Garante del PD Provinciale di Napoli Dr Giosuè De Rosa; hanno aspettato invano fino alle ore 19,45., senza che  nessun dirigente della sezione locale del PD Circolo Angelo Vassallo di Casoria si degnasse ad aprire le operazioni del tesseramento anno 2017. Pertanto, si chiede l’annullamento del tesseramento del Circolo Angelo Vassallo di Casoria per gravi irregolarità procedurali impedendo sia agli iscritti del rinnovo della tessera e nel contempo ad un nuovo tesseramento di persone che hanno atteso invano l’apertura del Circolo Angelo Vassallo di Casoria”. 

Salvatore Baldini

Napoli, domani dalle 14 stop all’erogazione idrica a Bagnoli, Fuorigrotta, Soccavo, Rione Traiano e alla Loggetta

Dalle 14 di domani, 22 settembre, alle 6 di sabato 23 l’ erogazione idrica sara’ sospesa nel quartiere Soccavo nella zona a ridosso di via Giustiniano, in via Piave, Via Nerva, Viale Adriano, Via Cassiodoro, Rione Traiano, ed al Rione La Loggetta. Lo comunica “ABC Napoli“, che dovra’ eseguire in via Cassiodoro un intervento “per potenziare e rinnovare il sistema di alimentazione idrica” nei quartieri Soccavo, Fuorigrotta e Bagnoli. Durante i lavori – aggiunge ABC Napoli – “potrebbero verificarsi fenomeni di riduzione di pressione con probabile disalimentazione ai piani alti e medio alti a Bagnoli (aree a ridosso di Viale Campi Flegrei, Via Terracina e Agnano) e nel quartiere Fuorigrotta, nelle aree a ridosso di Via Leopardi, Via Consalvo, Via Bixio, Via Terracina, Viale Kennedy e Parco San Paolo. “L’ erogazione idrica – avverte ABC Napoli – sara’ ripristinata a conclusioni dei lavori, ma, trattandosi di un’ area molto estesa, le normali condizioni di esercizio saranno garantite con gradualita'”. Le manovre potrebbero determinare, anche in aree limitrofe, fenomeni di torbidita’ dell’ acqua, per cui si consiglia agli utenti di fare scorrere per qualche minuto l’ acqua per ottenere le condizioni di limpidezza. 

Incendio per un corto circuito: 70enne muore asfissiato

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I Carabinieri di Pomigliano d’Arco sono intervenuti la scorsa notte in via Nazionale delle Puglie, Dove a causa di un corto circuito dell’impianto elettrico si era incendiato un appartamento al piano terra di un palazzo a 4 piani. sul posto e’ stato trovato privo di vita il padrone di casa, un pensionato 70enne, morto verosimilmente per asfissia dovuta ai fumi sprigionati dalle fiamme. Lo stabile e’ stato evacuato per consentire le operazioni di spegnimento dei vigili del fuoco.

Tragedia della Solfatara, sopralluogo dei tecnici: le buche erano due e non recitante

Tragedia della Solfatara di Pozzuoli, ieri c’è stato un sopralluogo dei periti geologi Giovanni Balestri e Franco Ortolano, nominati dalla Procura di Napoli Nord per una prima presa visione dei luoghi per fare i rilievi fotografici in attesa dei periti di parte del titolare della “Vulcano Solfatara srl” Giorgio Angarano, indagato per omicidio colposo plurimo. Con l’aiuto dei vigili del fuoco i periti geologi  hanno potuto vedere due buche. Una segnalata con una catenella. L’altra era quella della tragedia. Si trovano una vicina all’altra. «Due sono le possibilità – ha spiegato l’avvocato Vincenzo Cortellessa che difende la famiglia delle tre vittime, al quotidiano Il Mattino – la seconda buca si è aperta d’improvviso sotto i piedi del bambino che voleva fotografare la prima. Oppure la seconda buca c’era già ed era nascosta dall’acqua, come mostrano i video acquisiti. In ogni caso si trattava di situazioni di pericolo che avrebbero imposto la chiusura. Lorenzo Carrer – prosegue – non ha mai lasciato la mano di sua madre per scavalcare la recinzione. È stato detto nell’immediatezza è questo rattrista la famiglia ed è potenzialmente offensivo per le vittime. È incontestabile: Lorenzo non ha mai scavalcato alcuna recinzione. Anche perchè non ce n’era una. La buca che abbiamo visto è assolutamente nell’area consentita ed in un percorso accessibile”. Ieri sera ancora proseguivano le autopsie delle tre vittime. Se oggi sarà possibile rimandare i Carrer a casa, a cura del comune di Pozzuoli, i funerali dovrebbero farsi domani a Meolo, Venezia.

Tre discariche abusive sequestrate dalla Finanza a Mondragone

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Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio finalizzati al contrasto dell’illecito sversamento dei rifiuti industriali e degli scarti delle lavorazioni artigianali, i finanzieri della Compagnia di Mondragone hanno eseguito un sequestro di tre distinte aree adibite a discariche abusive di rifiuti speciali e pericolosi.
In particolare, le Fiamme Gialle hanno scoperto nel Comune di Mondragone tre siti, di cui due in “Località Falco” e uno in “Località Terme” – quest’ultimo di difficile individuazione e con accesso abilmente occultato – rispettivamente di circa 1.200, 800 e 5.000 mq., che di fatto venivano utilizzati come aree di sversamento rifiuti di diverso genere e rientranti nella categoria dei rifiuti speciali pericolosi, sebbene fossero attigui a campi coltivati con ulivi, vigneti ed ortaggi.
I preliminari accertamenti eseguiti dai finanzieri permettevano di rinvenire, oltre lo sversamento di pezzi di carrozzeria di autoveicoli, elettrodomestici dismessi, guaine bituminose, anche la presenza di tracce di amianto derivanti sia dalla frantumazione che dalla combustione di natura dolosa di onduline di “Eternit”, che disperse nell’ambiente, per azione degli agenti atmosferici, possono causare gravi danni alla salute.
L’attività delle Fiamme Gialle proseguirà nei prossimi giorni al fine di procedere all’esatta quantificazione e catalogazione dei rifiuti sottoposti a sequestro e presenti nell’area oggetto dell’indagine, nonché al fine di individuare i responsabili di un siffatto scempio ambientale.

La stampa ucraina: Srna trovato positivo dopo Shakhtar-Napoli

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E’ soltanto un’indiscrezione, non ci sono commenti ufficiali da parte della Uefa ne’ ha preso posizioni in merito il club di Donetsk, ma per la stampa ucraina Darijo Srna sarebbe risultato positivo al controllo antidoping disposto dopo Shakhtar-Napoli, gara di Champions League vinta 2-1 dagli ucraini. La presunta positivita’ del capitano della nazionale croata e’ stata riportata da Sportika, in Ucraina, e ripresa dai giornali croati, ma anche dagli spagnoli di “AS”. Il giocatore non e’ sceso in campo la domenica successiva nella sfida di campionato in casa del Chornomorets. Il tecnico dello Shakhtar, Paulo Fonseca, ha parlato di semplice turnover e della necessita’ di far riposare alcuni giocatori, tra cui il 35enne Srna . 

Paralisi facciale dopo un intervento chirurgico, sotto inchiesta medici del Policlinico di Napoli e di una casa di cura di Piacenza

Si sottopone ad un intervento per asportare un tumore vicino al cervelletto. Durante l’intervento, però gli operatori le ledono il nervo facciale, con conseguenze gravissime per il sistema neurologico. E’ quanto è accaduto ad E.D. donna sessantenne di San Cipriano di Aversa, vittima di una storia evidente di malasanità, che ancora oggi vive i postumi del calvario iniziato nel 2005.

La storia inizia nell’agosto del 2005 quando si sottopone ad una risonanza magnetica cranica, a causa di un problema all’orecchio. Dall’esame le diagnosticano un meningioma tentoriale, vale a dire un tumore cerebrale, nella zona tra il cervelletto e il lobo occipitale. Nel settembre dello stesso anno poi, la donna si reca presso l’area funzionale della Neurochirurgia dell’Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli dove si sottopone ad un intervento di exeresi (asportazione) chirurgica della neoformazione. Durante l’intervento gli operatori si accorgono che una porzione del tumore, presente a livello del cavo di Meckel, non era dissecabile. Ragion per cui decisero di lasciarla in sede, riservandosi, a seguito di ulteriori controlli clinico-strumentali di trattare il residuo neoplastico successivamente, valutando quindi l’opzione terapeutica migliore. Alla dimissione, però, la paziente riporta una paralisi periferica del nervo facciale di destra.

Nel giugno del 2006, poi, la donna viene nuovamente ricoverata. Questa volta però presso la Casa di cura ‘Piacenza’ di Piacenza, per sottoporsi ad un nuovo intervento di exeresi del residuo neoplastico. Le conseguenze dell’intervento sono immediate: l’ischemia del tronco cerebrale e del cervelletto, difficoltà di deambulazione e una paralisi del IV, VI e VII nervo cranico. Come se ciò non bastasse, dagli esami successivi all’intervento si evinceva ancora l’esistenza del residuo neoplastico.

Numerosi i postumi per la paziente: “una sindrome sottotentoriale secondaria ad esiti ischemici cerebello-ponini, caratterizzata da andatura marcatamente atassica con necessità di doppio appoggio, paralisi periferica completa del VI e del VII nervo cranico di destra, nistagmo (un’oscillazione ritmica e involontaria dell’occhio), disartria (un disturbo del linguaggio), deviazione destra con protrusione della lingua, positività alla prova di Mingazzini, dismetria bilaterale alla prova indice naso (maggiormente rappresentata a destra), disfagia (disturbo della deglutizione) ed emi-ipoestesia dolorifica e pallestesica sinistra”, sottolinea il legale rappresentante della donna Luca Supino Di Lorenzo, specialista in diritto sanitario e responsabilità per colpa medica.

La storia però non termina qui. Nella speranza di migliorare le proprie condizioni, nel dicembre 2006, si sottopone ad un nuovo intervento presso la casa di cura ‘Piacenza’, per un’anastomosi ipoglossofacciale di destra. E’ lapalissiano che i postumi delle tre operazioni chirurgiche costituite dalle gravissime menomazioni fisiche e psichiche, esistono quindi, secondo Luca Supino Di Lorenzo, “per le varie ed evidenti responsabilità dei sanitari che la ebbero in cura”.

Secondo il Ctu nominato nel procedimento ex art. 696 bis c.p.c. svoltosi dinanzi all’VIII sezione del Tribunale di Napoli, prof. dott. Giuseppe Vacchiano, “La lesione del nervo facciale, nel caso in esame, va ricondotta alle non condivisibili manovre chirurgiche attuate nel corso dell’intervento eseguito nel settembre 2005”. Il secondo intervento, quello presso la casa di cura ‘Piacenza’, fu caratterizzato, “da esiti di non trascurabile entità riconducibili ad una sindrome ischemica cerebellare e pontina ed al sacrificio del 4° e del 6° nervo cranico”.

Nell’intera nefasta dinamica “fu corretta – spiega l’avvocato Supino Di Lorenzo – riguardo il primo intervento presso l’A.O.U. Federico II di Napoli la decisione dei chirurghi di lasciare in situ un residuo neoplastico a causa della sua forte aderenza alle strutture circostanti, ma fu assolutamente censurabile il comportamento degli stessi operatori nel non aver utilizzato, durante l’atto operatorio, i potenziali evocati, determinando la lesione del VII nervo cranico, ovvero il faciale, con la sua conseguente paralisi periferica che è pertanto da considerarsi di natura esclusivamente iatrogena. L’utilizzo, infatti, del monitoraggio neurofisiologico poteva infatti ridurre al minimo la possibilità di deficit di qualsivoglia natura e non è comprensibile, pertanto, la decisione dei chirurghi di non avvalersi di tale utilissima metodica”.

Il Psg ‘libera’ Cavani dopo la lite con Neymar: anche il Napoli partecipa all’asta per il Matador

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L’arrivo di Neymar ha sicuramente rinforzato il Psg. E’ arrivato anche Mbappe’ e i due nuovi acquisti formano un grande tridente con Edinson Cavani. Il “Matador”, pero’, potrebbe presto lasciare Parigi, un’ipotesi che si e’ rafforzata dopo la lite con il brasiliano ex Barcellona nel match di campionato di domenica scorsa. Secondo la stampa spagnola Neymar avrebbe chiesto la cessione del compagno di squadra e il Paris Saint Germain si sarebbe subito messo a lavoro per trovare una sistemazione all’uruguaiano. Secondo i media inglesi il giocatore sarebbe stato offerto al Real Madrid, ma intanto altri club avrebbero cominciato a muoversi per assicurarsi il “Matador”. Secondo il “Daily Mail” tra questi ci sarebbero anche Everton, Chelsea e Napoli, quest’ultimo il club nel quale l’uruguaiano si e’ definitivamente consacrato dopo l’esplosione al Palermo. Cavani in passato ha detto che gli piacerebbe tornare a vestire la maglia azzurra, ma secondo il Daily Mail non vanno dimenticati Juve, Inter e Borussia Dortmund che in passato si erano mossi per il bomber del Psg. 

Giugliano, bancarotta fraudolenta: arrestati i tre titolari della Edil Cm

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Nell’ambito di attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord – Sezione Criminalità Economica – i militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di tre persone, indagate, a vario titolo, per il delitto di bancarotta fraudolenta. Si è anche proceduto a sottoporre a sequestro preventivo le quote societarie di 4 aziende, facenti tutte capo allo stesso gruppo imprenditoriale, operante in Giugliano in Campania.
L’operazione rappresenta l’atto conclusivo di complesse indagini avviate a seguito del fallimento di una società giuglianese, la EDIL C.M. s.r.l., operante nel settore della vendita di materiali edili, dichiarata fallita nel 2014. L’attività investigativa ha consentito di raccogliere a carico degli indagati gravi indizi di
colpevolezza. Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati per sottrarsi al pagamento di crediti e imposte – accertate a seguito di verifica fiscale nella quale veniva constatata una frode fiscale di circa 15 milioni di euro – distraevano dalla massa fallimentare risorse economiche e finanziarie, pari a circa 5 milioni di euro. In particolare, dal quadro indiziario raccolto a seguito delle indagini è emerso che gli indagati, sottoposti in data odierna agli arresti domiciliari, hanno cercato di celare la loro condotta illecita mediante l’effettuazione di operazioni societarie straordinarie, ricorrendo ad una scissione societaria con successiva vendita di quote a soggetti formalmente terzi, ma di fatto riconducibili allo stesso nucleo familiare. I predetti, inoltre, dopo aver artatamente “scorporato” gli asset patrimoniali principali dalla fallita, hanno rimesso gli stessi – a titolo di locazione – nella disponibilità della medesima società, generando un aumento delle voci di costo e un ulteriore “drenaggio di liquidità”, in danno dell’erario e degli altri creditori. Le investigazioni svolte hanno, quindi, consentito di accertare la prosecuzione della attività imprenditoriale della società fallita mediante altro soggetto giuridico riconducibile ai medesimi indagati.

Napoli, chat erotica con una donna, aggredito dal marito e dal figlio

 

Una chat erotica tra un giovane e donna innesca la reazione di marito e figlio della donna: il 27enne finisce in prognosi riservata per coltellate ma ”difende” gli aggressori e dice agli inquirenti: ”Era una rapina”. Procura e Carabinieri, pero’, ricostruiscono tutto e gli aggressori vengono arrestati. E’ l’epilogo, nel Napoletano, di una serie di conversazioni compromettenti intrattenute tra il giovane e la donna. Il ferito, dopo l’aggressione subita, ha raccontato di un tentativo di rapina ma quando ha capito che non poteva piu’ nascondere il segreto perche’ Carabinieri e Procura stavano arrivando alla verita’, e’ stato costretto a svelare tutto. Questa mattina i Carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna  hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Nola a carico degli aggressori, entrambi di Brusciano e gia’ noti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili di tentato omicidio. Le indagini sono state avviate a seguito della denuncia presentata il 1 marzo scorso dal 27enne di Volla il quale aveva riferito ai militari dell’Arma che due sconosciuti armati di coltello dopo averlo aggredito in strada con l’intenzione di rapinarlo lo avevano inseguito fin dentro alla sua auto e ferito con diverse coltellate al torace e alle gambe. I successivi accertamenti coordinati dalla Procura di Nola ed eseguiti dai Carabinieri hanno invece consentito di inquadrare il movente del tentato omicidio nella questione di natura passionale con la donna.

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Sorrento, morì di overdose nella loro casa: condannati mamma e figlio per omissione di soccorso

Il pm della Procura di Torre Annunziata, Andreana Ambrosino, ha chiesto e ottenuto la condanna per Francesco Sorrentino e sua madre, Letizia Autiero, accusati di omissione di soccorso. La motivazione: “Giuseppe poteva essere soccorso. Non è certo che potesse essere salvato, ma ci sono responsabilità”. La notte tra il 7 e l’8 giugno del 2012, Giuseppe Gargiulo, soli 18 anni, partecipa a un festino con un gruppo di ragazzi a Meta di Sorrento al termine del quale, il diciannovenne di Piano di Sorrento, si reca a dormire presso l’abitazione dell’amico Francesco a Sorrento. Nel corso del processo sono state determinate le due deposizioni di Valery, un ragazzo di origini russe amico della vittima e di Francesco: “Eravamo amici e trascorremmo quella serata assieme. Ricordo che il giorno prima provai a contattarli, ma Francesco e Giuseppe non mi risposero al telefono. Poi so che andarono loro a comprare cinque pezzi di eroina a Secondigliano, quelli consumati durante la serata sulla spiaggia di Meta…Io ho saputo solo di mattina cosa era successo ha detto e, mentre andavo a casa di Francesco, fui coinvolto anche in una rissa con alcuni ragazzi che avevano partecipato alla serata. Andammo in ospedale a farci medicare, e lì incontrammo proprio Francesco con i carabinieri”. Ma secondo l’accusa uno choc anafilattico causato da una overdose stroncò Giuseppe Gargiulo dopo la mezzanotte e prima delle due, orario “in cui sia Francesco che la madre Letizia erano ancora svegli, ma non hanno chiamato i soccorsi”. Il 118 è stato allertato solo in tarda mattinata, quando i due dopo l’iniziale panico avrebbero inscenato il ritrovamento del cadavere di Giuseppe nella sua stanza. Secondo l’accusa, sul momento mamma e figlio avrebbero provato a rianimare Francesco senza riuscirci, poi l’avrebbero rivestito con un pigiama, vegliato la salma per tutta la notte, prima di chiamare i soccorsi solo alle dieci del mattino successivo, circa otto ore dopo il decesso. Ieri il giudice Maria Laura Ciollaro del tribunale di Torre Annunziata ha emesso la condanna: un anno e quattro mesi di reclusione per Letizia Autiero, oggi cinquantenne e un anno di reclusione per suo figlio Francesco, amico di Giuseppe, per il quale sono state riconosciute tutte le attenuanti per la giovane età e lo status di incensurato. I genitori e il nonno di Giuseppe, che si erano costituiti parti civili al processo, hanno ottenuto il riconoscimento in primo grado di un risarcimento, che dovrà essere quantificato in sede civile. Tra due mesi verranno resi noti i motivi che hanno portato alla condanna dei due imputati. 

 

Il Vangelo di oggi

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In quel tempo, Gesù passando, vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli.
Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Gesù li udì e disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.
Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Benevento: summit nel post partita, per ora non si cambia…

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 Una lunga chiacchierata di almeno un quarto d’ora tra il presidente Oreste Vigorito, il direttore sportivo Di Somma e il tecnico Baroni proprio davanti alla zona interviste. Un lungo confronto sulla sconfitta contro la Roma e più in generale su quello che è il momento di massima difficoltà del Benevento in grande crisi di risultati e ultimo in classifica. «Ci confrontiamo sempre, abbiamo parlato di tante cose, in questo momento stiamo ragionando sulla prossima partita e abbiamo parlato anche di quelli che potremo recuperare», ha spiegato poi il tecnico giallorosso in conferenza stampa. Toni pacati nel confronto, il presidente del Benevento ha riconfermato pubblicamente Baroni dopo il derby con il Napoli e resta questa la sua posizione: fiducia quindi riconfermata all’allenatore in un momento delicato con cinque sconfitte consecutive nelle prime cinque partite di serie A. La testa è sulla prossima partita contro il Crotone, una partita decisiva per poter uscire dal tunnel nero di risultati negativi. La società e il tecnico si attendono una risposta forte dalla squadra soprattutto come risposta caratteriale: urge ritrovare lo spirito mostrato nelle prime tre partite ed è proprio questo che ha sottolineato Baroni. «Fino al primo gol della Roma l’approccio è stato quello giusto, i ragazzi hanno fatto quello che avevamo preparato. Poi però dopo l’1-0 ci siamo disuniti e questo non deve più accadere perché il campionato è lungo e bisogna sempre crederci», ha spiegato il tecnico. Giorni caldi, quindi. Baroni ha già parlato a lungo con la squadra, almeno una ventina di minuti, dopo il ko contro la Roma. «Questo è il motivo per cui sono arrivato più tardi», ha poi spiegato il tecnico. Chiesta, quindi, subito una risposta importante alla squadra che deve liberarsi dalle paure e tornare a fare quello mostrato nelle prime tre partite, soprattutto quella con il Torino persa all’ultimo minuto di recupero. Una risposta importante come approccio, intensità, voglia di crederci e di arrivare sempre primi sul pallone: la grande applicazione per poter fronteggiare contro squadra meglio attrezzate sotto il profilo della qualità. Questa l’unica strada possibile per poter credere in quella che sarebbe una vera e propria impresa come la salvezza.

Avellino: Monzon riflette sulle prossime scelte

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C’è un pensiero che più degli altri gli passa per la testa. In modo insistente, quasi come un chiodo fisso. Quel 3-1, risultato ricorrente quando i lupi perdono, non lo riesce proprio a digerire Walter Novellino, proprio perché lo ha accompagnato dalla prima gara esterna ufficiale di Verona, poi si è ripetuto a Cremona e venerdì scorso a Cesena. Certo, analizzando le prestazioni delle sconfitte, il risultato sembra quasi sempre pesante, visto che in alcune occasioni (il gol di Asencio annullato allo scadere contro la squadra di Tesser e i diversi errori commessi al «Manuzzi») l’Avellino è stato penalizzato più del dovuto. Alla fine però rimangono i numeri e quel risultato va chiuso in qualche cassetto. E allora sfatare il tabù ed invertire il trend devono essere i punti di partenza per un nuovo cammino esterno. Ne è consapevole Novellino, con gli stessi calciatori che appaiono molto concentrati e carichi tutti allo stesso modo, titolari come riserve. Perché il turn over spinto messo in campo contro il Venezia ha dimostrato che c’è davvero spazio per ogni elemento della rosa, non solo a parole ma nei fatti. Non a caso l’abbondanza regna sovrana, dalla difesa all’attacco. Le prove tecniche di ieri contro l’Under 17 (il test è finito 13-1 per gli uomini di Novellino) in realtà non hanno dato grandi indicazioni visto che le carte sono state mischiate molto e la maggior parte dei possibili titolari ha svolto lavoro atletico e tecnico senza prendere parte alla partitella. Davanti a Lezzerini e Iuliano che si sono alternati tra i pali, spazio a Laverone a destra e Rizzato, tornato perfettamente disponibile dopo l’affaticamento muscolare della scorsa settimana, a sinistra. Al centro si è rivisto Marchizza al fianco di Suagher. A centrocampo Lasik e Falasco hanno agito da esterni con Paghera e Moretti al centro. In attacco la coppia Ardemagni-Asencio si è davvero scatenata con sei gol messi a segno dal primo e tre dal secondo (gli altri sono stati siglati da Rizzato, Lasik, Moretti e Camara). E proprio lo spagnolo ha dimostrato di avere grandissima voglia, carica e soprattutto una condizione atletica eccellente. In realtà questa caratteristica sembra appartenere a tutta la squadra biancoverde, segno che lo staff tecnico di Novellino, in particolare Alessandro Scaia, sta svolgendo un ottimo lavoro. C’è ancora tempo per compiere le scelte definitive, ma Novellino ha già diversi cambi in testa, come ha ammesso subito dopo il pareggio casalingo con il Venezia. Prima di tutto in difesa, dove Ngawa potrebbe essere riconfermato, seppure a destra per lasciare spazio a Laverone esterno alto e dare così un turno di riposo ad uno tra Molina e Bidaoui. Al centro della retroguardia invece ci sono ben quattro giocatori (Migliorini, Suagher che torna dalla squalifica, Kresic, vera sorpresa contro il Venezia, e Marchizza, convinto di poter dimostrare che certo non è quello di Cesena) per due posti.

Salernitana: il carattere basta?

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Il carattere della squadra è il punto di partenza a cui Alberto Bollini si è aggrappato dopo il pareggio dai due volti di Vercelli. Un punto, quello strappato al Piola e che si è sommato ai tre precedentemente accumulati non senza fatica, servito a evitare la sconfitta contro una diretta rivale per la salvezza, ma non certo per incamminarsi sulla strada della svolta. In classifica il piatto piange. La Salernitana è terzultima, non ha mai vinto e non è mai passata in vantaggio nei cinque incontri disputati. Da quattro gare la difesa subisce gol e l’attacco non sempre riesce a essere incisivo come dovrebbe. Se in alcune occasioni sono mancati i rifornimenti, in altre ha fatto difetto la precisione. Gli errori di Rodriguez a Vercelli gridano ancora vendetta e, si spera, non si rivelino pesanti in ottica futura. Di certo, lo sono stati nell’immediato perché una vittoria avrebbe aiutato la squadra granata sotto tanti aspetti: fiducia, morale, classifica avrebbero tratto indubbi giovamenti da un eventuale successo in terra piemontese. Così non è stato e ora Bollini e i suoi sono chiamati a sbloccarsi in casa contro lo Spezia, reduce dal successo sul Novara.

”Mi sono girato, ho visto il portiere fuori ed ho tirato’’. Oggi c’è Mertens: 32 anni fa Maradona

Roma. Una vera e propria opera d’arte, quell’arte che indistintamente piace. Così come è piaciuta anche ai tifosi laziali presenti sugli spalti, increduli per quello che avevano appena visto. Tutto vero, nessuna finzione o immaginazione. E’ semplicemente Dries Mertens. Un falso nuove rivelatosi verissimo che, con semplicità e leggerezza, regala queste “prelibatezze”. Non ci sono parole per poter descrivere la rete dell’ormai attaccante azzurro. Una rete che ha riportato, soprattutto i vecchi nostalgici, a Maradona e a quel gol alla Lazio segnato 32 anni fa. Così se i nostri nonni potevano ammirare le gesta di Diego noi, oggi, abbiamo, invece, la fortuna di veder giocare il folletto belga. Nella stagione precedente aveva fatto centro per 34 volte. Da falso nove si è trasformato in un nove verissimo con l’aggiunta di colpi di genio come quello di ieri sera. “Mi sono girato, ho visto il portiere fuori ed ho tirato” – Dice. Sui festeggiamenti: “Mi diverto a fare queste stupidaggini dopo un gol”.