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Paganese: Favo fa retromarcia tattica

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Massimiliano Favo ritornerà all’antico nel derby di sabato sera al Torre contro la Juve Stabia. Dopo l’esperimento mal riuscito del 3-5-2 al cospetto dell’Akragas, il tecnico della Paganese si affiderà nuovamente al tridente contro i gialloblù in una sfida molto delicata per gli equilibri di classifica di entrambe le formazioni. Rispetto alla gara di sabato scorso nella valle dei Templi, ci sarà anche una novità nel pacchetto arretrato, dove mancherà per squalifica Luca Piana che dovrà scontare un turno di stop in seguito all’espulsione rimediata nell’ultima giornata di campionato. Un’assenza che sarà tamponata dal rientro di Giuseppe Picone che dovrà giocoforza sistemarsi sulla corsia destra della linea difensiva: «Non ero presente ad Agrigento per squalifica dice uno dei pochi riconfermati della scorsa stagione ma ho saputo dei problemi fisici che hanno lamentato i miei compagni nel corso della gara. Posso garantire però che per noi è una gara già archiviata e ci stiamo allenando duramente seguendo le indicazioni del mister per riprendere la marcia. Rispetto allo scorso anno prosegue l’esterno piemontese – c’è tanta qualità in squadra anche nei giovani che vogliono emergere e questo aspetto sta aumentando il livello di competitività interna, oltre a favorire la crescita del gruppo».

Casertana: si rivede Colli

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La Casertana ha riabbracciato Lorenzo Colli. Gradita sorpresa ieri, al Pinto, con il ritorno del centrocampista di proprietà del Bologna, lontano dal campo di allenamento da oltre un mese per via di un infortunio alla caviglia. Si è curato a casa sua, in Emilia, per recuperare dalla distorsione con interessamento dei legamenti che si procurò in occasione dell’amichevole di fine agosto contro l’Afragolese. Clinicamente guarito Colli è tornato a Caserta dove ha cominciato il programma di lavoro differenziato che potrebbe rimetterlo a disposizione del tecnico nel giro di una decina di giorni.

Foggia, Nicolina morta per una serie di arresti cardiaci: aveva ancora un proiettile nella testa

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Non ha retto il cuore di Nicolina Pacini, la ragazza di 15 anni di Ischitella  in provincia di Foggia, ferita ieri mattina da un colpo di pistola che l’ex compagno della madre, Antonio Di Paola le ha sparato in pieno volto mentre stava andando a prendere l’autobus per raggiungere la scuola. L’uomo si e’ poi ucciso con la stessa pistola: il suo corpo e’ stato trovato ieri sera in un boschetto, poco fuori Ischitella. La ragazza, in nottata, aveva avuto altre crisi cardiache che i medici, della terapia intensiva di rianimazione degli Ospedali Riuniti di Foggia dove era ricoverata, sono riusciti a farle superare: l’ultima crisi, intorno alle 7, e’ stata fatale. Il proiettile era entrato nell’orbita oculare sinistra e si era fermato nella testa. Le condizioni della ragazza erano state immediatamente giudicate drammatiche e non era operabile. La madre della 15enne, che da qualche tempo vive a Viareggio, sta arrivando a Foggia. Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, la madre della ragazza tempo fa aveva lasciato Di Paola per il suo carattere violento, e lui si sarebbe vendicato sparando alla quindicenne. In passato la donna aveva denunciato l’ex compagno: l’ultima volta una quindicina di giorni fa quando Di Paola avrebbe avvicinato proprio la ragazza minacciando, chiedendole dove fosse la madre. La quindicenne era stata affidata, con il fratellino, ai nonni materni che vivono ad Ischitella. 

Messico: corsa contro il tempo per salvare i bimbi sotto le macerie della scuola

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E’ corsa contro il tempo in Messico per salvare le persone rimaste intrappolate sotto le macerie degli edifici crollati per il sisma di martedi’ scorso. C’e’ angoscia soprattutto per i bambini di una scuola a Citta’ del Messico: quando il movimento tellurico, 7,1 sulla scala Richter, ha fatto fermare i sismografi e’ crollata un’intera scuola elementare, la Enrique Rebsamen, travolgendo bambini, maestri e personale che lavorava nell’edificio. Almeno 21 bambini e cinque adulti sono stati estratti morti, ma altri sono ancora dispersi. Una di loro, Frida Sofia, sarebbe ancora viva, intrappolata sotto una tavola: i soccorritori sarebbero “molto vicini” alla picola e forse accanto a lei ci sono altri cinque bambini, presumibilmente anche loro bambini. Sono 72 le ore, almeno secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanita’, in cui si puo’ trovare viva una persona sotto le macerie. Le squadre di soccorso (civili, militari, ma anche volontari) lavorano senza sosta attorno alla scuola, nel silenzio assoluto, cercando di percepire ogni minimo segno di vita. Con 100 morti, la capitale e’ stata la citta’ piu’ colpita dal terremoto, che ha causato 230 vittime in tutto il Paese. Nella capitale messicana, Le squadre di emergenza hanno tratto in salvo 53 persone tra le macerie. 

Camorra, è tornato a casa il killer della ”Paranza dei Bambini”

E’ tornato in libertà l’ex baby killer della “Paranza dei Bambini”Antonio Napoletano, alias “’o Nannone”. Ha ottenuto gli arresti domiciliari dopo due anni.  Il suo ritorno a casa è stato salutato con entusiasmo dalla cosca che ora può contare di nuovo su uno dei leader storici e con preoccupazione da investigatori ma anche dai clan avversari di Forcella e di piazza Mercato, delle Case Nuove e del borgo Sant’Antonio Abate, dove risiede. Era considerato il braccio destro di Emanuele Sibillo, il “capo” della Paranza ucciso nel 2015 in via Oronzio Costa dal clan Buonerba, i cosiddetti “capelloni”.
Antonio Napoletano, assistito dall’avvocato Riccardo Ferone, come anticipa Il Roma, ieri mattina ha così potuto lasciare il carcere per fare ritorno a casa per scontare il resto della pena. Tra qualche mese sarà completamente libero. Anche se si cono altri due procedimenti penali a suo carico. A novembre scorso infatti era stato condannato a soli due anni di carcere dai giudici  della prima sezione della Corte di Appello di Napoli rispetto ai sei anni inflitti in primo grado. Napoletano fu condannato per la sola detenzione dell’arma, con l’esclusione dell’aggravante camorristica cioè di aver tenuto in casa armi che servivano al gruppo Sibillo, e con l’assoluzione dal reato di ricettazione per la dubbia provenienza della lupara. La fama di spietato killer, nonostante la sua giovane età ‘o nannone se l’era conquistata durante la faida di Forcella contro i Buonerba.”Quello viene qui sotto con la pistola in mano. Gli abbiamo piazzato tre colpi e non è morto.Tu ci puoi provare pure per altri dieci giorni, ma quello non muore. Il giorno che lo prendiamo gli spariamo tutte le botte in testa e in faccia2, si legge in una delle intercettazioni contenute nell’ordinanza contro il clan Buonerba. Napoletano era considerato un vero pericolo da eliminare. Ma ora dopo due anni di carcere è a casa ai domiciliari.

Gragnano, scoperta fabbrica di botti illegali:denunciato 26enne

Gragnano. Un giovane 26enne è stato segnalato alla Procura di Torre Annunziata perchè stava fabbricando veri e propri ordigni in un casolare. Gli uomini della guardia di Finanza di Castellammare di Stabia sono arrivati un casolare di via Nocerelle stradina di campagna al confine tra Gragnano e Santa Maria la Carità durante alcuni controlli mirati per la prevenzione della fabbricazione clandestina di materiale esplodente. All’interno dell’edificio di campagna, il 26enne aveva nascosto centinaia di fuochi pirotecnici illegali ad altissimo potenziale, considerati pericolosi dagli esperti della guardia di finanza.
Sono quindi scattate le indagini per capire se ci fossero dei committenti oppure se il giovane gragnanese stesse lavorando autonomamente. Non è chiaro, però, se la fabbricazione dei fuochi d’artificio fosse iniziata con anticipo in vista di Capodanno o se fossero destinati ad uso privato.

Castellammare. Vozza scrive alle opposizioni

Castellammare di Stabia. Una lunga lettera pubblicata ieri da Salvatore Vozza, Consigliere Comunale di opposizione, indirizzata ai suoi colleghi. Un vero e proprio invito a non perdere tutto quello che l’opposizione ha fatto fino ad oggi. Intanto sembrerebbe essere rientrata la crisi politica, si attende la presentazione della nuova giunta. Ecco la lettera completa.

Carissimi Consiglieri di opposizione
la vicenda amministrativa si presenta sempre più, e a maggiormente in questi ultimi giorni, in modo confuso e pasticciato. E noi tutti rincorrendo voci e notizie rischiamo di contribuire a delineare ipotetici scenari non ancorati più alla realtà concreta della città, ai fatti emersi pubblicamente attraverso documenti e prese di posizioni.
La maggioranza e il Sindaco che oggi governano la città hanno vinto le elezioni del 2016, su un Consiglio composto da 24 Consiglieri più il Sindaco 15 consiglieri sono stati attribuiti alla coalizione di maggioranza e 9 alle coalizioni di opposizione. Questi i numeri che raccontano di una maggioranza numericamente forte e che non poteva e non potrebbe essere bloccata o impensierita dall’opposizione, se non per le idee e le proposte che mette in campo.

A distanza di una anno, e per la verità già molto prima dell’ estate, in Consiglio Comunale sono emersi malumori e divergenze sul modo in cui la città viene amministrata. Nei giorni scorsi due assessori si sono dimessi con proprie motivazioni, sei consiglieri comunali di maggioranza, con due diversi documenti, hanno chiesto al Sindaco, verso il quale riconfermano la fiducia, di cambiare passo perché la città è ferma e di mantenere gli impegni assunti con gli elettori, di liberarsi – attraverso un sussulto di dignità – da chi nel PD lo condiziona e gli impedisce di esercitare in autonomia il ruolo che la legge gli assegna.
La vicenda grave per le ripercussioni che ha sulla vita della città è tuttavia lineare rispetto ai suoi contraccolpi politici; i numeri che ho richiamato la chiariscono in modo netto: se su 15 consiglieri 6 chiedono una verifica e l’azzeramento della giunta, si evidenziano i problemi in cui si trovano il Sindaco e il PD, poiché i 9 consiglieri che non hanno “posto problemi” da soli non bastano ad assicurare la maggioranza.
È una discussione quella in atto dentro la maggioranza recuperabile e tale da ripristinare la coalizione numerica e politica uscita dalle urne? Sono divergenze superabili, spostando qualche delega e nominando qualche nuovo assessore? Non possiamo ancora saperlo.
Siccome il dato non è solo numerico, ma anche e fondamentalmente politico ed ha al centro i bisogni e i problemi della gente, le opposizioni hanno provato a fare tre cose in questi mesi:
– Presentare proposte concrete sui principali problemi che la città vive.
– Dichiarare disponibilità a sostenere una fase di svolta e di cambiamento; lo hanno fatto nella consapevolezza della piega che stavano assumendo gli eventi, senza chiedere di cambiare maggioranza o per ottenere assessori, ma a condizione che il Sindaco si presentasse in Consiglio indicando i punti programmatici prioritari da realizzare e una giunta scelta in autonomia.
– Richiedere, ancora in questi ultimi giorni, la Convocazione del Consiglio Comunale per poter discutere e avere informazione su quanto stava accadendo, sui tempi della soluzione della crisi politica
Il Sindaco ha risposto sempre che non esistevano problemi, che la maggioranza era solida e tranquilla e che, quindi, tutto andava per il meglio. Come detto, i fatti dimostrano il contrario e dimostrano che è stato commesso un grave errore nel sottovalutare quanto si stava manifestando, in primo luogo il disagio di tutti per le condizioni della città.
Dal canto mio penso che le opposizioni non debbano smarrire il lavoro messo in campo, e non far prevalere, lo dico in primo luogo a me stesso, la tentazioni di trovare scorciatoie a causa del trascinarsi stanco di una discussione fatta solo su nomi, posti, di chi entra e chi esce .
La proposta elaborata ieri, nel corso della nostra riunione, deve diventare pertanto uno dei punti centrali di una iniziativa istituzionale: proporre a tutti i Consiglieri, nel pieno rispetto delle posizioni e del ruolo di ciascuno, di chiedere che il Sindaco convochi il Consiglio Comunale. È questo un passaggio ineludibile, anche se oggi avvenisse la nomina di una nuova giunta frutto di qualche accomodamento o rimpastino.
I giornali riportano che il Sindaco annuncia sfide, non ce ne dovrebbero essere se non quella di dire al proprio partito, il PD, di lasciargli piena autonomia; e soprattutto, se il Sindaco è a conoscenza in partenza di non poter più contare su una maggioranza, ha il dovere e soprattutto la responsabilità, prima di far precipitare le cose, di aprire formalmente la crisi e di mettere tutto il Consiglio di fronte al tema, a cominciare dalla maggioranza che lui si è scelto e che gli ha consentito di vincere le elezioni.
La strada non può che essere quella che il Sindaco e ogni Consigliere, in modo limpido e nella sede istituzionale, si assumano la responsabilità degli atti che intendono compiere.
Cosa penso dei vari temi lo sapete, ho provato a scriverlo nella lettera a voi indirizzata, oggi non posso che confermare quelle preoccupazioni, nonché il percorso politico e personale delineato.

E’ morta la 15enne ferita ieri dall’ex compagno della madre, poi suicida

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E’ morta questa mattina poco prima delle 7 la quindicenne di Ischitella in provincia di Foggia ferita gravemente ieri mattina da un colpo di pistola sparatole in faccia dall’ex compagno della madre. L’uomo, Antonio Di Paola di 37 anni, si e’ poi suicidato con la stessa arma. La ragazza e’ deceduta nel reparto di terapia intensiva della Rianimazione degli Ospedali Riuniti di Foggia dopo l’ennesimo arresto cardiaco. Durante la notte, il cuore si era fermato altre volte e i medici erano riusciti a rianimare la quindicenne. Le sue condizioni fin da ieri mattina erano apparse gravissime.

Mafia: 6 arresti per voto di scambio a Vittoria, c’è anche l’ex sindaco

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L’ex sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia e il fratello Fabio, attuale consigliere comunale, sono stati arrestati per scambio elettorale politico-mafioso in relazione alle elezioni amministrative del 2016. Ai Nicosia sono state notificate dalla Guardia di finanza di Catania due delle sei misure di custodia cautelare agli arresti domiciliari emesse al termine di un’inchiesta della Dda di Catania. Tra gli altri arrestati anche Giovambattista Puccio e Venerando Lauretta, entrambi gia’ condannati per associazione mafiosa. I particolari dell’operazione saranno illustrati nella conferenza stampa che si terra?alle 10.40 nella Procura di Catania, con il procuratore distrettuale Carmelo Zuccaro. 

‘Ndrangheta: arrestato in Olanda il boss latitante Gioacchino Bonarrigo

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E’ stato arrestato ad Amsterdam, il boss Gioacchino Bonarrigo, 33 anni, di Cinquefrondi in provincia di Reggio Calabria, latitante dal luglio 2011 quando evase dai domiciliari. Bonarrigo, ritenuto elemento di spicco della cosca Bellocco operante nel reggino e con ramificazioni in Italia e all’estero, e’ accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga. L’uomo e’ stato arrestato dalla polizia olandese insieme ai Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria. Bonarrigo e’ stato arrestato il 7 settembre scorso, ma la notizia e’ stata resa nota solo oggi per motivi investigativi. Bonarrigo, destinatario di mandato di arresto europeo da luglio 2011, era ricercato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Reggio Calabria su richiesta della Dda reggina per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Inoltre e’ destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura di Palmi, dovendo scontare 2 anni e 19 giorni di reclusione per reati in materia di armi e ricettazione. Fondamentale ai fini dell’individuazione del latitante si e’ rivelata l’attivita’ di ricerca che la polizia olandese ha avviato su input dei carabinieri di Reggio Calabria sotto la direzione della Dda. In particolare, dalla collaborazione tra i carabinieri e la polizia olandese ed all’opera di raccordo ininterrottamente assicurata dal Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia (Scip), e’ emerso che il latitante, sotto false generalita’, era solito muoversi in vari paesi della Comunita’ europea, tra cui prevalentemente l’Olanda. Nella mattinata del 6 settembre scorso, in un quartiere centrale della capitale olandese, e’ stata individuata l’area dove Bonarrigo aveva trovato rifugio. I servizi di osservazione, andati avanti sino al giorno dopo, hanno poi consentito di bloccare in strada il ricercato. All’operazione hanno partecipato i carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Reggio e quelli del neo-costituito Gruppo di Gioia Tauro, presenti in ogni fase, sia per l’individuazione e sia per il riconoscimento immediata di Bonarrigo. 

Sarri: ”Mertens un fuoriclasse ma non scomodiamo Maradona”. La rete però lo celebra

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“Il gol di Mertens come quello di Maradona? Non scomoderei Maradona, perche’ li’ andiamo su livelli memorabili storici e assoluti, pero’ Dries sta dimostrando di essere un fuoriclasse. Continua a crescere”. Cosi’ Maurizio Sarri ha risposto ai microfoni di  Mediaset premium alla domanda sul campione belga. Se Sarri tiene i piedi per terra. I tifosi sognano e in rete poco dopo la vittoria è comparso il fotomontaggio diventato già virale.

Le pagelle Lazio-Napoli: de Vrij non basta, Insigne-Mertens inventano

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Le pagelle di Lazio-Napoli, gara valida per la quinta giornata di Serie A.

LAZIO

Strakosha 6: Para il parabile, nulla può sui gol. Può solo ammirare da vicino la perla di Mertens.

Bastos 6.5: Fino a quando è in campo annulla Insigne. (25′ pt Marusic 5.5: Molta corsa ma poco senso tattico: Inzaghi deve lavorare su di lui)

de Vrij 7: L’olandese mura tutti e segna pure da bomber. Quando esce la Lazio crolla.  (1′ st Murgia 5: In mezzo al campo non dà sostanza e Jorginho lo ammutolisce).

Radu 5: Regge nel primo tempo, poi perde posizione e Callejon.

Basta 6: In difesa con corsa e abnegazione copre fascia e scala anche in difesa.

Parolo 5.5: Il mediano della Nazionale svolge un lavoro oscuro che rende bene nei primi 45′. La fatica però si fa sentire e il Napoli non perdona

Leiva 5.5: L’ex Liverpool mette in campo ‘garra’ ed esperienza ma quando il Napoli ‘gira’ soffre troppo in velocità.

Milinkovic 5.5: Tecnica e fisico ci sono, stasera pecca in personalità. (18′ st Lukaku sv).

Lulic 5.5: Ara la fascia ma non ha la solita grinta.

Luis Alberto 6: Lo spagnolo si muove benissimo e sfiora anche il gol nel primo tempo, ma nella ripresa affonda con i suoi. Affaticato.

Immobile 6: Spaventa tutti con forza, ma si spegne abbandonato là davanti.

All. Simone Inzaghi 6: Aveva preparato benissimo la partita e il primo tempo lo dimostra. Poi si infortunano due difensori su 3, oltre al pari subito per un’amnesia. Sfortunato.

NAPOLI

Reina 6: Esce bene due volte su Immobile, è incolpevole sul gol dei padroni di casa. Comanda il reparto.

Maggio 6: L’ex viola torna titolare dopo molta naftalina e cerca di tenere la posizione. Troppo timido.

Albiol 6: Tiene la posizione e sfiora anche il gol.

Koulibaly 6.5: Avvio molto negativo e sul gol laziale si fa saltare da Immobile. Nella ripresa però risorge e sigla anche il pari.

Ghoulam 6: Benino dietro, non punge con i cross. Solita intesa con Insigne.

Allan 5.5: Il brasiliano è sottotono e soffre Milinkovic. Prova qualche incursione ma non è preciso.

Jorginho 6.5: Migliora nella ripresa, mette lo zampino in due gol e sigla il quarto dal dischetto. Diesel.

Hamsik 6: Ottime idee, ma anche un gol divorato nel primo tempo. Esce come sempre prima della fine (28′ st Zielinski sv).

Callejon 7: Corre per 2 e nella ripresa è freddo davanti a Strakosha.Talismano.

Mertens 7: Nel primo tempo vaga e non trova spunti, pur regalando un cioccolatino non scartato a Hamsik. Nella ripresa torna il vecchio ‘Ciro’, inventa e disegna un pallonetto da ricordare. Talento. (41′ st Milic sv).

Insigne 6.5: Non smette di disegnare calcio e per due volte va vicino al gol. Prova positiva per lui.

All. Sarri 6.5: Vince anche all’Olimpico e non era facile. Punta sul solito tridente e scuote a dovere i suoi all’intervallo. Intelligente.

Sarri: ”Successo importante, questa era una gara difficile”

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“Ero tranquillo all’intervallo, la squadra stava facendo bene. La Lazio era in salute, ed e’ passata in vantaggio in una delle poche occasioni concesse. I ragazzi sono stati bravi nel secondo tempo, l’abbiamo ribaltata, bene anche la gestione. Sono punti che ci fanno piacere. In questo momento e’ un successo importante, perche’ loro avevano vinto contro la Juventus e il Milan, e questa era una partita a forte rischio”. Cosi’ Maurizio Sarri, dai microfoni di Radio Rai, dopo il successo del Napoli in casa laziale. Anche il match di oggi ha evidenziato la forza dell’attacco napoletano, che ha segnato altre quattro reti, ma il tecnico sottolinea che “il nostro pensiero, oltre all’attacco, deve essere rivolto alla difesa. Oggi abbiamo fatto bene, abbiamo preso gol su una situazione sporca. Nella prima frazione loro si difendevano con ordine, grande gamba di Immobile sulle ripartenze, negli ultimi minuti della frazione siamo venuti fuori. Ci siamo comportati meglio rispetto alle ultime gare. Sono contento per i ragazzi, stanno lavorando bene”.

Serie A, Napoli e Juve provano la prima fuga

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Mentre la Roma giocava ancora a rubamazzo con il Benevento, voila’, ecco il campionato vero, ecco forte contro forte, prima passerella delle Strabelle che gareggiano per la fascia tricolore di Miss Italia: Fiorentina-Juventus eterno classico anche se i viola sono tutti stretti intorno al piccolo grande Chiesa e poco piu’; Allegri ritrova Mandzukic, il multipedatore che gli piace di piu’, e la Juve passa; il Napoli – vuoi mettere – parte sotto d’un gol, si da l’handicap da solo eppoi, fingendo di soffrire, risale con Koulibaly, Callejon, nel finale Jorginho su rigore e il grandissimo Mertens che, sfogliando le mie memorie, ho dovuto ammettere: uno cosi non l’ho mai visto, e non faccio confronti cretini, Dries non lo merita, e’ un unicum prodotto nel gabinetto segreto del dottor Sarri. Se non fosse obbligatorio chiedersi perche’ continuano le difficolta’ d’approccio, quasi un momento di timidezza che una squadra cosi’ bella e forte dovrebbe invece cominciare petto in fuori, gaiarda, come se fosser tutti Koulibaly e invece poi finiscono per farsi salvare dai piccoletti, dal folletto belga che non lascera’ piu’ Marechiaro convinto d’esser preda d’una felice magîa. Senza nulla togliere all’Inter Rinascente, salvata dalla stupida Var anti-Bologna, che fino a ieri ha avuto un percorso piu’ impegnativo, non possiamo evitare di dire la Grande Banalita’ che si ripete da anni: il campionato riprende con le solite Duellanti, solo che stavolta il Napoli dall’approccio faticoso sembra piu’ forte. Dybala non c’e’ bisogno di scomodare Messi. Puo’ bastare Mertens. Anche il resto e’ qualita’, l’Atalanta che vende tutto e cambia squadra ma non stile, vince e convince; sta bene anche il Milan, fa un figurone il Toro a Udine, cosi’ Supercairo non pensa piu’ ai soldi che poteva acchiappare vendendo Belotti. Che sollievo, Mihajlovic. 

FantaNapoli anche all’Olimpico, e Mertens fa il ‘Maradona’

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Il Napoli supera anche il test Lazio e resta in testa alla classifica a punteggio pieno. Allo stadio Olimpico la squadra di Sarri fatica nella prima mezz’ora, va sotto nel punteggio ma poi reagisce e nella ripresa dilaga: finisce 1-4, prima sconfitta stagionale per la formazione biancoceleste dopo cinque vittorie e un pareggio tra campionato e coppe. Eppure, proprio come nelle partite vinte contro Juventus e Milan, la Lazio imposta il big match del turno infrasettimanale senza timori reverenziali e gioca un buon primo tempo. Stavolta, tra l’altro, gli uomini di Inzaghi non concedono agli avversari i primi dieci minuti, come era successo contro le altre due big. Squadra raccolta con l’ormai classico 3-5-2 e ripartenze veloci, ma non solo. Se c’e’ un merito della Lazio nel primo tempo, infatti, e’ quello di non rinunciare al possesso palla: il dato in perfetta parita’ al termine dei primi 45 minuti lo dimostra. Il Napoli, dal canto suo, prova a sfondare soprattutto a sinistra, dove Insigne, Hamsik, Ghoulam e Mertens si addensano per creare gioco, ma non riescono a scardinare la difesa biancoceleste. La sfida resta cosi’ in equilibrio per mezz’ora, senza vere occasioni da gol e con una protesta ingiustificata di Immobile per un presunto contatto in area con Reina. Il primo tiro in porta del match porta la firma di Insigne al minuto 26, un destro al volo su cross di Callejon bloccato con sicurezza da Strakosha. Al 29′ arriva l’episodio che sblocca la partita: la Lazio conquista il primo corner del match, Hamsik devia il cross sul proprio palo e pochi secondi dopo, sullo sviluppo dell’azione, Immobile regala un assist perfetto che de Vrij spinge in porta da pochi passi.

Il gol subito sveglia il Napoli, che prova a cambiare ritmo. Ad accenderlo ci pensa Mertens con un assist perfetto per Hamsik: il centrocampista slovacco salta Strakosha e calcia da posizione defilata colpendo il palo. Al 45′ la scena si ripete ma stavolta l’occasione capita sui piedi di Callejon, scattato in posizione dubbia sul lancio di Insigne: Strakosha evita le polemiche con una gran parata di istinto. Il primo tempo finisce cosi’ con la Lazio in vantaggio, ma la partita e’ gia’ cambiata. E cambia ancor di piu’ quando, al rientro dopo l’intervallo, Inzaghi e’ costretto a sostituire de Vrij con Murgia, dopo aver dovuto rimpiazzare Bastos con Marusic a meta’ primo tempo. Il 3-5-2 della Lazio e’ cosi’ rivoluzionato: Leiva arretra al centro della difesa e dimostra subito di non essere a suo agio nel nuovo ruolo, come domenica scorsa a Genova. E allora per trovare il pareggio il Napoli impiega soltanto nove minuti: sul corner di Ghoulam la retroguardia biancoceleste dimentica Albiol, Strakosha si oppone ancora ma nulla puo’ sulla ribattuta di Koulibaly. Nei successi otto minuti la squadra di Sarri affonda l’avversario: la rete del vantaggio e’ firmata da Callejon su assist di Hamsik, il terzo gol e’ un capolavoro di Mertens, poi Insigne sfiora il poker colpendo il secondo palo partenopeo della serata. Siamo al 62′: la Lazio, in totale confusione, alza bandiera bianca e al minuto 73 resta addirittura in dieci per l’ennesimo problema muscolare, stavolta capitato a Basta. Il resto del match e’ un allenamento agonistico a basso ritmo degli uomini di Sarri, concluso al 92′ dal rigore del definitivo 1-4 trasformato da Jorginho. Il Napoli vince e sogna, la Lazio conta gli infortunati.

 LAZIO-NAPOLI 1-4 

LAZIO (3-5-2): Strakosha 6.5; Bastos 6.5 (25’pt Marusic 5), de Vrij 7 (1’st Murgia 5.5), Radu 5; Basta 5, Parolo 5.5, Leiva 5, Milinkovic-Savic 6 (18’st Lukaku sv), Lulic 5.5; Luis Alberto 6.5, Immobile 6.5. In panchina: Vargic, Guerrieri, Luiz Felipe, Patric, Crecco, Di Gennaro, Caicedo, Palombi, Nani. Allenatore: Inzaghi 6.

NAPOLI (4-3-3): Reina 6; Maggio 6, Albiol 6, Koulibaly 6.5, Ghoulam 6; Allan 6.5, Jorginho 6.5, Hamsik 7 (28’st Zielinski sv); Callejon 7 (41’st Rog sv), Mertens 7 (36’st Milik sv), Insigne 6.5. In panchina: Sepe, Rafael, Hysaj, Maksimovic, Tonelli, Mario Rui, Diawara, Giaccherini, Ounas. Allenatore: Sarri 6.5.

ARBITRO: Damato di Barletta 6.

RETI: 29’pt de Vrij; 9’st Koulibaly, 11’st Callejon, 14’st Mertens, 47’st Jorginho.

NOTE: serata fresca, terreno in ottime condizioni. Ammoniti: Radu, Mertens, Reina, Jorginho, Leiva. Angoli: 3-2. Recupero: 2′; 2′.

Inchiesta Consip, per il Csm non è Woodcock l’autore della fuga di notizie

Non e’ stato il pm di Napoli Henry John Woodcock a dare ai giornalisti l’intercettazione della telefonata Adinolfi-Renzi nella quale Enrico Letta veniva definito un “incapace”. A questa conclusione e’ arrivata la Prima Commissione del Csm che oggi, in forma non proprio ortodossa, l’ha resa pubblica durante un plenum piuttosto animato a Palazzo dei Marescialli. Giuseppe Fanfani, presidente della Prima commissione – che indaga su eventuali illeciti nelle inchieste Consip e Cpl Concordia – ha spiegato che nei giorni scorsi all’unanimita’ si e’ deciso di desecretare una trentina di pratiche ritenute ormai di pubblico dominio, tra le quali lo scottante faldone Consip per il quale le audizioni sono ancora in corso e il 12 ottobre si sentira’ l’ex procuratore capo di Napoli Giovanni Colangelo che dovra’ dire se Woodcock gestiva fascicoli dei quali non doveva occuparsi. L’ordine del giorno del plenum prevedeva altro, come il bilancio e alcune nomine in Cassazione, ma toghe e laici hanno dovuto fare i conti con le polemiche sollevate dalla pubblicazione del verbale del Procuratore di Modena Lucia Musti passato alla stampa, la scorsa settimana, da una ‘talpa’ che molti – a partire dagli stessi consiglieri come Antonello Ardituro che ha evocato la “responsabilita’ collettiva” per questo “gravissimo fatto” – indicano come interna all’organo di autogoverno dei giudici. “Abbiamo sentito dai lavori della Prima Commissione che e’ radicalmente da escludere l’ipotesi che il pm Woodcock sia responsabile della fuga di notizie”, ha sottolineato nel suo intervento il consigliere Piergiorgio Morosini contrario alla desecretazione per il rischio di campagne di stampa che espongono “pm impegnati in indagini complesse che fanno luce sul saccheggio dei beni dei cittadini, come Consip”. Luca Palamara, relatore in Prima Commissione su Consip, gli ha obiettato che “non e’ rispettoso del lavoro della Prima commissione annunciare l’esito sulla divulgazione delle intercettazioni e tenere al plenum comizi politici solo perche’ ci sono i cronisti”. In questo clima surriscaldato, il primo a partire all’attacco e’ stato il laico del centrodestra Pierantonio Zanettin che ha invocato la ‘par condicio’ nella desecretazione. Dopo Consip, tocca al faldone su Banca Etruria e il pm Roberto Rossi, ha detto Zanettin chiedendo che “la desecretazione delle pratiche dal contenuto politicamente sensibile costituisca a questo punto la regola e non l’eccezione”. “Altrimenti – ha aggiunto – saremmo tutti autorizzati a concludere che il diverso grado di segretezza dipende dal fatto che i contenuti siano piu’ o meno graditi al governo di turno”. La sua richiesta ha trovato l’immediato sostegno dei parlamentari M5s che chiedono al Csm “per evitare l’accusa di usare due pesi e due misure” di desecretare Banca Etruria. “Il Csm conferma oggi, tramite le affermazioni del presidente della Prima commissione, che non c’era nessuno complotto ai danni di Renzi e che il verbale del pm di Modena Musti, nonostante fosse privo di notizie di reato, e’ stato desecretato e trasmesso lo stesso alla Procura di Roma. Renzi, Gentiloni e tutti i ministri che hanno attaccato giudici e inquirenti dovrebbero chiedere scusa”, concludono i cinquestelle. Fanfani, infatti, nel suo intervento ha spiegato che non c’era nessun obbligo per la Prima commissione di trasmettere il verbale Musti alla Procura “perche’ non c’erano notizie di reato”. “Dall’inizio della consiliatura, io e il comitato di presidenza – ha detto il vicepresidente Legnini – non abbiamo fatto altro che stigmatizzare le fughe di notizie. Per due mesi, Consip e’ rimasto segreto, poi la Commissione ha desecretato e io non condanno questa scelta”, anche se “certamente accresce il rischio di circolazione degli atti”. “Prego i presidenti di Prima e seconda Commissione di proporre al plenum misure, come il divieto di estrarre copia dagli atti, per evitare che questi fatti si ripetano”. 

Omicidio stradale a Salerno, l’attore Diele resta ai domiciliari con braccialetto

L’attore Domenico Diele resta agli arresti domiciliari a casa della nonna a Roma, con braccialetto elettronico. E’ la decisione dei giudici del Tribunale del Riesame di Salerno, che si eerano riservati, lo scorso 18 settembre, di decidere in merito all’appello dei pm contro l’ordinanza del gio che, il 26 giugno di quest’anno, aveva disposto la misura cautelare ai domiciliari con braccialetto elettronico per l’attore romano di origini senesi. Domenico Diele e’ indagato per omicidio stradale aggravato, a seguito dell’incidente mortale, in cui perse la vita la 48enne Ilaria Dilillo. Nella notte tra il 23 e il 24 giugno scorsi, il 32enne interprete di fiction di successo era a bordo della propria Audi A3 quando, sotto l’effetto di stupefacenti, tampono’ il motociclo condotto dalla donna, all’altezza dello svincolo di Montecorvino Pugliano, nel Salernitano, in carreggiata Nord dell’autostrada A2 del Mediterraneo. L’impatto, violentissimo, causo’ la morte immediata della donna. Dopo l’incidente, Diele fu condotto all’ospedale di Salerno dagli agenti della Polizia Stradale di Eboli intervenuti, per farlo sottoporre al test antidroga, dai quali risulto’ positivo a oppiacei e cannabinoidi. A Diele, intanto, la patente era stata sospesa per un anno lo scorso 6 dicembre, subordinando il nuovo rilascio, dopo dodici mesi, a seguito di verifiche delle routine.

Presentato a Napoli ‘Nina’ il corto sul dramma del femminicidio

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Nella martoriata “terra dei fuochi” viene realizzato il corto “Ciao Nina” su un tema altrettanto drammatico ed attuale: “il femminicidio”. Il film, che ha avuto ingresso al Festival di Venezia, e’ stato presentato a Napoli al Circolo Posillipo prima della sua prossima proiezione nelle sale. Presenti la madre di Nina, l’affascinante Kelly Lang di Beautifull, Nina – l’attrice ed autrice Maria Guerriero, Alex Belli, Massimiliano Buzzanca, il regista Adelmo Togliani. Per l’avvocato Enrico Tuccillo, tra i promotori dell’iniziativa, la serata ha rappresentato l’inizio di un nuovo corso del circolo, con l’apertura alle donne e una attenzione particolare all’universo femminile.

Benevento strapazzato anche dalla Roma: ne prende 4

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Messa sul piatto la differente qualita’ tra i due organici, non poteva finire che tanto a poco. La Roma e’ sulla buona strada e, dopo aver rifilato tre reti al Verona, fa poker al ‘Vigorito’ strapazzando il povero Benevento, reduce dal 6-0 sul terreno del Napoli. I padroni di casa resistono una ventina di minuti, poi crollano sotto i colpi di Dzeko, autore di una doppietta (con due legni timbrati) e bomber ritrovato dopo qualche lamentela di troppo. Senza tre titolari ed ex come Ciciretti, D’Alessandro e Antei, oltre a Costa e Djimsiti, Baroni passa al 4-4-2 piazzando in mezzo al campo Cataldi e affidandosi in avanti alla coppia Coda-Puscas. Di Francesco, privo degli indisponibili Nainggolan, Schick, Emerson e Karsdorp, fa esordire dal primo minuto Gonalons in mezzo al campo, inserendo Under nel tridente composto anche da Dzeko e Perotti. Il copione e’ quello che ti aspetti: la Roma che fa la partita, il Benevento che si copre e tenta di replicare in contropiede. Prima conclusione in porta, all’11’, di Dzeko, cosi’ blanda da non creare grattacapi a Belec. Il bosniaco pero’ e’ in giornata e al 13′ ci riprova con ben altra pericolosita’: cross perfetto di Bruno Peres, stacco imperiale e Belec la tiene sulla linea. I padroni di casa sono comunque in partita e al 18′ sfiorano il vantaggio: ripartenza veloce, Coda per Cataldi e l’ex laziale sfiora l’incrocio con un tiro a giro. Al 22′ ospiti in vantaggio: Kolarov se ne va sulla sinistro, assist rasoterra per Dzeko, al quale non resta che buttarla dentro a porta vuota.

Il Benevento accusa il colpo, la Roma invece gioca in scioltezza e alla mezzora timbra il palo ancora con una botta di Dzeko. Bel sinistro di Coda al 34′ che Alisson controlla spegnersi sul fondo, la Roma non si adagia e raddoppia al 35′: gran lancio di Gonalons per Bruno Peres, pallone al centro e Lucioni, per anticipare Dzeko, infila il piu’ classico degli autogol. Dzeko ha voglia di lasciare ancora il segno ma, allo scadere, si fa minaccioso Coda, terminale ultimo di una bella azione ma impreciso di sinistro. In avvio di ripresa, subito El Shaarawy per Under, Benevento col 4-5-1 e Roma, dopo 9′, sul 3-0: Perotti ruba palla e serve Dzeko, il bosniaco prende la mira e beffa Belec di giustezza. Partita chiusa, dunque, e ospiti che provano a gestire. Pestone in area di Lazaar su Pellegrini non visto da Fabbri, campani che ci mettono l’orgoglio e al 21′ costuiscono una palla gol: Memushaj lancia Coda, che entra in area e spara in curva. Piu’ cinica la Roma, che al 29′ da poker: Kolarov fa il vuoto sulla sua fascia e mette al centro, Venuti per anticipare Dzeko realizza la seconda autorete per i padroni di casa. Il bosniaco al 38′ coglie anche una traversa, a dimostrazione di aver ritrovato la verve giusta dopo qualche polemica ‘tattica’ che non era piaciuta a Di Francesco. La Roma, che deve recuperare ancora il match con la Sampdoria, sale a 9 punti in classifica, mentre il Benevento, unica della A, e’ ancora a zero. Troppo divario per sperare in un incontro davvero aperto.

 BENEVENTO-ROMA 0-4 

BENEVENTO (4-4-2): Belec 5.5; Letizia 6, Venuti 5, Lucioni 5, Di Chiara 5.5; Chibsah 6, Cataldi 5.5, Memushaj 6, Lazaar 5.5 (19’st Parigini 6); Coda 5.5 (30’st Armenteros sv), Puscas 5. In panchina: Brignoli, Piscitella, Gyamfi, Gravillon, Del Pinto, Viola, Kanoute, Lombardi, Iemmello, Brignola. Allenatore: Baroni 5.5.

ROMA (4-3-3): Alisson 6; Bruno Peres 6, Fazio 6.5, Juan Jesus 6, Kolarov 7; Strootman 6, Gonalons 6, Pellegrini 6 (23’st Gerson 6); Under 5 (1’st El Shaarawy 6), Dzeko 7.5, Perotti 6 (30’st Florenzi). In panchina: Skorupski, Lobont, Manolas, Castan, Moreno, De Rossi, Defrel, Antonucci. Allenatore: Di Francesco 6.5.

ARBITRO: Fabbri di Ravenna 6.

RETI: 22’pt Dzeko, 35’pt Lucioni (A); 7’st Dzeko, 29’st Venuti (A).

NOTE: pomeriggio sereno, terreno in buone condizioni, spettatori 20.000 circa. Ammoniti: Di Chiara, Perugini. Angoli: 9-2 per la Roma. Recupero: 0′; 2′.

Terremoto in Messico: salvata una bambina dalle macerie della scuola

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La bambina di 7 anni che era stata localizzata ancora viva sotto le macerie della scuola Enrique Rebsamen di Citta’ del Messico, distrutta dal terremoto che ha scosso ieri la citta’, e’ stata tratta in salvo dai soccorritori. Secondo fonti dei servizi di emergenza citate dalla stampa locale, con questa bambina salgono a 12 le persone estratte dalle macerie della scuola, dove altri due piccoli sarebbero ancora intrappolati vivi, per cui si mantengono le operazioni di ricerca.