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Codice Antimafia, approvato il decreto legge: sequestro dei beni anche ai corrotti

Roma. L’aula della Camera ha approvato il ddl di modifica al codice delle leggi Antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al codice penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e altre disposizioni. Delega al Governo per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate. I sì sono stati 259, i no 107 e gli astenuti 28. Il provvedimento non ha subito modifiche nel passaggio a Montecitorio ed è quindi legge. Il provvedimento, piuttosto corposo, è composto da 38 articoli, la gran parte dei quali riformano in più punti la disciplina del Codice antimafia del 2011.

Queste le novità: SEQUESTRO DEI BENI ANCHE AI CORROTTI. Si allarga il perimetro dei possibili destinatari cui possono essere applicate le misure di prevenzione personali e di natura patrimoniale: da un lato a chi è indiziato di terrorismo o di assistenza agli associati a delinquere e dall’altro a chi è indiziato di associazione a delinquere finalizzata ad alcuni gravi delitti contro la pubblica amministrazione, tra cui peculato, corruzione propria e impropria, corruzione in atti giudiziari, concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità. Misure di prevenzione sono applicabili anche agli indiziati di stalking.

SEQUESTRO PIU’ EFFICACE. Il sequestro di partecipazioni sociali ‘totalitarie’ si estende a tutti i beni aziendali. A provvedere materialmente al sequestro sarà ora la polizia giudiziaria (non più l’ufficiale giudiziario). Se il bene immobile è occupato senza titolo, il giudice delegato ordina lo sgombero. Gli immobili, tra l’altro, potranno anche essere concessi in locazione alle forze di polizia o alle forze armate e ai vigili del fuoco.

CONFISCA RAFFORZATA. E’ stabilito espressamente che non si può giustificare la legittima provenienza dei beni adducendo che il denaro utilizzato per acquistarli è frutto di evasione fiscale. Se il tribunale non dispone la confisca, può nel caso applicare l’amministrazione giudiziaria e il controllo giudiziario. E’ ampliato l’ambito di applicazione di sequestro e confisca per equivalente, mentre la confisca allargata diventa obbligatoria anche per alcuni ecoreati e per l’autoriciclaggio e trova applicazione anche in caso di amnistia, prescrizione o morte di chi l’ha subita. In caso di revoca della confisca, la restituzione del bene avviene per equivalente se nel frattempo sia stato destinato a finalità di interesse pubblico.

CONTROLLO IMPRESE INFILTRATE. E’ introdotto il nuovo istituto del controllo giudiziario delle aziende quando sussiste il pericolo concreto di infiltrazioni mafiose che ne condizionino l’attività. Il controllo giudiziario, previsto per un periodo che va da un anno a tre anni, può essere chiesto volontariamente anche dalle imprese che abbiano impugnato l’informazione antimafia interdittiva di cui sono oggetto. Una volta disposto, gli effetti dell’interdittiva restano sospesi.

ESTENSIONE AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA. L’amministrazione giudiziaria di beni e aziende sarà possibile anche in presenza di indizi da cui risulti che il libero esercizio di attività economiche agevola l’attività dei soggetti colpiti da una misura di prevenzione patrimoniale o che abbiano comunque in corso un procedimento penale per specifici delitti di mafia o gravi reati contro la Pa. La durata raddoppia, con possibile proroga per un periodo comunque massimo di due anni. Alla scadenza, può essere revocata e trasformata in controllo giudiziario. L’amministratore giudiziario esercita tutti i poteri che spettano ai titolari e dovrà essere scelto tra gli iscritti all’apposito Albo secondo regole di trasparenza che assicurino la rotazione degli incarichi, al ministro della Giustizia spetterà individuare criteri di nomina che tra l’altro tengano conto del numero degli incarichi in corso (comunque non superiori a 3).

STOP A PARENTOPOLI NEGLI INCARICHI. Non potranno più assumere l’ufficio di amministratore giudiziario, coadiutore o diretto collaboratore il coniuge, i parenti e gli affini, i conviventi o i commensali abituali del magistrato che conferisce l’incarico. Il governo poi è delegato a disciplinare un regime sistematico di incompatibilità da estendere ai curatori fallimentari vietando di nominare chi abbia rapporti di parentela, affinità, convivenza e comunque assidua frequentazione con uno qualunque dei magistrati dell’ufficio giudiziario che conferisce l’incarico.

SOSTEGNO ECONOMICO AD AZIENDE CONFISCATE MERITEVOLI. Le aziende sequestrate per il proseguimento dell’attività potranno contare su apposite sezioni del Fondo di garanzia (3 milioni di euro all’anno) e del Fondo per la crescita sostenibile (7 milioni di euro all’anno) istituite dalla legge di stabilità 2016. Il governo è poi delegato a individuare altre misure a sostegno dell’occupazione. SEGNALAZIONE BANCHE COLLUSE. Si fa più rigorosa la disciplina dei presupposti che consentono alla banca titolare di ipoteca sul bene confiscato di ottenere parte di quanto prestato. Se in corso di verifica alla banca che vanta un credito non è riconosciuta la buona fede, il decreto che rigetta la domanda di ammissione al credito deve essere comunicato alla Banca d’Italia.

Palazzo San Giacomo accoglie la presentazione ufficiale del Cuore Napoli Basket

Quest’oggi, presso la Sala Consiliare di Palazzo San Giacomo, il Cuore Napoli Basket si è presentato ufficialmente alla Città a quattro giorni dall’esordio in campionato con l’Eurobasket Roma, match in programma domenica 1 Ottobre al PalaBarbuto. Alla presenza dell’Assessore allo Sport di Napoli, Ciro Borriello, tutta la società, a partire dal Presidente Ciro Ruggiero, e la squadra, guidata da coach Francesco Ponticiello.

“Dopo un’annata travolgente, è motivo d’orgoglio ritrovarci qui – ha ammesso il presidente Ciro Ruggiero -. C’è voglia ed ambizione di continuare a mettere in questo progetto tanta determinazione, impegno e cuore, così come è nostra abitudine. Siamo fiduciosi, nonostante questa pioggia di infortuni, di far tornare il sole a Napoli. Siamo pronti ad affrontare questo campionato ed a giocarcela con tutti”.

“Non nascondo la mia gioia ed il mio entusiasmo di accogliervi a Palazzo San Giacomo – ha esordito l’Assessore allo Sport Ciro Borriello -. Questa società è unita come una famiglia. È un gruppo consolidato di persone, che hanno fatto sognare tutta la città. Ora gli chiediamo uno sforzo, perché vogliamo continuare a sognare. Il basket a Napoli è risorto, perché Ciro, da visionario, ha investito tanto, ottenendo risultati straordinari. In un anno ci ha portato in Serie A2. Ora comincia un’avventura più importante. Noi ci crediamo e cercheremo di camminare a braccetto con la società. Aumenteremo la capienza del PalaBarbuto per le Universiadi. Faccio un appello all’imprenditoria napoletana: avvicinatevi a questa realtà virtuosa. Questo non è uno sport minore, perciò c’è bisogno dell’aiuto di tutti”.

Prima di presentare tutta la squadra e lo staff tecnico, anche coach Francesco Ponticiello ha preso la parola dichiarando: “Sono orgoglioso di tornare qui dopo un anno. Mi auguro che il nostro progetto tecnico possa avere gli stessi riscontri dell’annata passata. La certezza è che per la prima gara con l’Eurobasket, a prescindere da chi recupereremo, non saremo al meglio. Ci sarà la necessità di voler dare qualcosa in più. L’avversario è di primissima fascia. Dovremo giocare con la massima intensità e disciplina. Non dobbiamo mai prescindere dalla nostra organizzazione sul parquet, la quale è stata, nello scorso campionato, la nostra cartina al tornasole”.

Omicidio di Genny Cesarano, il Comune di Napoli si costituisce parte civile

Napoli. Il Comune di Napoli si è costituito parte civile durante l’udienza per il processo sull’omicidio di Genny Cesarano, il ragazzo di 17 anni ucciso nel rione Sanità di Napoli durante una ‘stesa’ di camorra. A darne notizia sono l’assessore comunale Alessandra Clemente e il presidente della terza municipalità Ivo Poggiani. “Oggi 27 settembre, inizio delle celebrazioni delle 4 Giornate della città di Napoli che titolano ‘Contro camorra e violenza con gli ideali della resistenza – dice Clemente – siamo presenti nel processo a carico dei responsabili materiali, dei mandanti dell’omicidio di Genny Cesarano per dare sostanza a questo messaggio sempre attuale”. “Nel giorno in cui iniziano le celebrazioni delle 4 Giornate di Napoli – ribadisce Poggiani – voglio ricordare i tanti episodi di resistenza nel quartiere Sanità, testimoniati dall’impegno dei familiari delle vittime innocenti di criminalità, dalle associazioni e dallo stesso lavoro portato avanti dalla Municipalità. La costituzione di parte civile è un atto doveroso per stare al fianco dei cittadini e della famiglia Cesarano, che in questi anni si sono impegnati nel contrasto alle camorre”.

Battipaglia, denunciato un 26enne per spaccio di stupefacenti

Battipaglia. Droga in casa: denunciato un 26enne di Battipaglia. Il personale della Polizia di Stato della Squadra Volanti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Battipaglia, durante un ordinario servizio di controllo del territorio, ha proceduto al fermo e al successivo controllo di un’autovettura condotta da tale F. A., nato a Battipaglia, di anni 26. 

All’interno dell’abitacolo dell’autovettura i poliziotti hanno notato un triturino per il tabacco; insospettiti, hanno proceduto ad una perquisizione domiciliare, trovando sostanza stupefacente del peso di 8,4 grammi, un bilancino di precisione e 52 bustine in cellophane per confezionare lo stupefacente, nonché la somma di curo 265. Il tutto è stato sottoposto a sequestro. F.A., pertanto, è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Accertamenti clinici e documenti falsi al boss Zagaria: arrestato a Caserta Nicola Russo

Caserta. Aiutava il boss Michele Zagaria durante la latitanza procurandogli documenti falsi: arrestato per associazione camorristica, Nicola Russo, titolare di un laboratorio di analisi. La Squadra Mobile di Caserta ha arrestato su ordine del Gip del Tribunale di Napoli il 61enne Nicola Russo, accusato di aver aiutato il boss dei Casalesi Michele Zagaria durante la latitanza. Per la Dda partenopea che ha coordinato le indagini, Russo, che gestisce un laboratorio di analisi a Trentola Ducenta in provincia di Caserta, avrebbe fornito al capoclan carte di identità per poter spostarsi permettendogli anche di effettuare accertamenti clinici nel suo centro.

Ristoranti e pizzerie contro la fame. Con 2 euro si assicura il cibo a un bambino malnutrito

Partirà a breve la terza edizione della campagna promossa dalla ong Azione contro la fame: dal 16 ottobre al 31 dicembre, mangiando in uno dei ristoranti o delle pizzerie aderenti, si possono donare 2 euro per assicurare del cibo a un bambino malnutrito. Circa sessanta tra ristoranti e pizzerie di tutta la penisola hanno aderito, con un piatto e un menù solidale, alla terza edizione di Ristoranti contro la fame, la campagna solidale che, coinvolgendo locali, chef e amanti del cibo, regala la gioia del cibo a tanti bambini denutriti nel mondo. I ristoranti presentano la campagna ai clienti e possono individuare un piatto o un menù completo solidale, al quale associare una propria donazione. Inoltre possono organizzare una serata speciale con una percentuale del ricavato destinata ad Azione contro la fame. I clienti, invece, se scelgono quel piatto o quel menù, donano 2 euro di “coperto solidale” per “aggiungere un posto a tavola” e assicurare del cibo a un bambino malnutrito. La novità di questa edizione 2017 è “La pizza non è mai stata così buona”: per la prima volta nella campagna sono state coinvolte anche le pizzerie. I clienti donano 50 centesimi su ogni pizza Margherita gustata e le pizzerie scelgono una pizza speciale dedicata ad Azione contro la fame alla quale associano una propria donazione. Sono anche previsti chef ambasciatori che promuovono la campagna attraverso la loro immagine e chef in azione che cercano di sensibilizzare la propria regione, invitando i ristoranti del territorio ad aderire. Tra gli chef ambasciatori si annoverano Andrea Aprea, Executive chef del ristorante Vun Andrea Aprea del Park Hyatt di Milano e Marco Sacco, chef del ristorante Piccolo Lago di Verbania. Tra i maestri pizzaioli, spicca il nome di Gianfranco Iervolino della pizzeria Morsi&Rimorsi di Aversa, provincia di Caserta, napoletano vincitore di numerosi premi e presente in svariate guide: “Ho scelto di sostenere Azione contro la fame perché proprio noi non possiamo rimanere indifferenti di fronte a tanti bambini che ancora oggi muoiono di fame. Un nostro piccolo gesto può fare la differenza, e insieme costruiremo un mondo libero dalla fame”.

Giugliano, vanno via 5 medici il reparto di ortopedia dell’ospedale sospende i ricoveri

Giugliano. Stop ai ricoveri nel reparto di ortopedia dell’ospedale San Giuliano per un’improvvisa carenza di medici ortopedici. Dal 28 settembre fino agli inizi di novembre il reparto di ortopedia dell’ospedale San Giuliano non accoglierà più pazienti in regime di ricovero ordinario. A darne notizia l’Asl Napoli 2 Nord. Dall’inizio di questa settimana, infatti, sono venuti a mancare cinque medici che lavoravano in reparto. Attualmente l’ortopedia di Giugliano, dotata di 16 posti letto, può contare solo sul primario facente funzione e su un secondo medico impegnato a tempo parziale. Per questa ragione, fin dallo scorso sabato, sono stati sospesi gli arrivi al reparto attraverso il 118 ed è stato previsto il blocco degli interventi già programmati. “Siamo consapevoli di quanto sia pesante la decisione che ci siamo assunti e siamo grati alle organizzazioni sindacali e all’amministrazione comunale della responsabilità e collaborazione evidenziata – ha dichiarato Antonio d’Amore, direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord – Questa non è la chiusura del reparto, ma solo un ridimensionamento delle attività per un breve periodo di tempo, al fine di garantire la sicurezza delle cure e la buona gestione dei pazienti. Una condizione in cui circa l’80% dei medici del reparto venisse a mancare contemporaneamente non era prevedibile, ma in virtù della programmazione che avevamo avviato già mesi fa, contiamo nelle prossime settimane di far arrivare forze nuove e competenti. L’obiettivo che ci siamo dati è riattivare i ricoveri in ortopedia dai primi giorni di novembre, continuando a garantire il buon livello di assistenza da sempre riconosciuto al reparto”.

Camorra: hanno chiesto lo sconto di pena gli assassini di Genny Cesarano

Hanno chiesto il rito abbreviato, che consente tra l’altro di ottenere sconti di pena, gli imputati per l’omicidio della vittima innocente Genny Cesarano, il 17 enne ucciso nel rione Sanità a Napoli il 6 settembre 2015 durante una ‘stesa’, da parte degli esponenti del clan Lo Russo di Miano per intimorire i “barbudos” del clan Genidoni-Esposito-Spina. Era in corso la guerra tra i due clan. Affiliati armati in sella a scooter partirono da Miano e fecero fuoco di notte in piazza San Vincenzo, nel cuore della Sanità. C’erano dei pregiudicati in strada all’alba, ma soprattutto ragazzi e tra loro Gennaro, detto Genny, che fu colpito da un proiettile vagante. Grazie al racconto dei pentiti (Carlo Lo Russo, il boss che ordino’ il raid, di un suo ‘collaboratore’ Rosario De Stefano, della compagna del boss, Antonella De Musis), la Dda di Napoli riuscì ad arrestarli tutti. In carcere sono finiti Luigi Cutarelli, 21 anni, Antonio Buono, 26 anni, Ciro Perfetto, 19 anni, e Mariano Torre, 30 anni, tutti per omicidio volontario aggravato. E tutti hanno scelto il rito abbreviato dopo la mossa della Procura di giudizio immediato. Il Comune di Napoli ha deciso di costituirsi parte civile e il processo inizierà il prossimo 25 ottobre. 

La mamma di Ciro Esposito scrive a Mattarella: ”Ci dia un segnale di giustizia”

Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito, il giovane ucciso prima della finale di Coppa Italia 2014 tra Napoli e Fiorentina a Roma, ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo aver esaminato le motivazioni della sentenza con cui la corte d’appello di Roma che ha ridotto da 26 a 16 anni di reclusione la pena per Daniele De Santis, l’assassino di Esposito. La lettera (disponibile online) e’ stata pubblicata e i genitori di Esposito chiedono di condividerla perche’ diventi una petizione al Capo dello Stato. Nella lettera la madre di Ciro si appella a Mattarella anche come presidente del Consiglio superiore della Magistratura, spiegando di essere “disgustata indignata, furiosa per come non la Giustizia, ma l’interpretazione della legge abbia offeso la memoria di mio figlio, Ciro Esposito, e irriso il dolore e l’attesa di giustizia di noi e degli italiani. Quasi non volevamo credere che un tribunale avesse ridotto da 26 a solo 16 anni, la pena. Aspettavamo le motivazioni di quella incomprensibile sentenza, per capire. E ora le abbiamo. No, Signor Presidente, non accetto, non posso consentire che la tragedia che ha distrutto la nostra famiglia sia definita ‘una bravata’ dal tribunale che doveva renderci conto del crimine e del dolore che ha cambiato le nostre vite, e’ un insulto che un omicidio sia ridotto a malaugurata azione ‘dimostrativa’. Dimostrativa di che? Di quanto si puo’ sopravvivere dopo essere stati sparati con una pistola? La logica e la decenza si ribellano all’idea che si cerchi di giustificare l’assassino, ‘insofferente per la presenza di tanti tifosi napoletani'”. Leardi fa riferimento anche all’omicidio di Piersanti Mattarella, fratello del Capo dello stato, ucciso dalla mafia nel 1980: “Le hanno ucciso un fratello, Presidente. Lei riesce a dimenticarsene? Riesce a svegliarsi la mattina senza pensare: lui non c’e’? Riuscirebbe a tollerare che nelle motivazioni per l’omicidio di suo fratello si potesse leggere la banalizzazione della sua tragedia e della vita soppressa con termini quali ‘bravata’, azione dimostrativa? Se la legge consente questo, la legge e’ sbagliata. Se la legge non lo consente, e’ sbagliata l’interpretazione della legge”. “Se non dovessi avere nemmeno da Lei un segno di maggiore giustizia – conclude la sinora Leardi – quando scatterete ritti dinanzi al tricolore o per l’inno nazionale, non si sorprenda se io mi girero’ di spalle”. 

Volla, è un anziano di 81 anni l’uomo che ha sparato al 46enne legato al clan Veneruso

E’ stato risolto in meno di 24 ore il mistero del ferimento a colpi di pistola di Salvatore Arienzo, 46 anni, pregiudicato di Volla ritenuto vicino al clan Veneruso. E’ stato infatti denunciato a piede libero un 81enne di Casalnuovo,  accusato di tentato omicidio nei confronti del 46enne che da qualche tempo lavora come operaio edile e che risulta essere fuori dalle logiche criminali.

Ieri pomeriggio, verso le 17, in via Emanuele Filiberto a Volla, il 46enne, ex affiliato ai Veneruso stava facendo rientrando a casa quando è stato affrontato dall’anziano che gli ha esploso contro un colpo di pistola e è scappato. Arienzo è rimasto colpito di striscio e ricoverato alla clinica Villa Betania di Ponticelli. Sono partite immediatamente le indagine e grazie al racconto del ferito è stato individuato subito lo sparatore. L’anziano è stato ritrovato all’interno di un bar nella zona di Casarea, area a confine tra Volla e Casalnuovo. Il ferimento sarebbe avvenuto per alcuni lavori fatti dalla vittima all’interno di un appartamento di proprietà dell’anziano. La pistola utilizzata per l’attentato non è stata trovata in quanto l’uomo, che ha confessato, ha detto, di non ricordare dove l’aveva gettata. E’ stato denunciato per tentato omicidio vista la sua età.

 

Sorrento, detenevano tre chili di droga e due fucili: arrestati due giovani

Nascondevano droga e armi in una casa non utilizzata dalla famiglia: sono finiti ai domiciliari due giovani di Sorrento. La scoperta è stata fatta dai militari della Guardia di Finanza dalla Tenenza di Massa Lubrense. Questa notte infatti sono stati arrestati due giovani di Sorrento, Francesco Missure e Francesco Paolo Mase, trovati in possesso di circa 3 chilogrammi di sostanza stupefacente, variamente assortita, e di due armi a canna lunga, risultate oggetto di furto. Prendendo le mosse da un controllo mirato nei confronti di uno dei soggetti, che disvelava il possibile consumo di droga, la scelta operativa – condivisa dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata- è stata quella di estendere l’approfondimento anche agli immobili nella sua diretta disponibilità. L’attività di perquisizione di una casa seecondaria, non utilizzata dai familiari, permetteva di rinvenire, occultati all’interno di alcuni componenti d’arredo, 3 Kg complessivi di sostanza stupefacente e 2 fucili. Il narcotico risultava composto da varie grammature di cocaina, hashish, marijuana e MAMD, e corredato di ulteriori sostanze da taglio. A conferma di questo spunto investigativo, nel corso della perquisizione è stata, altresì, individuata la presenza· di un ulteriore soggetto che, ignaro dell’attività di polizia, deteneva le chiavi dell’appartamento e vi aveva fatto accesso. Dopo aver sottoposto a sequestro la sostanza stupefacente rinvenuta, nonché le armi – risultate oggetto di furto e illecitamente detenute – le Fiamme Gialle hanno arrestato entrambi i soggetti, che, su disposizione della Procura, sono stati posti agli arresti domiciliari.

E’ guerra tra mozzarelle. La Regione Campania si oppone alla denominazione Dop della mozzarella pugliese

Formale opposizione presentata dalla Regione Campania al Ministero delle Politiche Agricole, alimentari e forestali circa la “proposta di riconoscimento della Denominazione di origine protetta (Dop) Mozzarella di Gioia del Colle”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 28 agosto. Se non fosse stato compiuto questo passo ufficiale entro 30 giorni da quella data, la nuova Dop sarebbe stata inserita nell’elenco ufficiale di settore europeo. “Con la delibera approvata oggi – spiega il presidente della Giunta campana, Vincenzo De Luca – diamo seguito a quanto annunciato. I prodotti caseari pugliesi sono prelibati ma, nel rispetto della tipicità delle produzioni locali e manifestando pieno interesse per la valorizzazione anche delle risorse di tutti i territori, l’unica mozzarella Dop è e deve restare solo la nostra, realizzata esclusivamente con latte di bufala”. La proposta di denominazione Mozzarella di Gioia del Colle presenta, infatti, elementi di parziale omonimia con la denominazione Mozzarella di Bufala Campana già iscritta nel registro delle Dop, condizione già questa ostativa secondo il regolamento delle Dop. Per la Campania, poi, “non sussiste una differenziazione sufficiente tra le condizioni d’impiego e di presentazione locali e tradizionali del nome parzialmente omonimo proposto e quelle del nome già iscritto, che garantisca la necessità di assicurare un trattamento uguale ai produttori interessati alle due denominazioni e a far si che i consumatori non siano indotti in errore”. Infine, la denominazione proposta non consente di distinguere l’origine del latte utilizzato, di mucca nel caso pugliese e di bufala in quello campano.

Napoli, spari contro un’agenzia di pompe funebri

Si torna a sparare nella periferia Nord di Napoli. I signori del racket ancora in azione. Tre colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi la scorsa notte contro la vetrina di un’agenzia di onoranze funebri a Chiaiano. Il titolare dell’agenzia  all’apertura di stamane si è accorto dell’attentato e ha chiamato la polizia. Gli agenti arrivati sul posto hanno rinvenuto tre punte di proiettile. Indagini in corso. Il titolare dell’agenzia di pompe funebri ha dichiarato di non aver subito mai minacce o pressioni.

Camorra, il pentito De Feo morto per un male incurabile: la protesta dell’associazione ex collaboratori di giustizia

La morte del collaboratore di giustizia del clan Contini, Vincenzo De Feo, avvenuta due giorni fa a causa di un male incurabile che lo ha consumato nell’ultimo anno, ha riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica il problema della detenzione in carcere di persone colpite da gravi malattie. L‘ex pentito della mafia foggiana Antonio Niro, ideatore di un associazione on line di ex pentiti, coglie l’occasione per portare all’attenzione dei politici la questione dei pentiti e degli ex.  “Abbiamo scritto a Pd,Movimento 5 Stelle ,Fratelli d’Italia e tutti i gruppi politici ma nessuno ha risposto fuori di alcune testate giornalistiche per segnalare la situazione di insofferenza che si vive in questo momento nel nostro mondo”, dice Niro. E Poi aggiunge: “Purtroppo si sta verificando che alcuni pentiti e le loro famiglie sono stati fatti ritornare nelle loro città, anche se sotto protezione. E questo permette ad alcuni di continuare a delinquere. E’ una situazione che in alcuni casi diventa intollerabile per questo che deve intervenire la politica”.

Controlli sui cantieri edili in Irpinia: 11 imprenditori denunciati

Undici imprenditori sono stati denunciati dai carabinieri del comando provinciale di Avellino che stamattina insieme con il Nucleo ispettorato del lavoro hanno eseguito controlli a tappeto in numerose aziende irpine. I militari hanno contestato violazioni in materia di lavoro e comminato sanzioni amministrative per circa 12 mila euro. nel mirino sono finite imprese edili e aziende agricole per utilizzo lavoratori in nero, e carenti misure di sicurezza nei luoghi di lavoro. Per non parlare delle condizioni igieniche carenti e la formazione professionale mai praticata. Le omissioni più gravi, riscontrate durante l’ispezione nei cantieri edili, riguardano soprattutto la mancata dotazione dei dispositivi di sicurezza individuale per le mansioni più rischiose.

Torre del Greco: il Magma Teatro Club presenta la nuova stagione teatrale

Sabato 30 settembre alle ore 19.00, in via Mortelle 60 a Torre del Greco, ci sarà la presentazione della stagione teatrale 2017/18 del Magma Teatro Club. Fondato nel 2016 su iniziativa dell’associazione Balagancik Teatro, il Magma Teatro Club nasce dall’esigenza di creare nella periferia della città metropolitana di Napoli un funzionale spazio di aggregazione culturale. Il progetto del Magma Teatro si svolge su una doppia pista: proporre al territorio un importante progetto culturale e artistico valido e offrire alle formazioni teatrali adeguati spazi di visibilità e di confronto. Nel 2017 per meglio rispondere a questa scelta si è unito ad altri spazi teatrali del territorio in Palcoscenici irregolari, una rete di teatri e spazi OFF. Dopo il successo della stagione numero 0 “Dalla parte del torto”, l’attività prosegue quest’anno con “Dichiarazione liberatoria”: la nuova stagione che conta ben quindici eventi selezionati tra i più interessanti spettacoli di teatro contemporaneo e di ricerca. Dichiarazione liberatoria è un titolo provocatorio per levare alto il grido di sofferenza e il desiderio di evasione delle piccole sale teatrali imprigionate in una prigione di burocrazie, tasse e balzelli e che nell’indifferenza degli enti pubblici, sono spesso costrette ad operare ai limiti della legalità.

 

 

Hamsik: ”Non mi piace essere sostituito, ma lo accetto”

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“Era importante vincere dopo la sconfitta con lo Shakthar e sono contento che ci siamo riusciti, la nostra vittoria e’ stata meritata”. Marek Hamsik commenta cosi’, sul suo sito, il 3-1 di ieri sera sul Feyenoord che regala al Napoli i primi punti in Champions. Per il centrocampista slovacco e’ arrivata pero’ l’ennesima sostituzione: “nessuno ama uscire dal terreno di gioco ma naturalmente lo accetto. La stagione e’ lunga, abbiamo un calendario molto impegnativo e la cosa che conta di piu’ e’ che vinca la squadra. Sono contento di come stiamo andando, abbiamo vinto 9 delle ultime 10 partite”. E la dedica del successo di ieri, ha ribadito Hamsik, e’ per “Milik, che e’ stato operato lunedi’ al ginocchio”. 

Mitreo Film Festival: a Santa Maria Capua Vetere, ritorna il festival per gli amanti del cinema

Giunto alla sua diciassettesima edizione, ritorna a Santa Maria Capua Vetere, il Mitreo Film Festival con il primo appuntamento in agenda previsto per questo pomeriggio (27 settembre) alle ore 18.00, presso il Bar Tazza d’Oro di piazza Mazzini. Si parte con la presentazione del libro “Giorni in divisa” di Antonio Mangolini per la quale l’attore e figlio d’arte, Giovanni Allocca, leggerà alcuni brani tratti dal libro. Durante l’appuntamento culturale, coordinato da Antonio Di Trento, verrà illustrata l’intera programmazione del festival, dal presidente Paola Mattucci Ventriglia e dal direttore artistico Lucilla Mininno. L’incontro di piazza Mazzini sarà l’introduzione a Spazio film, un’iniziativa del festival che si presenta come un approfondito e attento percorso di scrittura, durante il quale una serie di giovanissimi autori di tutta Italia, si confronteranno attraverso la sperimentazione della propria creatività sui luoghi di Santa Maria Capua Vetere e sulle storie della città stessa. L’obiettivo è sviluppare delle sceneggiature per girare in città degli estratti da offrire al pubblico della rassegna sammaritana.

Il restauro di Miseria e nobiltà per omaggiare Totò. Il presidente De Luca dalla parte dell’arte cinematografica

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Durante la conferenza stampa di presentazione del restauro della pellicola del film “Miseria e nobiltà”, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca dice: “Concludiamo con questo evento una stagione interessante di iniziative per Totò. Un programma rilevante per rendere omaggio a un artista straordinario paragonato a grandi comici come Buster Keaton e Charlie Chaplin, un artista completo”. Il film, il cui restauro è costato cento mila euro di cui trenta a carico dell’Ente Regione, sarà presentato ufficialmente il 9 ottobre al Teatro di San Carlo a Napoli. “Totò – continua il presidente De Luca – ha rappresentato uno dei pochi artisti in grado di unire l’Italia intera senza forzature, con battute che sono entrate nel lessico comune. Abbiamo avuto un recital al Trianon, uno speciale Rai, abbiamo riallestito le scenografie più famose, abbiamo fatto molte iniziative al rione Sanità inaugurando un monolite di Giuseppe Desiato, promosso un dibattito al Suor Orsola e un premio Totò per le scuole di Napoli. Il restauro di “Miseria e nobiltà” conclude questa stagione. Saremo vicini al Centro sperimentale di cinematografia in altre forme”.

Il pregiudicato napoletano ucciso a Milano era stato denunciato per maltrattamenti dalla sua ex

Nei giorni scorsi Gennaro Tirino, il pregiudicato napoletano, residente a Castellanza in provincia di Varese, ucciso stamattina a colpi di arma da fuoco, era stato denunciato alla polizia di Stato dalla sua ex per maltrattamenti. Sul caso indagano i carabinieri coordinati dalla procura di Busto Arsizio. L’indagine si muove in due direzioni: il cerchio di conoscenze della vittima, che frequentava pregiudicati italiani e non; e l’ambito famigliare e degli affetti. Verso le 8.40 l’uomo, di professione carrozziere, è uscito da un bar e, dopo aver girato l’angolo, gli hanno sparato in via Tasso all’altezza di un concessionario di auto. Almeno sei i colpi al volto, alla testa e in altre parti del corpo. Il 38enne è morto pochi istanti dopo, e a chiamare le forze dell’ordine sono stati dei passanti. Era arrivato al bar a bordo della sua Bmw bianca parcheggiata in via Tasso e, secondo la prima ricostruzione, aveva preso un caffè in compagnia di altre due persone. Tirino, nato a Napoli, aveva precedenti per droga e reati contro il patrimonio.