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Playboy in lutto: è morto Hugh Hefner, fondatore della rivista

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Morto per cause naturali a novantuno anni Hugh Hefner, il fondatore della rivista Playboy, conosciuta in tutta il mondo.Il suo marchio sfidava sfacciatamente il puritanesimo, incarnando una delle molte facce della rivoluzione sessuale.

E’ morto nella sua casa di Los Angeles, la Playboy Mansion nei pressi di Beverly Hills, circondato dalla sua famiglia.Lo ha reso noto la casa editrice di Playboy, a cui fa capo un vero e proprio impero dell’intrattenimento ammiccante, popolato dalle playmate, le onnipresenti, sorridenti e avvenenti conigliette nate dalla fantasia di Hefner per raggiungere quella di milioni di uomini in tutto il mondo attraversando diverse generazioni.

Era il 1953 quando a soli ventisette anni, Hefner fondò la rivista.Giovane marito e padre, aveva da poco lasciato il suo precedente lavoro presso una rivista dedicata ad attività per bambini e abbracciò la sfida della rivoluzione sessuale rendendola una rivoluzione personale.

Donne graziose, sorridenti e poco vestite come formidabile antidoto al puritanesimo americano.Criticata e osteggiata da alcuni, celebrata e osannata da altri, il tratto inconfutabile della rivista Playboy è la sua notorietà, non impermeabile ai cambiamenti del tempo ed emblema di una operazione di marketing tra le più riuscite.

Playboy voleva offrire il sogno di cui Hefner fu testimonial tanto quanto le sue desiderate playmate.Intuizione fortunatissima quella di Hefner, capace come pochi di leggere il segno dei tempi: così nella prima edizione di Playboy comparivano foto di una giovane Marilyn Monroe senza veli.

In un anno la tiratura della rivista raggiunse quasi duecento mila copie, diventate un milione in cinque anni; negli anni ’70 i lettori erano sette milioni.Con Internet la competizione, anche per Playboy, si è fatta durissima e le copie sono scese a meno di tre milioni.

Nel 2015 Playboy ha smesso di pubblicare foto di donne nude proprio in risposta alla diffusione di tali immagini in rete.Ma fino alla fine Hefner ha mantenuto la sua promessa.

Benevento: stadio pieno contro l’Inter

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Sia in citta’ che nel resto della Campania, ma anche nelle regioni limitrofe, ci sono tanti tifosi nerazzurri, ma  i tifosi della curva hanno parlato chiaro alla propria gente con uno striscione eloquente esposto in centro citta’ in queste ultime ore “BENEVENTO ai beneventani” invitando tutti i concittadini a tifare solo ed esclusivamente per la squadra di Baroni in questo momento delicato di inizio stagione. Contro la formazione di Spalletti il BENEVENTO sogna di muovere finalmente la propria classifica. Una missione quasi impossibile, ma nella terra delle streghe ci credono. Baroni sta preparando al meglio questa gara nel ritiro di Roma e spera di recuperare anche qualche elemento. Il bollettino medico diramato dalla societa’ giallorossa ha tracciato un quadro chiaro sulla condizione degli infortunati. Per Iemmello, che si e’ sottoposto ad un’accurata visita a Villa Stuart, il quadro clinico e’ sotto controllo, non ci sono elementi patologici riguardanti il ginocchio sinistro per cui si conta in un recupero della forza fisica e muscolare che andra’ di pari passo con la ripresa in campo. Discorso simile per Antei che viene da una serie di infortuni al ginocchio destro che ne hanno ritardato la preparazione atletica ed hanno portato prevalentemente ad un affaticamento di carattere muscolare.  Discorso a parte, invece, per Djimsiti che esce da un trauma diretto al ginocchio sinistro con interessamento della testa del perone prossimale. Baroni spera di recuperarlo dopo la sosta. Ciciretti, invece e’ in fase di netto recupero, da valutare se potra’ essere utilizzato a mezzo servizio nella gara contro l’Inter. Discorso simile anche per D’Alessandro. Kanoute’, invece, durante l’allenamento di venerdi’ scorso ha subito un trauma indiretto alla spalla destra e quindi solo dopo gli esami diagnostici si potranno valutare i tempi di recupero. A questa lunga lista bisogna anche aggiungere l’assenza forza di capitan Lucioni, fermato come noto dalla Commissione Antidoping. Il capitano giallorosso lunedi’ 2 ottobre sara’ ascoltato dalla Procura Nazionale Antidoping

Avellino: Gavazzi vuole un’altra chance

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Avere una seconda possibilità. Dimostrare che non è certo un calciatore finito, ma che ha ancora tanto da dare e da fare soprattutto. Chissà se è stato un caso oppure no, di certo Davide Gavazzi si è rivisto in campo a 48 ore dalle parole del presidente Walter Taccone che aveva prospettato una possibile rescissione contrattuale. Un calvario, quello del centrocampista biancoverde, cominciato un anno fa, quando il crociato anteriore del ginocchio sinistro fece crack. Prima l’operazione e poi il lungo percorso riabilitativo fatto più di bassi che di alti. Ogni volta che la montagna sembrava superata il dolore ricominciava a farsi sentire: e così tra controlli e esami il mese di luglio è passato, ed anche il ritiro di Cascia. Ad Avellino è tornato ad agosto inoltrato, non in gruppo: lavoro differenziato costante, sotto gli occhi attenti del prof Scaia, e un fastidio che non lo lasciava mai. Da qui la dichiarazione del presidente che ha chiamato l’agente Giorgio Parretti per un colloquio. Ed è proprio sotto gli occhi di Parretti e di tutto lo staff dirigenziale che Gavazzi si è rivisto finalmente in campo, dove ha partecipato al test in famiglia contro l’Under 17. Da centrocampista centrale, al fianco di Di Tacchio, subentrato a D’Angelo, Davide ha riconquistato confidenza con il pallone e soprattutto ha cercato di farlo senza avere paura, senza sottrarsi ai contrasti e agli allunghi. E così il caso è rientrato e l’odissea finita. «Non sapevo – ha detto Parretti – che il presidente avesse detto quelle cose. Io sono venuto ad Avellino per parlare con Davide e con Massimiliano Taccone. Mi ha fatto molto piacere vederlo sul terreno di gioco con i suoi compagni, anche se è stato un caso che sia successo alla mia presenza. Pensiamo di aver risolto tutti i problemi, ne ha avuti tantissimi e forse siamo alla fine di questa lunga disavventura. Blocchi di natura mentale? No, nessuno. E’ dipeso tutto dal doppio intervento che ha subito, alla rieducazione, ha avuto tante difficoltà. Per questo oggi siamo finalmenteo felici». L’agente fa anche una precisazione. «Per averlo completamente a disposizione bisognerà aspettare venti giorni. Serve ancora un po’ di pazienza, ma la corsa è fluida e soprattutto è più sereno dal punto di vista psicologico. Non è facile: quando un calciatore sta fermo per un anno tende a perdere molto le proprie certezze, Davide le sta finalmente ritrovando. E poi il mister vuole vederlo all’opera, vuole poter contare su di lui e Gavazzi desidera non deluderlo». Intanto sabato c’è la super sfida con l’Empoli e Novellino gioca, nelle ultime settimane lo sta facendo spesso, a nascondino. Durante l’amichevole con l’Under 17 emergono comunque alcune indicazioni che fanno pensare ad un nuovo turn over. A centrocampo appare certo il ritorno di D’Angelo e Di Tacchio con Molina e Laverone che potrebbero essere riconfermati sugli esterni. Anche in difesa, alla fine del test, Novellino ha lavorato molto sulla fase difensiva proponendo ancora N’Gawa e Rizzato a sinistra e la coppia centrale Migliorini – Kresic. Tra i pali spazio ancora a Radu che però la settimana prossima sarà impegnato con la Nazionale rumena. In attacco Castaldo scalpita eccome, (tre i gol siglati, insieme a quelli di D’Angelo, Lasik, Camara e Morosini) ma alla fine è probabile che sarà Morosini a tornare a supportare Matteo Ardemagni, senza dimenticare però Asencio che è sempre più in crescita. Brutte notizie invece per Moretti che ha rimediato una distorsione alla caviglia destra. Domani pomeriggio allenamento a porte chiuse.

Scoperta la maxi truffa dei falsi braccianti: 335 indagati

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In Calabria scoperta una maxi-truffa da 800.000 euro ai danni dell’Inps perpetrata da una cooperativa agricola attraverso 335 false assunzioni di dipendenti. La Guardia di Finanza di Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza, a conclusione di un’articolata e complessa attivita’ di indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha scoperto che l’impresa presentava, all’ente previdenziale, falsi contratti di fornitura di frutta e contratti di comodato d’uso gratuito e/o di affitto di terreni riconducibili a soggetti ignari, completamente estranei alla truffa,. Inoltre sono emerse fasulle denunce aziendali trimestrali, attestanti l’impiego, mai avvenuto, di operai, al fine di consentire l’indebita percezione di indennita’ di disoccupazione, malattia e maternità. Nel corso delle indagini sono state acquisite informazioni dai proprietari dei terreni estranei alla truffa e attraverso l’analisi documentale sono state ricostruite le false dichiarazioni e comunicazioni all’Inps del falso dal datore di lavoro. Oltre 27.000 le giornate lavorative mai effettuate e comunicate, che hanno fittiziamente generato falsi costi di personale per oltre 1.500.000 di euro e nessun ricavo Al termine delle indagini, il rappresentante legale dell’impresa e’ stato denunciato alla Procura della Repubblica di Castrovillari per truffa aggravata ai danni dell’ente previdenziale e falso, mentre, i 335 falsi braccianti, sono stati segnalati per il reato di truffa aggravata, in concorso con il fittizio datore di lavoro. L’attivita’ svolta si inquadra in un piu’ ampio dispositivo di polizia economico-finanziaria predisposto dalla Guardia di Finanza di concerto con il Procuratore della Repubblica Eugenio Facciola per la tutela della legalita’ economica e la repressione dei reati in materia tributaria e di spesa pubblica.

Salernitana: Bollini cambia a causa di infortuni

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Scontato l’esordio stagionale del giovane Mantovani in difesa al fianco di Schiavi (gli unici due centrali superstiti), resta da capire a chi affidare la terza maglia del trio difensivo. Gigi Vitale sarà il pendolino… del rebus. Nel caso in cui Perico non dovesse farcela, infatti, il mancino di Castellammare si piazzerà come terzo di sinistra in difesa. Esattamente com’è stato schierato ieri da Bollini. A centrocampo, invece, gli esterni saranno il giovane Kiyine e Zito, con il trio di mediani composto da Minala, Della Rocca ed Odjer. In attacco, invece, conferma del tandem composto da Rodriguez e Bocalon. Con questo spartito tattico paga dazio Mattia Sprocati. L’ex Pro Vercelli sabato scorso si era adattato al ruolo di rifinitore che a Parma Bollini non sembra propenso a confermare. La presenza di Perico al Tardini, invece, farebbe scivolare in panchina Zito riportando Vitale quinto di sinistra, ma sempre senza trequartista. Perico andrebbe a completare il trio di difesa insieme a Schiavi e Mantovani. Non solo. La presenza dell’ex Cesena garantirebbe al tecnico la possibilità di cambiare eventualmente spartito tattico a gara in corso senza dover attingere necessariamente dalla panchina. Capitolo infortuni. Le tegole di Tuia e Bernardini hanno fatto pensare ad un ritorno sul mercato della Salernitana alla voce svincolati. Tuia ne avrà per un mese e mezzo (trauma distorsivo di secondo grado alla caviglia destra con prognosi di sei settimane, si legge in uno dei rari bollettini medici ufficiali pubblicati sul sito ufficiale ndA), mentre Bernardini conta di anticipare addirittura la prognosi di tre settimane causata da una frattura alla costola. In tal caso anche i nomi di Diakitè e Milanovic su tutti per puntellare il reparto arretrato rimarrebbero soltanto sul taccuino.

Casertana: Scazzola cambia ancora

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Il modulo con quattro punte provato in occasione della sconfitta di sabato scorso contro l’Akragas rischia di finire rapidamente (e forse solo temporaneamente) in soffitta. Ieri, il tecnico della Casertana, è tornato a provare il possesso palla schierando il tridente, che con Padovan ai box per un attacco febbrile, era composto da Turchetta, Alfageme e Marotta. Quasi una naturale conseguenza il ritorno tra i titolari di Ivan Rajcic che, sacrificato sabato scorso sull’altare del 4-4-2, a Trapani potrebbe riprendere il suo posto nella formazione di partenza. I prossimi avversari dei falchetti sono una corazzata costruita per vincere il campionato e riconquistare immediatamente la cadetteria persa con la retrocessione della passata stagione. Di qui la necessità di un atteggiamento più prudente rispetto a quello dell’ultima gara quando, al Pinto, arrivava una formazione tecnicamente meno dotata. La Casertana poco equilibrata di sabato scorso contro il Trapani rischierebbe davvero troppo e allora il tecnico è orientato a tornare alle origini. Con Padovan a disposizione (quasi certamente parteciperà alla trasferta siciliana) a far posto a Rajcic potrebbe essere Marotta. Il folletto ex Juve Stabia, che ad inizio stagione aveva suscitato ottime impressioni, nelle ultime partite non è riuscito ad incidere e, con Alfageme inamovibile e Turchetta in buona forma potrebbe uscire dalla formazione titolare.

Patto scellerato con la camorra a Scafati: tutte le accuse per boss e politici

Scafati. Un patto con la camorra per ottenere voti per se stesso e per la moglie e, in cambio, elargire appalti pubblici, prebende o favori. Un patto che si è concretizzato non solo con il clan Loreto-Ridosso e ancora prima con il clan Sorrentino, ma che ha caratterizzato tutta l’ascesa dell’ex sindaco Angelo Pasqualino Aliberti e della sua ‘prestanome’ in politica, la moglie Monica Paolino, attuale consigliere Regionale di Forza Italia. Un quadro inquietante di dieci anni di politica scafatese che – dopo una serie interminabile di atti giudiziari – approderà presto davanti ad un giudice per l’inizio del processo. In dieci rischiano, dopo l’avviso di conclusione delle indagini dei giorni scorsi, di tramutare il proprio status giuridico da indagato a imputato in un processo per scambio di voto politico-mafioso e per reati satellite, come minaccia e estorsione addebitati ad esponenti della cosca che ancora oggi, a distanza di due anni dal loro arresto, riescono ad avere un controllo delle faccende criminali che accadono in città.

L’avviso di conclusione delle indagini, emesso dal sostituto procuratore della Dda Vincenzo Montemurro e notificato martedì scorso dagli uomini della sezione di Salerno della Dia, coordinati dal colonnello Giulio Pini e dal capitano Fausto Iannaccone, rappresenta la sintesi ufficiale di due anni di indagini nei quali le vicende politico-amministrative di Scafati sono andate di pari passo con quelle giudiziarie. La tranche sulla quale non c’è bisogno più di indagare rappresenta una parte della maxi inchiesta che, tra l’altro, ha determinato lo scioglimento per infiltrazione mafiosa del consiglio comunale di Scafati e ora quella tranche arriva allo stadio che precede l’udienza preliminare.

Il patto per lo scambio di voto con la camorra sarebbe stato orchestrato dall’ex sindaco Angelo Pasqualino Aliberti per le elezioni amministrative, sin dal 2008, periodo in cui intratteneva rapporti con l’organizzazione criminale dei Sorrentino – alias i Campagnuoli -, e successivamente nel 2013 e 2015 (elezioni Regionali) con il clan Loreto-Ridosso e Matrone. Ma Aliberti avrebbe anche chiesto l’aiuto di personaggi, in odore di camorra, come i fratelli Mauriello, (originari di Castellammare e con interessi economici a Pompei e Torre Annunziata) arrestati e poi scarcerati per traffico internazionale di stupefacenti per ordine della Dda di Napoli e con i quali, in prossimità delle elezioni del 2015 quelle Regionali, Angelo Pasqualino Aliberti, il fratello Nello e lo staffista e factotum Giovanni Cozzolino, avrebbero avuto un incontro segreto in una villa hollywoodiana alla periferia di Scafati di proprietà dei Mauriello. Patti scellerati per ottenere consensi e farsi eleggere alla carica di sindaco, ma anche per far eleggere il suo ‘alter ego’, la moglie, al consiglio Regionale. Monica Paolino, secondo quanto riscontrato dalle indagini, è un personaggio politico ‘creato’ dal marito e che Aliberti ha diretto in ogni passaggio che l’ha portata all’elezione nel 2015, per la quale Aliberti ha stretto patti politici con esponenti di Forza Italia in provincia di Salerno, ma anche con uomini del clan Ridosso-Loreto, organizzando incontri elettorali in noti bar e persino in ‘casa’ della zia di Gennaro e Luigi Ridosso. La campagna elettorale di Monica Paolino è stata ideata politicamente da Angelo Pasqualino Aliberti ed ha coinvolto i suoi uomini e le sue donne più fidate e perfino componenti del suo staff al Comune come Giovanni Cozzolino. L’ex sindaco e la moglie, dunque per l’accusa sono coloro che hanno beneficiato dei voti della camorra, camorra rappresentata – per le elezioni del 2013 e quelle del 2015 – da Gennaro e Luigi Ridosso, da Alfonso Loreto (figlio di capo storico della camorra, Pasquale), oggi diventato collaboratore di giustizia come il padre. Ma il patto con la criminalità organizzata era stato fatto due anni prima quando alle elezioni del 2013 Aliberti aveva – pur cercando di mantenere illibate le apparenze – consentito l’ingresso nella vita politica del paese di soggetti incaricati dalla camorra di ‘intrattenere rapporti’ e assumere ruoli istituzionali all’interno della pubblica amministrazione. Questi ‘soggetti’ sono Andrea Ridosso – figlio di Salvatore, ucciso in un agguato nel 2002 e all’epoca ras scafatese in piena ascesa – aspirante candidato alle amministrative del 2013 nelle liste di Aliberti; Roberto Barchiesi – ex zio di Alfonso Loreto -, diventato consigliere comunale, eletto nella lista Grande Scafati e Ciro Petrucci nominato presidente del Consiglio di amministrazione della partecipata comunale, Acse che gestisce i servizi esterni per il Comune.

A fare da collante, da trait d’union tra camorra e l’allora sindaco Aliberti, c’erano lo staffista del Comune Giovanni Cozzolino e il fratello dell’ex sindaco Nello Maurizio Aliberti. I due inseparabili che si occupavano anche del ‘lavoro’ sporco, quello degli incontri ‘pericolosi’, dei legami e delle imbasciate, delle richieste che esponenti della camorra facevano e che dovevano essere veicolate dalle scelte amministrative dell’ex primo cittadino.

Il patto, il ‘do ut des’ scoperto dall’antimafia, resta il cuore di episodi che si avviano ad essere valutati dai giudici. A corollario di questo nucleo che ha segnato e caratterizzato – secondo l’accusa – la vita politica della famiglia Aliberti, vi sono episodi contestati ad una parte dei dieci indagati e che riguardano il clima di intimidazione che – soprattutto nel 2013 – fu instaurato nei confronti dei giornalisti del quotidiano Metropolis e in particolare della corrispondente di Scafati, Valeria Cozzolino, minacciata da Nello Maurizio Aliberti e Gennaro Ridosso. Mandante di quelle minacce, secondo i giudici, fu lo stesso sindaco per le critiche mediatiche che in piena campagna elettorale gli piovevano addosso.

Tra le contestazioni dell’antimafia, anche le estorsioni – per ottenere lavori per le ditte di pulizie di riferimento di Loreto e Ridosso – ai Longobardi, imprenditori conservieri scafatesi costretti a elargire somme di danaro, apparentemente dovute, ma che in realtà erano il frutto di costrizioni fatte con metodi camorristici. Gennaro, Luigi jr Ridosso e Alfonso Loreto sono accusati di aver, infatti, sistematicamente preteso dagli imprenditori il pagamento di somme per i servizi di pulizia e trasporto imposti all’interno delle fabbriche da loro gestite dal 2007 al 2015.

L’avviso di conclusione indagine è arrivato in un momento molto delicato dell’inchiesta, dopo il pronunciamento del Tribunale del Riesame sulla richiesta di arresto in carcere per Angelo Pasqualino Aliberti, Luigi jr e Gennaro Ridosso. La decisione dei giudici del Riesame di accogliere la richiesta di arresto dell’antimafia – i primi due dovrebbero andare in carcere, Gennaro Ridosso ai domiciliari – è solo un altro capitolo di questa storia giudiziaria, nella quale l’ex sindaco – nonostante si sia dimesso dalla carica per evitare proprio la possibilità di una misura cautelare – ha continuato a proporsi, attraverso i social, come il sindaco ‘in pectore’ della città, dimostrando di conoscere cosa accadeva amministrativamente nel palazzo comunale dove è rimasto come ‘inquilino pro tempore’ per 8 anni e scagliando strali contro testimoni, avversari politici e giornalisti che osavano denunciarlo o criticarlo.

Un clima di tensione che non si è placato neppure in questi giorni, acuito – sempre sui social – dallo stesso fratello del primo cittadino, Nello Maurizio Aliberti, che ha messo come foto del suo profilo personale, l’immagine della giornalista che – secondo l’antimafia – è vittima delle sue minacce e di quelle di Gennaro Ridosso. Un chiaro tentativo di intimidazione ad un testimone che – e questo è ancora un altro capitolo – con ogni probabilità verrà valutato dall’antimafia.

Rosaria Federico

@riproduzione riservata

Boscotrecase, tutti a processo il 26 ”Furbetti del Cartellino” del comune

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Sono stati tutti rinviati a giudizio i 26 furbetti del cartellino del comune di Boscotrecase scoperti dai carabinieri nel luglio dello scorso anno. Grazie ad alcune telecamere piazzate nei punti cardine del palazzo comunale i militari scoprirono il sistema dei fannulloni comunali. In sei finirono agli arresti domiciliari. Timbravano il badge per se stessi e per altri colleghi e subito dopo si allontanavano dal posto di lavoro.
Dalle immagini allegate agli atti del processo si evince come in un’occasione, Michele Borrelli, (uno degli arrestati) dubbioso che potessero esserci state in corso le indagini,  aveva strisciato due badge, coprendosi la testa con uno scatola di cartone. E poi dvanti al gip Antonio de Angelis durante l’interrogatorio disse: “Quello col cartone in testa sono io. Scusatemi, ho sbagliato”. Borrelli  é accusato di 20 episodi di assenteismo e 7 di false attestazioni in servizio. Dalle indagini e dalle immagini sono emersi ben 200 episodi di assenteismo. I furbetti di Boscotrecase andavano nella vicina Pompei a bere il caffè, altri invece, aiutavano i figli a lavoro. Ieri mattina, il gup Emma Aufieri del tribunale di Torre Annunziata ha accolto le richieste del pm Sonia Nuzzo ed ha rinviato a giudizio i 26 presunti “fannulloni”

LE PERSONE A PROCESSO

Damiano Policarpo 64 anni

Francesco Di Palma 60 anni

Luigi Balzano 60 anni

Pasquale Monteleone 56 anni

Giovanni Cirillo 57 anni

Giovanni Carotenuto 58 anni

Girolamo Calvanese 63 anni

Ciro Iannucci 63 anni

Valerio Federico 62 anni

Giorgio Gallo 64 anni

Carla Avino 59 anni

Salvatore Izzo 57 anni

Michele Borrelli 65 anni

Salvatore Calamita 57 anni

Teresa Carotenuto 53 anni

Antonio Noto 52 anni

Salvatore Buono 62 anni

Pasquale Formisano 65 anni

Antonio Stampone 64 anni

Antonio Raiola 65 anni

Luigi Longobardi 57 anni

Alfonso Nastri 63 anni

Raffaele Fiorenza 63 anni

Angelo Borrelli 58 anni

Gennaro Bifulco 63 anni

Antonio Federico  65 anni

Finto cieco condannato protesta in aula: ”Non vedo davvero è un’ingiustizia”

Finto cieco condannato a un anno e 4 mesi di carcere ma alla lettura della sentenza inveisce contro i giudici e protesta e poi comincia lo sciopero della fame. E’ accaduto al Tribunale di Torre Annunziata dove il 47enne Gaetano Ruggiero di Torre del Greco ha cominciato ad urlare: “Sono cieco davvero, è un’ingiustizia” e poi ha iniziato lo sciopero della fame perché da tempo, visto che gli sono stati bloccati i conti correnti, e vive grazie agli aiuti della famiglia. Ruggiero pregiudicato per rapina in carcere alcuni anni fa aveva subito il distacco della retina tanto che gli fu prima commutato il regime carcerario in una detenzione nella casa di lavoro di Sulmona e poi completamente libero. Stava percependo l’assegno mensile di invalidità ma fu “beccato” dalla Guardia di Finanza mentre giocava alle slot machine e guardava la tv in un centro scommesse al centro di Torre del Greco. E poi l’avrebbero ripreso mentre camminava senza alcun ausilio, leggeva il giornale, guardava la tv e consultava il cellulare, per una truffa ai danni dello Stato per 92mila euro. Di qui il processo di ieri con rito immediato con la sentenza di condanna. Il suo difensore Antonio Cirillo ha annunciato il ricorso in Appello.

 

 

Camorra, Ciro Perfetto, killer di Genny scrive: “Chiedo perdono alla famiglia, non meritava tutto questo”

“Genny era poco più piccolo di me e non si meritava tutto ciò. La mia lettera, la mia richiesta di scuse, non rimetterà Genny in vita ma vorrei che la sua famiglia, la madre, il padre, i suoi parenti, accettassero le mie scuse, la mia profonda richiesta di perdono”. Scrive così Ciro Perfetto, ‘o figlio e muss e scigna, uno dei killer di Genny Cesarano il 17enne del rione Sanità, vittima innocente della barbarie della camorra ucciso la notte del 6 settembre 2015 in piazza san Vincenzo alla Sanità. Perfetto dal carcere ha inviato una lettera ai suoi avvocati Annalisa Senese e Francesco Foreste per farla girare all’avvocato Marco Campora che assiste la famiglia di Cesarano. Doveva essere una lettera privata ma ieri è confluita nel processo perché allegata al fascicolo dibattimentale. E’ una ammissione implicita del delitto e anche una richiesta di perdono molto accorata alla famiglia di Genny Cesarano. Ciro Perfetto è il figlio di Raffaele Perfetto, uno dei più spietati killer al servizio del clan Lo Russo, i famigerati “Capitoni” di Miano oramai etichettati come il clan dei pentiti. Dopo Salvatore Lo Russo, hanno decisio di passare dalla parte dello stato gli altri due fratelli Mario e Carlo e poi Antonio Lo Russo, figlio di Salvatore. Ciro Perfetto è figlio di una Lo Russo, sorella dei “capitoni”. Anche suo padre rinchiuso da anni al 41 bis ha una serie di ergastoli per numerosi omicidi commessi anche in “trasferta” per conto degli amici del clan Birra-Iacomino di Ercolano. Lui ha soli 21 anni ed ha già sul groppone un ergastolo comminatogli nei mesi scorsi insieme con l’altro giovani killer Luigi Cutarelli al servizio dei Lo Russo. Furono loro ad uccidere qualche mese dopo l’omicidio Cesarano, il boss del rioen sanità Pierino Esposito. Anche nel corso del processo per l’omicidio Esposito sia lui che Cutarelli avevano letto in aula una lettera di scuse inviata alla famiglia della vittima. Ma non bastò per evitare l’ergastolo. Ora arriva una missiva più accorata: “Parlo dal profondo del mio cuore…Mi porterò addosso un peso per tutto il resto della mia vita. Per questo oltre a Dio chiedo perdono alla famiglia di Genny”, ha scritto Ciro Perfetto.Con lui alla sbarra per quell’omicidio ci sono i tre pentiti l’ex boss Carlo Lo Russo (mandante di quel raid) Rosario De Stefano ( che ospitò i killer), e la compagna del boss, Antonella De Musis anch’essa pentita.E poi gli altri autori materiali del raid ovvero Luigi Cutarelli, 21 anni, Antonio Buono, 26 anni e Mariano Torre, 30 anni. Sono tutti accusati di omicidio volontario aggravato. E tutti hanno scelto il rito abbreviato (che prevede lo sconto di pena) dopo la mossa della Procura di giudizio immediato. Il Comune di Napoli ha deciso di costituirsi parte civile e il processo inizierà il prossimo 25 ottobre. 

Ecco il racconto  del pentito Rosario De Stefano di come avvenne l’omicidio di Genny Cesarano: “…Con riferimento all’omicidio di Genny, ribadisco di aver appreso direttamente da Perfetto Ciro e Cutarelli Luigi, componenti del gruppo di fuoco, quanto già ho riferito negli scorsi verbali; al riguardo, voglio solo aggiungere che ho anche appreso da Vittorio o filosc, – noto spacciatore di cocaina, crack ed erba (già affiliato al clan di Salvatore Torino) che abita sulla cosiddetta Micciatella (che è la strada che dalla Sanità porta a via Santa Teresa) – che i TMAX neri a bordo dei quali viaggiavano i killer di Genny, erano fuggiti a forte velocità in direzione di Capodimonte-Miano; tanto il Vittorio o filosc mi ha raccontato davanti a Ciro Tolomelli, nipote di Gino Tolomelli e a Gigino o curt Omissis…Come ho già detto ho appreso direttamente da Luigi Ciutarelli e da Ciro Perfetto della loro partecipazione all’omicidio di Genny Cesarano. Me ne hanno parlato nell’occasione in cui gli ho dato appoggio nella casa di mia sorella Ciretta alla Sanità per l’omicidio di Pierino. Mi dissero che non volevano uccidere questo ragazzo e che lo avevano ucciso “per scagno” . Mi dissero che insieme a loro c’erano anche Antonio Buono e Mariano Torre…”.

 

 

Vendeva quaglie sul web: denunciato 33enne di Cicciano

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Nuova operazione delle Guardie Zoofile Agriambiente, questa volta a Cicciano. Gli uomini coordinati dal Vice Dirigente Provinciale di Napoli Luigi Manna coaudivati dal Dirigente Regionale delle Guardie Pietro Galizia, grazie al Nucleo Telematico è stata scoperta sul web la vendita abusiva di fauna selvatica. Sono state sequestrate 67 quaglie senza anelletti identificativi, senza la dovuta documentazione detenute per la vendita, i volatili erano detenuti in diverse scatole di cartone. All’atto del controllo, sono state rinvenute diverse quaglie morte all’interno delle scatole causa sovraffollamento, senza cibo ed acqua. Il detentore R.D. di anni 33 è stato denunciato per maltrattamento, uccisione di animali, furto. I volatili recuperati vivi invece sono stati portati presso l’ASL Veterinaria Napoli Centro CRAS per le loro cure e  riabilitazione, dopo di che saranno rimesse in libertà.

Camorra: la Dda ha chiesto sei udienze per leggere la requisitoria contro gli oltre 100 imputati del clan Contini

E’ attesa per la prossima settimana la requisitoria del pubblico ministero  del maxi processo che vede alla sbarra oltre cento imputati del clan Contini. Si tratta dei boss,  killer, spacciatori, imprenditori, manovalanza. Insomma tutto quello che di illegale ruota attorno alla potentissima cosca di Eduardo Contini ‘o romano e del cognato Patrizio Bosti. La requisitoria del pm, visto il gran numero di imputati e quindi di posizioni processuali, impiegherà ben sei udienze. Dopo di che si passerà alle arringhe dei difensori. Se non ci saranno intoppi la sentenza potrebbe essere pronunciata entro la fine dell’anno.

Alla sbarra ci sono anche due famiglie imprenditoriali di grande spessore: sul fronte di Roma e in Versilia, i Righi; a Napoli, i Di Carluccio. Nel primo caso esperti in ristorazione, nel secondo nella gestione degli impianti di distribuzione di carburante. Accanto a questi due nuclei, come ha ricordato Il Roma, ce ne sono poi altre impiega- te nel settore dell’abbigliamento, in particolare a Prato, ma anche in quello dell’oreficeria partenopea. Tra i destinatari della maxi-ordinanza c’era infine l’intero diretto- rio della famiglia Contini, gestita per anni da Eduardo “’o romano”, in carcere dal 2007 e attualmente detenuto al regime del carcere duro. Destinatari della misura furo- no, tra gli altri, i ras Giuseppe Ammendola, latitante dal 2012 e boss del clan, Salvatore Botta e la moglie Rosa Di Munno, il nipote omonimo Salvatore Botta, il ras della droga Paolo Di Mauro, arrestato in Spagna nel 2010.Nel corso dell’ultima udienza il sostituto procuratore della Dda, Ida Teresi, ha depositato una nuova produzione documentale necessaria a sostenere l’impianto accusatorio: si è trattato soprattutto di alcune delle sentenze che negli anni hanno dimostrato l’esistenza della cosca del Vasto-Arenaccia. Nella prossima udienza la pubblica accusa dovrebbe infine depositare un ulteriore faldone, riguardante però gli Scissionisti del clan Amato-Pagano.

 

Problemi al Frecciarossa da Firenze a Napoli: ritardi di 2 ore e 10

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Ritardi e rallentamenti per tutti i treni nella tratta tra Arezzo e Firenze dalle 17.10 alle 19.30 dopo che il macchinista di un Frecciarossa, diretto a Napoli, ha sentito un urto poco prima di Arezzo. L’allarme ha costretto Ferrovie a ordinare la marcia a vista per i treni che seguivano il Frecciarossa che, alla fine, ha accumulato un ritardo di 130 minuti. E i problemi si sono ripercossi, subito dopo, su tutti i convogli: sia quelli a lunga percorrenza sia su quelli regionali sono stati deviati sulla linea lenta, accumulando ritardi fino a 80 minuti. Solo dopo le 19.30, ma la causa dell’urto non e’ stata scoperta, Trenitalia ha autorizzato i convogli a ripercorrere la linea ad Alta velocita’.

Genitori protestano con Netflix: ”In un episodio di Ape Maia si vede un pene”. IL VIDEO

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Tutti conosciamo il personaggio dell’L’ape Maia anche se magari non tutti seguono il suo revival in computer grafica che è disponibile anche su Netflix USA, o meglio, era disponibile. Infatti, a seguito della segnalazione su Facebook di una mamma, Chey Robinson, la quale ha pubblicato un fermo-immagine della puntata 35 della prima stagione della serie animata in cui è chiaramente visibile un pene disegnato sul tronco di un albero, la casa di produzione dello show ha espresso le proprie scuse pubbliche, e dunque Netflix ha rimosso le puntate dalla propria programmazione.

 

Mugnano, domani il seminario sulle forme di finanziamento agli enti pubblici

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“Forme di finanziamento agli enti pubblici”, questo il nome del seminario che si terrà domani pomeriggio in aula consiliare. Il convegno è patrocinato dal Comune e organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili del Tribunale di Napoli Nord. Al seminario, introdotto dal presidente della commissione enti locali dell’Ordine Ezio Micillo, interverranno Nicola Amato, dirigente del Comune di Mugnano, Marco Caputo, segretario generale presso il Comune di Sant’Anastasia, e Massimo Migliorisi docente A.N.U.T.E.L. “Quest’evento è un utile strumento di formazione e di conoscenza circa argomenti fondamentali per la sopravvivenza e l’efficienza della macchina amministrativa – spiega Franca Russo, vicesindaco nonchè assessore al Bilancio – La mia attenzione è rivolta soprattutto al regolamento che disciplina le attività di sponsorizzazione, un utile strumento che consente di mettere in relazione il pubblico e il privato”. Al seminario, moderato da Salvatore Borreale, parteciperà anche il sindaco Luigi Sarnataro: “L’argomento trattato è di grande interesse, specie per un’amministrazione come la nostra che è una grande promotrice di eventi culturali, sportivi e artistici. Proprio per questo è importante capire come sfruttare appieno lo strumento del finanziamento privato per mettere in campo sempre più manifestazioni e iniziative per la città”. 

Napoli, perfetta macchina da gol: 30 gol in 10 partite

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Trenta gol in dieci partite con nove vittorie e una sconfitta. Fa cifra tonda la macchina da gol azzurra che con il 3-1 al Feyenoord riapre il discorso qualificazione in Champions League e torna a concentrarsi sul campionato. Sarri ha lasciato un giorno libero ai giocatori, mentre in citta’ i tifosi fischiettano sulle arie dei ‘tre tenori’ del calcio azzurro, Insigne, Mertens e Callejon. A segno tutti e tre contro gli olandesi, i tre ‘piccoletti’ del tridente sarriano hanno gia’ numeri importanti a cominciare proprio da Mertens che con la rete agli olandesi (gia’ perforati due volte quando era al Psv Eindhoven) sale a otto gol stagionali. A tallonarlo c’e’ Callejon che con la rete di ieri e’ salito a quota sei: lo spagnolo segna con una continuita’ incredibile visto che dal gol del 10 settembre scorso ha avviato una striscia di cinque partite consecutive condite da una sua rete. Insigne ha invece toccato quota quattro gol, ma e’ quello che piu’ occasioni crea per i compagni, come testimoniano i suoi cinque assist vincenti tra campionato e Champions. Un coro che suona alla perfezione, quello di Sarri che ora deve curarlo al meglio: il ko di Milik non lascia molte alternative, anche se Sarri puo’ contare anche su altre bocche da fuoco, a cominciare da Marek Hamsik che migliora di partita in partita ma e’ ancora fermo a zero gol e ieri e’ stato sostituito per la nona volta su dieci gare: “Le sostituzioni non piacciono a nessuno – ha scritto oggi sul suo sito web – ma le accetto, l’importante e’ che la squadra faccia risultato”. Un’uscita che lascia trapelare un po’ di fastidio da parte del capitano azzurro che pero’ si consola con la classifica del girone che e’ migliorata notevolmente, complice il successo del Manchester City sullo Shakhtar: gli inglesi sono ora in fuga a sei punti, ma il Napoli ha agganciato gli ucraini al secondo posto e nelle prossime due giornate sfidera’ proprio la squadra di Guardiola che qualche giorno fa ha definito il Napoli “una delle 4-5 squadre che giocano il calcio migliore al mondo”. Un calcio bello ma dispendioso, che infatti Sarri sta modificando. Ieri il Napoli non ha giocato la gara a ritmi indiavolati, dimostrando di saper giocare a velocita’ piu’ bassa quando ha la gara in pugno, una dote che la squadra di Sarri non aveva negli ultimi due anni. Contro il Cagliari domenica, ci sara’ spazio ancora al turn over, soprattutto a centrocampo, mentre in difesa sono da verificare le condizioni della schiena di Albiol.

A Ischia il G7 dei ministri dell’Interno il 19 e 20 ottobre

Si terra’ il 19 e 20 ottobre a Ischia il G7 dei ministri dell’Interno di Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Canada e Italia con la presenza di un rappresentante dell’UE. La sede di Ischia sarebbe stata individuata e fortemente voluta dal ministro dell’Interno Marco Minniti dopo il terremoto dello scorso 21 agosto. Lo stesso Minniti partecipo’ a Ischia al funerale delle due vittime del sisma, morte nei crolli a Casamicciola. L’evento internazionale si terra’ interamente presso il Grand Hotel Punta Molino Terme di Ischia Porto. A Ferragosto, era stato Minniti, presiedendo il tradizionale Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, a dire che “un G7 dei ministri dell’Interno non previsto, probabilmente si terra’ a ottobre su richiesta a gran voce dei nostri partner, come momento conclusivo del passaggio di testimone dall’Italia al Canada”. 

DiCaprio e Scorsese, ancora una volta insieme. Il sodalizio si riconferma per un film su Roosevelt

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Una coppia rodata quella di Martin Scorsese e Leonardo DiCaprio che, ancora una volta, stringe un sodalizio cinematografico con un film biografico su Theodore Roosevelt. La squadra Scorsese – DiCaprio ha già riscontrato il favore del pubblico con pellicole come Gangs of New York  nel 2002, The Aviator  del 2004, The Departed: Il Bene e il Male, 2006. Poi ancora ne 2010 con Shutter Island, The Wolf of Wall Street nel 2013, fino al 2015 con il cortometraggio The Audition. Questa invece è la volta del biopic su Theodore Roosevelt, Governatore di New York e Presidente degli Stati Uniti d’America quando aveva solo quarantadue anni, diventando pertanto il Presidente più giovane, in seguito all’omicidio del suo predecessore, William Mckinley, nel 1901. Una vita molto intensa quella del presidente Roosevelt. Il suo impegno politico era rivolto in gran parte alla conservazione di riserve come parchi nazionali e foreste, dettaglio non affatto trascurabile per l’attore DiCaprio, tale da spingerlo a prendere di nuovo in considerazione la possibilità di interpretare il ruolo del protagonista dopo averlo rifiutato qualche anno fa. Theodore Roosevelt è un po’ il simbolo dell’eroismo americano, avendo vissuto una vita incredibile e contribuendo in maniera fondamentale alla formazione degli Stati Uniti come li conosciamo oggi. Oltre ad essere abile uomo politico, era anche un avventuriero e sarebbe molto interessante vedere se e come questo aspetto della sua vita verrà trattato in questo film. Ma non finisce qui perché da alcune indiscrezioni pare che i due mostri sacri potrebbero lavorare ancora insieme per il film sulle origini di Joker. La decisione finale spetta alla Warner Bros.

News a pagamento su Facebook: a breve anche in Italia

Notizie a pagamento sempre piu’ vicine su Facebook, anche in Italia: partiranno a breve i primi test del social network in questo senso insieme a 10 partner editoriali mondiali. Dopo le prime indiscrezioni trapelate quest’estate, la sinergia con gli editori prende forma ed e’ pronta per una fase di rodaggio prima del lancio piu’ ampio. Ad anticiparne qualche dettaglio e’ stata la compagnia californiana in un incontro nella sede di Milano. “Le persone vogliono informazione di qualita’ e credibile sulla nostra piattaforma”, afferma Alex Hardiman, dieci anni di New York Times sulle spalle e oggi alla guida dei prodotti editoriali per Facebook. Di qui la mano tesa a giornali e altre testate non solo per una maggiore visibilita’ ma anche per garantire agli editori un ritorno economico piu’ massiccio. E per scrollarsi di dosso l’etichetta di veicolo delle famigerate “fake news” che stanno incrinando la fiducia degli utenti proprio nei confronti dei social in generale. Quella che sta per partire, spiega Hardiman, sicuramente “entro l’anno”, e’ una sperimentazione di primi modelli di abbonamento per le notizie agli editori insieme a 10 partner di Stati Uniti ed Europa. Anche editori italiani “potrebbero essere coinvolti”. Due i modelli di pagamento che saranno testati, per ora sul formato degli Instant Articles: il primo e’ quello del “paywall”, gia’ adottato da diverse testate online, come il Nyt, che consentira’ di leggere gratis fino ad un certo numero di articoli. Il secondo e’ la modalita’ “freemium”, in base alla quale saranno gli editori a decidere quali contenuti offrire gratis sul social network e quali a pagamento. La transazione economica non avverra’ su Facebook e il 100% dei ricavi, assicura la compagnia, andra’ agli editori. Cosi’ come pure tutte le informazioni sugli utenti che accedono alle news. Agli editori la scelta su cosa far pagare, quanto e come, anche con strumenti come PayPal. Il ritorno per Facebook? Sara’ ugualmente molto prezioso perche’ l’investimento sulla credibilita’ e sull’autorevolezza delle news che circolano, e diventano virali, sulla sua piattaforma e’ il primo antidoto contro il dilagare delle notizie false e fuorvianti. La mano tesa di Facebook agli editori si gioca infatti anche su questo fronte. In Italia, spiega Tessa Lyons, product manager del News Feed di Facebook, la compagnia “sta lavorando” per adottare un sistema di segnalazione delle fake news veloce e immediato. Ma occorre ancora aspettare per avere novita’ su un partner italiano per la verifica delle notizie, il “fact checking”, sulla scia di esperimenti come quelli gia’ attivati in Stati Uniti e Francia. I test in corso, anche se non ancora nel nostro Paese, sono diversi. Dal logo della testata, elemento di riconoscibilita’ della fonte che compare accanto al titolo delle news che compaiono nella sezione di Tendenze, alla presenza di articoli correlati che offrono punti di vista alternativi su una notizia che potrebbe essere falsa.

Napoli, tentano di uccidere un poliziotto durante un controllo: arrestata famiglia di cinesi. IL VIDEO

Gli agenti del Commissariato di PS San Giuseppe Vesuviano hanno arrestato una famiglia di cittadini cinesi, marito moglie e figlio rispettivamente di 47 anni,  44anni e 22 anni; tutti regolari con permesso di soggiorno  sul territorio italiano.La donna è stata arrestata per il di tentato omicidio e del reato di porto abusivo di arma; l’intera famiglia per i reati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, e lesioni personali nei confronti di pubblico ufficiale.

 Poco dopo le 11.00 di questa mattina, i poliziotti unitamente al loro dirigente si sono recati in Terzigno alla via Pacicchi località Barri, dove avrebbero dovuto effettuare, come disposto della Procura della Repubblica di Nola un sopralluogo inerente un manufatto abusivo da abbattere.Gli agenti, una volta giunti, hanno notato che il manufatto da abbattere era posto all’interno di una corte dove vi erano anche altri immobili, il tutto chiuso da una recinzione.

Al loro arrivo, all’interno, vi era la famiglia cinese alla quale dopo essersi qualificati hanno chiesto di aprire. L’uomo ha aperto il cancello consentendo ai poliziotti di entrare. I poliziotti, nell’attesa che giungesse il proprietario dell’intera area, comprensiva del  muro da abbattere, hanno notato che in uno dei fabbricati era presente un opificio per il confezionamento di abbigliamento e quindi di effettuare un controllarlo.

Alla richiesta degli agenti, ai cittadini cinesi di esibire i loro documenti di identificazione e quelli inerenti le autorizzazioni relative al opificio, l’uomo dopo una pressante richiesta li esibiva, mentre la moglie ed il figlio assumevano un atteggiamento completamente ostruzionistico nei confronti dei poliziotti.Gli agenti hanno tentato di persuadere la donna ed il figlio ad esibire i loro documenti, ma di tutta risposta questi due si sono rifugiati all’interno dell’abitazione posta di fronte alla fabbrica cercando di barricarsi al interno.

Prontamente i poliziotti, riuscivano a non far chiudere le porte, ma la donna correva in cucina, dove prendeva una grossa mannaia da un cassetto ed iniziava a brandirla contro gli agenti.Contemporaneamente anche il marito ed il figlio si scagliavano contro gli agenti con pugni e calci, dando manforte alla donna.I poliziotti a questo punto, tentavano di disarmare la donna solo con l’uso delle mani, rimanendo lievemente feriti dai numerosi fendenti che la stessa aveva sferrato nei loro confronti. Solo grazie alla prontezza di riflessi dei poliziotti si è evitato un peggiore epilogo, dato che la donna aveva raggiunto con la lama parti vitali quali gola e inguine degli agenti.

I poliziotti, hanno disarmato la donna e bloccato i due familiari arrestandoli.I poliziotti, sono stati refertati tutti con prognosi di  gg.7 per diversi traumi a diverse parti del corpo spalla ginocchia inguine mani  e numerose escoriazioni da taglio. I tre sono stati arrestati