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Sorrento, detenevano tre chili di droga e due fucili: arrestati due giovani

Nascondevano droga e armi in una casa non utilizzata dalla famiglia: sono finiti ai domiciliari due giovani di Sorrento. La scoperta è stata fatta dai militari della Guardia di Finanza dalla Tenenza di Massa Lubrense. Questa notte infatti sono stati arrestati due giovani di Sorrento, Francesco Missure e Francesco Paolo Mase, trovati in possesso di circa 3 chilogrammi di sostanza stupefacente, variamente assortita, e di due armi a canna lunga, risultate oggetto di furto. Prendendo le mosse da un controllo mirato nei confronti di uno dei soggetti, che disvelava il possibile consumo di droga, la scelta operativa – condivisa dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata- è stata quella di estendere l’approfondimento anche agli immobili nella sua diretta disponibilità. L’attività di perquisizione di una casa seecondaria, non utilizzata dai familiari, permetteva di rinvenire, occultati all’interno di alcuni componenti d’arredo, 3 Kg complessivi di sostanza stupefacente e 2 fucili. Il narcotico risultava composto da varie grammature di cocaina, hashish, marijuana e MAMD, e corredato di ulteriori sostanze da taglio. A conferma di questo spunto investigativo, nel corso della perquisizione è stata, altresì, individuata la presenza· di un ulteriore soggetto che, ignaro dell’attività di polizia, deteneva le chiavi dell’appartamento e vi aveva fatto accesso. Dopo aver sottoposto a sequestro la sostanza stupefacente rinvenuta, nonché le armi – risultate oggetto di furto e illecitamente detenute – le Fiamme Gialle hanno arrestato entrambi i soggetti, che, su disposizione della Procura, sono stati posti agli arresti domiciliari.

E’ guerra tra mozzarelle. La Regione Campania si oppone alla denominazione Dop della mozzarella pugliese

Formale opposizione presentata dalla Regione Campania al Ministero delle Politiche Agricole, alimentari e forestali circa la “proposta di riconoscimento della Denominazione di origine protetta (Dop) Mozzarella di Gioia del Colle”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 28 agosto. Se non fosse stato compiuto questo passo ufficiale entro 30 giorni da quella data, la nuova Dop sarebbe stata inserita nell’elenco ufficiale di settore europeo. “Con la delibera approvata oggi – spiega il presidente della Giunta campana, Vincenzo De Luca – diamo seguito a quanto annunciato. I prodotti caseari pugliesi sono prelibati ma, nel rispetto della tipicità delle produzioni locali e manifestando pieno interesse per la valorizzazione anche delle risorse di tutti i territori, l’unica mozzarella Dop è e deve restare solo la nostra, realizzata esclusivamente con latte di bufala”. La proposta di denominazione Mozzarella di Gioia del Colle presenta, infatti, elementi di parziale omonimia con la denominazione Mozzarella di Bufala Campana già iscritta nel registro delle Dop, condizione già questa ostativa secondo il regolamento delle Dop. Per la Campania, poi, “non sussiste una differenziazione sufficiente tra le condizioni d’impiego e di presentazione locali e tradizionali del nome parzialmente omonimo proposto e quelle del nome già iscritto, che garantisca la necessità di assicurare un trattamento uguale ai produttori interessati alle due denominazioni e a far si che i consumatori non siano indotti in errore”. Infine, la denominazione proposta non consente di distinguere l’origine del latte utilizzato, di mucca nel caso pugliese e di bufala in quello campano.

Napoli, spari contro un’agenzia di pompe funebri

Si torna a sparare nella periferia Nord di Napoli. I signori del racket ancora in azione. Tre colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi la scorsa notte contro la vetrina di un’agenzia di onoranze funebri a Chiaiano. Il titolare dell’agenzia  all’apertura di stamane si è accorto dell’attentato e ha chiamato la polizia. Gli agenti arrivati sul posto hanno rinvenuto tre punte di proiettile. Indagini in corso. Il titolare dell’agenzia di pompe funebri ha dichiarato di non aver subito mai minacce o pressioni.

Camorra, il pentito De Feo morto per un male incurabile: la protesta dell’associazione ex collaboratori di giustizia

La morte del collaboratore di giustizia del clan Contini, Vincenzo De Feo, avvenuta due giorni fa a causa di un male incurabile che lo ha consumato nell’ultimo anno, ha riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica il problema della detenzione in carcere di persone colpite da gravi malattie. L‘ex pentito della mafia foggiana Antonio Niro, ideatore di un associazione on line di ex pentiti, coglie l’occasione per portare all’attenzione dei politici la questione dei pentiti e degli ex.  “Abbiamo scritto a Pd,Movimento 5 Stelle ,Fratelli d’Italia e tutti i gruppi politici ma nessuno ha risposto fuori di alcune testate giornalistiche per segnalare la situazione di insofferenza che si vive in questo momento nel nostro mondo”, dice Niro. E Poi aggiunge: “Purtroppo si sta verificando che alcuni pentiti e le loro famiglie sono stati fatti ritornare nelle loro città, anche se sotto protezione. E questo permette ad alcuni di continuare a delinquere. E’ una situazione che in alcuni casi diventa intollerabile per questo che deve intervenire la politica”.

Controlli sui cantieri edili in Irpinia: 11 imprenditori denunciati

Undici imprenditori sono stati denunciati dai carabinieri del comando provinciale di Avellino che stamattina insieme con il Nucleo ispettorato del lavoro hanno eseguito controlli a tappeto in numerose aziende irpine. I militari hanno contestato violazioni in materia di lavoro e comminato sanzioni amministrative per circa 12 mila euro. nel mirino sono finite imprese edili e aziende agricole per utilizzo lavoratori in nero, e carenti misure di sicurezza nei luoghi di lavoro. Per non parlare delle condizioni igieniche carenti e la formazione professionale mai praticata. Le omissioni più gravi, riscontrate durante l’ispezione nei cantieri edili, riguardano soprattutto la mancata dotazione dei dispositivi di sicurezza individuale per le mansioni più rischiose.

Torre del Greco: il Magma Teatro Club presenta la nuova stagione teatrale

Sabato 30 settembre alle ore 19.00, in via Mortelle 60 a Torre del Greco, ci sarà la presentazione della stagione teatrale 2017/18 del Magma Teatro Club. Fondato nel 2016 su iniziativa dell’associazione Balagancik Teatro, il Magma Teatro Club nasce dall’esigenza di creare nella periferia della città metropolitana di Napoli un funzionale spazio di aggregazione culturale. Il progetto del Magma Teatro si svolge su una doppia pista: proporre al territorio un importante progetto culturale e artistico valido e offrire alle formazioni teatrali adeguati spazi di visibilità e di confronto. Nel 2017 per meglio rispondere a questa scelta si è unito ad altri spazi teatrali del territorio in Palcoscenici irregolari, una rete di teatri e spazi OFF. Dopo il successo della stagione numero 0 “Dalla parte del torto”, l’attività prosegue quest’anno con “Dichiarazione liberatoria”: la nuova stagione che conta ben quindici eventi selezionati tra i più interessanti spettacoli di teatro contemporaneo e di ricerca. Dichiarazione liberatoria è un titolo provocatorio per levare alto il grido di sofferenza e il desiderio di evasione delle piccole sale teatrali imprigionate in una prigione di burocrazie, tasse e balzelli e che nell’indifferenza degli enti pubblici, sono spesso costrette ad operare ai limiti della legalità.

 

 

Hamsik: ”Non mi piace essere sostituito, ma lo accetto”

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“Era importante vincere dopo la sconfitta con lo Shakthar e sono contento che ci siamo riusciti, la nostra vittoria e’ stata meritata”. Marek Hamsik commenta cosi’, sul suo sito, il 3-1 di ieri sera sul Feyenoord che regala al Napoli i primi punti in Champions. Per il centrocampista slovacco e’ arrivata pero’ l’ennesima sostituzione: “nessuno ama uscire dal terreno di gioco ma naturalmente lo accetto. La stagione e’ lunga, abbiamo un calendario molto impegnativo e la cosa che conta di piu’ e’ che vinca la squadra. Sono contento di come stiamo andando, abbiamo vinto 9 delle ultime 10 partite”. E la dedica del successo di ieri, ha ribadito Hamsik, e’ per “Milik, che e’ stato operato lunedi’ al ginocchio”. 

Mitreo Film Festival: a Santa Maria Capua Vetere, ritorna il festival per gli amanti del cinema

Giunto alla sua diciassettesima edizione, ritorna a Santa Maria Capua Vetere, il Mitreo Film Festival con il primo appuntamento in agenda previsto per questo pomeriggio (27 settembre) alle ore 18.00, presso il Bar Tazza d’Oro di piazza Mazzini. Si parte con la presentazione del libro “Giorni in divisa” di Antonio Mangolini per la quale l’attore e figlio d’arte, Giovanni Allocca, leggerà alcuni brani tratti dal libro. Durante l’appuntamento culturale, coordinato da Antonio Di Trento, verrà illustrata l’intera programmazione del festival, dal presidente Paola Mattucci Ventriglia e dal direttore artistico Lucilla Mininno. L’incontro di piazza Mazzini sarà l’introduzione a Spazio film, un’iniziativa del festival che si presenta come un approfondito e attento percorso di scrittura, durante il quale una serie di giovanissimi autori di tutta Italia, si confronteranno attraverso la sperimentazione della propria creatività sui luoghi di Santa Maria Capua Vetere e sulle storie della città stessa. L’obiettivo è sviluppare delle sceneggiature per girare in città degli estratti da offrire al pubblico della rassegna sammaritana.

Il restauro di Miseria e nobiltà per omaggiare Totò. Il presidente De Luca dalla parte dell’arte cinematografica

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Durante la conferenza stampa di presentazione del restauro della pellicola del film “Miseria e nobiltà”, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca dice: “Concludiamo con questo evento una stagione interessante di iniziative per Totò. Un programma rilevante per rendere omaggio a un artista straordinario paragonato a grandi comici come Buster Keaton e Charlie Chaplin, un artista completo”. Il film, il cui restauro è costato cento mila euro di cui trenta a carico dell’Ente Regione, sarà presentato ufficialmente il 9 ottobre al Teatro di San Carlo a Napoli. “Totò – continua il presidente De Luca – ha rappresentato uno dei pochi artisti in grado di unire l’Italia intera senza forzature, con battute che sono entrate nel lessico comune. Abbiamo avuto un recital al Trianon, uno speciale Rai, abbiamo riallestito le scenografie più famose, abbiamo fatto molte iniziative al rione Sanità inaugurando un monolite di Giuseppe Desiato, promosso un dibattito al Suor Orsola e un premio Totò per le scuole di Napoli. Il restauro di “Miseria e nobiltà” conclude questa stagione. Saremo vicini al Centro sperimentale di cinematografia in altre forme”.

Il pregiudicato napoletano ucciso a Milano era stato denunciato per maltrattamenti dalla sua ex

Nei giorni scorsi Gennaro Tirino, il pregiudicato napoletano, residente a Castellanza in provincia di Varese, ucciso stamattina a colpi di arma da fuoco, era stato denunciato alla polizia di Stato dalla sua ex per maltrattamenti. Sul caso indagano i carabinieri coordinati dalla procura di Busto Arsizio. L’indagine si muove in due direzioni: il cerchio di conoscenze della vittima, che frequentava pregiudicati italiani e non; e l’ambito famigliare e degli affetti. Verso le 8.40 l’uomo, di professione carrozziere, è uscito da un bar e, dopo aver girato l’angolo, gli hanno sparato in via Tasso all’altezza di un concessionario di auto. Almeno sei i colpi al volto, alla testa e in altre parti del corpo. Il 38enne è morto pochi istanti dopo, e a chiamare le forze dell’ordine sono stati dei passanti. Era arrivato al bar a bordo della sua Bmw bianca parcheggiata in via Tasso e, secondo la prima ricostruzione, aveva preso un caffè in compagnia di altre due persone. Tirino, nato a Napoli, aveva precedenti per droga e reati contro il patrimonio. 

Grumo Nevano, interdetto per tre mesi il capo dell’Ufficio tecnico comunale

Stamani nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, gli agenti del Corpo di Polizia della Città Metropolitana di Napoli hanno dato
esecuzione ad un’ordinanza di misura interdittiva per mesi tre emessa dal GIP Tribunale Napoli Nord nei confronti del responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Grumo Nevano. L’indagine si è sviluppata partendo dal sequestro, eseguito nel mese di marzo, di un opificio tessile in Grumo Nevano. Il manufatto, infatti, appariva privo di autorizzazioni e dei requisiti tecnici per i locali dove l’attività veniva svolta. Tra la relativa documentazione, risultava anche il certificato di agibilità che, però, veniva consegnato in copia alla PG procedente nei giorni successivi al sequestro. L’opificio in oggetto risultava, inoltre, gestito da una persona identificata come nipote del
responsabile dell’ufficio tecnico nonché consigliere comunale presso il Comune di Grumo Nevano. Secondo l’ipotesi accusatoria avvalorata dal GIP, è risultato che tale documento, prodotto dalla parte, pur proveniente dai preposti uffici comunali, era totalmente falso e costruito ad arte. Infatti, in esso venivano riportati, su un format effettivamente in uso all’ufficio e con l’apposizione del timbro originale, dati riferibili ad altre pratiche in essere presso l’ufficio tecnico comunale, ed avente, altresì, una firma apposta in calce al certificato disconosciuta dall’allora responsabile pro tempore. Sulla base della ricostruzione accusatoria, pienamente accolta dal GIP, il certificato di agibilità sarebbe stato consegnato dall’ufficio tecnico del Comune e poi alterato nei dati relativi all’opificio posto in sequestro.

Funerali blindati per la ”vedova nera” della camorra, assente il figlio, l’ex boss Angelo Moccia

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Funerali blindati per Anna Mazza, la prima donna boss della camorra napoletana. Fuori dalla basilica di Sant’Antonio ad Afragola, sotto gli occhi di centinaia di persone, decine di carabinieri e poliziotti per sorvegliare la funzione funebre della vedova nera della camorra. Le polemiche che hanno accompagnata le decisione di celebrare in chiesa il funerale di una persona condannata per camorra ha indotto il questore di Napoli ad inviare personale del reparto mobile in tenuta antisommossa. Subito dopo la messa, la salma è stata immediatamente fatta partire vero il cimitero cittadino per essere tumulata nella cappella di famiglia. Tra i presenti decine di imprenditori lo-cali, alcuni dei quali erano stati già notati la sera precedente nella villa della famiglia Moccia, dove nel pomeriggio era stata allestita la camera ardente.
Assente in chiesa, come riporta Il Roma, il figlio Angelo Moccia che era giunto nel pomeriggio di lunedì per vegliare la salma della mamma. L’ex boss dopo 23 anni di carcere dopo essersi dissociato ma pentito e dopo aver concluso da poco il suo anno e mezzo ai servizi sociali ha preferito non farsi vedere in chiesa. Naturalmente polizia e carabinieri, hanno provveduto a registrare ogni movimento, provvedendo ad annotare la presenza di soggetti d’interesse investigativo.

E’ festa al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa: 178 anni dalla inaugurazione della tratta Napoli-Portici

Domenica 1 ottobre dalle 9.00 alle 21.00 i visitatori potranno accedere al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa in occasione dell’anniversario della storica linea Napoli-Portici.  Per questa giornata speciale sarà possibile visitare il sito museale a soli due euro e partecipare a mostre e attività culturali. L’iniziativa vuole ricordare la data del 3 ottobre 1839 quando fu inaugurata la prima linea ferroviaria Napoli-Portici, percorsa dalla locomotiva a vapore Vesuvio che trainò il convoglio inaugurale con a bordo re Ferdinando II di Borbone e la famiglia reale. Per festeggiare i 178 anni, il Museo ha messo a punto attività per adulti e per i più piccoli. Per l’intera giornata sono previste visite-gioco e spettacoli per bambini, ma anche mostre e passeggiate di trampolieri in abiti d’epoca, figuranti e balli in abiti dell’800 e un viaggio virtuale. I visitatori avranno anche la possibilità di partecipare al tour a bordo del trenino elettrico Bayard. Il Museo di Pietrarsa custodisce la riproduzione della locomotiva Bayard, gemella della Vesuvio, realizzata nel 1939 in occasione del centenario della prima ferrovia italiana

Napoli, il rettore del Suor Orsola: ”Comportamenti sempre trasparenti”

In merito a quanto riportato stamane da alcuni organi di stampa relativamente ad un indagine della Procura di Napoli nei suoi confronti per concorso in abuso di ufficio il Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d’Alessandro, diffonde la seguente nota di precisazione.

 “L’eco mediatica della notizia mi addolora e mi sorprende, tanto più che interviene in un momento in cui è forte il rischio che questa vicenda si confonda con fatti di natura profondamente diversa. Per quanto personalmente addolorato sono, però, assolutamente sereno circa la legittimità dei miei comportamenti e, soprattutto, nutro piena fiducia nel lavoro della magistratura. Tanto che avevo più volte ripetuto di volermi astenere da qualsiasi dichiarazione proprio per non turbare il lavoro dei magistrati e il corso degli accertamenti. 

Purtroppo, però, avendo letto alcune inesattezze e soprattutto taluni accostamenti a vicende profondamente diverse, attualmente all’attenzione del pubblico, ritengo doveroso dover precisare due punti nodali.

Innanzitutto, si tratta di una vicenda giudiziaria quanto mai complessa che trae origine da un concorso del 2003, a margine del quale si sono succeduti numerosi ricorsi amministrativi, mentre io soltanto dal maggio del 2011 ho avuto l’onore di iniziare a ricoprire la carica di Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa; e sin da quando ho assunto questa carica, con riferimento al concorso in oggetto, mi sono limitato a dare seguito alle decisioni assunte dalla magistratura amministrativa.

In secondo luogo, e più in generale, proprio nella mia veste di Rettore sono convinto di aver tenuto sempre comportamenti legittimi e trasparenti; peraltro, nella fattispecie in esame la legge attribuisce la nomina del membro interno della Commissione  esaminatrice di cui si parla al Consiglio della Facoltà di Lettere – Facoltà della quale non faccio parte – e non già al Rettore, cui spetta un mero compito di verifica formale degli atti. Resto convinto che la magistratura avrà modo di chiarire correttamente i termini di questa vicenda”.

 

Pozzuoli, dopo 10 anni da un tentato furto aggravato sconterà la pena ai domiciliari

Procolo Variabile, 39enne di Pozzuoli, nel novembre del 2007, si rese responsabile di un tentato furto aggravato e, per un solo giorno fu detenuto. Nel corso degli ultimi 10 anni, a seguito di quel procedimento penale, per il quale aveva usufruito della sospensione della pena, ha presentato richiesta per poter beneficiare della misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali, prestando opera di volontariato.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – ufficio esecuzioni penali, in virtù dell’ordinanza emessa dal Tribunale di Sorveglianza, che rigettava la richiesta del 39enne, il 25 settembre scorso, ha emesso nei suoi confronti, un ordine di esecuzione per la detenzione domiciliare.Gli agenti del Commissariato di P.S. “Pozzuoli”, infatti, hanno rintracciato l’uomo, sottoponendolo alla misura restrittiva presso la sua abitazione.

Variabile, che registra vari precedenti penali e di polizia, avendo trascorso un solo giorno in carcere, invece di 5 mesi e 10 giorni ai domiciliari, sconterà la pena di 5 mesi e 9 giorni, con una serie di prescrizioni, tra le quali il divieto assoluto di telefoni di rete fissa e cellulari, oltre ad apparecchiature che consentano il collegamento ad internet.   

I Verdi: ”Camera mortuaria del Moscati di Aversa in condizioni indegne”

“Il direttore sanitario dell’ospedale di Aversa intervenga immediatamente per restituire dignità alla sala mortuaria del Moscati che è in condizioni indegne di un Paese civile”. A chiederlo il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, sottolineando che “ci sono diverse denunce giornalistiche, non ultima quella di Casertace, che testimoniano una situazione intollerabile alla quale va posto immediatamente rimedio con interventi che possano migliorare, da subito, la situazione, in attesa di una ristrutturazione completa”. “E’ inaccettabile che persone colpite dal dolore per la morte di un loro caro debbano fare i conti con ambienti puzzolenti e malsani quando lasciano il corpo del defunto in attesa dei funerali” ha aggiunto Borrelli per il quale “anche dopo la morte, i pazienti che si rivolgono a un ospedale hanno diritto a un trattamento dignitoso, per loro e per i loro cari”.

Doping, Lucioni del Benevento ascoltato il 22 ottobre

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L’audizione del calciatore del Benevento, Fabio Lucioni, si svolgera’ lunedi’ 2 ottobre alle ore 10.30 presso gli uffici di Nado Italia. E’ quanto si apprende da ambienti calcistici. Il difensore del club campano e’ stato trovato positivo alla sostanza Clostebol Metabolita a seguito di un controllo disposto da Nado Italia al termine della partita dello scorso 10 settembre contro il Torino.

Champions, infortunato Mendy, gioiello del City: fermo per 6 mesi

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Il Manchester City, prossimo avversario del Napoli in Champions League, rischia di perdere il francese Benjamin Mendy per ”molti mesi” e sta valutando se tornare sul mercato il prossimo mese di gennaio. Lo ha detto l’allenatore Pep Guardiola ieri dopo la sfida di Champions vinta contro lo Shakhtar Donetsk. Mendy – costato 60 milioni di euro la scorsa estate, si e’ infortunato al ginocchio sabato nella gara di campionato con il Crystal Palace e domani sara’ visitato a Barcellona. ”Domani Mendy andra’ a Barcellona – le parole di Guardiola – e vedremo i medici cosa diranno. La nostra impressione e’ che l’infortunio e’ piu’ grave. Ci dispiace per il ragazzo, che e’ molto abbattuto. Ma anche per la squadra. E’ un colpo durissimo”. Guardiola non ha escluso un ritorno sul mercato: ”Vediamo cosa succede fino a gennaio – ha aggiunto il tecnico catalano – Menty e’ un giocatore unico, al momento abbiamo alternative con Danilo, Delph e Zinchenko”

Pregiudicato napoletano ucciso a Legnano nel Milanese

Si chiamava Gennaro Tirino il 38enne con precedenti per droga e reati contro il patrimonio la persona assassinata questa mattina a Legnano. L’uomo, originario della provincia di Napoli, viveva a Castellanza  in provincia di Varese e lavorava in una carrozzeria. L’uomo è giunto nei pressi di via Torquato Tasso a bordo di una Bmw bianca che ha regolarmente posteggiato per poi, presumibilmente, incontrarsi con il suo assassino, che gli avrebbe sparato diversi colpi al culmine di una lite. È stato proprio il rumore dei colpi a richiamare l’attenzione di alcune persone che sono andate a vedere cosa stava succedendo, trovando il pregiudicato a terra agonizzante in un lago di sangue. A quel punto hanno dato l’allarme e sul posto sono intervenuti sia la polizia che i carabinieri e il 118. Le indagini, svolte dall’Arma, sono coordinate dal pm di Busto Arsizio, Nicola Rosato.

Pompei, arrestato dai carabinieri mentre smonta un’auto rubata. IL VIDEO

In un locale interrato adibito ad officina i carabinieri della stazione di Pompei hanno sorpreso un 61enne del luogo a smontare una fiat punto rubata appena l’altro ieri a Salerno. Nel locale rinvenute anche una pistola “Glock” con matricola cancellata e carica e una doppietta rubata a Sarno nel 2006 completa di cartucce. l’arrestato dovrà rispondere di riciclaggio e detenzione abusiva di arma da sparo; dopo le formalità è stato portato in carcere.

 

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