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Isis sui computer di due studenti: perquisizioni e sequestri a Napoli

Due studenti campani – uno maggiorenne e un minorenne – sono finiti nel mirino della Procura ordinaria e di quella per i Minorenni di Napoli con l’accusa di auto-addestramento. L’ipotesi investigativa è agghiacciante: i ragazzi avrebbero stabilito contatti digitali con cellule dell’Isis attraverso canali web.

Napoli -Circa un mese fa gli agenti della Digos hanno fatto irruzione nelle abitazioni dei due giovani, entrambi italiani e residenti nella provincia napoletana. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di materiale didattico e propagandistico scaricato da Internet. Ma c’è di più: nell’abitazione di uno dei due sono stati rinvenuti circuiti elettrici ritenuti sospetti, ora al vaglio degli investigatori.

Computer e cellulari sotto la lente degli inquirenti

Gli inquirenti hanno posto sotto sequestro computer e telefoni cellulari per procedere alla copia forense dei dispositivi. L’obiettivo è scandagliare ogni angolo della vita digitale dei ragazzi: profili social, fotografie, conversazioni in chat. Ogni traccia digitale viene ora passata al setaccio per ricostruire la portata dei contatti con l’organizzazione terroristica.

Semplice curiosità o adesione al jihad?

L’indagine, ancora nelle fasi preliminari, punta a sciogliere un nodo cruciale: si è trattato di una leggerezza commessa durante la navigazione sul web o i due studenti intendono abbracciare concretamente l’ideologia jihadista? A far scattare l’inchiesta è stata la Procura dei Minorenni, che ha coordinato le operazioni investigative insieme alla Digos.

Le famiglie dei ragazzi, residenti nella provincia partenopea, sono sotto shock. Gli sviluppi dell’inchiesta potrebbero fare luce su un fenomeno sempre più preoccupante: la radicalizzazione online di giovani italiani attraverso i canali digitali del terrorismo islamico.

Trasferte vietate ai tifosi dell’Inter fino al 23 marzo

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Roma– Niente trasferte per i tifosi dell’Inter fino al 23 marzo. Lo ha deciso il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a seguito dei gravi disordini scoppiati domenica scorsa durante Cremonese-Inter, match di Serie A disputato il 1° febbraio a Cremona.

Il Viminale spiega che il provvedimento vieta le trasferte ai supporter nerazzurri e blocca la vendita dei biglietti per gli incontri interessati ai residenti in Lombardia. L’obiettivo è “garantire la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, prevenendo il ripetersi di episodi che possano compromettere il regolare svolgimento delle manifestazioni sportive”.

Esclusa dal daspo la stracittadina Milan-Inter dell’8 marzo, “in quanto non prevede movimenti di tifoserie”. Le partite colpite includono quella di domenica prossima a Reggio Emilia contro il Sassuolo, oltre a quelle di Lecce e Firenze.

Dove andare a San Valentino in Campania, tutte le info utili

San Valentino, la festa degli innamorati che nel 2026 cade sabato 14 febbraio, è l’occasione perfetta per celebrare l’amore e creare ricordi indimenticabili insieme alla persona speciale. La Campania, con i suoi paesaggi spettacolari, la cucina mediterranea, la storia millenaria e le atmosfere romantiche, è una delle regioni italiane più affascinanti dove trascorrere un weekend romantico in Campania capace di unire emozioni, relax e scoperta.

Tra borghi affacciati sul mare, coste panoramiche, terme rigeneranti e eventi dedicati alle coppie, ecco come trascorrere San Valentino in Campania, per vivere un weekend su misura per ogni tipo di coppia e desiderio.

Borghi da sogno, panorami spettacolari e passeggiate mano nella mano

Se cercate luoghi romantici dove trascorrere San Valentino in Campania, i borghi e le località storiche della regione offrono scenari perfetti per coppie in cerca di atmosfera e bellezza.

Borghi romantici da non perdere

  • Castellabate, nel Cilento, un borgo Patrimonio UNESCO immerso tra mare e centri storici con viste spettacolari e spiagge tranquille per passeggiate in riva al mare.
  • Lacco Ameno sull’isola d’Ischia: un anfiteatro naturale sul mare, ideale per chi desidera combinare mare, benessere termale e passeggiate romantiche.
  • Vico Equense, nella Penisola Sorrentina, con il suo centro medievale e panorami mozzafiato sul Golfo di Napoli.
  • Sant’Agata de’ Goti e Conca dei Marini, perfetti per chi ama stradine acciottolate, vicoli tranquilli e viste pittoresche.

Costiera e natura

La Costiera Amalfitana resta una delle mete simbolo per le coppie: da Positano a Ravello, ogni scorcio è un invito a emozionarsi tra panorami marini, giardini di limoni e borghi stretti.

Esperienze romantiche e originali per rendere unico il tuo San Valentino

Oltre alle passeggiate e ai borghi, la Campania offre esperienze speciali pensate per coppie che vogliono qualcosa di unico e indimenticabile.

Attività da vivere in coppia

  • Escursione in barca privata a Capri o Procida, con aperitivo al tramonto o visita alle grotte marine: un modo esclusivo per vivere il mare e la bellezza naturale.
  • Giro in barca nel Golfo di Napoli, con soste per nuotare o semplicemente ammirare la costa insieme.
  • Lezioni di cucina in coppia sulla Costiera Amalfitana: un’esperienza da condividere e portare a casa anche in cucina.
  • Percorso zipline nel Cilento per le coppie che amano l’avventura e desiderano un’esperienza emozionante insieme.

Gastronomia romantica

La tradizione enogastronomica campana si presta perfettamente a una cena di San Valentino: dai piatti di mare lungo la costa, ai vini dell’Irpinia e degustazioni in oleoteche o cantine locali, ogni sapore diventa un momento da condividere.

San Valentino in Campania: relax, spa e atmosfere romantiche

Per chi ama combinare bellezza paesaggistica con benessere e relax, la Campania propone alcune tra le migliori destinazioni termali d’Italia.

Terme e spa per coppie

  • Poseidon Terme sull’isola di Ischia: oltre 20 piscine termali, saune e trattamenti wellness con vista sul mare, perfetto per un weekend di totale relax in coppia.
  • Terme Stabiane a Castellammare di Stabia, dove è possibile immergersi nelle acque termali storiche con vista panoramica sul Golfo di Napoli.
  • Agriturismi con pacchetti romantici comprensivi di cena tipica, spa privata e degustazione di prodotti locali (ad esempio La Sfruscià Resort propone offerte speciali per San Valentino).

Eventi e celebrazioni: vivere San Valentino tra cultura e festa

La Campania non è solo paesaggi e relax, ma anche eventi speciali dedicati agli innamorati, che rendono l’esperienza di San Valentino ancora più viva e memorabile.

Eventi romantici nel 2026

  • “Innamorati a Trentinara” nel Cilento, con luminarie, stand artigianali, concerti e atmosfera da borgo illuminato per l’occasione.
  • Salerno in Love, sul Lungomare Trieste: decorazioni, spettacoli e momenti dedicati agli innamorati per più giorni.
  • Festa di San Valentino a San Valentino Torio (comune che porta il nome del santo), con eventi, musica e specialità gastronomiche locali.

Le bellezze naturali della Puglia

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La Puglia è una regione che spesso viene immaginata come una distesa pianeggiante di ulivi e spiagge, ma la sua conformazione geografica è in realtà molto più complessa e affascinante.

Dai rilievi montuosi del Subappennino Dauno alle coste cristalline del Salento, la regione offre una varietà di ecosistemi che la rendono una delle terre più ricche di biodiversità del Mediterraneo.

Il Subappennino Dauno: le vette e i borghi d’altura

Pochi sanno che la Puglia possiede una vera e propria dorsale montuosa nella sua parte più occidentale, al confine con Campania e Molise. Tra i monti della Puglia, il Subappennino Dauno rappresenta il “tetto” della Regione, con vette che superano i mille metri d’altezza, come il Monte Cornacchia, che con i suoi 1.151 metri è la cima più elevata del territorio pugliese.

Questo paesaggio montano è caratterizzato da boschi fitti di querce e cerri, torrenti limpidi e pascoli d’altura. In inverno, queste zone si imbiancano frequentemente, offrendo uno scenario insolito per una regione meridionale, mentre i sentieri di trekking permettono di scoprire una natura selvaggia e borghi arroccati che conservano antiche tradizioni contadine.

Il Gargano: lo sperone verde tra montagna e mare

Spostandosi verso l’Adriatico, il promontorio del Gargano si eleva come un massiccio montuoso isolato che domina il mare. Qui la natura si esprime con forza nella Foresta Umbra, un ecosistema di faggi e tassi millenari situato a circa 800 metri di quota, protetto dall’UNESCO.

La particolarità del Gargano risiede nel suo contrasto: le foreste d’alta quota degradano rapidamente verso falesie di calcare bianco a picco sulle acque turchesi. Il promontorio è ricco di fenomeni carsici, con grotte marine e terrestri che punteggiano il paesaggio, rendendolo un paradiso per gli escursionisti che desiderano passare dall’ombra dei boschi alla brezza marina in pochi chilometri.

Le Murge: l’altopiano carsico e i canyon

Il cuore della Puglia è occupato dall’altopiano delle Murge, una vasta distesa collinare di natura calcarea. Nonostante le altezze siano inferiori a quelle dei monti Dauni, le Murge offrono scenari geologici drammatici come le gravine, profondi canyon scavati dall’erosione dell’acqua che ospitano habitat rupestri unici.

Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia è una delle aree protette più vaste d’Italia, caratterizzata da una “pseudo-steppa” dove la roccia affiora tra la vegetazione bassa, creando un paesaggio quasi lunare. Qui il silenzio è interrotto solo dal volo del falco grillaio e dalla presenza di antiche masserie e jazzi, le strutture in pietra destinate al ricovero delle greggi.

Il Salento: tra grotte costiere e riserve marine

Proseguendo verso sud, il rilievo si abbassa ulteriormente lasciando spazio alle “Serre Salentine”, modeste elevazioni collinari che definiscono il profilo della penisola salentina. La bellezza naturale si sposta qui verso la costa, dove l’incontro tra l’Adriatico e lo Ionio genera paesaggi unici.

Il litorale adriatico è caratterizzato da scogliere spettacolari e cavità ipogee come la Grotta Zinzulusa, mentre il versante ionico incanta con le sue dune sabbiose e pinete costiere. Riserve come Torre Guaceto rappresentano l’eccellenza della conservazione marina, proteggendo tratti di costa dove la macchia mediterranea si specchia in acque limpidissime e incontaminate.

Un patrimonio da proteggere attraverso il turismo lento

La varietà delle bellezze naturali pugliesi, dalle vette dei Monti Dauni alle barriere coralline sommerse delle Isole Tremiti, richiede una gestione attenta e consapevole. La Regione ha investito molto nella creazione di reti sentieristiche e ciclovie che collegano i diversi parchi naturali, incentivando un turismo che valorizzi il territorio in ogni stagione.

Che si tratti di scalare le vette della Daunia o di esplorare le grotte marine del Salento, la Puglia invita a una scoperta che rispetta i tempi della natura e l’integrità dei suoi ecosistemi unici

Al Teatro Bracco la farsa di Scarpetta con Attanasio e Pinto rivive negli anni Settanta

Napoli accoglie nuovamente il genio comico di Eduardo Scarpetta con «Tre pecore viziose», in scena al Teatro Bracco dal 5 all’8 febbraio. La regia e l’adattamento di Salvatore Pinto danno vita a una versione rivisitata negli anni Settanta, che mantiene intatta la struttura originale ma la attraversa con colori, gesti e ironia di un’epoca più vicina a noi.

Enzo Attanasio interpreta Fortunato, mentre Pinto veste i panni di Felice Sciosciammocca, figura cardine della tradizione scarpettiana rielaborata con incursioni nel surreale. Ivano Schiavi, in travestimento, interpreta la temibile Beatrice, moglie, sorella e zia dei tre seduttori protagonisti, mentre Stefano Sannino è Camillo. Tra equivoci, travestimenti e colpi di scena, la farsa mette in scena le disavventure amorose dei tre uomini, svelando una satira feroce della piccola borghesia napoletana.

L’allestimento, con scene di Tonino Di Ronza e costumi di Annalisa Ciaramella, affida alla risata il compito di rinnovare la tradizione e trasformare il teatro in un esercizio di memoria viva. Un cast di quindici interpreti accompagna il pubblico in un viaggio tra comicità grottesca, ironia e disincanto, rendendo omaggio al teatro napoletano classico con uno sguardo contemporaneo.

Green Energy Revolution, Legambiente lancia la nuova edizione nelle scuole della Campania

Ritorna in Campania la quarta edizione di «Green Energy Revolution», la campagna educativa promossa da Legambiente in collaborazione con aziende green, che quest’anno coinvolgerà 16 scuole in tutte le province della regione. Il progetto punta a coniugare innovazione ambientale e tecnologica, orientando le nuove generazioni verso i green jobs e sensibilizzandole sui temi della sostenibilità e della transizione energetica.

«La Campania è già protagonista della transizione ecologica», spiega Mariateresa Imparato, presidente regionale di Legambiente, «e mettere al centro i green jobs significa rilanciare la sfida occupazionale e ambientale. Puntiamo su educazione, orientamento e politiche attive per accompagnare la giusta transizione, rafforzando competenze scientifiche, tecniche e digitali».

Il programma prevede percorsi educativi con workshop, laboratori, visite guidate agli impianti, azioni di citizen science e strumenti innovativi come ebook, strisce a fumetti e protocolli con istituti e imprese. La quarta edizione insiste su tre direttrici principali: contrasto agli stereotipi di genere nelle discipline STEM, promozione dell’uguaglianza nei green jobs e valorizzazione del connubio tra innovazione e sostenibilità.

I dati confermano il ruolo strategico della Campania nella green economy: con oltre 50.900 imprese eco-investitrici dal 2019 al 2024, la regione è la prima del Sud e spicca per la crescita dei green jobs, passati da 3.100 attivazioni nel 2014 a 152.390 nel 2024. La partecipazione femminile nel settore è in crescita, passando dal 12,5% al 37% tra gli addetti, con l’obiettivo di garantire maggiore inclusione nelle filiere innovative.

Piazza Italia sotto amministrazione giudiziaria, il gruppo: «Contrasto a ogni forma di sfruttamento»

Il Tribunale di Firenze ha disposto l’amministrazione giudiziaria di Piazza Italia, dopo che la procura di Prato ha rilevato presunti episodi di sfruttamento nella filiera di alcune ditte fornitrici. L’azienda, che conta 300 negozi in Italia e un fatturato di 340 milioni, è stata accusata di avvalersi «colposamente» di fornitori in cui i lavoratori venivano impiegati con turni estenuanti e retribuzioni irrisorie.

Subito dopo il provvedimento, Piazza Italia ha diffuso un comunicato ufficiale per chiarire la propria posizione. «Il provvedimento del Tribunale di Firenze ci trova pienamente collaborativi – si legge nella nota firmata dall’Amministratore Delegato Luigi Bernardo –. Piazza Italia S.p.A. ribadisce il proprio impegno nel contrasto a qualsiasi forma di sfruttamento del lavoro, fenomeni che la Società non tollera e che sono radicalmente incompatibili con i propri valori e principi».

Il gruppo ha inoltre confermato che le attività continueranno con gli attuali organi sociali «nel rispetto della legalità e dei principi di trasparenza» e che saranno rafforzati «i presidi di controllo e monitoraggio lungo la filiera produttiva». Piazza Italia ha infine assicurato piena fiducia nell’operato delle autorità competenti, ribadendo la volontà di garantire responsabilità e correttezza in tutte le fasi del processo produttivo.

Donna ferita a fucilate dal marito nel Beneventano, il bollettino: «È sveglia e respira autonomamente»

Arrivano segnali incoraggianti dall’ospedale San Pio di Benevento sulle condizioni di Giulia De Luca, la 46enne ferita gravemente a fucilate dal marito a Paduli. La donna resta ricoverata nel reparto di Anestesia e Rianimazione, ma il quadro clinico mostra un lieve miglioramento rispetto alle ore immediatamente successive all’aggressione.

Nel bollettino medico diffuso dalla struttura sanitaria si legge che «la paziente è sveglia e respira spontaneamente in aria ambiente». Un elemento considerato positivo dai sanitari, che evidenziano come la donna sia anche «emodinamicamente stabile e non presenti altre insufficienze d’organo».

Resta però delicata la situazione legata alle ferite riportate. «Il decorso della grave lesione penetrante al braccio sinistro sembrerebbe regolare, i drenaggi presentano perdite contenute e la cute è calda e rosea», spiegano i medici, sottolineando tuttavia la presenza di «un grave deficit motorio legato alla lesione traumatica del plesso brachiale».

Per approfondire le condizioni dell’arto, nelle prossime ore la paziente sarà sottoposta a un esame ecocolordoppler, utile a valutare la perfusione sanguigna. Non è escluso un ulteriore passaggio in sala operatoria: «Si sta valutando un eventuale nuovo intervento chirurgico per la rimozione dei corpi estranei ancora ritenuti a livello della parete addominale».

Nonostante i segnali di stabilità, i medici mantengono la massima cautela. «La prognosi resta riservata», conclude il bollettino, mentre la donna continua la sua battaglia in ospedale dopo la violenta aggressione che ha sconvolto la comunità sannita.

Audero rompe il silenzio: «Il petardo? Una martellata all’orecchio, potevo rimetterci un braccio»

Prima lo spavento, poi la lucidità di chi ha capito che sarebbe potuta andare molto peggio. Emil Audero torna sull’episodio che lo ha visto coinvolto durante Cremonese-Inter e affida le sue sensazioni a parole che mescolano sollievo e amarezza. «Innanzitutto sto abbastanza bene – racconta – almeno di testa, perché ripensando a quello che è successo mi rendo conto che le conseguenze potevano essere molto più gravi. Ma è tutto molto difficile da digerire».

Il portiere descrive anche i postumi fisici comparsi a freddo. «A fine partita, una volta scesa l’adrenalina, il collo mi si è irrigidito. Ora va anche peggio perché l’orecchio fa male e pure la schiena è rigida. Nei prossimi giorni farò accertamenti per capire se c’è qualche problema, ma insomma… poteva andare anche peggio».

Poi il ricordo di quei secondi. «C’erano fumogeni e petardi già nel riscaldamento, ma sono cose che succedono a cui non ho dato peso. Sembrava tutto sotto controllo, ho fatto pochi passi e poi quel botto tremendo. Un boato, come se mi avessero tirato una martellata all’orecchio, facevo fatica a sentire. Nella gamba destra vedo un taglio, il calzoncino stracciato, e sento un bruciore fortissimo. Non mi fossi spostato, poteva veramente finire molto male».

Audero spiega anche perché ha scelto di restare in campo nonostante tutto. «Capisci la situazione e non vuoi che finisca in quel modo. Dentro di me non sentivo la volontà di abbandonare. Sospendere la partita per un episodio del genere non mi andava giù. Sapevo di potercela fare». Ma la partita, dentro, era cambiata. «Nel secondo tempo ho avvertito un senso di vuoto. La ferita al ginocchio mi faceva male, ma il problema era dentro di me. Un senso di delusione profondo e poca voglia di giocare. Ero in campo, stavo facendo il mio lavoro che amo da morire. Ma intanto i miei pensieri andavano al luogo dello scoppio. Poco più in là e chissà… la mano, il braccio, o anche peggio. Ho pensato: perché sono in campo? Perché sto giocando? La testa e i pensieri giravano a mille. È stata una sensazione bruttissima».

Parole dure anche per chi ha lanciato il petardo. «Gli vorrei chiedere: perché? Qual è il tuo scopo: supportare la tua squadra o fare casino? Perché hai deciso di fare male agli altri e a te stesso? Spiegami il senso di tutto questo…».

Infine un passaggio sui messaggi ricevuti dal mondo Inter. «Ho un ottimo rapporto con società e giocatori dell’Inter. Tutti, a cominciare dal presidente, sono venuti a sincerarsi delle mie condizioni. Erano preoccupati. Bastoni ha ragione. Il calcio deve trasmettere valori e ha una forza enorme in tal senso. Il calcio è divertimento, abilità, qualità, impegno e passione. Sono i principi che vogliamo e dobbiamo trasmettere. Ecco perché quello che è successo non è accettabile, specie in un momento delicato come questo. Per il mondo, per la società in cui viviamo. Chi fa cose del genere è giusto che venga punito. Severamente».

Aggressione al Policlinico di Napoli, addetto alle pulizie picchiato dopo un rifiuto di servizio

Un presunto agguato maturato sul posto di lavoro, tra corridoi e locali di servizio di una struttura sanitaria pubblica. È il grave episodio denunciato da un addetto alle pulizie in servizio da circa trent’anni al Policlinico di Napoli, che racconta di essere stato vittima di una violenta aggressione durante il turno.

Secondo quanto riferito dall’uomo ai carabinieri della stazione di Napoli Marianella, non si sarebbe trattato di un gesto improvviso ma di un’azione premeditata, scattata dopo il suo rifiuto di svolgere interventi di pulizia in un edificio che, a suo dire, non rientrava tra le mansioni abituali. Una richiesta che il lavoratore avrebbe considerato un abuso.

Nel verbale di denuncia si ricostruisce una dinamica inquietante. Una dipendente con funzioni di coordinamento avrebbe accompagnato l’uomo verso un locale seminterrato; lì, sempre secondo il suo racconto, un magazziniere avrebbe fatto da segnale ad altre persone. A quel punto il lavoratore sarebbe stato trascinato all’interno di un locale e colpito ripetutamente con calci e pugni da più individui.

Soccorso dopo l’aggressione, l’uomo è stato ricoverato con un trauma cranico e gravi lesioni al gomito. Per quest’ultima ferita è stato necessario un intervento chirurgico e l’applicazione di un tutore meccanico. Nella denuncia il dipendente riferisce anche di temere per la propria incolumità e sostiene di essere a conoscenza di altri episodi di violenza mai segnalati per paura di ritorsioni.

La documentazione medica e fotografica è stata allegata alla querela, che è stata trasmessa anche al deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli. «Se quanto emerge dalla denuncia sarà confermato ci troveremmo davanti a fatti di una gravità assoluta: un’aggressione organizzata, maturata nell’ambiente di lavoro, all’interno di una struttura sanitaria pubblica. È inaccettabile che un lavoratore venga punito con la violenza per essersi rifiutato di subire presunti abusi», ha dichiarato il parlamentare.

«Chiederò accertamenti immediati e tutele per la vittima. Nessuno deve essere costretto al silenzio per paura. Le istituzioni hanno il dovere di far emergere la verità e garantire sicurezza e legalità nei luoghi di lavoro, a maggior ragione negli ospedali», ha aggiunto Borrelli.

Sull’accaduto sono ora in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine, chiamate a ricostruire ruoli e responsabilità in una vicenda che, se confermata, aprirebbe scenari pesanti sulla sicurezza e sul clima lavorativo all’interno della struttura sanitaria.

Mensa dell’ospedale Maresca chiusa dai NAS

Torre del Greco – I Carabinieri del NAS hanno disposto nella giornata di ieri la chiusura immediata dei locali della mensa dell’ospedale Maresca di Torre del Greco, dove venivano organizzati, stoccati e distribuiti i pasti destinati ai pazienti e al personale sanitario.

Il provvedimento è scattato al termine di un controllo che ha fatto emergere gravi irregolarità sotto il profilo igienico-sanitario.

Le irregolarità riscontrate

Nel corso dell’ispezione, i militari hanno accertato numerose difformità rispetto alle norme vigenti in materia di sicurezza alimentare. In particolare, gli alimenti risultavano conservati in modo improprio, all’interno di un locale deposito non autorizzato né idoneo alla manipolazione e preparazione di cibi.

Alimenti scaduti e non idonei al consumo

Durante il controllo è stato inoltre disposto il sequestro e la distruzione di quasi un quintale di prodotti alimentari, risultati scaduti o in cattivo stato di conservazione. Cibi che, secondo quanto accertato, erano destinati alla preparazione dei pasti per i degenti dell’ospedale.

La gravità del contesto

La vicenda assume contorni particolarmente allarmanti perché riguarda una struttura sanitaria pubblica, chiamata per definizione a garantire standard elevatissimi di sicurezza, soprattutto nei confronti di pazienti spesso fragili o immunodepressi. La corretta gestione della filiera alimentare in ambito ospedaliero rappresenta infatti un presidio essenziale di tutela della salute pubblica.

Accertamenti in corso

I locali resteranno chiusi fino al ripristino delle condizioni igienico-sanitarie previste dalla normativa, mentre sono in corso ulteriori accertamenti per individuare eventuali responsabilità nella gestione del servizio mensa.

Napoli, Manfredi annuncia: «Approvato il piano lavori per il nuovo stadio Maradona»

La corsa di Napoli verso gli Europei di calcio 2032 segna un punto di svolta decisivo. Il sindaco Gaetano Manfredi ha annunciato ufficialmente l’approvazione del piano lavori per la riqualificazione dello stadio Diego Armando Maradona, un passaggio burocratico e tecnico fondamentale per blindare la candidatura della città partenopea tra le sedi ufficiali della manifestazione continentale.

Il vertice con la UEFA

Il cronoprogramma è già definito: nei prossimi giorni, i vertici di Palazzo San Giacomo incontreranno i delegati della UEFA. L’obiettivo del tavolo tecnico è la presentazione definitiva del dossier Napoli, con il focus puntato sull’ammodernamento dell’impianto di Fuorigrotta.

“Prende forma un percorso concreto”, ha dichiarato Manfredi, sottolineando come l’intervento miri a rendere la struttura più sicura, efficiente e capace di rispondere agli standard internazionali richiesti dai grandi eventi sportivi.

Sinergia istituzionale per Fuorigrotta

Una delle novità più rilevanti emerse dalle parole del primo cittadino riguarda il fronte politico-economico: la Regione Campania garantirà il proprio sostegno al progetto. Questa ritrovata intesa istituzionale permette di sbloccare canali di finanziamento che finora avevano rappresentato il principale ostacolo al restyling. Secondo Manfredi, la collaborazione tra enti locali e governo nazionale è la chiave per realizzare interventi di lungo periodo che vadano oltre la singola competizione calcistica.

Uno stadio per il futuro della città

L’intervento non sarà solo estetico, ma strutturale, pensato per restituire alla tifoseria azzurra e alla cittadinanza un’arena moderna. “Napoli merita uno stadio all’altezza della sua storia e del suo futuro di metropoli internazionale”, ha concluso il sindaco.

L’operazione “Maradona” si inserisce in un più ampio piano di rilancio urbano che mira a consolidare il ruolo della città come capitale dello sport e dell’accoglienza turistica in vista della sfida del 2032.

Blitz antidroga nel carcere di Secondigliano: 1,5 kg di hashish e 18 smartphone sequestrati in cella

Napoli – Un’importante operazione antidroga ha colpito il Centro penitenziario di Secondigliano nella serata di ieri, con il sequestro di un consistente carico di hashish destinato ai detenuti e di numerosi telefoni cellulari introdotti illegalmente.

Perquisizione straordinaria: hashish nascosto e cellulari intercettati

Gli agenti della Polizia Penitenziaria, durante un controllo straordinario di routine per prevenire traffici illeciti, hanno setacciato a fondo gli ambienti e gli spazi detentivi. Il risultato: 18 panetti di hashish abilmente occultati in vari punti delle sezioni, per un peso totale di 1,5 chilogrammi, pronti per essere distribuiti tra la popolazione carceraria. Insieme alla droga sono stati rinvenuti e sequestrati 18 smartphone di ultima generazione, strumenti proibiti che spesso servono a mantenere contatti con l’esterno o a organizzare attività illecite.

Professionalità sotto organico: il plauso del sindacato OSAPP

L’intervento è stato portato a termine dal personale in servizio, supportato direttamente dal comandante e dal direttore dell’istituto, che hanno dimostrato elevata professionalità e senso del dovere. Il segretario regionale OSAPP Campania, Vincenzo Palmieri, ha voluto sottolineare il valore dell’azione nonostante le croniche difficoltà di organico: «Anche con personale ridotto all’osso, i poliziotti penitenziari garantiscono ogni giorno la sicurezza, condizione indispensabile per qualsiasi trattamento rieducativo».

Richiesta di encomi al DAP e al PRAP per le operazioni continue

L’OSAPP annuncia che presenterà formale proposta ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e del Provveditorato Regionale (PRAP) per un riconoscimento ufficiale al personale coinvolto. La richiesta non riguarda solo questo blitz, ma anche le numerose operazioni precedenti che hanno bloccato l’ingresso di stupefacenti e cellulari nel penitenziario, uno dei più critici d’Italia per infiltrazioni criminali dall’esterno.

Sarno, è un giovane con problemi di tossicodipendenza l’assassino del salumiere Gaetano Russo

Sarno – Ha reagito al tentativo di rapina Gaetano Russo, il panettiere ucciso nella notte a Sarno con diverse coltellate. L’assassino che si trova in stato di fermo ed è sottoposto ad interrogatorio da parte del pm della procura di Nocera negli uffici del commissariato di polizia di Sarno è un giovane di 34 anni con precedenti penali e problemi di tossicodipendenza. Si chiama Andrea Sirica.

Il giovane è stato trovato all’interno della panetteria salumeria di Gaetano Russo con le mani insanguinate e in stato confusionale. Non ha opposto alcuna resistenza all’arresto. Ora dovrà spiegare cosa è accaduto. Russo lascia la moglie e due figlie.

Intanto la notizia dell’omicidio dello storico  panettiere salumiere Gaetano Russo sta facendo il giro della città da stanotte. Tantissimi i messaggi di cordoglio che stanno apparendo sui social.

 Il dolore del sindaco di Sarno

“Questa notte la nostra città è stata colpita da una tragedia che ci lascia senza parole. La morte di Gaetano Russo, commerciante stimato, uomo conosciuto e benvoluto, è una ferita profonda per l’intera comunità”. Così il sindaco di Sarno, Francesco Squillante, sull’omicidio del 61enne panettiere ucciso a coltellate all’interno del suo esercizio commerciale.

“Davanti a un dolore così grande – aggiunge il sindaco – le parole sembrano sempre insufficienti e prive di significato. Resta solo il silenzio, la vicinanza sincera alla famiglia di Gaetano, l’abbraccio di un’intera comunità che oggi piange uno dei suo figli”.

Squillante conferma “piena fiducia nell’operato delle forze dell’ordine, che stanno ricostruendo quanto accaduto, e della magistratura. Perché il responsabile sia messo davanti alla propria ignobile azione e paghi con l’applicazione della legge e senza sconti”, conclude.

N.M.

 

Qualiano, contromano per 20 km sulla Circumvallazione Esterna: bloccato pusher in fuga

Qualiano- Mezz’ora dopo le 15, nel territorio di Qualiano, i Carabinieri della sezione Radiomobile di Giugliano intimano l’alt a un’auto con a bordo Francesco Di Natale, 28 anni, residente al Parco Verde di Caivano. Il conducente però non si ferma e riparte a forte velocità.

La fuga sulla Circumvallazione Esterna

Secondo quanto ricostruito, l’uomo imbocca contromano la Circumvallazione Esterna, dando il via a un inseguimento durato circa 20 chilometri. In strada, a quell’ora, il traffico è intenso: automobilisti costretti a frenate improvvise e manovre d’emergenza mentre i militari cercano di evitare collisioni e di fermare il veicolo in sicurezza.

Lo stop e il recupero della droga

L’auto viene infine bloccata senza conseguenze per gli altri utenti della strada. Lungo il tragitto, i Carabinieri recuperano anche un involucro di cui il 28enne si sarebbe disfatto durante la fuga: all’interno, 59 dosi di cocaina, ritenute destinate allo spaccio.

Le accuse e il carcere

Di Natale viene arrestato con le accuse di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito in carcere.

Barra, anziano spara a salve contro i carabinieri che fanno i controlli: «Andate via»

Napoli – La prima segnalazione arriva al 112. “Un uomo sta sparando dal balcone di casa sua. Correte!”. I Carabinieri della Compagnia Poggioreale raggiungono l’abitazione nel quartiere Barra, a Napoli Est.

Sul balcone, un 75enne visibilmente agitato. L’uomo aveva esploso quattro colpi a salve con una pistola scacciacani per scacciare un gruppo di ragazzi che disturbavano sotto casa. Denunciato per spari abusivi, l’anziano ha visto sequestrare l’arma.

Furti di energia e evasione: i blitz con E-Distribuzione

I controlli notturni, con il supporto di personale E-Distribuzione, hanno portato a due denunce per furto di corrente elettrica. I titolari di un bar in corso San Giovanni a Teduccio e di un ristorante in via Stadera manomesso i contatori per prelievi fraudolenti.

Denunciato anche un 37enne per evasione fiscale, sorpreso fuori casa senza motivo valido. Due giovani finiti nei guai per guida senza patente con recidiva biennale; un altro uomo per false generalità, essendo “affidato in prova” e vietato circolare di notte.

Sale slot sotto torchio: sospensioni e lavoratori in nero

Nel mirino centri scommesse e sale slot. A Barra, in via Cupa Vicinale dell’Olivo, denunciato il titolare per violazioni sulla sicurezza sul lavoro e impiego di un lavoratore in nero: sanzioni per 9.600 euro e sospensione dell’attività.

Controllati altri cinque locali con irregolarità diffuse: 30.200 euro di multe complessive, quattro lavoratori irregolari, mancanza di info sul gioco responsabile e violazioni strutturali. Per tutti, richiesta di sospensione all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Pozzuoli, blitz all’alba all’Unicredit: auto contro la filiale, fallito l’assalto al Bancomat

Pozzuoli– Un assalto finito nel nulla all’alba di oggi a Pozzuoli. Poco prima delle 4, un’auto, probabilmente rubata e utilizzata come ariete, è stata scagliata contro le porte della filiale Unicredit di Piazza Capomazza nel tentativo di compiere una rapina.

Il piano dei malviventi, chiaramente studiato per agire nel silenzio delle prime ore, prevedeva di sfondare l’ingresso e di portare via l’intero sportello Bancomat (ATM) per poi svuotarlo altrove.

Tuttavia, l’azione si è interrotta senza che il furto venisse consumato, forse a causa di problemi tecnici o per l’allarme scattato.

Immediato l’intervento dei carabinieri della Compagnia di Pozzuoli, allertati dai sistemi di sicurezza. Sul posto i militari hanno trovato il portone divelto, l’auto abbandonata e l’ATM, che i ladri non sono riusciti a prelevare, ancora al suo posto.

La zona è stata immediatamente isolata e sottoposta a un attento sopralluogo per raccogliere eventuali prove, come immagini dalle telecamere di sorveglianza o tracce biologiche. Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord, sono ora concentrate sulla ricostruzione precisa della dinamica e sull’identificazione dei responsabili, ancora ignoti e in fuga.

Napoli, notte di sangue a piazza Cavour: due 22enni accoltellati dalla paranza della movida

napoli – Il rintocco della mezzanotte era passato da poco quando piazza Cavour si è trasformata nell’ennesimo scenario di sangue. Due giovani di 22 anni, residenti a Castel Volturno, sono stati raggiunti e aggrediti da un gruppo di sconosciuti.

Non una lite per futili motivi degenerata, ma un’esplosione di violenza improvvisa che ha visto spuntare le lame tra la folla che ancora animava lo snodo tra il Museo Nazionale e la Sanità.

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia Stella, intervenuti tempestivamente sul posto, hanno trovato i due ragazzi feriti e in stato di shock.

Il bilancio della violenza

La macchina dei soccorsi ha trasferito d’urgenza i due ventidueenni in diverse strutture ospedaliere della città. Uno è stato trasportato al Cto, mentre l’altro ha ricevuto cure mediche al Pellegrini, presidio ormai tristemente abituato a gestire le “ferite da movida”.

Per loro la diagnosi parla di tumefazioni e ferite lacero-contuse; sono stati dimessi con prognosi rispettivamente di 10 e 20 giorni. Sebbene le vite non siano in pericolo, resta il trauma di un’aggressione che si inserisce in un bollettino di guerra quotidiano.

La deriva dei “giovani invisibili”

L’episodio di questa notte è solo l’ultimo tassello di un mosaico allarmante che riguarda la sicurezza urbana a Napoli. La città sta vivendo una fase di tensione costante, dove la criminalità giovanile sembra aver preso il sopravvento negli orari notturni.

Le indagini dei militari della Stella sono ora concentrate sulla visione delle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona per identificare gli aggressori e chiarire la matrice del raid: si cerca di capire se si sia trattato di un tentativo di rapina finito male o di un’azione punitiva legata a dinamiche ancora oscure.

Pianura, blitz dei carabinieri: 7 denunciati e 115 controllati

I carabinieri della compagnia Napoli Bagnoli hanno condotto un’operazione straordinaria di controllo nel quartiere Pianura, setacciando strade e locali dalla serata fino a notte fonda.

Il bilancio dell’attività, svolta con il supporto dei motociclisti del nucleo radiomobile e del nucleo cinofili, conta 115 persone controllate – di cui 71 pregiudicate – e 7 denunce a carico di altrettanti soggetti.

Inseguimento dopo l’alt: denunciati due 21enni

La prima segnalazione riguarda due giovani del quartiere, entrambi 21enni e già noti alle forze dell’ordine. A bordo di uno scooter, hanno tentato di sottrarsi all’alt imposto dai militari, ma l’inseguimento si è concluso rapidamente grazie all’intervento dei motociclisti che hanno bloccato il mezzo in pochi minuti.

Per entrambi è scattata la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale, mentre uno dei due – già sottoposto agli arresti domiciliari – dovrà rispondere anche di evasione.

Irregolarità nel supermercato: sanzioni per 3.400 euro

I controlli si sono estesi anche alle attività commerciali, con l’ausilio del nucleo ispettorato del lavoro di Napoli. Nel mirino è finito un supermercato di via San Donato, dove i militari hanno accertato diverse violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Il titolare è stato denunciato e sanzionato con una multa di 3.417 euro.

Sfollagente e guida senza patente: altre denunce

Durante le operazioni è stato denunciato un 21enne di Grumo Nevano, già conosciuto alle forze dell’ordine, trovato in possesso di uno sfollagente in metallo. Stessa sorte per un 34enne di Quarto, fermato alla guida di un veicolo pur non avendo mai conseguito la patente di guida.

Ulteriore denuncia per evasione ha riguardato un 42enne residente in via Torricelli, assente dalla propria abitazione nonostante fosse sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.

Il bilancio: 49 veicoli controllati e 5 segnalazioni per droga

L’operazione ha interessato anche il controllo della circolazione stradale: 49 i veicoli fermati, con 11 sanzioni elevate per violazioni al codice della strada. Cinque giovani sono stati segnalati alla Prefettura perché trovati in possesso di modiche quantità di sostanze stupefacenti.

Casal di Principe, pugno duro contro la mafia nigeriana: due arresti per sequestro di persona

Caserta – Un incubo fatto di violenza, segregazione e richieste di denaro che arrivano fino in Nigeria. Nelle prime ore di questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Casal di Principe hanno inferto un duro colpo alla criminalità organizzata straniera, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere contro due cittadini nigeriani.

Le accuse sono pesanti: sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina e lesioni personali, il tutto blindato dall’aggravante del metodo mafioso.

L’ombra dei “Eiye” sul Casertano

L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli, si inserisce in un contesto investigativo complesso iniziato nell’ottobre 2022. I due arrestati sono ritenuti affiliati agli “Eiye”, una delle più temibili organizzazioni criminali di origine nigeriana, nota per la sua struttura gerarchica e la ferocia dei suoi metodi.

L’inchiesta aveva già fatto segnare un punto importante nel febbraio 2024, quando un altro membro del sodalizio era finito in manette per gli stessi reati.

Il sequestro e il ricatto

Il cuore dell’indagine riguarda il brutale sequestro di un cittadino nigeriano. Secondo quanto ricostruito dai militari, supportati da intercettazioni e strumenti tecnici, gli indagati avrebbero segregato il connazionale chiedendo ai suoi familiari, residenti in Nigeria, una somma di 1.500 euro per la sua liberazione.

Durante la prigionia, la vittima non è stata solo privata della libertà:

Violenza fisica: L’uomo è stato aggredito e ferito.

Rapina: Gli è stato sottratto il telefono cellulare per impedirgli contatti esterni.

Intimidazione: Dopo il rilascio, la vittima è stata minacciata di ritorsioni mortali nel caso avesse deciso di sporgere denuncia, facendo leva proprio sulla forza intimidatoria del clan di appartenenza.