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Casal di Principe: due spacciatori sorpresi in piazza dai carabinieri

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I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casal di Principe, in quel centro, hanno proceduto all’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, di De Vincenzo Vincenzo Pasquale, di 28 anni, e Petrillo Costantino, di 26 anni, entrambi residenti a Casal di Principe. I militari dell’Arma, nel corso di un servizio di controllo del territorio hanno sorpreso De Vincenzo mentre cedeva gr. 0,8 di hashish ad un avventore, subito identificato e segnalato alla competente autorità amministrativa. Nel corso della successiva perquisizione personale, De Vincenzo è stato trovato in possesso di ulteriori gr. 1,5 della medesima sostanza stupefacente. Gli immediati accertamenti hanno consentito di identificare, altresì, colui che aveva fornito lo stupefacente a De Vincenzo, proprio Petrillo Costantino, che nel corso della perquisizione domiciliare è stato trovato in possesso di 35 stecche di hashish per un peso complessivo di 72 gr. circa, 64 dosi di marijuana per un peso complessivo di 80 gr. circa, 1 bilancino di precisione, 3 c.d. trita erba e materiale per il confezionamento delle dosi, oltre alla somma in contanti di 580,00 euro ritenuta provento dell’attività illecita. Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro. I due sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in attesa di essere giudicati con rito direttissimo. 

Pino Daniele – Il Tempo Resterà, il docu-film di Giorgio Vardelli su Rai3

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Domani sera, domenica 17 alle ore 20.30, in prima visione su Rai3, in onda il tanto atteso docu-film “Pino Daniele – Il Tempo Resterà”. Diretto da Giorgio Verdelli, rappresenta questa l’occasione giusta per seguire il suo percorso artistico, e quindi la sua vita dagli anni Settanta in poi, attraverso immagini inedite, testimonianze di amici e artisti e tanta musica. Si tratta di un ritratto inedito del musicista che mette in luce il rapporto intimo e profondo con la città di Napoli e la capacità anche di essere un artista apprezzato a livello internazionale. Un profilo che racconta la vita e gli incontri di un uomo unico diviso tra la musica, la poesia e l’ “appocundria”. Un giorno Furtunat, un altro uomo in blues, un altro ancora un nero a metà, e poi un Masaniello che ha fatto della sua musica e dei suoi testi un codice di comunicazione per tutti: un linguaggio universale. La accurata selezione dei materiali è stata fatta da Giorgio Verdelli – che conosceva molto bene Pino Daniele – con Alessandro Daniele, il secondogenito del musicista. Un percorso emozionale in cui si intrecciano immagini di repertorio, testimonianze e contributi. Un lavoro emozionante in cui la voce narrante è la stessa di Pino Daniele, supportata dal contributo di Claudio Amendola . Accanto a Joe Amoruso, Tony Esposito, Tullio De Piscopo, James Senese, Rino Zurzolo (i musicisti della storica band di “Vaimò” con cui Pino Daniele si riunì nel 2008 ) ci sono, tra gli altri, personaggi come Renzo Arbore, Stefano Bollani, Ezio Bosso, Lorenzo Jovanotti Cherubini, Eric Clapton, Clementino, Roberto Colella, Gaetano Daniele, Enzo Decaro, Maurizio De Giovanni, Francesco De Gregori, Giorgia, Enzo Gragnaniello, Peppe Lanzetta, Maldestro. E ancora, Fiorella Mannoia, Al di Meola, Phil Manzanera, Pat Metheny, Eros Ramazzotti, Massimo Ranieri, Ron, Vasco Rossi, Sandro Ruotolo, Giuliano Sangiorgi, Daniele Sanzone, Lina Sastri, Alessandro Siani, Fausta Vetere, Corrado Sfogli, il tanto compianto e suo amico Massimo Troisi. “Pino Daniele – Il Tempo Resterà”, ribattezzato “Vaimò” come il tour de 1981, è un vero e proprio viaggio nella Napoli di Pino Daniele, una passeggiata “p’e’ vie e chesta città”, uno strumento per raccontare la sua idea di musica in continuo movimento, in costante evoluzione proprio come lo era la società di quegli anni, interpretata e raccontata da Pino Daniele con innovazione, originalità e modernità. La modernità della sua lingua napoletana. Il docu-film di Giorgio Verdelli è stato riconosciuto come film di interesse culturale nazionale e indicato come Progetto Speciale dal Mibact, riscuotendo un grande successo nelle sale cinematografiche: ha ottenendo il secondo posto assoluto al box office nei tre giorni di programmazione. Pino Daniele, Pinuccio, zio Pino … “ce sta chi dice ca è l’anema e chesta città”.

Napoli, agguato nei pressi del Museo: ferito un pregiudicato

Ferito alla gamba da un colpo d’arma da fuoco mentre era in auto insieme ad una ragazza. E’ accaduto stamattina, verso le ore 6.30, in via Settembrini, a Napoli: ferito Antonio Esposito, pregiudicato di 26 anni. Secondo quando al momento ricostruito dalla Polizia di Stato, due sono stati i colpi di arma da fuoco esplosi, entrambi calibro 9×19: uno si e’ conficcato nell’automobile, una Toyota ferma all’angolo con piazza Settembrini, l’altro ha raggiunto la gamba di Esposito. L’uomo e’ andato da solo in ospedale, al Loreto Mare, dove al momento viene interrogato dagli agenti del commissariato Vicaria Mercato insieme alla donna che era con lui.

Camorra, omicidio Esposito: il boss Formicola evita l’ergastolo

Il Pubblico Ministero aveva richiesto il carcere a vita: l’ergastolo perché oltre al contestato omicidio c’erano anche dei reati “salienti”. Invece il boss di Ponticelli, Ciro Formicola, ha ottenuto l’esclusione del massimo della pena e dovrà scontare una condanna a trent’anni. Come lui anche il boss Luigi Piscopo coimputato nello stesso processo. La DDA nei confronti di Piscopo aveva chiesto una condanna all’ ergastolo. Il movente dell’ omicidio di Guglielmo Esposito, freddato nel settembre 1996, sta nella volontà dei capi di camorra di Ponticelli e San Giovanni a Teduccio di eliminare un proprio affiliato diventato scomodo e perché sospettato di avere contatti con le forze di polizia. Esposito, infatti, sarebbe stato in più occasioni notato nei pressi dei bunker nei minuti immediatamente precedenti ad alcuni blitz della polizia. L’uomo non era ai vertici dell’ Organizzazione, gestiva le piazze di droga e le frequentava in maniera assidua.

Camorra: ”Così decidemmo la guerra a Scampia”, le prime confessioni del boss pentito Gennaro Notturno ‘o sarracino

Fu l’omicidio di Luigi Aliberti, un affiliato ai Di Lauro avvenuto il 29 settembre del 2004, in via Ghisleri ad aprire la prima sanguinosa “Faida di Scampia”, Lo ha precisato il boss  killer neo pentito Gennaro Notturno ‘o sarracino in uno dei suoi prima verbali sottoscritto davanti ai magistrati della Dda di Napoli che lo hanno preso in carico. “Volevamo mandare un messaggio a Cosimo Di Lauro, fargli capire che eravamo pronti a tutto se non ci dava i soldi che ci spettavano, ma lui non capì o finse di non capire. E così ci fu poi il duplice omicidio a Scampia al quale ho partecipato direttamente”. (il duplice omicidio di Fulvio Montanino, braccio destro di Cosimo Di Lauro, e Claudio Salierno, avvenuto il 28 ottobre del 2004 e al quale storicamente fino ad oggi si è sempre fatto riferimento per dare una data di inizio alla spietata  guerra di camorra). Mette un punto fermo e riscrive la storia della camorra di Scampia e Secondigliano, il neo collaboratore di giustizia Gennaro Notturno che sta svelando retroscena, i nomi di  mandanti, killer, fiancheggiatori di decine di omicidi della tre faide ma anche i legami con gli altri clan, i gestori del traffico di droga, gli insospettabili colletti bianche al servizio della varie famiglie malavitose. Un vero e proprio fiume in piena ‘o sarracino che spiega che decidere a tavolino della faida furono Cesare Pagano, Raffaele Amato, Arcangelo Abete, Ciro Mauriello, oltre a lui e suo fratello Vincenzo nel corso di un summit  in un anonimo appartamento al settimo piano del Lotto T/B di via Fratelli Cervi a Secondigliano. Notturno che è in carcere dal 2005 nell’ambito dell’operazione Alba dello Stato con centinaia di arresti ha già confermato di essere l’autore dell’omicidio della vittima innocente Antonio Landieri ucciso il 6novembre del 2004 nel corso di un assalto a un circolo ricreativo ai “Sette palazzi” in cui doveva morire i fratelli Meola, legati a Di Lauro.

 

Inchiesta Consip, Woodcock indagato per falso dalla Procura di Roma

Il pm di Napoli Henry John Woodcock è indagato dalla Procura di Roma anche per per falso, in concorso con l’ex capitano del Noe Gianpaolo Scafarto. L’accusa si aggiunge a quella di violazione di segreto, a quanto riferiscono il ‘Corriere della Sera’ e il ‘Messaggero’. Woodcock avrebbe fatto trapelare notizie relative a un’auto dei servizi segreti che avrebbe spiato le mosse dei carabinieri impegnati negli accertamenti sull’imprenditore Alfredo Romeo. Secondo l’accusa, quando Scafarto scrisse questo dato nell’informativa trasmessa agli inquirenti, in realtà già sapeva che i servizi segreti non c’entravano, ma da quanto ha fatto mettere a verbale, quella scelta era stata “indotta” dal pm napoletano. Versione che l’ufficiale ha fornito agli inquirenti in u interrogatorio, prima di trincerarsi nel silenzio.

Omicidio nella notte: giovane ucciso a colpi di fucile in un pub in provincia di Pescara

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Omicidio questa notte in un pub della citta’ adriatica: Antonio Bevilacqua, classe 1996, rom con piccoli precedenti, e’ stato ucciso a colpi di fucile all’interno del locale da un uomo con un passamontagna. L’assassino e’ giunto al pub a piedi ed e’ poi fuggito via. Le indagini sono in corso a cura dei carabinieri del Nucleo investigativo di Pescara e del Gruppo di Montesilvano, coordinati dalla Procura di Pescara. ‘

Avellino: l’altalena continua

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Un’altalena fra casa e trasferta per l’Avellino, che al Partenio sembra letale mentre fuori casa balbetta troppo. Già sei le reti subite, ancora una volta ad inizio gara. Così come contro la Cremonese, i biancoverdi pagano un avvio non proprio convincente, regalato agli avversari e stavolta non c’è stata la possibilità di rimettere la partita in sesto. Anche Walter Novellino a fine gara è profondamente deluso per come la sua squadra ha cominciato la sfida col Cesena, anche se però non se la sente di rincarare la dose perché i suoi ragazzi fino alla fine, anche in inferiorità numerica, hanno provato a gettare il cuore oltre l’ostacolo. L’approccio non è stato quello che volevamo, quel passaggio fra Falasco e Marchizza poteva essere evitato, perché poi da lì in poi è stato tutto in salita. Dobbiamo comunque dire che Marchizza era all’esordio, bisogna prestare maggiore attenzione a certi particolari e senza dubbio qualcosa in difesa va registrato. Il primo tempo di Cesena sicuramente ci servirà nel prosieguo del campionato. E se Ardemagni avesse fatto gol su rigore forse la partita avrebbe preso una piega diversa. Non possiamo saperlo, certo è che la squadra ha reagito soprattutto nel secondo tempo. Ho deciso di cambiare, di mettere dentro Castaldo perché non mi era piaciuto l’atteggiamento della squadra, troppe palle lunghe sottolinea Novellino che non mettevano i nostri attaccanti in condizione di giocare. Nella ripresa con le due punte vere e il trequartista abbiamo creato diverse occasioni da gol, si è visto il vero Avellino, quello che ha reagito però poi purtroppo dopo il 3-1 c’è stata l’espulsione che ci ha penalizzato. Peccato per il tris arrivato in contropiede dopo un’altra grande chance nostra. Eppure, anche sul doppio svantaggio, Novellino a un certo punto ha pensato di poterla pareggiare, nonostante l’uomo in meno. Ho creduto fino alla fine nella rimonta, avremmo potuto farla. Abbiamo avuto due occasioni incredibili con Ardemagni ad inizio secondo tempo, il palo di Castaldo nell’ultimo quarto d’ora. Insomma, alla squadra non potevo chiedere di più. In difesa dobbiamo migliorare ma non posso essere amareggiato. Sto già pensando alla prossima partita. Arriverà il Venezia lunedì sera al Partenio, con gli arancioneroverdi che dopo quattro partite sono ancora imbattuti. Senza Suagher squalificato e con Migliorini non ancora al top, Novellino ha problemi in difesa. Ma ho tanti centrali di qualità dice il tecnico degli irpini lo stesso Kresic che è entrato nel secondo tempo era all’esordio con noi ma ha fatto bene, è un giocatore importante. Ho diverse soluzioni dalla panchina, tutti potranno darci una mano in questa settimana che abbiamo tre partite. Volti completamente più distesi in casa Cesena, con la squadra romagnola che è tornata a vincere. Abbiamo passato una settimana un po’ difficile, siamo rimasti compatti ed è una vittoria senza dubbio meritata. L’abbiamo preparata bene, sapevamo che Bidaoui poteva creare pericoli e lo abbiamo chiuso con la mezz’ala. Grande protagonista in casa Avellino è Gigi Castaldo. L’approccio non è stato dei migliori ha detto l’attaccante campano anche se il Cesena è stato un po’ fortunato. Noi avremmo potuto fare di più, nel secondo tempo abbiamo avuto le occasioni per poterla rimettere in piedi e se fossero entrate quelle chance mie e di Ardemagni forse parlavamo di un’altra partita. ” 

Il Vangelo del giorno

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non c’è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni.
Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo.
L’uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore.
Perché mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciò che dico?
Chi viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile:
è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sopra la roccia. Venuta la piena, il fiume irruppe contro quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.
Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la rovina di quella casa fu grande».

 

Benevento: ecco il derby, Baroni carica

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Luci della ribalta per il Benevento che si presenterà al San Paolo dopo aver smaltito la rabbia per la sconfitta contro il Torino. “Credo che nella crescita di una squadra come la nostra ci siano anche questi colpi difficile da digerire. Il Benevento – ha ricordato Baroni – in queste tre gare ha dimostrato di non essere inferiore a nessuno, anzi forse è stato anche superiore però il punteggio ci ha penalizzato. Ma noi non dobbiamo perdere la fiducia, dobbiamo continuare a lavorare e metterci ancora più attenzione perché in Serie A al minimo errore si viene puniti”.

Omicidio di Noemi, oggi l’interrogatorio del fidanzato assassino

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 Sara’ interrogato alle 10,30, nella struttura protetta in provincia di Lecce in cui e’ detenuto, il diciassettenne di Alessano L.M., reo confesso dell’omicidio della fidanzata sedicenne Noemi Durini, scomparsa da Specchia il 3 settembre e il cui cadavere e’ stato trovato il 13, sepolto sotto un cumulo di pietre in una campagna a poca distanza da Santa Maria di Leuca. Il ragazzo e’ accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudelta’ e dai futili motivi. La sua posizione e’ stata aggravata dalla Procura dei minori dopo l’interrogatorio del 13 settembre, nel corso quale ha confessato il delitto. Le magistrate (la procuratrice Maria Cristina Rizzo e la pm Anna Carbonara) non hanno creduto alla sua ricostruzione dei fatti, secondo la quale avrebbe assassinato Noemi per farla desistere dal tentativo di uccidere i suoi genitori. La relazione tra i due ragazzi era contrastata da entrambe le famiglie, che avevano presentato denunce al Tribunale di minori di Lecce.La mamma di Noemi aveva denunciato il ragazzo per maltrattamenti e i genitori di lui avevano denunciato Noemi per atti persecutori. Dalla prima segnalazione era scaturito un provvedimento di affidamento di Noemi ai Servizi sociali e al Sert, che e’ stato notificato al Comune di Specchia quando la ragazza era gia’ scomparsa. L’istruttoria del Tribunale dei minori sul ragazzo, invece, era ancora all’inizio tanto che solo a fine agosto era stata chiesta una relazione su di lui ai Servizi sociali di Alessano. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando (che oggi sara’ proprio a Lecce per partecipare alle Giornate del lavoro della Cgil) ha disposto un’ispezione presso gli uffici giudiziari dei minori di Lecce, per verificare se i magistrati non abbiano tenuto condotte “abnormi”, ovvero se non ci siano stati ritardi nella trattazione dei due casi. L’accusa che la famiglia di Noemi rivolge alle autorita’ preposte e’ che una maggiore tempestivita’ nella valutazione della sua denuncia, avrebbe potuto salvare la ragazza.

Salernitana: Bollini si gioca il posto, senza alibi

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Pochi, troppo pochi, quelli che il tecnico tiene evidentemente in considerazione. Lo stop di Gatto (lesione di primo grado al retto femorale destro, ne avrà per un mese) e la lungodegenza di Rosina hanno spuntato il suo tridente. Nonostante abbia in rosa 7-8 esterni offensivi, il tecnico pur di giocare con tre riferimenti avanzati sembra intenzionato ad un valzer di pedine che prevede uno tra Perico e Vitale nel ruolo di attaccante laterale. A meno che Bollini non stia facendo pretattica, pensando di cambiare modulo come pure gli ha «suggerito» Lotito. In ogni caso oggi Bollini si gioca una grossa fetta di credibilità. E non solo. Il tutto contro un avversario come il Pescara di Zeman che fa dell’attacco, del ritmo e dell’intensità le sue armi migliori. «Dobbiamo stare attenti sulle imprevedibilità dell’avversario analizza il trainer di Poggio Rusco Senza però snaturare il nostro gioco. Quando alla quarta di campionato affronti un avversario che in tre partite ha segnato dieci gol, e tenuto conto anche del marchio di fabbrica del suo allenatore, va da sé che sarà importante curare bene la fase di non possesso senza però rinunciare ai nostri concetti». Bollini, pur senza entrare nel merito, anticipa la mezza rivoluzione che ha nella testa. «Tenendo contro dell’avversario e delle condizioni psicofisiche dei giocatori potrebbero esserci delle modifiche di partenza, ma senza snaturarci». In difesa Tuia sembra avere scalzato in extremis Schiavi per far coppia con Bernardini al centro. Perico, invece, agirà sulla destra con Vitale dalla parte opposta. A dire il vero, Bollini ha accarezzato anche l’idea di riproporre Vitale esterno alto così come aveva fatto lo scorso anno nell’exploit di Vicenza. In quel caso Pucino sarebbe dirottato sull’out mancino basso. «Dobbiamo limare i nostri errori, attenzionare l’avversario e giocare un calcio propositivo con la giusta forza caratteriale per cercare con convinzione quella vittoria che la Salernitana avrebbe già meritato, ma ancora non ottenuto». Prima di congedarsi, l’allenatore analizza al microscopio l’undici di Zeman. «Il Pescara ha tanti giocatori importanti in rosa e rappresenta una nobile in B. Dovremo essere bravi nel proporre il nostro gioco, facendo tesoro degli errori che ci stanno penalizzando e continuando a mantenere alto il morale. Abbiamo una percentuale troppo alta di tiri contro in cui andiamo in svantaggio e in B, contro certi avversari, non è solo una difficoltà momentanea, ma anche di lettura della gara». Infine la ricetta. «Abbiamo ripreso la didattica difensiva e di non possesso, rafforzando il concetto di palla persa e le diagonali di chiusura. Insomma le nostre regole relative ai principi di difesa. Abbiamo lavorato cercando di essere corti e compatti a prescindere dai moduli».

Paganese: Favo vuole il massimo

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Sarà una Paganese senza timori reverenziali quella che nel pomeriggio sarà di scena allo stadio Esseneto di Agrigento contro i padroni di casa dell’Akragas (fischio d’inizio alle 14,30). Le buone prestazioni offerte contro Cosenza e Reggina, corroborate dal conforto di quattro punti in classifica, necessitano di un’ulteriore conferma come rimarcato dal tecnico azzurrostellato Massimiliano Favo nella conferenza stampa di ieri mattina prima della partenza in aereo alla volta della Sicilia: «L’Akragas rappresenta un ostacolo molto difficile ha esordito il tecnico napoletano perché è ancora alla ricerca della prima vittoria. Ho avuto modo di rivedere la gara che i nostri prossimi avversari hanno disputato contro il Monopoli e devo dire che soprattutto nel secondo tempo avrebbero meritato l’intera posta in palio. Mi aspetto però di vedere progressi da parte dei miei uomini ha proseguito Favo – perché questa sfida deve darci la consapevolezza di essere sulla buona strada verso la piena maturità tattica e fisica».

Casertana: pausa campionato, test con la Berretti

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Oggi si gioca la quarta di campionato ma la Casertana resterà a guardare dovendo osservare il suo turno di riposo. L’unico calcio giocato in città è quello del match Juve Stabia-Trapani che si disputerà (ore 16.30) al «Pinto» per la temporanea indisponibilità del «Menti». Per la compagine rossoblù, quindi, un altro giorno di lavoro alla ricerca della migliore condizione nonché per affinare i meccanismi di gioco in considerazione dei non pochi elementi che sono arrivati nelle fasi conclusive di una sessione estiva del calciomercato, quasi a ridosso dell’inizio del campionato. Impossibilitata a organizzare un’amichevole in una fase della stagione in cui sia le squadre professionistiche che quelle dilettanti sono impegnate in campionato, il club ha ripiegato con un test con la Berretti, anche quest’anno guidata da Raffaele Esposito dopo la breve esperienza sulla panchina della prima squadra in coda alla passata stagione. Il test si disputerà di prima mattina al «Pinto» proprio per lasciare spazio alla organizzazione del match tra Juve Stabia e Trapani. Un test poco impegnativo sotto il profilo tecnico ma comunque indicativo per Scazzola non solo per verificare lo stato di salute della squadra, ma anche per studiare quelle che saranno le soluzioni tattiche da adottare in vista del match con l’Akragas.

La Finanza scopre due piantagioni di marijuana a Mondragone ed Aversa: due denunciati

Nell’ambito della costante attività di controllo del territorio per il contrasto dei traffici illeciti, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta con il fondamentale apporto degli equipaggi di volo degli elicotteri della Sezione Aerea di Napoli, hanno eseguito due distinte operazioni di servizio che hanno consentito il sequestro di due piantagioni di marijuana e la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 4 responsabili.
In particolare, i Finanzieri del Gruppo di Aversa, su segnalazione dei colleghi della predetta Sezione Aerea, hanno individuato un terreno nel Comune di Villa Literno, dove, abilmente occultate all’interno di un canneto, erano state coltivate 11 piante di marijuana, di circa due metri di altezza, pronte per la raccolta, la lavorazione e la successiva immissione sul mercato di spaccio.
Nella circostanza, i militari operanti hanno perquisito anche l’abitazione attigua al terreno, nella quale sono stati rinvenuti e sequestrati ulteriori 7,10 grammi di hashish. Il responsabile, M.G. di anni 23, è stato deferito in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente, unitamente ai proprietari del fondo dove avveniva l’illecita coltivazione.
Una seconda operazione di servizio è stata condotta dai militari della Compagnia di Mondragone che, sempre sulla base dei rilevamenti aerei, hanno individuato, nel Comune di Castel Volturno, una ulteriore piantagione di marijuana costituita da 11 piante dislocate su due appezzamenti di terreno contigui tra loro. In questo caso è stato lo stesso responsabile, P.R. di 48 anni, a confessare ai Finanzieri di averle piantate anche sui terreni circostanti, di proprietà di suoi parenti.
Le attività di servizio, che fanno seguito ai più ingenti sequestri effettuati nel mese scorso da parte della Compagnia di Caserta e della Compagnia di Capua, testimoniano l’impegno e l’attenzione della Guardia di Finanza di Caserta anche nel contrasto al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Caivano, si dimettono 13 consiglieri: sciolto il comune

La politica ritorna dalle vacanze e lo fa distruggendo per poi ricostruire. Inizia il periodo delle sfiducie, soprattutto in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. A cadere per primo, in Campania, è il sindaco Forza Italia Simone Monopoli. La fascia tricolore di Caivano era, da due anni, a capo di una coalizione di centrodestra. Nei giorni scorsi 13 consiglieri comunali su 24 hanno deciso di sfiduciarlo. Tra questi consiglieri anche 4 rappresentanti di Forza Italia che sono passati dall’ “altra parte”.
Ecco i consiglieri dimissionari: 5 del Pd (Antonio Angelino, Pierina Ariemma, Antonio De Lucia, Maria Paolella, Luigi Sirico), 1 dell’Udc ( Enzo Pinto), 1 della lista civica Liberi Cittadini (Francesco Emione), 4 di forza italia (Vincenza Buonfiglio, Lorenzo Frezza, Giuseppe Mellone, Gaetano Ponticelli) e 2 della lista civica La Svolta (Luigi Padricelli, Carmina Maria Federica Perrotta). Gli atti, firmati e controfirmati davanti al notaio, saranno inviati al protocollo comunale e poi trasmessi al prefetto che, una volta decretato lo scioglimento, invierà un nuovo commissario prefettizio. Molto probabilmente già da lunedì prenderà possesso ed avrà il compito di traghettare l’ente fino a prossime elezioni che avverranno quasi sicuramente insieme alle Politiche nella prossima primavera.

”Guarente voleva uccidere anche Heven”, la confessione del complice dell’assassino di Vincenzo Ruggiero

“Due anni fa Ciro Guarente mi confessò di voler uccidere la sua fidanzata Heven. Mi chiese se conoscessi qualcuno al quale commissionare il delitto. Io gli dissi che occorrevano 40mila euro, ma lui non accettò perché era un importo che non poteva sostenere”. E’ la confessione choc di Francesco De Turris, il pregiudicato di Ponticelli, arrestato il 10 agosto scorso perchè accusato di aver fornito al dipendente della Marina Militare la pistola calibro 7,65 con la quale il”Grinder boy” avrebbe ammazzato Vincenzo Ruggiero primo di farlo a pezzi e sotterrarlo in un garage vicino all’abitazione dei suoi genitori a Ponticelli. La notizia è contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare a carico di De Turris ed è riportata dall’edizione di Caserta de Il Mattino in edicola. Nella sua confessione ai magistrati De Turris ha anche affermato: “A luglio di quest’anno, mi disse: tutto a posto, l’ho fatto, l’ho ucciso  successivamente mi confidò che aveva comprato da Scaramuzza, un grosso ferramenta che si trova a Poggioreale, una sega e un’ascia perché doveva tagliare il cadavere”. A proposito delle armi utilizzate da Guarente per uccidere e martoriare il corpo dello sfortunato 24enne di Parete gli investigatori non le hanno ancora trovate. Come non sono state ancora trovate la testa e parte di un braccio del commesso “colpevole” solo di avere una profonda amicizia con la fidanzata trans di Guarente che accecato dalla gelosia la sera del 7 luglio uccise il ragazzo in via Boccaccio ad Aversa, nell’abitazione di Heven Grimaldi, in quei giorni assente. Gli investigatori stanno continuando le indagini soprattutto rivolgendosi agli altri due complici di Guarente accusati di favoreggiamento in occultamento e distruzione di cadavere. Si tratta di altre due persone sempre di Ponticelli che avrebbero appunto aiutato Ciro Guarente a disfarsi in maniera macabra e inumana del cadavere di Vincenzo Ruggiero. Nel frattelpo Ciro Guarente è stato “cacciato” dal carcere di Poggioreale dove era arrivato un mese fa dopo un primo passaggio per Santa Maria Capua Vetere. E’ stato trasferito a Matera perché a Poggioreale è detenuto il padre di Vincenzo e anche se in padiglioni diversi la situazione stava diventando insostenibile.

Inchiesta Consip, i carabinieri indagano su ”Ultimo” e Renzi tuona: ”Chi ha sbagliato paghi”

Il Comando generale dell’Arma dei carabinieri valutera’ il contenuto delle parole attribuite al colonnello Sergio De Caprio – ‘il capitano Ultimo’ all’epoca delle inchieste che portarono alla cattura di Toto’ Riina – in merito alla vicenda Consip.  Dagli stessi ambienti dell’Arma si apprende inoltre che ci si allinea alle parole dette oggi dal ministro della Difesa Roberta Pinotti, a margine di un evento a Genova, a commento proprio delle parole del colonnello. “Dichiarazioni – ha detto Pinotti – non da attribuire all’Arma dei Carabinieri che ha sempre e continua a dimostrare grande fedelta’ a quello che e’ il proprio ruolo”.

Secondo quanto attribuitogli e che ora sara’ oggetto della valutazione interna del Comando generale dell’Arma, l’ufficiale avrebbe parlato di linciaggio mediatico che organi di disinformazione legati a lobby, con obiettivo sfruttare il Paese, stanno conducendo nei suoi confronti. De Caprio ha anche respinto l’accusa di aver indagato oltre i fatti che riguardavano le sole persone oggette di indagini disposte dall’autorita’ giudiziaria. De Caprio, nelle dichiarazioni a lui attribuite, nega anche di aver forzato – come invece riportato oggi da alcuni organi di informazione – il magistrato che indagava sulla vicenda Consip a compiere atti illegali, sostenendo invece di aver sempre condotto con lealta’ le indagini ordinate a lui e agli altri investigatori. L’ufficiale dei carabinieri ha quindi negato di aver mai parlato dell’allora premier Renzi con il magistrato o con altri.

E’ un “tentativo eversivo”, un “complotto”, quello che emerge tra le pieghe dell’inchiesta Consip. Il Pd rilancia a gran voce la pesantissima accusa, dopo la pubblicazione della testimonianza resa al Csm dalla pm di Modena Lucia Musti. Nel 2015, riferisce la procuratrice, il capitano del Noe Gianpaolo Scafarto e il colonnello Sergio Di Caprio (il capitano Ultimo) le prospettarono la possibilita’ di “far esplodere una bomba” giudiziaria per “arrivare a Matteo Renzi“. La pistola fumante, secondo i Dem, di un tentativo di incastrare l’ex premier, anche attraverso l’indagine sul padre. “Pretendo la verita’ – commenta Renzi – Hanno provato a colpire me ma verra’ colpito chi ha tradito il senso dello Stato”. E’ l’alba, raccontano parlamentari Dem, quando il segretario del Pd legge sui giornali le nuove rivelazioni che sembrano avvalorare la tesi secondo cui Consip fosse uno “scandalo” costruito per colpirlo. E fin dal primo mattino i dirigenti Dem intervengono per denunciare quanto grave sia quel che emerge. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, per non sovrapporsi al lavoro della magistratura, tace, cosi’ come il premier Gentiloni. Ma il ministro Dario Franceschini, che mette da parte rapporti non proprio distesi con il segretario per scandire: “Una cosa e’ il dibattito interno o esterno al Pd, una cosa gli attacchi a Renzi, ma questo e’ un fatto di una gravita’ istituzionale enorme: azioni e parole di chiarezza e solidarieta’ dovrebbero arrivare da tutti”, dichiara. Dai contorni della vicenda, rincara la dose il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda, emergono i tratti di quella che “un tempo sarebbe stata definita eversione, se non di peggio”. Il quotidiano di partito Democratica apre con un titolo inequivocabile: “Il complotto”. Serve chiarezza subito, scrivono, “alla vigilia di una stagione elettorale decisiva”. Ecco i fatti. La pm di Modena riferisce un colloquio relativo all’inchiesta del 2015 sugli affari della coop Cpl Concordia. E al Csm descrive come “esagitati” i due Carabinieri che, sostiene, le si rivolsero indicando come possibile bersaglio grosso Matteo Renzi. Scafarto, che e’ gia’ indagato per falso nell’indagine sul caso Consip che coinvolge Tiziano Renzi, tace. Di Caprio si difende e contrattacca: “Non ho mai svolto indagini per motivi politici e mai citato Renzi. E’ linciaggio mediatico”. Ma le parole del capitano Ultimo (fu lui ad arrestare Toto’ Riina), che aprono uno scontro tra il colonnello dei Carabinieri e la procuratrice di Modena, indignano ancor di piu’ i Dem. E spingono il ministro della Difesa Roberta Pinotti a intervenire, chiedendo all’Arma, che “ha sempre dimostrato grande fedelta’ al proprio ruolo”, a “valutarne l’opportunita'”. Renzi da Milano si rifiuta di parlare di “complotto” e dichiara “stima” per i Carabinieri, i Servizi segreti, la magistratura e le istituzioni tutte. Ma ricorda il dolore personale della sua famiglia per l’inchiesta Consip (oggi il padre Tiziano sceglie di tacere, come il ministro Luca Lotti). E dichiara: “Quei politici che volevano usare Consip per gettarmi fango addosso, vedranno quel fango ritorcersi contro di loro. C’e’ un giudice a Roma” che indaga sull’intera vicenda “e ci fidiamo: sono tranquillo, la verita’ arrivera'”, aggiunge il leader Pd, che invoca giustizia. E, mentre dichiara fiducia nei magistrati, dice no a una politica “subalterna” delle inchieste. I renziani ora confidano che la prossima campagna elettorale inizi libera dalle scorie di Consip. Percio’ rilanciano l’offensiva anche in Parlamento. Michele Anzaldi presenta un’interrogazione per chiedere ai ministri dell’Interno e della Difesa se non reputino di dover intraprendere iniziative per verificare se i Carabinieri abbiano “tramato” contro le istituzioni. Il deputato David Ermini domanda se ci siano “mandanti” dietro la vicenda. E anche Mdp, con Gianni Melilla, denuncia: “Sembra di tornare alle vecchie stagioni in cui si tramava contro lo Stato. “Va chiarito tutto e al piu’ presto”.

Napoli, ferito in un incidente stradale il boss, Giovanni Licciardi

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Gli investigatori stanno visionando le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti su Corso Secondigliano a Napoli che l’altra sera hanno registrato le immagini dell’incidente accorso tra due scooter causando il ferimento dei tre occupanti. Uno dei tre è in prognosi riservata con numerose ferite all’ospedale san Giovanni Bosco. Si tratta di Giovanni Licciardi,  40 anni, pregiudicato con obbligo di firma e considerato dalle forze dell’ordine l’attuale reggente dell’omonimo clan camorristico, della Masseria Cardone a Secondigliano. 

Secondo la prima ricostruzione della sezione Infortunistica stradale della polizia municipale Licciardi avrebbe impattato con un altro scooter che percorreva la stessa direzione.Si sarebbe scontrato con un Honda Sh, con in sella un 17enne napoletano e un altro giovane. Nello scontro sono rovinati a terra tutti e tre ma chi ha avuto la peggio è stato Licciardi. I due scooter sono stati sequestrati. I vigili hanno scoperto che il 17 enne guidava senza assicurazione e senza partente per cui è stato anche denunciato.

Torre Annunziata, rubavano rottami dal palazzo caduto a Rampa Nunziante: due arresti

Sono stati sorpresi questa sera a rubare materiale ferroso all’interno dell’area sequestrata di rampa Nunziante, a Torre Annunziata dove lo scorso luglio il crollo di una palazzina provoco’ la morte di otto persone. Stavano caricando del materiale ferroso e profilati di alluminio (quelli esposti a causa del crollo) a bordo di un furgone Piaggio Poker quando i carabinieri li hanno arrestati, in flagranza di reato. Si tratta di Antonio De Angelis, 19 anni, gia’ noto alle forze dell’ordine, e di un complice di 17 anni, entrambi del luogo, ora ritenuti responsabili di violazione di sigilli e furto in concorso. De Angelis e’ in attesa di essere giudicato con il rito direttissimo, mentre il minore verra’ accompagnato nel centro di accoglienza napoletano dei Colli Aminei. 

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