Ville blindate, immerse nel verde di Fregene, appartenenti a famiglie del cinema, dell’alta moda e a esponenti delle istituzioni. Era questo l’obiettivo più ambizioso della banda di ladri sgominata dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta che ha portato a 38 misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Napoli Nord, Dario Berrino, su richiesta della Procura.
Un progetto criminale di alto livello, emerso nel corso delle indagini grazie a pedinamenti, intercettazioni e dispositivi di localizzazione satellitare. Gli investigatori dell’Arma hanno seguito passo dopo passo i movimenti di alcuni componenti dell’associazione, scoprendo che la banda stava valutando un salto di qualità: colpire le dimore extralusso della costa romana.
L’8 gennaio 2024: il blitz esplorativo a Roma
La data cerchiata in rosso dagli inquirenti è l’8 gennaio 2024. Quel giorno la cosiddetta “batteria napoletana” parte da Napoli nel primo pomeriggio. A bordo dell’auto ci sono MASSIMO Alfredo, MASSIMO Alessandro e SAVASTANO Antonio, considerati il nucleo operativo del gruppo.
La destinazione è Roma. L’obiettivo: incontrare un uomo chiave, DE CUBELLIS Silvio, pregiudicato di origini napoletane, da tempo trasferitosi in provincia di Roma, individuato come possibile basista e tramite con ambienti criminali locali.
Alle 15.15 il gruppo lascia Napoli, raggiungendo la zona della Fiera di Roma intorno alle 18.00. Lì scatta l’incontro con DE CUBELLIS, preceduto da contatti telefonici già monitorati dagli investigatori.
Il ruolo dei basisti e la rete romana
DE CUBELLIS non è un semplice accompagnatore. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, è lui a fare da ponte tra la batteria napoletana e MANCINI Maurizio, soggetto ritenuto il vero basista dell’operazione.
Il gruppo si reca infatti in via Monte Carnevale 402, a Roma, presso l’abitazione di MANCINI, dove arriva intorno alle 18.10. Una breve sosta, poi la ripartenza: l’auto, seguita tramite GPS, si dirige verso il litorale.
Fregene, il sopralluogo tra ville blindate e allarmi hi-tech
Alle 18.45 l’auto raggiunge Fregene, nel comune di Fiumicino. I ladri percorrono via Castellammare, via Castiglioncello e viale della Pineta di Fregene, strade simbolo del lusso, costellate di imponenti ville e appartamenti di pregio.
Dalle informazioni acquisite attraverso la collaborazione con altri reparti dell’Arma, emerge un dettaglio inquietante: molte di quelle dimore sono riconducibili a famiglie facoltose del cinema e dell’alta moda italiana, oltre che a personaggi con funzioni istituzionali di primo piano, tra cui – secondo gli atti – l’attuale Governatore della Banca d’Italia e membri della famiglia Fendi.
Un bottino potenziale enorme. Ma anche un rischio elevatissimo.
Il colpo sfuma: “Troppi allarmi, servono altri attrezzi” .Dopo circa un quarto d’ora di sopralluoghi, il gruppo fa dietrofront. Alle 19.00 l’auto imbocca il Grande Raccordo Anulare e, in tarda serata, rientra a Napoli.
Le intercettazioni successive chiariscono il motivo della rinuncia: sistemi di allarme troppo sofisticati, tecnologie non aggirabili con la strumentazione in possesso della banda. MASSIMO Alfredo, considerato dagli stessi sodali un criminale di altissimo profilo professionale, giudica il colpo “fuori portata”, almeno in quel momento.
La decisione è netta: rinviare. E tornare solo dopo aver reperito nuove attrezzature in grado di neutralizzare i sistemi di sicurezza.



