Ultime visite serali al Parco Archeologico di Ercolano, programmate per venerdì 29 settembre e venerdì 6 ottobre, con il percorso “Tweet dal passato”, l’itinerario degli scavi illuminati animato dalle ricostruzioni multimediali realizzate in collaborazione con il Mav. Grande la soddisfazione della Direzione e del personale dedicato per le nove mila unità raggiunte ad ora, con un successo dell’iniziativa a livello mediatico ancor più soddisfacente con le duecento mila visualizzazioni dei contatti della pagina Facebook del Parco, tanto che la Direzione è già al lavoro per nuove sorprese con aperture inedite e percorsi diversificati. “Tweet dal passato” è un percorso nel Parco Archeologico illuminato dove i visitatori sono guidati negli scavi dagli antichi graffiti che si animano grazie alle tecnologie multimediali, trasformandosi da antiche incisioni in moderni tweet direttamente dal passato, raccontando la storia immateriale insita negli antichi messaggi. E’ il passato che si svela ai visitatori unendo al naturale valore degli antichi luoghi il significato reale che il messaggio del graffito porta in sé. Il percorso parte dalla Terrazza di Marco Nonio Balbo, dove vengono proiettate le prime trasposizioni virtuali dei graffiti, si prosegue nella Casa dei Cervi, nella Casa di Nettuno e Anfitrite – dove l’affresco del triclinio si anima virtualmente invitando i visitatori all’atmosfera conviviale – nella Casa Sannitica, nelle Terme Femminili, per concludersi nel Sacello degli Augustali dove sono proiettate le ultime ricostruzioni multimediali dei graffiti.
Si nascondeva ad Ischia un pericoloso latitante assassino tunisino
Nel pomeriggio di ieri gli uomini della Polizia di Stato del Commissariato di Ischia hanno arrestato un pericoloso latitante, il trentaquattrenne tunisino Akili Ayman, responsabile di omicidio volontario e destinatario di un ordine di carcerazione per una pena detentiva di 18 anni e due mesi, sancita con sentenza irrevocabile della Corte d’Appello di Venezia del 10 maggio del 2013.
Il tunisino si era reso responsabile insieme a due complici di un efferato delitto costato la vita il 6 agosto 2001 ad un marocchino nell’area boschiva pertinente le ex cartiere Fedrigoni a Verona. Il marocchino veniva rinvenuto cadavere, attinto da fendenti all’addome, con un grosso coltello da cucina conficcato nel braccio sinistro. Il movente dell’omicidio scaturiva nell’ambito di un regolamento di conti per lo spaccio di stupefacente. Il provvedimento non veniva eseguito nei confronti dell’Ayman, in quanto irreperibile.
Nel primo pomeriggio di ieri a Forio ai poliziotti del Commissariato di Ischia, impegnati nei servizi di controllo del territorio, non sfuggiva l’atteggiamento sospetto di tre uomini fermi in strada, i quali, alla vista della Volante, cercavano di allontanarsi nel chiaro tentativo di eludere un controllo di polizia. Insospettiti dalla condotta posta in essere dai tre soggetti gli operanti invertivano il senso di marcia, raggiungendoli. Il tunisino si dava alla fuga, ma veniva prontamente inseguito e bloccato dai poliziotti, per poi essere condotto negli uffici di polizia per l’identificazione. Grazie ai rilievi dattiloscopici emergeva che il soggetto era destinatario dell’ordine di carcerazione, in virtù del quale veniva immediatamente condotto al carcere di Poggioreale. Sconterà i 18 anni di carcere a cui voleva sottrarsi nascondendosi sull”Isola verde”.
E’ ufficiale: Roger Waters sarà in Italia nella prossima primavera con ben quattro date
A confermare le tappe italiane dell’ex Pink Floyd, D’ambrosio e Galli, società di live promoting reduce dall’evento rock di Lucca con i Roling Stones. Roger Waters sarà quindi in Italia nell’aprile 2018 con “Us+ Them” e precisamente: il 17 e il 18 al Forum di Assago, (Milano) e il 21 e 24 aprile alla Unipol Arena di Bologna. I live di Bologna saranno diversi perché il concerto del 21 avrà il parterre in piedi mentre quello del 24 sarà con parterre numerato. Non si conoscono ancora i prezzi dei biglietti che sono in via di definizione ma a partire dalle 11.00 di martedì 3 ottobre, saranno disponibili sul circuito di biglietteria elettronica Ticketone. Fino a questo momento la tournée mondiale ha visto location con una capienza media di undici mila persone ognuna, totalizzando quasi duecento mila spettatori per un incasso al botteghino di oltre venticinque milioni di dollari.
Napoli, scoperta a Capodichino falsa fabbrica di articoli in pelle
I finanzieri del I Gruppo Napoli hanno sequestrato un opificio clandestino adibito alla produzione di articoli in pelle. L’attività era completamente sconosciuta al fisco e priva di ogni autorizzazione, inoltre, impiegava 5 lavoratori in nero e non possedeva documentazione riguardante il corretto smaltimento degli scarti di lavorazione. I finanzieri hanno anche scoperto che l’opificio era allacciato abusivamente sulle rete elettrica pubblica. L’operazione nella zona di Capodichino. Il titolare della fabbrica è stato denunciato.
Cade l’ascensore nel Tribunale: ferito uno magistrato
Ieri pomeriggio uno degli ascensori del palazzo A di Piazzale Clodio ha avuto un guasto ed è stato catapultato a forte velocità all’ultimo piano. ”Nell’ascensore – scrive in una nota l’Anm distrettuale – c’era una nostra collega, che ha riportato fratture multiple ed è stata ricoverata in ospedale”. ”Desideriamo esprimere, a nome di tutti i magistrati del Tribunale di Roma e del Distretto, il nostro affetto e la nostra vicinanza – scrivono – ad una collega ed amica che da sempre costituisce un esempio per tutti noi, sia dal punto di vista lavorativo che dal punto di vista umano, e che è nel cuore di chiunque frequenti le aule dei Tribunali. Quanto accaduto non è purtroppo che l’ultimo e più grave episodio di malfunzionamento degli ascensori, problema che da anni affligge la cittadella giudiziaria e sembra irrisolvibile”. La Giunta Anm ”esprime da tempo preoccupazione per le condizioni generali di sicurezza in cui magistrati, operatori giudiziari ed avvocati sono costretti quotidianamente a lavorare. Il gravissimo fatto ripropone il tema della quotidiana esposizione a pericolo per l’incolumità di quanti lavorano in Tribunale e del pubblico che ogni giorno vi accede. Chiediamo un incontro con il Presidente della Corte di Appello, il procuratore Generale, il Presidente del Tribunale ed il Procuratore per un aggiornamento sulla gestione della manutenzione degli uffici ed in generale sulle attività in corso per rafforzare la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro”. La Giunta dell’Anm di Roma e del Lazio ”garantisce l’impegno massimo nel monitorare la rimozione ad ogni ostacolo al raggiungimento degli obiettivi predetti, che costituiscono presidio minimo per lo svolgimento dell’attività quotidiana di tutti noi”.
Tangenti negli ospedali italiani, manette per 14 medici
Mazzette e favoritismi per le protesi ortopediche sono finite nel mirino della magistratura portando a 14 misure cautelari nell’ambito dell’ inchiesta chiamata “Disturbo”. L’inchiesta volta a smascherare una maxi truffa ai danni delle strutture ospedaliere. Si è partiti dalla Lombardia, le indagini si sono estese anche in Piemonte, Toscana, Emilia Romagna e Campania.
Nei guai i medici del Policlinico di Monza. Si tratta di Lorenzo Panico, agli arresti domiciliari, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza, Federica Centonze, insieme ad altri otto tra ortopedici e medici di base: Fabio Peretti di Ispra nell’Alto Varesotto, Francesco Alberti di Fasdinovo (Massa Carrara), Carmine Naccari Cariizzi, Michele Massaro e Andrea Pagani (tutte tre di Milano), Paolo Ghiggio di Ivrea (Torino), Davide Cantù di Lecco, oltre a Carlo Santuccione di Capegatti (Pescara), nei frattempo però deceduto. Peggio è andata agli ortopedici Fabio Bestetti, Claudio Manzini e Marco Valadè, il promoter della Ceraver Italia srl Marco Camnasio e Denis Panico, responsabile commerciale della multinazionale. A ciò si aggiungono anche altri 6 medici indagati.
Un’ indagine durata quasi tre anni, volta a scovare il sodalizio criminale a capo del quale ci sarebbe stato proprio Camnasio e volto a favorire la società tramite l’acquisto di protesi ortopediche a svantaggio degli ospedali, aumentando quindi il numero delle operazioni. Secondo gli accertamenti condotti dagli inquirenti i sanitari avrebbero agito con la complicità dei medici di base allo scopo di arricchire la multinazionale in cambio di regali tra cui vacanze, assunzioni di personale, cene.
Giugliano, catturato il boss latitante Bruno Mascitelli. IL VIDEO
I carabinieri della compagnia di Giugliano e del nucleo investigativo di Castello di cisterna hanno catturato il ricercato Bruno Mascitelli, detto “ ‘o canotto”, un 53enne già noto alle forze dell’ordine ritenuto il reggente dell’omonimo gruppo camorristico operante tra Napoli e l’hinterland a Nord est della provincia di Napoli. L’uomo, che si era dato alla macchia da maggio 2017 per sfuggire a un odine di carcerazione emesso dalla procura generale, dovrà espiare 7 anni, 4 mesi e 15 giorni di reclusione per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio.
I militari dell’arma lo hanno scovato nell’appartamento del nipote in via Nazario Sauro, alla periferia di Giugliano i; quando vi hanno fatto irruzione hanno trovato il ricercato in pigiama in compagnia del nipote; entrambi attendevano il rientro della compagna di Mascitelli, che era andata a comprare la cena. Il ricercato non ha opposto resistenza o cercato di guadagnare la fuga, lasciandosi tranquillamente ammanettare. Dopo le formalità di rito è stato rinchiuso nella casa circondariale di Poggioreale.
Arrestato Nicoletti il figlio del cassiere della banda della Magliana: sequestrati 5 milioni di euro
La Guardia di Finanza di Roma ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 4 persone accusate di trasferimento fraudolento di beni al fine di eludere la normativa antimafia in materia di misure di prevenzione patrimoniali. I militari hanno sequestrato 2 società di capitali e le quote del capitale di una terza società, per un valore stimato di oltre 5 milioni di euro. In particolare l’attenzione è stata puntata su Massimo Nicoletti, 53 anni, figlio del noto Enrico, storico cassiere e “riciclatore” della “Banda della Magliana”. Massimo Nicoletti, conosciuto negli ambienti criminali romani con il soprannome di “Barba” (di qui il nome dell’operazione delle Fiamme Gialle) – ha precedenti per traffico di droga, usura, estorsione, oltre ad essere stato colpito da una misura di prevenzione personale e patrimoniale. Le indagini, iniziate nel dicembre 2015, sono state sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, pedinamenti, appostamenti e meticolosi accertamenti economico-patrimoniali, Nicoletti è emerso come dominus di rilevanti investimenti nel mercato immobiliare dell’hinterland romano. Tra le varie iniziative imprenditoriali spicca la realizzazione di un importante complesso residenziale, composto da ben 42 immobili di pregio, con un investimento iniziale pari a circa 3 milioni di euro di sospetta provenienza.
Due le società di capitali utilizzate per la realizzazione di tali investimenti, la Koros S.r.l e la Dama Investment S.r.l., entrambe con sede a Roma: la prima, utilizzata per acquistare il complesso immobiliare e portare a completamento i lavori di costruzione delle abitazioni; la seconda, incaricata dell’alienazione delle abitazioni agli acquirenti finali. Le società, oggi sequestrate, erano di fatto gestite da Nicoletti, in quanto i formali soci e amministratori erano meri “prestanome” che, per di più, operavano anche a favore di altri due noti pregiudicati. I due, destinatari di ordinanza di Custodia Cautelare e attualmente oggetto di ricerche anche all’estero, ‘schermavano’ al pari di Nicoletti, i loro rilevanti apporti di capitale, di origine ignota, intestando le partecipazioni societarie a congiunti e prestanome – allo scopo di eludere la normativa antimafia ovvero favorire operazioni di riciclaggio. In questo contesto, si inseriva la figura dell’imprenditore romano Mario Mattei, anch’egli destinatario di ordinanza custodiale, che agiva come factotum di Nicoletti.
Perseguita la sua ex e la minacciava con un bisturi: arrestato lo stalker di Polla
Polla. Perseguitava e minacciava la sua ex: arrestato dai carabinieri. I carabinieri di Polla in provincia di Salerno dopo lunghe indagini hanno arrestato il responsabile degli atti persecutori. Sostava ore sotto casa, la perseguitava e minacciava lei e la sua famiglia. Stanotte, a Polla, i militari della Compagnia Carabinieri di Sala Consilina, diretti dal Capitano Davide Acquaviva, hanno arrestato un cinquantacinquenne pluripregiudicato per il reato di atti persecutori (stalking) nei confronti della sua ex. Il provvedimento di arresto in esecuzione cautelare, emesso dal Gip di Lagonegro, è scattato a seguito delle indagini condotte dai militari che, da giugno scorso, hanno ricostruito numerosi episodi persecutori e di minacce che l’uomo aveva protratto, non avendo accettato la fine della relazione con una quarantacinquenne di Polla. I carabinieri, durante le indagini, hanno accertato che la donna viveva in un perdurante stato d’ansia: l’uomo infatti sostava per ore sotto l’abitazione della vittima, seguendo ogni suo spostamento, compreso verso il posto di lavoro, minacce di morte dirette a lei, al suo ex marito ed ai suoi familiari e, non ultimo, un episodio in cui il pregiudicato, nottetempo, dopo aver sbarrato con la propria autovettura quella della vittima, entrava nell’automobile armato con due bisturi, minacciandola che se la relazione non fosse ripresa, li avrebbe utilizzati per sfregiarla, dopo averle fatto cadere i denti a seguito di percosse. I Carabinieri hanno sottoposto l’uomo agli arresti domiciliari.
Una chitarra tra Napoli e il mondo: conversazioni con Mauro Di Domenico, a cura di Donato Zoppo
Venerdì 29 settembre – in concomitanza con la presentazione ufficiale alla Settima Edizione della Mostra Rock! al Palazzo delle Arti di Napoli – Rogiosi Editore pubblica “Una chitarra tra Napoli e il mondo”: conversazioni con Mauro Di Domenico, a cura di Donato Zoppo. Un libro ricco ed emozionante che viaggia tra ricordi, aneddoti, testimonianze e riflessioni del popolare chitarrista napoletano, raccolti da Zoppo in una lunga e appassionata conversazione nella quale l’artista si è messo a nudo, raccontando quasi mezzo secolo di carriera, dalla formazione avvenuta a Napoli con il maestro Eduardo Caliendo ai più recenti progetti dedicati a Ennio Morricone e Pino Daniele. E proprio Ennio Morricone, Pino Daniele come Massimo Ranieri, Eugenio Bennato, Inti-Illimani, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Mauro Pagani, Phil Manzanera, Giancarlo Giannini, Luis Sepulveda, Roberto De Simone, Nicola Piovani, Giuseppe Tornatore, Phil Palmer, Maurizio Scaparro, sono una piccola parte dei grandi artisti con cui Mauro Di Domenico ha suonato nel corso della sua lunga attività. Avvicinarsi alla vicenda artistica di Mauro Di Domenico significa scoprire un oceano di collaborazioni e amicizie in Italia e all’estero, con lavori nel mondo della discografia, del teatro e del cinema, da Roberto Vecchioni a Elvio Porta, da Arisa a Mariano Rigillo. Significa scoprire una storia musicale ricchissima, nata nella sua Napoli con il papà, il famoso tenore Lello Di Domenico, e cresciuta in giro per il mondo, sempre accanto alla fedele chitarra. Allievo prediletto di mostri sacri della chitarra del ‘900 come Eduardo Caliendo e Alirio Diaz, dagli anni ’70 ad oggi Mauro Di Domenico ha lavorato con i grandi, diventando uno dei più stimati e affidabili chitarristi italiani, studioso e conoscitore sopraffino delle musiche popolari, in particolare quelle latino-americane che ha approfondito negli anni ’80 e ’90 in giro per il mondo con i gloriosi Inti-Illimani. Una chitarra tra Napoli e il mondo approfondisce tutto il suo percorso, dall’apprendistato negli anni ’70 al trionfale lavoro sulle musiche di Ennio Morricone, dagli anni ’80 con Musicanova, Eugenio Bennato, Maurizio Scaparro e Elvio Porta al ventennio di musica con Massimo Ranieri, dalla straordinaria esperienza con Mauro Pagani fino all’ultimo progetto – ancora inedito – dedicato alla musica di Pino Daniele, con il quale Mauro ha avuto un sincero rapporto di amicizia e stima. Richiestissimo come accompagnatore (“l’accompagnatore ideale”, lo ha definito Morricone, che ha anche composto per lui il brano Non telefonare), Di Domenico ha deciso di aprire lo scrigno delle memorie e di raccontarsi: lo ha fatto in testo avvincente, arricchito da foto storiche (tutti scatti inediti provenienti dal suo archivio privato) e un cd allegato. Il disco contiene rarità dall’archivio personale di Di Domenico: brani giovanili incisi privatamente con Eduardo Caliendo, brani dal vivo con Nuova Compagnia di Canto Popolare, Musicanova, Eugenio Bennato, Inti-Illimani e Massimo Ranieri, infine sette inediti per sola chitarra registrati nel 2017, tra i quali spiccano Creuza de ma di Fabrizio De André, Quando di Pino Daniele e Non telefonare, il brano che Morricone ha scritto per Mauro. Una chitarra tra Napoli e il mondo si apre con le prefazioni di Ennio Morricone, che ha scritto un’affettuosa lettera a Mauro, e Michelangelo Iossa, uno dei più autorevoli opinionisti musicali italiani.
Bloccavano il computer con un virus poi chiedevano il riscatto in bitcoin: sette arresti
Frosinone. All’alba di oggi, i militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, hanno eseguito, in provincia di Frosinone, una misura cautelare personale e reale nei confronti di 7 soggetti tutti indagati per i reati di associazione per delinquere finalizzata all’estorsione, alla frode informatica ed all’autoriciclaggio. Il provvedimento, emesso dal Gip di Frosinone su richiesta del Procuratore della Repubblica, Dott. Giuseppe De Falco, ha disposto la custodia cautelare in carcere per due soggetti e la misura dell’obbligo di firma per altri cinque membri dell’organizzazione nonché il sequestro del capitale sociale e del complesso aziendale di una società e di tutte le disponibilità finanziarie giacenti sui conti correnti riconducibili all’organizzazione. Le articolate indagini hanno tratto origine dall’analisi di numerose “segnalazioni per operazioni sospette” con le quali gli intermediari finanziari evidenziavano un anomalo utilizzo di carte ricaricabili sulle quali era transitato, in circa un anno, oltre 1 milione di euro. L’operazione denominata “virtual money” ha permesso di smantellare l’organizzazione criminale che aveva una particolare metodologia delinquenziale: in sostanza alcuni sodali inoculavano nei personal computer di ignari utenti, il virus denominato criptolocker con il quale bloccavano l’utilizzo dello strumento informatico. Per riottenerne la disponibilità gli utenti erano costretti a pagare un riscatto, rigorosamente in bitcoin, da acquistarsi su siti di cambiavalute riconducibili agli indagati. Il controvalore, di circa 400 euro per ogni estorsione, veniva accreditato su carte di credito ricaricabili intestate a soggetti prestanome e comunque nella disponibilità del vertice dell’organizzazione. I finanzieri hanno anche ricostruito i successivi movimenti di denaro che, dalle carte ricaricabili, confluiva su conti correnti nazionali e, da quest’ultimi, all’estero Guardia di Finanza Nucleo Speciale Polizia Valutaria per l’acquisto di ulteriori bitcoin. Quest’ultima circostanza è stata particolarmente valorizzata dall’Autorità giudiziaria in quanto costituisce reimpiego in attività finanziarie e speculative. Nei sei mesi d’indagine sono stati ricostruiti i movimenti finanziari transitati per circa 40 carte di pagamento e sono stati ricondotti al modus operandi fin qui descritto numerosi accadimenti estorsivi denunciati dalle persone offese in tutta Italia. E’ stato riscontrato anche il tentativo di mascherare ulteriormente l’illecita attività con l’utilizzo di un’ulteriore schermo costituito da una società di cambiavalute creata ad hoc. L’attività si inquadra nell’ambito di una più ampia strategia attuata dalla Guardia di Finanza finalizzata a contrastare insidiosi fenomeni di criminalità economica e ad evitare che nuovi mezzi di pagamento possano essere utilizzati per inquinare il circuito finanziario legale.
Una rapina e il ferimento di un parcheggiatore a Salerno: fermati i responsabili
Salerno. Una rapina e il ferimento di un parcheggiatore abusivo in via San Leonardo: sono stati fermati dalla Polizia gli autori del raid. Alle 11,30 i dettagli dell’operazione che ha condotto al fermo di due persone saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa presso la Procura di Salerno, negli uffici del procuratore Corrado Lembo, dal questore Pasquale Errico. Ieri sera la polizia di Salerno ha proceduto al fermo degli autori del ferimento di un parcheggiatore abusivo in via San Leonardo e di una rapina in via Botteghelle, avvenuto poche ore prima.
Casavatore, i commissari straordinari fermano le colate di cemento in città
Casavatore. Edilizia, i commissari straordinari fermano le colate di cemento in città. Proseguono le indagini della Procura Napoli Nord. Nel mirino i piani di fabbricazione rilasciati mesi fa e quelli in attesa di essere vagliati sulla scrivania del neo dirigente, Ziello. Con proprio atto deliberativo, i commissari Valente, Albertini e Izzo, giunti dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche, hanno emanato le nuove linee di verifica e controllo dell’edilizia in città ed in particolare del Piano Casa. Una vicenda già certificata da inchieste e avvisi di conclusione delle indagini per abuso e omissione in atti d’ufficio che vede coinvolti decine tra politici, amministratori, imprenditori e dipendenti comunali deputati al controllo e al rilascio delle concessioni. I commissari hanno evidenziato che: “ La relazione redatta dalla Commissione d’indagine,ha posto in evidenza un diffuso quadro di illegalità, in diversi settori dell’Ente locale, che unitamente, ad un generale disordine amministrativo, si sono rivelati funzionali al mantenimento di assetti predeterminati con soggetti organici o contigui alle organizzazioni criminali egemoni”. In particolare – fanno emergere i prefetti -, per quanto concerne il settore dell’edilizia e dell’urbanistica, la commissione ha rilevato che il Comune di Casavatore, ancora oggi utilizza un vecchio piano regolatore del 1983, assolutamente inadeguato,che consente una gestione del territorio con ampi margini di discrezionalità nel rilascio dei titoli edilizi. Tale circostanza – proseguono -, ha permesso di adottare un Piano Casa, dal quale sono scaturite iniziative di edilizia residenziale in violazione di leggi regionali e varianti a progetti originari”. Ecco perché, con la delibera varata martedì scorso e avente ad oggetto : atto di indirizzo-problematiche piano casa -, la Commissione Prefettizia ha ritenuto assolutamente necessario a seguito delle risultanze delle indagini,in relazione al Piano Casa, di disporre atti di indirizzo agli uffici competenti, affinché tanto ai fini del rilascio di P.D.C., quanto di analisi ed eventuale esercizio di atti di autotutela su quelli già rilasciati, si attengano scrupolosamente alle normative vigenti e citate in delibera, ed in particolar modo la norma che configura il silenzio assenso, tenendo conto delle criticità riscontrate dalla già citata Commissione d’Indagine in merito all’attività dell’Ente riferite al Piano Casa. “Tali palesi irregolarità – precisano – hanno evidenziato la propensione dell’Ente locale ad assecondare le richieste formulate dai costruttori, caratterizzate da numerosi profili di illegittimità, nel solo interesse degli stessi. Ciò ha consentito, di aumentare i volumi edificabili con la contestuale riduzione delle Aree riservate ad uso pubblico”. Una delibera che potrebbe prefigurare ulteriori risvolti penali in essere e che nel breve potrebbero toccare alcuni ex amministratori mandati anzitempo a casa per camorra. Insomma, trema il palazzo sotto i colpi dello Stato. E sorpreso chi credeva di aver messo a tacere lo scandalo giudiziario venuto fuori a seguito delle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia che vede indagati a vario titolo ex consiglieri, sindaco, candidati e dipendenti comunali per voto di scambio aggravato dal metodo mafioso con udienza preliminare che si terrà il 21 dicembre prossimo.
Salvatore Baldini
Camorra a Ponticelli: il ras Solla aggredito dopo gli arresti dei suoi 4 affiliati
Sarebbe legato anche alla volontà di espansione del nuovo clan di Ponticelli i cui vertici sono stati arrestati l’altro giorno il pestaggio in cui è rimasto gravemente ferito il pregiudicato Bruno Solla di 53 anni detto “tatabill”. L’uomo resta ricoverato a Villa Betania, le sue condizioni non sono particolarmente gravi ma l’aggressione è stata violenta e gli ha procurato numerose ferite. Gli uomini del commissariato di polizia di Ponticelli che conducono le indagini stanno cercando di dare una spiegazione all’aggressione. Il ferito ha solo riferito che erano in tre e che avevano il volto coperto. Troppo poco per essere di aiuto. Solla affiliato all’ex clan Sarno e poi transitato con il clan De Luca Bossa è il fratello di Salvatore ’o sadico ucciso lo scorso anno. Sia dietro l’omicidio sia ditero l’aggressione secondo gli investigatori ci sarebbe la mano dei De Mico “Bodo”. Il fatto che solo due giorni prima siano stati arrestati 4 amici di Solla, devo averlo reso più vulnerabile. I quattro, per il quale il gip ieri non ha confermato il fermo ma rimangono in carcere perché raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare, stavano cercando di allargarsi nella zona di sant’Anastasia e in altri comuni vesuviani per prendere il controllo sulle attività illecite in un territorio che era controllato dal clan Sarno. Si tratta di Massimiliano Baldassarre, 41enne di Cercola ora residente a Sant’Anastasia, soprannominato “’a Serpe”, già sottoposto a sorveglianza speciale; Fiorentino Eduardo Mammoliti, 24enne detto “Fiore”, napoletano di Ponticelli, nipote dei Solla; Francesco Sebeto, 41enne soprannominato “Zainetto”, di Sant’Anastasia; e Antonio Sbrescia, 26enne di Pollena Trocchia, soprannominato “’a cattiveria”. Tut- ti voli già da tempo conosciuti dalle forze dell’ordine. Grazie alla denuncia di un coraggioso imprenditori sono finiti in cella. Bruno Solla che secondo gli inquirenti era il leader del gruppo, che stava dando fastidio al clan De Micco, con il loro arresto sarebbe rimasto isolato e per questo che sarebbe stato aggredito.
Salerno, parcheggiatore ferito a colpi di pistola davanti al centro commerciale
E’ stato sparato alle gambe per aver rifiutato di consegnare il marsupio con le somme di denaro guadagnate nella sua giornata di lavoro da parcheggiatore abusivo davanti ad un centro commerciale di via San Leonardo. Si tratta di Giuliano Pastore, 47enne già noto alle forze dell’ ordine. Pastore non è in pericolo di vita e sarebbe stato colpito da un unico proiettile alla gamba. La sparatoria è avvenuta ieri intorno alle 18 circa alla presenza di automobilisti e testimoni, creando non pochi problemi alla circolazione veicolare. Secondo una prima ricostruzione fatta dagli uomini della squadra mobile, l’abusivo sarebbe stato avvicinato da un uomo il quale avrebbe estratto la pistola. Sotto la minaccia dell’ arma avrebbe chiesto la consegna del marsupio. Il parcheggiatore abusivo si è opposto e prima di scappare l’uomo gli avrebbe sparato. Ad oggi è stato ritrovato un solo bossolo, quello nella gamba del 47enne, e non si esclude la presenza di altri all’ interno dell’ area di parcheggio. Le indagini sono in corso e gli inquirenti non escludono nessuna pista, inoltre sono state anche acquisite le riprese delle telecamere di videosorveglianza. Dalle immagini si avranno informazioni più complete e fondamentali per la ricostruzione dei fatti. Indagini anche nel contesto dei parcheggiatori abusivi per capire se ci siano in corso conflitti territoriali per la spartizione e gestione delle aree da coprire.
Sbarca con un cranio di babbuino in valigia: ”Ricordo della vacanza in Africa”
‘E’ un souvenir, un ricordo della vacanza trascorsa in Africa’. Questo si sono sentiti rispondere i Finanzieri della Compagnia di Caselle ed i funzionari doganali alla richiesta di spiegazioni su cosa ci facesse un cranio di babbuino all’interno del bagaglio. E’ quanto è accaduto nei giorni scorsi all’aeroporto torinese, dove un quarantenne italiano, di ritorno da una vacanza in Sud Africa, è stato fermato dalle Fiamme Gialle con all’interno del proprio bagaglio, nascosto tra gli effetti personali, il cranio del primate. Il teschio, in seguito agli accertamenti condotti dall’università degli Studi di Torino – struttura didattica speciale veterinaria c.a.n.c. (centro animali non convenzionali), è stato classificato al genere ‘papio’, specie comunemente nota come babbuino. L’esemplare, come dichiarato dall’uomo, era un ‘ricordo’ di un periodo di soggiorno trascorso nella savana, ma, ovviamente, non è passato inosservato ai Finanzieri in servizio presso lo scalo ‘Sandro Pertini’, già protagonisti negli ultimi mesi di vari sequestri di animali e piante minacciate di estinzione e protette dalla convenzione di Washington. L’intervento della Guardia di Finanza torinese sono inquadrate nell’ampio dispositivo mirato al contrasto dell’importazione illegale di “specimen” protette che generano annualmente un giro d’affari di diversi milioni di euro. Il cranio del babbuino è stato sequestrato mentre l’uomo rischia ora una sanzione fino a 15.000 euro.
Playboy in lutto: è morto Hugh Hefner, fondatore della rivista
Morto per cause naturali a novantuno anni Hugh Hefner, il fondatore della rivista Playboy, conosciuta in tutta il mondo.Il suo marchio sfidava sfacciatamente il puritanesimo, incarnando una delle molte facce della rivoluzione sessuale.
E’ morto nella sua casa di Los Angeles, la Playboy Mansion nei pressi di Beverly Hills, circondato dalla sua famiglia.Lo ha reso noto la casa editrice di Playboy, a cui fa capo un vero e proprio impero dell’intrattenimento ammiccante, popolato dalle playmate, le onnipresenti, sorridenti e avvenenti conigliette nate dalla fantasia di Hefner per raggiungere quella di milioni di uomini in tutto il mondo attraversando diverse generazioni.
Era il 1953 quando a soli ventisette anni, Hefner fondò la rivista.Giovane marito e padre, aveva da poco lasciato il suo precedente lavoro presso una rivista dedicata ad attività per bambini e abbracciò la sfida della rivoluzione sessuale rendendola una rivoluzione personale.
Donne graziose, sorridenti e poco vestite come formidabile antidoto al puritanesimo americano.Criticata e osteggiata da alcuni, celebrata e osannata da altri, il tratto inconfutabile della rivista Playboy è la sua notorietà, non impermeabile ai cambiamenti del tempo ed emblema di una operazione di marketing tra le più riuscite.
Playboy voleva offrire il sogno di cui Hefner fu testimonial tanto quanto le sue desiderate playmate.Intuizione fortunatissima quella di Hefner, capace come pochi di leggere il segno dei tempi: così nella prima edizione di Playboy comparivano foto di una giovane Marilyn Monroe senza veli.
In un anno la tiratura della rivista raggiunse quasi duecento mila copie, diventate un milione in cinque anni; negli anni ’70 i lettori erano sette milioni.Con Internet la competizione, anche per Playboy, si è fatta durissima e le copie sono scese a meno di tre milioni.
Nel 2015 Playboy ha smesso di pubblicare foto di donne nude proprio in risposta alla diffusione di tali immagini in rete.Ma fino alla fine Hefner ha mantenuto la sua promessa.
Benevento: stadio pieno contro l’Inter
Sia in citta’ che nel resto della Campania, ma anche nelle regioni limitrofe, ci sono tanti tifosi nerazzurri, ma i tifosi della curva hanno parlato chiaro alla propria gente con uno striscione eloquente esposto in centro citta’ in queste ultime ore “BENEVENTO ai beneventani” invitando tutti i concittadini a tifare solo ed esclusivamente per la squadra di Baroni in questo momento delicato di inizio stagione. Contro la formazione di Spalletti il BENEVENTO sogna di muovere finalmente la propria classifica. Una missione quasi impossibile, ma nella terra delle streghe ci credono. Baroni sta preparando al meglio questa gara nel ritiro di Roma e spera di recuperare anche qualche elemento. Il bollettino medico diramato dalla societa’ giallorossa ha tracciato un quadro chiaro sulla condizione degli infortunati. Per Iemmello, che si e’ sottoposto ad un’accurata visita a Villa Stuart, il quadro clinico e’ sotto controllo, non ci sono elementi patologici riguardanti il ginocchio sinistro per cui si conta in un recupero della forza fisica e muscolare che andra’ di pari passo con la ripresa in campo. Discorso simile per Antei che viene da una serie di infortuni al ginocchio destro che ne hanno ritardato la preparazione atletica ed hanno portato prevalentemente ad un affaticamento di carattere muscolare. Discorso a parte, invece, per Djimsiti che esce da un trauma diretto al ginocchio sinistro con interessamento della testa del perone prossimale. Baroni spera di recuperarlo dopo la sosta. Ciciretti, invece e’ in fase di netto recupero, da valutare se potra’ essere utilizzato a mezzo servizio nella gara contro l’Inter. Discorso simile anche per D’Alessandro. Kanoute’, invece, durante l’allenamento di venerdi’ scorso ha subito un trauma indiretto alla spalla destra e quindi solo dopo gli esami diagnostici si potranno valutare i tempi di recupero. A questa lunga lista bisogna anche aggiungere l’assenza forza di capitan Lucioni, fermato come noto dalla Commissione Antidoping. Il capitano giallorosso lunedi’ 2 ottobre sara’ ascoltato dalla Procura Nazionale Antidoping
Avellino: Gavazzi vuole un’altra chance
Scoperta la maxi truffa dei falsi braccianti: 335 indagati
In Calabria scoperta una maxi-truffa da 800.000 euro ai danni dell’Inps perpetrata da una cooperativa agricola attraverso 335 false assunzioni di dipendenti. La Guardia di Finanza di Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza, a conclusione di un’articolata e complessa attivita’ di indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha scoperto che l’impresa presentava, all’ente previdenziale, falsi contratti di fornitura di frutta e contratti di comodato d’uso gratuito e/o di affitto di terreni riconducibili a soggetti ignari, completamente estranei alla truffa,. Inoltre sono emerse fasulle denunce aziendali trimestrali, attestanti l’impiego, mai avvenuto, di operai, al fine di consentire l’indebita percezione di indennita’ di disoccupazione, malattia e maternità. Nel corso delle indagini sono state acquisite informazioni dai proprietari dei terreni estranei alla truffa e attraverso l’analisi documentale sono state ricostruite le false dichiarazioni e comunicazioni all’Inps del falso dal datore di lavoro. Oltre 27.000 le giornate lavorative mai effettuate e comunicate, che hanno fittiziamente generato falsi costi di personale per oltre 1.500.000 di euro e nessun ricavo Al termine delle indagini, il rappresentante legale dell’impresa e’ stato denunciato alla Procura della Repubblica di Castrovillari per truffa aggravata ai danni dell’ente previdenziale e falso, mentre, i 335 falsi braccianti, sono stati segnalati per il reato di truffa aggravata, in concorso con il fittizio datore di lavoro. L’attivita’ svolta si inquadra in un piu’ ampio dispositivo di polizia economico-finanziaria predisposto dalla Guardia di Finanza di concerto con il Procuratore della Repubblica Eugenio Facciola per la tutela della legalita’ economica e la repressione dei reati in materia tributaria e di spesa pubblica.



