Il gip del Tribunale di Napoli, Mario Morra ha revocato gli arresti domiciliari emessi nei confronti dell’ex direttore generale dell’ospedale Cardarelli di Napoli, Ciro Verdoliva, sostituendo il provvedimento con la sospensione per 4 mesi dai ruoli di direttore tecnico e provveditore dell’azienda ospedaliera. La decisione e’ motivata con l’attenuazione delle esigenze cautelari.
Sulla sostituzione della misura avevano espresso parere favorevole i pm titolari dell’inchiesta sugli appalti Romeo, Henry John Woodcook, Celeste Carrano e Francesco Raffaele. La sospensione riguarda i ruoli rivestiti da Verdoliva all’epoca dei fatti contestati, e non quello attuale di manager.
Napoli, appalti Romeo: revocati i domiciliari al dg del Cardarelli
Gare truccate nell’Ambito sociale 8, la deputata Camilla Sgambato del Pd si difende: “Non ho commesso abusi”
Napoli. “Ho ricevuto, nella mattinata odierna, un avviso di garanzia per concorso in abuso di ufficio per fatti risalenti all’anno 2014. Sono assolutamente serena perche’ non ho fatto nulla ed ho piena fiducia nella Magistratura e nel lavoro dei giudici”. Cosi’ la deputata Pd Camilla Sgambato commenta l’indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che la vede coinvolta. Per l’accusa Sgambato avrebbe raccomandato un componente dell’Ufficio di Piano dell’Ambito sociale C8, l’organo che attua i progetti di carattere sociale finanziato dallo Stato e dalla Regione. “Ho gia’ dato mandato ai miei legali – ha spiegato – al fine di chiarire al piu’ presto possibile la mia posizione perche’ totalmente estranea ai fatti contestatimi”.
Omicidio Vassallo senza colpevoli: Edmondo Cirielli chiede una commissione parlamentare sulle indagini
Salerno. Sono passati sette anni e per l’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo non vi sono ancora colpevoli: il deputato di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli ha chiesto una commissione d’inchiesta sulla vicenda. ”Il Parlamento ha il dovere di mettere in campo tutti gli strumenti, sia ispettivi che di natura politica, per non far calare il silenzio sull’omicidio del sindaco di Pollica, in provincia di Salerno, Angelo Vassallo”. Ha detto il deputato salernitano che nel corso di un incontro a Roma che si è tenuto il 22 novembre promosso dalla fondazione Vassallo. Cirielli ha annunciato la richiesta a firma sua e del leader del partito Giorgia Meloni, depositata il 25 ottobre 2017 alla Camera, di istituire una commissione speciale di inchiesta sull’omicidio Vassallo. ”Fino ad oggi era giusto rispettare il lavoro dell’Autorità giudiziaria, unica istituzione deputata ad accertare la verità, ma non possiamo sottrarci al dovere morale e politico di continuare a tenere accesi i riflettori su un assassinio che ha colpito un rappresentante dello Stato e che sette anni dopo resta senza colpevoli”, ha concluso Cirielli evidenziando come “la missione della commissione sia anche quella di accertare eventuali inadempienze o ritardi nelle indagini sulla morte di Vassallo”.
Auto riciclate e inviate in Africa: sequestro dell’ufficio delle Dogane e Polstrada nel porto di Salerno
Salerno. Auto contraffatte pronte per essere imbarcate per l’Africa sequestrate nel porto di Salerno. Brillante operazione della Polizia stradale e dell’ufficio delle dogane che ieri hanno bloccato l’imbarco di due autovetture di recentissima costruzione, prive di targa, contraffatte nel numero del telaio. Il servizio di vigilanza, costantemente effettuato dal personale dell’Antifrode dell’Agenzia delle Dogane del Porto di Salerno, è stato attuato per arginare e contrastare il riciclaggio di veicoli rubati e contraffatti mediante imbarco nei Porti Italiani su motonavi dirette verso i paesi Africani, maggiormente quelli del Magreb, e quelli Balcanici. Il mese scorso in due separati interventi sono stati sequestrati due veicoli industriali sempre in procinto di imbarcarsi per l’Egitto.
L’operazione conclusa nel pomeriggio di ieri ha consentito di sequestrare una nuovissima Toyota Rav 4 di colore grigio metallizzato, priva di targa, contraffatta nel numero di telaio che risultava corrispondere ad altro veicolo regolarmente circolante e una Ford Kuga di colore grigio metallizzato, anch’essa priva di targhe, presentante il numero del telaio contraffatto ed appartenente ad altro veicolo. Tutte e due le autovetture presentavano documentazioni riconducibili a cittadini del Centro Africa.
Sono in corso ulteriori indagini per identificare altre autovetture e i responsabili del riciclaggio. Il sequestro delle autovetture e dei veicoli industriali ha dato un duro colpo all’organizzazione criminale privandola dell’ingiusto profitto ottenuto dalla loro vendita, valore stimato intorno ai 250mila euro.
Aveva una pistola non denunciata: arrestato e scarcerato un gioielliere di Cicciano in provincia di Napoli
Cicciano. Aveva una pistola nella sua gioielleria: è stato arrestato e sarà processato per la mancata denuncia dell’arma appartenuta al padre. Un gioielliere 48enne di Cicciano è stato sorpreso, durante perquisizione dei carabinieri nella sua attività, in possesso di una rivoltella e di una semiautomatica di fabbricazione americana risultate di proprietà del padre defunto dell’uomo che, a suo tempo, le deteneva regolarmente. Successivi controlli a casa del gioielliere hanno portato al rinvenimento di munizioni di vario calibro e 2 etti di polvere da sparo. L’uomo è stato arrestato per detenzione illegale di arma da fuoco. Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto che venga processato in data da decidersi per la mancata denuncia di detenzione delle 2 armi e del loro spostamento.
Banca di credito cooperativo del Cilento: assolti sei funzionari accusati di usura
Vallo della Lucania. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania (Salerno) ha assolto 6 tra funzionari e impiegati dell’ex Banca di Credito cooperativo del Cilento accusati di usura “perché il fatto non sussiste”. A darne notizia il direttore generale della Banca del Cilento, di Sassano e del Vallo di Diano e della Lucania, Ciro Solimeno, che dichiara: “Giustizia è fatta”. Il procedimento giudiziario era relativo a presunte irregolarità che si sarebbero verificate nel periodo tra il 2001 e il 2010 e doveva stabilire se nel caso specifico il tasso effettivo globale (Teg), applicato dai 6 dipendenti dell’istituto bancario, avesse superato la soglia fissata dai decreti ministeriali. La vicenda giudiziaria ha avuto inizio nel mese di maggio del 2014 e i funzionari sono finiti in Tribunale dopo la denuncia presentata da parte di una società fallita. Gli imputati hanno richiesto il rito abbreviato che si è concluso con l’assoluzione perché il fatto non sussiste. I difensori dei funzionari dell’Istituto di Credito, gli avvocati Guglielmo Scarlato e Franco Maldonato, hanno dimostrato che “i tassi applicati non hanno mai superato le soglie fissate all’epoca nei decreti trimestrali del Ministero dell’Economia”. Per Pasquale Lucibello, presidente della Banca del Cilento, “il tempo è galantuomo e lo dimostra il fatto che finalmente è stato appurato che i dipendenti ingiustamente accusati avevano operato correttamente. Abbiamo sempre avuto fiducia nella giustizia, ed è arrivata la completa assoluzione: sono molto contento per i nostri dipendenti, investiti senza motivo da accuse infondate che il magistrato ha confutato”.
Falso dentista a Boscoreale: denunciato dai carabinieri
Boscoreale. Esercitava abusivamente l’attività di dentista all’interno di uno studio di proprietà di un vero medico ormai in pensione. A Boscoreale, in provincia di Napoli, è stato denunciato dai carabinieri della locale Stazione un 51enne, che non aveva alcuna laurea in medicina, per esercizio abusivo della professione medica.
Minacce al pizzaiolo di Acerra, Paolella lancia un appello: “Viviamo nel terrore, aiutateci”
Acerra. L’incendio della pizzeria, i furti delle auto e ora le minacce telefoniche: l’ennesimo avvertimento rivolto a Gaetano Paolella, 34 anni, titolare di una nota pizzeria ad Acerra. “Ci prenderemo tutte le macchine che vogliamo e poi ci prenderemo anche te” questa la minaccia, l’ennesima che Paolella ha denunciato ai carabinieri, dopo una serie impressionante di episodi criminali dietro i quali potrebbe esserci il tentativo da parte di criminali di fare piazza pulita di ogni forma di concorrenza in città. “Faccio il mio lavoro e devo avere paura: Non si vive così” ha detto ieri dopo l’ennesimo attacco nei suoi confronti. Un anno fa la Pizzeria Paolella di Corso Resistenza ad Acerra fu distrutta da un incendio doloso.
I carabinieri hanno denunciato un ragazzo di 17 anni, incensurato e di buona famiglia che -si ipotizza – non ha agito da solo. Quaranta giorni dopo, Gaetano Paolella è riuscito a riaprire il suo locale, ma nel giro di pochi mesi gli sono state rubate tre auto personali, acquistate dopo ogni furto. Poi i ladri hanno rubato, come riporta Il Mattino, anche un motorino e una Panda utilizzata per le consegne a domicilio delle pizze. Finita la scia dei furti, nei giorni scorsi sono iniziate le minacce telefoniche. L’obiettivo è quello di distruggere l’attività commerciale. Gaetano Paolella ha quindi lanciato un appello dopo aver presentato l’ennesima denuncia ai carabinieri: “Io e la mia famiglia stiamo vivendo nel terrore: aiutateci” ha detto il 34enne di Acerra. Lo scorso anno anche altri esercizi commerciali erano stati presi di mira: un attentato incendiario alla bigiotteria Di Buono, situata nel centro storico ha costretto i titolari a trasferirsi in un’altra zona della città.
Imbarcavano per l’Africa al porto di Salerno le auto rubate
Dopo accurati accertamenti documentali e successivi controlli tecnici su veicoli in esportazione per l’Africa, personale dell’Area Verifiche e Controlli – Antifrode
dell’Ufficio delle Dogane di Salerno e della Squadra di Polizia Giudiziaria della Polizia Stradale di Salerno, nella giornata di ieri, hanno concluso
una brillante operazione con il ritrovamento di due autovetture in procinto di essere imbarcate per l’Africa. L’attività ha consentito il sequestro di due autovetture di recentissima costruzione, prive di targa, contraffatte nel numero del telaio.
Tale servizio di vigilanza, costantemente effettuato dal personale dell’Antifrode dell’Agenzia delle Dogane del Porto di Salerno, nasceva dalla necessità di arginare e contrastare il riciclaggio di veicoli rubati e contraffatti mediante imbarco nei Porti Italiani su motonavi dirette verso i paesi Africani, maggiormente quelli del Magreb, e quelli Balcanici. Quel personale, per la specificità della materia di riciclaggio di veicoli, si avvale dell’esperienza del personale della Polizia Stradale di Salerno. La collaborazione tra i due Uffici ha già dato soddisfacenti risultati, infatti, il mese scorso in due separati interventi sono stati sequestrati due veicoli industriali sempre in procinto di imbarcarsi per l’Egitto.
L’operazione conclusa nel pomeriggio di ieri ha consentito di sequestrare una nuovissima Toyota Rav 4 di colore grigio metallizzato, priva di targa, contraffatta nel numero di telaio che risultava corrispondere ad altro veicolo regolarmente circolante e una Ford Kuga di colore grigio metallizzato, anch’essa priva di targhe, presentante il numero del telaio contraffatto ed appartenente ad altro veicolo. Tutte e due le autovetture presentavano documentazioni riconducibili a cittadini del Centro Africa. Sono in corso ulteriori e più approfondite indagini tese all’identificazione delle autovetture e dei responsabili del riciclaggio delle stesse. Il sequestro delle autovetture e dei veicoli industriali ha dato un duro colpo all’organizzazione criminale privandola dell’ingiusto profitto ottenuto dalla loro vendita, valore stimato intorno ad Euro 250.000,00.
Napoli, ricercato il pistolero dei Baretti di Chiaia: è parente di un ras della camorra di Fuorigrotta
Napoli. Identificato il giovane che ha sparato ai ‘Baretti’ a Chiaia: c’è una svolta nelle indagini della Squadra Mobile di Napoli e del commissariato di San Ferdinando che stanno valutando le dichiarazioni di alcuni giovani presenti alla rissa di venerdì sera. Molti hanno raccontato di aver visto il giovane, un 20enne di Fuorigrotta identificato dalla Polizia, che litigava con i ragazzi che sugli scooter andavano avanti e indietro alla ricerca di qualcuno. Lui, il 20enne che la Polizia ha cercato nelle ore successive alla rissa ha raccontato ai suoi amici di essere stato aggredito.
Il 20enne, incensurato, con un familiare in carcere per associazione camorristica è fortemente indiziato per aver sparato ai Baretti. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, avrebbe risposto col fuoco ad un’aggressione, accoltellato alle gambe e ad un fianco, e poi colpito con una pistola alla testa. Le indagini della polizia si concentrano su due gruppi: uno del Rione Traiano e Fuorigrotta, l’altro di San Giovanni a Teduccio. Giovani vicini ai Puccinelli e ai Troncone in contesa con i Formicola-Marigliano della zona sud di Napoli. Erano questi ultimi a girare in scooter cercando qualcuno da picchiare. Il sospetto è che le due gang si fossero dati appuntamento, una contesa iniziata sui social per poi essere decisa ai Baretti, dal vivo.
“Sono passati due o tre volte, poi sono scesi con coltelli e mazze” hanno detto alcuni testimoni della sparatoria. Alla fine il bilancio è stato di quattro feriti a colpi di pistola, tutti del gruppo di San Giovanni a Teduccio, tranne un giovane estraneo alla vicenda colpito da una pallottola vagante. Sono stati esplosi sei colpi, quattro andati a centro e due trovati sul selciato. Il motivo della lite, ancora non è chiaro. Potrebbero esserci futili screzi tra giovani o addirittura un regolamento di conti per lo spaccio di droga nella zona di Chiaia, gestito – secondo gli inquirenti – da giovanissimi incensurati ma già inseriti in contesti criminali.
Lo spaccio per la movida in quella zona era gestito fino a pochi mesi fa dal gruppo criminale del Rione Traiano in virtù anche di una parentele e di un asse con una famiglia della zona della Torretta. Un assetto che, secondo gli inquirenti, sarebbe cambiato negli ultimi tempi.
Tangenti sui finanziamenti alle cooperative sociali ‘amiche’: arrestato l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere, altri 5 ai domiciliari
Stamane nelle province di Caserta, Napoli e Salerno, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere e personale della Sezione di P.G. -Aliquota Carabinieri-della Procura hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dall’Ufficio GIP presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su conforme richiesta della Procura nei confronti di 7 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, peculato, falso in atto pubblico, in materia elettorale, in materia dì illecito trattamento dei dati personali e truffa in danno di ente pubblico. Si tratta dell’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Biagio Di Muro, 50 anni, condotto in carcere; di Nicola Santoro, 56 anni; Salvatore Coppola, di 45; Biagio Napolano, di 47; e di Giuseppe Cavaliere, di 44, tutti assegnati ai domiciliari.
Il provvedimento odierno giunge all’esito di un’articolata attività investigativa diretta da questo Ufficio e condotta dai predetti reparti dell’Arma – a seguito di denuncia sporta da un privato cittadino- al fine di approfondire la gestione del progetto di natura sociale denominato “Home Care Premium”, promosso dall’INPS e destinato agli ex dipendenti INPDAP. L’impianto del progetto prevedeva lo sviluppo di attività di natura socio-assistenziali a favore di utenti di più contesti territoriali., gestite, dal punto di vista logistico-amministrativo, dai cosiddetti ambiti territoriali statuiti dalla legge 8 novembre 2000 n.328, “‘Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”. Nello specifico, i fatti oggetto d’indagine hanno riguardato l’Ambito territoriale “CS”, già “C5”, comprendente i comuni casertani di Curii, Casapulla, San Prisco, San Tammaro, Capua, Sparanise, Pignataro Maggiore, Bellona, Calvi Risorta, Rocchetta e Croce, Vitulazio, Camigliano, Pastorano e Giano Vetusto, nonché il comune di Santa Maria Capua Vetere che si configura quale comune “capofila” e polo logistico, amministrativo e contabile di tutte le attività ed i servizi assistenziali realizzati, appunto, nell’Ambito “C8”.
Le irregolarità accertate nella gestione del predetto progetto, hanno, poi, imposto un allargamento dell’oggetto investigativo, circostanza che ha consentito di far luce su attività illecite afferenti ad ulteriori iniziative di natura socio-assistenziale gestite dallo stesso Ambito “C8”, ma finanziate dalla Regione Campania e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’analisi dei fatti e dei contributi investigativi raccolti ha consentito di effettuare una univoca ricomposizione indiziaria e probatoria della vicenda delittuosa, facendo emergere l’esistenza di una stabile struttura organizzativa, ex art. 416 c.p., operante nel territorio sammaritano e composta da politici, dirigenti ed addetti ai competenti uffici comunali e di Ambito, nonché da rappresentanti delle cooperative affidatane, orientata, anche attraverso il condizionamento delle fasi di selezione del personale preposto alla gestione tecnico-amministrativa dei servizi appaltati e di selezione degli utenti/beneficiari dei servizi appaltati (esternalizzati), a monopolizzare, pilotare e gestire in maniera illecite tutte le iniziative promosse dall’Ambito territoriale, con la duplice finalità di ricavare un indebito vantaggio economico e di creare consenso elettorale a favore di taluni rappresentanti politici locali.
Per la realizzazione degli ideali prefissati, l’associazione a delinquere in oggetto è partita garantendosi l’avvicinamento alla macchina amministrativa Sammaritana di funzionali ed impiegati compiacenti da “gestire”. E’ stato, preliminarmente, avviato, su iniziativa dell’ex Sindaco di Santa Maria Capua Vetere., un procedimento di distacco di un funzionario regionale che ha potuto così maturare i requisiti necessari per rispondere, da solo, al bando per l’assegnazione del posto di Istruttore Direttivo presso il Comune di S. Maria C.V.. L’ente pubblico poi, nel redigere il bando per il concorso indicato, inseriva requisiti così dettagliati ed “attagliati” alla persona di interesse, già in mobilità presso l’ente, che era l’unico a presentare domanda e, quindi, a risultare vincitore del concorso, insediandosi in pianta stabile presso il citato ente. Analoghi sistemi illeciti sono stati utilizzati dai membri dell’associazione per la costituzione dell’Ufficio di Piano dell’Ambito Territoriale C8 (organo tecnico di supporto, con funzioni di gestione, amministrazione, monitoraggio e salutazione del Piano Sociale di Zona Territoriale
nonché di raccordo con l’amministrazione regionale), centro gestionale delle risorse assegnate all’Ambito, ovvero per la nomina dei sette componenti. Alcuni candidati (in particolare due), legati ad esponenti della politica locale, hanno avuto la possibilità di disporre delle domande per il concorso in oggetto ben prima della data stabilita per la prova orale, ponendosi in posizione di assoluto vantaggio rispetto agli altri concorrenti, il tutto con la compromissione, grave, delle legittime aspettative degli altri candidati e della regola basilare (meritocratica) che informa il reclutamento di personale nella P.A. L’assetto così dato ali’ Ufficio di Piano, guidato dall’ex responsabile dei servizi sociali di S.M.C.V., ha consentito all’ex Sindaco di S.M.C.V. di controllare tutte le attività di competenza dell’Ambito e di assoggettarle a note logiche di acquisizione del consenso elettorale, con sistemi tipicamente corruttivi. Vi è stata una chiara ed evidente commistione tra politica e gestione amministrativa, che ha avuto il compito di controllare un settore delle gestione amministrativa che muove circa tre milioni di l’anno. L’associazione delinquenziale così articolata ha. stante quanto accertato, indirizzato
l’aggiudicazione delle gare d’appalto relative ai progetti, di seguito elencati, a favore di Cooperative e Associazioni – in alcuni casi riunite sotto A.T.I. {Associazioni Temporanee di Impresa) compiacenti, alcune direttamente riconducibili ai promotori dell’associazione a delinquere che ricoprivano ruoli di primo piano nell’iter amministrativo di affidamento dei servizi:
– Progetto “Home Care Premium 2012”, finanziato dall’INPS, dell’importo di 420.000,00 euro, avente ad oggetto prestazioni a favore di ex dipendenti INPDAP; aggiudicato all’A.T.I. “la Meridiana- Invento” nonché “Invento – Hares – Terzo Millenio”; – Progetto “// Volo Libero” finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’importo di
86.000,00 euro, volto a favorire l’integrazione culturale, artistica e sportiva di persone disabili, aggiudicato alla Cooperativa “Invento”;
– Progetto “Babysitting e Ludobus”, finanziato dalla Regione Campania, dell’importo di euro 95.752,00 euro, finalizzati, rispettivamente, alla “conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle mamme lavoratrici di bambini di età fino a 36 mesi” e alla “creazione di momenti ludico ricreativi itineranti a favore di minori in genere”, aggiudicato al Consorzio ” La Rada”;
– Progetto “Non prendiamoci in giro- Lotta alla droga”, finanziato dalla Regione Campania, dell’importo di 2.800,00 euro, finalizzato alla creazione di momenti di riflessione per la lotta all’uso di sostanze stupefacenti, aggiudicato all’Associazione “Agaphantus”;
– Progetto “Centro per le famiglie'”, finanziato dalla Regione Campania, dell’importo di 70.600,00 euro, avente ad oggetto la creazione di spazi dedicati al sostegno, alla tutela e al potenziamento delle capacità genitoriali in famiglie multiproblematiche, aggiudicato all’A.T.I “Invento- Agaphantus”;
– Progetto “Voucher a finalità multipla”, finanziato dalla Regione Campania, dell’importo di 132.000,00 euro, finalizzato ad offrire sussidi economici per l’acquisto di servizi di cura rivolti a minori di età compresa tra O e 12 anni, nonché per la retribuzione di assistenti familiari per la cura di anziani non autosufficienti, aggiudicato alla Cooperativa “Hares”;
– Progetto ADS Disabili, finanziato dalla Regione Campania, dell’importo di euro 125.000,00, con la finalità di consentire a persone con disabilità, di conservare autonomia di vita, nella propria abitazione, nel proprio ambiente familiare e sociale, aggiudicato alla Cooperativa “Consorzio Italia”.
L’impianto indiziario-probatorio, integrante i presupposti cautelari, è stato edificato mediante elaborate attività tecniche di natura intercettiva, corroborate da riscontri documentali nonché dalle dichiarazioni di persone informate sui fatti e di indagati che hanno deciso di collaborare. Da tali attività è emerso un notevole esborso di fondi pubblici, in taluni casi per servizi mai svolti, come per il progetto “Ludobus”, o per servizi svolti ma erogati in maniera illegittima, a favore di soggetti non riunenti i requisiti formali del bando, come nel caso del progetto “Babysitting”.
Per tali servizi lo Stato ha speso denaro pubblico per oltre 100 mila euro. È stato erogato il servizio di baby itteraggio in favore di famiglia che non avevano i requisiti richiesti per accedervi. Anche altri progetti (come per il progetto “II Volo Libero”) hanno visto sperpero di denaro pubblico, mediante la rendicontazione di false fatture o fatture “gonfiate”, ottenendo rimborsi illeciti addirittura dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, oltre che dalla Regione Campania. In taluni casi (come per i progetti “Lotta alla Droga” e “Voucher a finalità Multipla”), mediante falsa documentazione pubblica, hanno fatto fittiziamente risultare affidati servizi a enti esterni, riconducibili alla gestione dei funzionari dell’Ambito C8, e erogate i medesime servizi, attività che è risultata mai svolta, per poi ncamerare indebitamente il corrispettivo/valore del servizio/appalto. Il reclutamento degli operatori delle cooperative avvantaggiate nell’assegnazione degli appalti, è sempre avvenuto sotto lo stretto controllo (politico) dell’ex sindaco e della struttura da lui organizzata e capeggiata, che privilegiava persone a lui politicamente legate, preferendo i residenti del Comune Capofila (S. Maria C.V.). la selezione degli operatori da impiegare da parte degli Enti aggiudicatali dei servizi è stata del tutto controllata e manipolata. Le modalità di gestione dell’intero Ambito territoriale hanno permesso, da un lato, indebiti arricchimenti patrimoniali e, dall’altro, un controllo politico elettorale, trattandosi di servizi e progetti destinati a fasce di popolazione facilmente condizionabili sotto il profilo economico. Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti di natura cautelare sono stati notificati avvisi di garanzia e conclusione indagini a carico di ulteriori 28 indagati, nonché eseguiti sequestri preventivi di beni e conti bancari riconducibili alle cooperative e alle compagini sociali aggiudicatane dei progetti illecitamente condizionati nonché di beni riconducibili ad alcuni degli
indagati.
Il G.I.P., concordando con la richiesta di misura coercitiva avanzata da questo Ufficio, anche per quanto riguarda la sussistenza di concrete ed attuali esigenze cautelari, ha disposto per due indagati la misura cautelare della custodia cautelare in carcere mentre per gli altri 5 quella degli arresti domiciliari.
INDAGATI SOTTOPOSTI A MISURA CAUTELARE
Custodia cautelare in carcere.
DI MURO Biagio Maria, nato a S. Maria C. V. il 27.05.1967.
Custodia cautelare in regime AA.DD.
SANTORO Nicola, nato a Capua il 07.03.1961;
COPPOLA Salvatore, nato a Napoli il 19.07.1972;
NAPOLANO Biagio, nato a S. Maria C. V. il 21.07.1970;
CAVALIERE Giuseppe, nato in Gran Bretagna il 27.06.1973.
Cavo dell’alta tensione cade su un treno ad Aversa: nessun ferito. Forti ritardi sulla linea Formia-Napoli
Caserta. Cavo elettrico dell’alta tensione si schianta su un treno: danneggiato il locomotore, nessun ferito. L’incidente è avvenuto stamane all’altezza della stazione di Aversa, nel Casertano. Un cavo della linea elettrica aerea è caduto colpendo un treno che proveniva da Benevento ed era diretto a Napoli. Il cavo ha anche infranto un vetro della cabina del locomotore provocando una fiammata. Nessuno è rimasto ferito tra i passeggeri. Il macchinista è poi riuscito a raggiungere la stazione successiva (S.Arpino-S.Antimo) dove i passeggeri sono rimasti bloccati per oltre due ore in attesa che fossero effettuati i lavori di riparazione e ripristinata la circolazione. l’incidente ha provocato ritardi fino a due ore sulla linea Formia-Napoli.
Sequestro preventivo per due milioni di euro a tre società di Frattamaggiore e Grumo Nevano
Nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord -Sezione Criminalità Economica -militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Afragola hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, emesso dal GIP presso Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di 3 società, aventi sede nei Comuni di
Frattaminore e Grumo Nevano, i cui amministratori si sono resi responsabili dei delitti di omessa dichiarazione dei redditi e di emissione ed annotazione di fatture a fronte di operazioni commerciali inesistenti.
Il provvedimento è finalizzato a cautelare somme di denaro -sia contante che su conti correnti -beni mobili e immobili e partecipazioni finanziarie riconducibili alle aziende ed ai rispettivi gestori, per un importo complessivo fino a concorrenza di euro 1.822.473,00.
Tali misure restrittive reali si inseriscono nel quadro di una più ampia e articolata azione di contrasto all’evasione fiscale e alle violazioni in materia delle leggi tributarie, posta in essere dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Napoli Nord con l’ausilio della Guardia di Finanza.
Le indagini -consistite nell’analisi dei flussi ‘finanziari intercorsi sui conti correnti societari, nell’esecuzione di controlli incrociati presso i luoghi di esercizio di aziende operanti nel settore della fabbricazione di calzature nonché nella parallela ricostruzione delle scritture contabili reperite -hanno consentito di individuare un’ingente evasione fiscale perpetrata nel quadriennio 2011-2014.
”Uccidiamo tutti”, raid stile Gomorra a Monteruscello: esplosi decine di colpi con un mitra
Raid in stile Gomorra nel Napoletano: a Pozzuoli, in localita’ Monteruscello, due persone in sella ad una moto – il guidatore a volto coperto ed il passeggero armato di mitragliatrice – in via Pierpaolo Pasolini hanno sparato nove colpi di pistola contro un furgone di un commerciante, in sosta sotto la sua abitazione. Poi lo hanno cosparso di benzina, ma senza appiccare il fuoco.
In seguito, in via Umberto Saba, hanno esploso dieci colpi d’arma da fuoco contro un 55enne ritenuto affiliato al locale clan camorristico dei Longobardi-Beneduce mentre si trovava fuori da un bar. L’uomo e’ rimasto illeso. In via de Curtis, hanno avvicinato un 40enne titolare di un bar al quale hanno mostrato la mitragliatrice e gli hanno intimato di riferire, verosimilmente agli appartenenti al clan che li avrebbero uccisi tutti.
I carabinieri di Pozzuoli hanno trovato 15 bossoli, ogive e una bottiglia per il trasporto della benzina. Secondo i militari, responsabili dei raid sono verosimilmente sempre le stesse persone.
Casoria, cadavere sui binari della Tav: treni in ritardo
Dalle 8.50 il traffico ferroviario è fortemente rallentato sulle linee AV Napoli – Roma/Salerno per il rinvenimento di un cadavere nei pressi dei binari all’altezza di Casoria. Ritardi fino a 30 minuti per i treni in viaggio. E’ quanto si legge in una nota di Ferrovie dello Stato.
Polizze auto: ecco come risparmiare
Con l’arrivo della fine dell’anno ci si appresta a fare i conti con molte spese tra cui l’assicurazione dell’automobile. Proprio questo mezzo di trasporto, soprattutto negli ultimi anni, è diventato a dir poco irrinunciabile e, per tale ragione, sono numerose le compagnie di assicurazione che hanno deciso di creare prodotti in grado di andare incontro alle varie esigenze degli automobilisti. I rincari, però, sono sempre dietro l’angolo e riuscire a districarsi nella giungla delle assicurazioni auto non è affatto cosa semplice. Ma come fare per riuscire a risparmiare qualche euro senza, però, rinunciare ad alcune garanzie? La prima e più importante cosa da fare è quella di visitare i siti cosiddetti comparatori.
Attraverso questi comodissimi portali si avrà la possibilità con pochi clic di comparare le varie offerte sia per quanto riguarda i prezzi che i servizi offerti. Come si legge nella guida al confronto di Polizzeonline.net l’unica cosa da fare sarà inserire i dati della propria automobile e scegliere l’opzione più conveniente. Nel caso in cui, invece, non si avesse alcun intenzione di cambiare la propria polizza auto, si potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di contattare l’assicuratore per chiedere un piccolo sconto. In genere, la richiesta viene sempre accolta nell’ottica di accontentare la clientela ed evitare che si rivolga ad altre compagnie. Nell’eventualità in cui, però, questo sconto non dovesse essere accordato, l’unica cosa da fare sarà procedere con il passaggio ad una nuova agenzia assicurativa che, in linea di massima, almeno all’inizio dovrebbe garantire un risparmio interessante. Discorso a parte, invece, deve essere effettuato per le polizze online. Com’è noto, stipulando una polizza assicurativa online si ha la possibilità di risparmiare non poco. Queste polizze sono a dir poco competitive soprattutto se paragonate a quelle offerte dalle assicurazioni tradizionali. Stipulare una polizza attraverso internet o, addirittura, di una app potrebbe rivelarsi l’alternativa migliore per risparmiare. Il risparmio, però, deve andare di pari passo con i servizi offerti.
Bisognerà, quindi, leggere con particolare attenzione le condizioni contrattuali in modo tale da non cadere in inganno. Un suggerimento di cui tenere conto quando si è alle prese con la stipula di un contratto di assicurazione riguarda il fatto che, al fine di risparmiare, si potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di eliminar alcune clausole come, ad esempio, quella per il furto e per l’incendio. Questa alternativa è perfetta soprattutto se si ha a che fare con un’auto non nuovissima. Tra le clausole a cui è possibile rinunciare c’è, poi, la cosiddetta protezione cristalli. Anche in questo caso, abbiamo a che fare con una clausola che da alcuni potrebbe essere considerata superflua e, pertanto, eliminabile. Una clausola in merito alla quale è estremamente necessario fare molta attenzione è quella relativa alla tutela del conducente. Spesso, infatti, il conducente risulta essere scoperto.
Con appena qualche decina di euro, conviene sempre sottoscrivere tale clausola che potrebbe rivelarsi utile nel corso del tempo. Interessante da approfondire è, inoltre, il discorso in merito alle franchigie in modo tale da comprendere con precisione quale è il danno che rimane in quota all’assicurato. Infine, è utile ricordare che ad incidere notevolmente sul prezzo dell’assicurazione è il luogo di residenza. A tale proposito, basti pensare che il Campania in media si spendono circa 990 euro. A seguire troviamo la Calabria con circa 690 euro e la Puglia con circa 670 euro. La Valle d’Aosta e il Friuli Venezia Giulia, invece, sono le regioni in cui le assicurazioni sono più basse. Nel primo caso il totale è di circa 405 euro e nel secondo 408 euro. A questo punto, non resta altro da fare che visitare i vari portali in cui comparare i prezzi e optare per la polizza assicurativa che meglio si adatta alle specifiche esigenze, tenendo sempre bene a mente che il risparmio deve andare di par passo con la qualità dei servizi offerti e che prima di sottoscrivere ogni tipologia di contratto è opportuno leggere attentamente tutte le clausole al fine di non cadere in errore o di scegliere una polizza che, in realtà, non è la migliore a disposizione per il mezzo che deve essere assicurato.
Furbetti del cartellino al comune di Piano: una sola condanna
Si conclude il processo che vede imputati sette dipendenti del comune di Piano di Sorrento e la moglie di un impiegato, accusati di allontanarsi ingiustificatamente dal posto di lavoro. Ieri pomeriggio c’è stata la pronuncia della sentenza con la quale vengono assolti Salvatore Pollio, Immacolata Di Nota, Luigi Carotenuto, Rosario De Luca, Antonino Valcaccia, Carlo Pepe e Michele Esposito. Condannato a 8 mesi di reclusione (pena sospesa) e a 800 euro di multa il solo Antonino Aversa, per il quale è stato riconosciuto il reato di truffa aggravata, mentre è stato assolto dall’interruzione di pubblico servizio e dal peculato, gli altri due reati che erano contestati a lui e agli altri imputati. Lo scandalo degli assenteisti scoppiò da indagini effettuate nel 2012. Nel 2013 i carabinieri notificarono 5 ordinanze di custodia cautelare per Aversa, Carotenuto, Valcaccia, Pepe ed Esposito per i quali il giudice stabilì l’obbligo di firma alla polizia giudiziaria. Invece per Pollio, Di Nota e De Luca, nessun provvedimento perché la loro posizione fu ritenuta molto “leggera”. I carabinieri però vollero andare a fondo così la storia è sfociata in un processo che visto coinvolti 8 impiegati.
Aggredisce il giudice l’uomo che ha sgozzato i genitori nel sonno
Un interrogatorio di garanzia come tanti altri che si è trasformato in un vero e proprio incontro sul ring quando l’indagaato ha cercato di aggredire il giudice. È successo mercoledì: da una parte c’era Graziano Afratellanza, l’uomo che ha sgozzato i genitori nel sonno nella loro abitazione di Parete, la notte tra lunedì e martedì dall’altro capo del tavolo c’era il giudice Raffaele Coppola, in servizio nel distretto di Napoli nord.
Dopo l’interrogatorio e la firma del gip sull’ordine di convalida dell’arresto in carcere, Graziano Afratellanza, quarantenne con gravi problemi psichici, ha aggredito con parole pesanti e minacce il magistrato e ha cercato di afferrargli la giacca e colpirlo. Attimi di paura hanno attraversato la stanza, ma Graziano Afratellanza è stato subito bloccato dagli agenti della polizia penitenziaria del carcere di Santa Maria Capua Vetere e trasferito nella sua cella, nel reparto psichiatrico della casa circondariale. Dove è rimasto sino ad oggi e resterà fino a quando la nuova terapia darà i suoi frutti.
Questo non è bastato a evitare un parapiglia che ha agitato tutti: magistrati, cancellieri e agenti di polizia. Ciò che è accaduto ha fatto subito scattare la reazione dei magistrati del tribunale di Napoli Nord ad Aversa che adesso chiedono «un rafforzamento di strumenti di tutela dei magistrati nell’esercizio delle proprie funzioni».
Così, ieri, la sottosezione dell’Associazione Nazionale Magistrati di Napoli nord ha diffuso un documento di «condanna» che esprime solidarietà «a Coppola destinatario di un tentativo di aggressione».
A firmare l’atto di vicinanza a Coppola sono state la presidente dell’Anm Patrizia Dongiacomo e la segretaria Cristina Capone.
«Questo episodio che si innesca in una vicenda estremamente triste e feroce – si legge nel manifesto – rappresenta un evento gravissimo ai danni del collega e di tutti i magistrati che ogni giorno si accingono a svolgere il proprio lavoro. In qualunque momento e in qualunque circostanza i magistrati possono diventare i destinatari di condotte di minacce e aggressioni. Per questo motivo la sottosezione di Napoli nord dell’Anm auspica che per il futuro sia rafforzata la tutela per coloro che svolgono il nostro lavoro».
Più attenzione alla sicurezza delle toghe, dunque, che, usciti dagli uffici, sono soli, disarmati.
Il tentativo di aggressione dell’indagato, in questo caso, è successo in carcere e, quindi, è stato subito sedato. Ma ciò potrebbe accadere anche fuori dalle celle.
Napoli, colpo da cinquemila euro in una sala scommesse: rapinatore tradito dal Dna
Si chiudono in una sala scommesse e la rapinano. I fatti lo scorso 16 ottobre in via Scaglione, nel quartiere Chiaiano di Napoli, dove un sistema di videosorveglianza registrò quanto stava accadendo. Dopo poco più di un mese i carabinieri hanno arrestato un 31enne già noto alle forze dell’ordine, V.D.L., destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale partenopeo.
L’uomo è stato tradito delle tracce di Dna individuate nel passamontagna che aveva gettato a terra al termine della rapina. Anche attraverso le immagini della videosorveglianza, i militari hanno accertato che dopo una serie di sopralluoghi, l’uomo aveva fatto irruzione nel locale con un complice in via di individuazione. Il 31enne, con il volto coperto da un passamontagna, aveva bloccato i dipendenti facendosi dare le chiavi e chiudendo la porta dall’interno: a quel punto minacce, improperi e uno schiaffo per esortare a fare in fretta, il tutto durante le fasi concitate della ricerca dei soldi nei cassetti e nella cassaforte dell’attività.
Terminato il colpo, i due erano fuggiti con un bottino di 5mila gettando a terra il passamontagna. Nell’indumento i militari sono riusciti a repertare saliva e capelli che sono stati analizzati dal Racis di Roma e confrontati con quelli dei sospettati fugando i dubbi sull’individuazione di uno dei rapinatori
Aggressione sui bus, si fermano gli autisti della Sita
In tutto il territorio provinciale di Salerno non ci saranno autobus della Sita Sud, nemmeno per i collegamenti che portano a Napoli. Uno sciopero che questa mattina durerà quattro ore. La protesta è stata indetta dai sindacati Filt Cgil, Uiltrasporti e Ugl trasporti dopo l’esito negativo dell’ ultimo incontro in Prefettura. Dalle 9 alle 13 in tutto il territorio provinciale, i dipendenti della Sita Sud iscritti a questi sindacati non lavoreranno. I motivi sono più di uno che hanno portato al blocco dei mezzi. Fondamentale è la questione sicurezza a bordo dei mezzi, dopo l’ultimo episodio di aggressione subita da un conducente Sita Sud in provincia di Napoli. A Salerno si ci è limitati ad episodi di violenze fisiche e verbali di entità contenuta. L’aggressione ad un conducente Sita Sud è avvenuta lo scorso aprile, in pieno giorno, alle 13 circa, lungo la strada litoranea che unisce i comuni di Battipaglia ed Eboli. Il conducente chiese il biglietto ad un passeggero il quale lo rispose in malo modo, sferrandogli un pugno in pieno viso. Dopo i primi attimi di panico, l’uomo scese dal mezzo e scappò, mentre l’autista fece regolare denuncia ai carabinieri. Lo sciopero di questa mattina non sarà totale, perché all’appello mancano altre due sigle sindacali, tra cui la Fit Cisl che, in un comunicato, ha chiarito lo strappo in essere con le altre segreterie. “Come si può notare dai documenti della procedura di raffreddamento viene inserita la questione della sicurezza del personale dopo l’aggressione subita da un’autista della Sita Sud Campania dice Antonello Vassallo, delegato della Fit Cisl – Questo si è fatto solo per dare peso ad una procedura che si è rilevata fallimentare per le tre sigle sindacali. L’incontro in Prefettura è avvenuto molti giorni fa con esito negativo”.



