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Castellammare. Il Pd si regala un segretario per Natale: in pole il Presidente del Forum dei Giovani, Cascone

Entro le prossime settimane il Partito Democratico stabiese sceglierà un nuovo segretario. I dem saranno chiamati a decidere, dopo molti rinvii, il nuovo gruppo dirigente nel congresso che si svolgerà tra il 15 e 16 dicembre. Dopo l’ultimatum arrivato dalla commissione provinciale del partito, a Palazzo Farnese si sono riuniti il sindaco Antonio Pannullo e i due delegati all’assemblea nazionale, Nicola Corrado e Nello Cuomo per stabilire una data condivisa per chiamare i tesserati al voto.. Ad annunciare i giorni è stata proprio una nota stampa che porta la firma del primo cittadino e del capogruppo PD Iovino in consiglio Comunale: “Il Sindaco Antonio Pannullo il capogruppo consiliare Francesco Iovino ed i membri della Assemblea Nazionale Nicola Corrado e Nello Cuomo convengono nella opportunità di indire il Congresso Cittadimo del PD nelle giornate del 15 e 16 Dicembre. La necessità di ricostituire un gruppo dirigente che sia di supporto e stimolo alla attività amministrativa nonché di traguardare i prossimi appuntamenti e tematiche nazionali, costituisce una esigenza improcrastinabile. Pertanto sin da subito saranno avviate tutte le formali procedure perché sia garantita celebrazione del Congresso”. I dem arrivano a questo congresso logorati dalle varie correnti interne e dagli ultimi scossoni di questa maggioranza. Un peso politico lo avrà certamente l’ex Presidente del Consiglio Comunale, Eduardo Melisse, le cui quote di tessere potrebbero fare da ago della bilancia e spostarsi verso “i corradiani” che, con ogni probabilità, potrebbero proporre lo stesso nome del 2016 ossia Peppe Giordano. La corrente “ioviniana”, la stessa del sindaco, sembrerebbe aver già trovato un nome da proporre. Si tratta del giovane rampollo Michele Cascone, già Presidente del Forum dei Giovani cittadino e figlio di Rosanna Esposito, consigliere comunale. Nulla di certo ad oggi, anche se il nome di Cascone sembrerebbe già in circolo da un bel po’ di tempo tra gli ambienti piddini. Non si sbilancia, invece, Nello Cuomo, fratello del Consigliere Rosario Cuomo. “Dobbiamo tornare a guardarci negli occhi e lasciare i social, solo così possiamo svegliare un partito addormentato. Abbiamo l’esigenza di eleggere anche gli organismi interni e muovere i primi passi per riprenderci la storica sede di corso Vittorio Emanuele.”
Alberto Ferretti

Camorra: arrestato a Frosinone fiancheggiatore del clan dei Casalesi

Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Aversa hanno arrestato Mario Barallo, detto “o spagnulo”, 34enne originario di Casal di Principe e considerato fiancheggiatore del clan camorristico dei Casalesi, fazione Schiavone, e ritenuto uomo di fiducia di Nicola Schiavone. Barallo è stato arrestato in esecuzione del provvedimento definitivo di carcerazione, emesso dalla Dda di Napoli, e dovrà scontare 3 anni, 2 mesi e 25 giorni di carcere per lesioni personali, minacce, danneggiamento e porto abusivo di arma da fuoco, il tutto aggravato dal metodo mafioso. Barallo è stato arrestato a Frosinone a seguito di serrate indagini condotte in stretta collaborazione con le Squadre mobili di Caserta e Frosinone.
La condanna scaturisce da un’azione punitiva, avvenuta a maggio 2005, compiuta nei confronti del titolare di un bar di Parete, considerato un affiliato della fazione Bidognetti, nelle cui circostanze il gruppo facente allora capo ai fratelli Nicola e Ivanhoe Schiavone e di cui faceva parte lo stesso Barallo, si rese responsabile, oltre che del danneggiamento del locale, del ferimento di uno degli avventori presenti a seguito dell’esplosione di alcuni colpi di arma da fuoco all’indirizzo dell’esercizio commerciale.
La risposta a quel raid punitivo non tardò ad arrivare: appena il giorno dopo, alcuni uomini facenti capo al figlio ancora in libertà di Raffaele Bidognetti, detto “Cicciotto ‘e Mezzanotte”, incendiarono un altro bar a Casal di Principe, normalmente frequentato dagli affiliati all’opposta fazione Schiavone, ubicato proprio di fronte alla casa comunale. Un emissario degli Schiavone intervenne in prima persona alcuni giorni dopo, mettendo pace tra le due fazioni ed evitando una possibile esplosione di una nuova guerra di camorra.

 

Scippo ai danni di un’anziana a Salerno: i poliziotti arrestano un 26enne di Bellizzi

Salerno. Scippo ad un’anziana signora: arrestato un 26enne di Belizzi. Ieri mattina, gli agenti della Polizia di Stato durante il servizio di controllo del territorio nel Quartiere Pastena, hanno arrestato un rapinatore che aveva sottratto la borsa ad un’anziana signora causandole la lussazione della spalla. Gli agenti della Sezione Volanti della Questura di Salerno sono immediatamente intervenuti a seguito di una segnalazione al 112 in via Rocco Cocchia, dove alcuni cittadini avevano soccorso la donna ed indicavano agli agenti il giovane responsabile della rapina appena commessa.
Il malfattore, dopo un breve inseguimento a piedi, è stato bloccato dagli uomini della Polizia di Stato e trovato ancora in possesso della borsa. I poliziotti hanno accertato che la malcapitata, una signora di 70 anni, era stata raggiunta in via Santa Margherita da due giovani che, dopo averla seguita, le avevano strappato la borsa dalla spalla. La donna era stata strattonata ed era caduta a terra.  Gli agenti hanno identificato il rapinatore per I. V., 26enne di Bellizzi e lo hanno arrestato, grazie anche alla preziosa collaborazione dei cittadini e della persona offesa che ha sporto denuncia. Alla signora è stata restituita la borsa. L’arresto del 26enne sarà convalidato con rito direttissimo, sono in corso indagini per individuare il complice. 

Furto in una ditta di giocattoli a San Giuseppe Vesuviano: la polizia arresta un componente della gang

San Giuseppe Vesuviano. Furto in una ditta di giocattoli: la polizia arresta uno dei componenti della banda. Gli agenti del Commissariato di “S. Giuseppe Vesuviano”, nella notte, hanno arrestato Alessio Alfano, 27enne. Il personale di un istituto di vigilanza di guardie giurate, ha notato due furgoni ed il cancello aperto di una ditta di giocattoli, e ha fatto scattare l’allarme alla Polizia che, giunta sul posto, ha sorpreso il 27enne mentre tentava la fuga.
Nello specifico, i poliziotti hanno accertato che un furgone, verosimilmente, era stato rubato nella notte, pur non essendo stata fatta ancora la denuncia, mentre l’altro era stato rubato 8 mesi fa nel comune di Nocera Inferiore. Alfano, nell’attimo in cui è stato bloccato dai poliziotti, indossava un borsello a tracolla, risultato rubato all’interno degli uffici della ditta di giocattoli. I poliziotti hanno visionato il sistema di videosorveglianza, che aveva impresso le immagini relativamente alle fasi in cui i ladri erano entrati in azione. Il tempismo della segnalazione giunta alla Polizia ha impedito di portare a termine il furto. Stamane, il 27enne sarà giudicato con rito direttissimo.

Scavi e restauri della Schola Armaturarum: il primo scavo di Pompei in un’area mai indagata

Gli  Scavi e i restauri della Schola Armaturarum: ecco come si lavora a Pompei. Primo intervento di scavo in un’area mai indagata  che ha già restituito i suoi primi tesori.
Un’occasione unica riservata alla stampa, per raccontare al pubblico come si interviene in un’area di nuova indagine, in attesa della restituzione alla pubblica fruizione del monumento con i suoi reperti ivi ritrovati.
Lo scavo della Schola Armaturarum è solo il primo intervento, dopo più di vent’anni,  in un’area ancora sepolta sotto la cenere e i lapilli dell’eruzione. L’ultima indagine aveva riguardato l’Insula dei Casti Amanti alla fine degli anni’80. Oggi oltre alla Schola, è stato avviato anche il più grande cantiere del  cosiddetto “cuneo” della Regio V, (un’area di oltre mille metri quadrati nella zona posta tra la casa delle Nozze d’Argento e gli edifici alla sinistra del vicolo di Lucrezio Frontone), dal quale ci si aspetta di portare in luce  ulteriori strutture e reperti di ambienti privati e pubblici. Siamo solo all’inizio di una nuova epoca di scoperte a Pompei.

Castellammare, viola il Daspo per vedere il derby: arrestato tifoso della Juve Stabia

Vincenzo Amita, 44enne di Castellammare di Stabia, è stato arrestato dalla Polizia di Stato, nella serata di ieri, presso lo Stadio Romeo Menti, in occasione dell’incontro di calcio JuveStabia-Casertana. Gli agenti del Commissariato di P.S. “Castellammare di Stabia” hanno riconosciuto l’uomo, perché destinatario di un provvedimento di DASPO per la durata di 3 anni, emesso dal Questore di Cosenza nel 2016, nonché sottoposto alla pena accessoria di Divieto di Accesso alle manifestazioni sportive, per la durata di 4 anni, emesso dal Tribunale di Torre Annunziata, sezione Distaccata di Castellammare di Stabia, notificatogli nel mese di marzo scorso.
Il 44enne, inoltre, è sottoposto all’obbligo di presentazione alla P.G. nei primi 15 minuti dell’inizio di ogni tempo della partita, cosa che, tra l’altro, aveva ottemperato, ritornando allo stadio. I poliziotti hanno arrestato Amita, in quanto inottemperante sia al provvedimento amministrativo che a quello penale sottoponendolo, nella serata di ieri, agli arresti domiciliari, in attesa d’esser giudicato, stamane, con rito per direttissima.

Gragnano. Accusato di aver incendiato auto dei vicini: assolto 44enne

Gragnano. Era stato accusato di aver appiccato il fuoco alle auto dei vicini di casa con la benzina ma è stato assolto. I fatti sono accaduti lo scorso marzo quando Salvatore L. era stato denunciato a piede libero per il danneggiamento delle due vetture dei vicini parcheggiate in località San Nicola dei Miri. A distanza di nove mesi il 44enne è stato però assolto con formula piena. Continue liti e difficili rapporti di vicinato avevano portato i militari della stazione di Gragnano ad individuare nel 44enne l’autore degli incendi dopo aver ascoltato i due proprietari delle vetture. Sospetti fondati che, arrivati a processo, si sono rivelati inesistenti. I due si sono contraddetti ed ora rischiano un processo per falsa testimonianza e calunnia per aver montato un vero e proprio caso.

Napoli, parte la bonifica dell’amianto dall’officina Eav di Ponticelli: ma i lavoratori chiedono garanzie sulla sicurezza

 

Parte oggi l’operazione di bonifica dall’amianto dell’officina-deposito dell’Eav nel quartiere Ponticelli. Il grande edificio sara’ interessato da un intervento sul grande tetto in amianto da 15.000 metri quadrati che sara’ rifatto e attrezzato anche con un impianto fotovoltaico da un megawatt. I lavori costeranno 3,5 milioni di euro e saranno terminati per luglio. “Avevamo assunto – ha commentato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca – l’impegno di ristrutturare l’officina di Ponticelli, lo abbiamo mantenuto e oggi parte il lavoro per rimuovere i pannelli di amianto, fare l’impianto fotovoltaico e altri interventi strutturali”.
“Chiediamo che si studi un piano alternativo per farci lavorare magari in un’altra officina nei pressi dello stabilimento durante la bonifica. L’azienda si deve preoccupare di questo”. Lo afferma Luigi Romano, delegato Cisl dei lavoratori dell’officina deposito di Eav nel quartiere napoletano di Ponticelli. I lavoratori oggi hanno protestato in occasione dell’inaugurazione del cantiere per la bonifica del tetto dall’amianto. “Ora iniziano i lavori di bonifica – spiega Romano – ma dicono che dobbiamo continuare a lavorare qui. Siamo preoccupati, perche’ pensiamo che si possa liberare polvere di amianto che noi gia’ stiamo respirando da anni perche’ quando piove si sbriciola l’amianto.
In questo stabilimento ci sono stati gia’ 40 morti, tutti di tumore: in sala mensa c’e’ una bacheca che ricorda tutti gli operai morti. Qualcuno lo avra’ preso anche per altre cause, ma la maggior parte degli operai sono morti di tumore alla prostata e al polmone, sara’ pure un caso…”. I lavoratori hanno anche denunciato: “Ci sono delle finestre rotte che da tre anni chiedevamo di riparare, per evitare che il vento portasse dentro l’amianto, ma il funzionario se n’e’ accorto solo sabato e le ha riparate, si vede che De Luca non deve respirare neanche un po’ di amianto”.
“Non c’e’ nessun problema di sicurezza per la rimozione dell’amianto e’ un lavoro fatto da aziende specializzate. Cose che si fanno ordinariamente”. Lo ha affermato Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, replicando alle preoccupazioni degli operai dell’officina Eav di Ponticelli, che chiedono di essere spostati in altro sito durante la bonifica dall’amianto del tetto del deposito. De Luca ha assicurato che saranno rispettate “tutte le norme di sicurezza – ha detto – in questi casi si coprono i pannelli di amianto con una schiuma per evitare che ci sia dispersione in atmosfera”. Sul tema e’ intervenuto anche il presidente dell’Eav Umberto De Gregorio: “La salute lavoratori – ha detto – e’ un tema primario e sara’ tutelata. Tutta l’operazione e’ fatta per tutelare gli operai e quindi non siamo cosi’ folli da mettere minimamente a rischio la salute dei lavoratori. Le operazioni verranno fatte con la massima attenzione e rigore, si fara’ a pezzi e non mettera’ a rischio la salute”.

La pizza anche nella stazione spaziale:la sorpresa Nasa per l’italiano Paolo Nespoli

Volano pizze nella Stazione Spaziale: una sorpresa della Nasa per Paolo Nespoli. “Quando hai davvero voglia di pizza… Basta dirlo casualmente al capo della Stazione Spaziale durante un evento live. Grazie Kirk per la sorpresa inaspettatamente deliziosa!”. Lo scrive l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) riferendosi a Kirk Shireman, responsabile per la Nasa del programma della Stazione Spaziale, e postando il video della preparazione delle pizze su Twitter.
Si vedono gli astronauti-pizzaioli aprire i pacchi arrivati da Terra e condire le pizze, che galleggiano nel laboratorio orbitale, con pomodoro, mozzarella, peperoni, olive, prima di tagliare alcune fette e mangiarle. L’astronauta, impegnato nella missione Vita dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), aveva nostalgia di pizza da un po’, tanto che aveva persino iniziato a vederla disegnata nelle nuvole, come aveva scritto su Twitter in agosto, pubblicando la foto di una nuvola sul lago di Garda. Paolo Nespoli lo aveva detto per caso anche durante un collegamento in diretta con la Terra e la Nasa ha esaudito il suo desiderio consegnando le pizze e tutti gli ingredienti per condirle secondo il proprio gusto con il cargo Cygnus, arrivato in novembre.

Castellammare, lite tra studenti finisce a coltellate all’esterno del ‘Luigi Sturzo’

Castellammare, lite tra studenti finisce a coltellate. E’ accaduto in via Gabriele D’Annunzio all’esterno dell’istituto per geometri e ragionieri Luigi Sturzo. Non si conoscono ancora i motivi della lite. Un giovane in sella  a una moto di grossa cilindrata è arrivato all’esterno della scuola ed ha sferrato una coltellata a un ragazzo che si trovava fuori alla scuola. Subito dopo è scappato. Il ragazzo è stato accompagnato al vicino ospedale san Leonardo. Sul posto le forze dell’ordine. Il ferito non sarebbe in pericolo di vita.

 Ciro Serrapica

Boscoreale, picchiarono un’insegnante di Castellammare: processo ai genitori violenti

Nel mese di febbraio del 2015, V. C. di quarantasei anni e sua moglie di quarantadue, aggredirono l’insegnante di Educazione fisica per aver rimproverato la loro figlia. La vicenda è avvenuta in una scuola superiore di Boscoreale e i genitori della ragazza sono finiti a processo. Residenti al Piano Napoli, il rione di edilizia popolare boschese dove vivono decine di pregiudicati, decisero di “vendicare” la propria figlia, rimproverata più di una volta dalla professoressa, una cinquantenne di Castellammare. Il blitz scattò di mattina in palestra, proprio durante l’orario di lezione quando entrambi i genitori si presentarono a scuola, entrarono in palestra e cominciarono ad inveire contro l’insegnante.
Mentre la madre si avvicinava alla figlia quindicenne, il padre andò spedito verso la donna per insultarla e minacciarla davanti a una ventina di studenti. “Tu a mia figlia non la devi neanche guardare in faccia” urlò all’insegnante insieme ad una serie di insulti. Poi, il quarantaseienne – come ricostruito dal sostituto procuratore Sonia Nuzzo della Procura di Torre Annunziata – cominciò a spintonare la professoressa minacciandola di morte, fino a spingerla a terra.
L’insegnante andò in ospedale a Boscotrecase, dove i medici del pronto soccorso le diagnosticarono diverse lesioni guaribili in sette giorni. Ora, a distanza di quasi tre anni da quell’episodio, per i due genitori violenti è stato fissato il processo dinanzi al tribunale di Torre Annunziata: ai primi di gennaio saranno in aula e dovranno rispondere di minacce, lesioni personali e interruzione di pubblico servizio.

Scafati, giro di usura gestito dalla nonnina 80enne e dai suoi parenti: 7 arresti. TUTTI I NOMI

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Un interno nucleo familiare composto da sette persone compresa la nonna ottantenne  è stato colpito da un’ordinanza di custodia cautelare tra  carcere e domiciliari per i reati di usura ed estorsioni. Le indagini condotte dalla pg della Procura di Nocera e dalla polizia sotto il coordinamento del pm Giuseppe Cacciapuoti hanno evidenziato un vasto giro di usura gestito dalla famiglia Di Maio-Porpora. Il provvedimento della magistratura ha colpito la 80enne Gerardina Nastro e tutti i suoi congiunti Elvira De Maio, Raffaele Porpora, Francesco Civale, Maria Neve  Perrotti, Antonio Davide e Antonietta Di Lauro.

 Rosaria Federico

Napoli, Esercito e Polizia bloccano due algerini dopo un furto a una turista

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Continua, senza sosta, la proficua sinergia nel presidio del territorio tra Polizia di Stato ed Esercito, volta a garantire sempre migliori condizioni di sicurezza per i cittadini. Ieri pomeriggio una pattuglia dell’Esercito del “Raggruppamento Campania” che opera nell’ambito dell’ operazione “Strade Sicure-Terra dei Fuochi” è stata avvicinata nel centro storico da due turisti a cui avevano appena sottratto un cellulare.
I militari, sentita la descrizione dei malviventi, si sono messi alla ricerca degli stessi. Una volta individuati tra la folla di via Duomo, dopo un breve inseguimento, sono riusciti a bloccarli. Nel frattempo è intervenuta una volante della Polizia che ha proceduto alla perquisizione dei due extracomunitari e, rinvenuta la refurtiva, li ha tratti in arresto. I due algerini sono stati giudicati per direttissima questa mattina presso il Tribunale di Napoli. I militari dell’Esercito, dall’agosto 2008, attraverso una presenza costante e capillare presidiano il territorio, in concorso e congiuntamente alle Forze dell’Ordine, per aumentare il livello di sicurezza dei cittadini.

Castellammare, anche quest’anno la mostra dell’Arte presepiale

L’Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe è lieta di invitare la cittadinanza alla VII Mostra di Arte presepiale che quest’anno si svolgerà nei locali della Parrocchia di Maria SS del Carmine in Via del Carmine, in pieno centro cittadino.
Trentaquattro espositori, altrettanti buoni motivi per non mancare all’appuntamento con l’arte presepiale stabiese, non un mero addobbo natalizio ma una scelta culturale di grande rilevanza, un’occasione per diffondere la tradizione di un’arte radicata sul territorio ed il messaggio religioso che emana il presepe.
Nel corso della manifestazione, ci sarà la possibilità di assistere a sessioni di tecnica presepiale: modellato in creta e cera; realizzazione di piccole scenografie presepiali.
Programma:
Domenica 17 dicembre ore 19.30 inaugurazione
Martedì 6 gennaio ore 21.00 chiusura della mostra
Orari:
dal lunedì al venerdì dalle ore 16,30 alle ore 22.00
Sabato e festivi dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.30 alle 22.00

Per  informazioni:
393/4316562 – 360/918970
www.presepestabia.com
mailto: presepestabia@gmail.com

Camorra, i pentiti: ”I Mazzarella incassavano 120mila euro al mese dal mercato del falso della Maddalena”

La storia è sempre la stessa, lo scenario pure: cambiano solo i protagonisti. Ogni anno con l’avvicinarsi delle festività natalizie la pressione dei clan della camorra aumenta. E le tensione pure tra le varie famiglie criminali. In ballo c’è il business del pizzo ai commercianti, agli imprenditori, ai venditori ambulanti e ai parcheggiatori, A tutti insomma quelli che muovono l’economia nella zona di napoli centro, a piazza Mercato, alla Maddalena, al Buvero. Ed ecco scatenarsi l’aggressione dei clan. Anzi per la verità si è già scatenata da tempo. E la bomba della notte scorsa alle Case Nuove è solo l’ultimo inquietante segnale.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire il puzzle dell’ultime alleanze di camorra dopo gli  ultimi omicidi, ferimenti e stese e dopo gli arresti. Su una cosa si ha la certezza: dietro questi nuovi atti criminali c’è la mano dei nuovi reggenti del clan Mazzarella alleatosi con i D’Amico di San Giovanni a Teduccio e grazie al “consenso” dei Contini ha dichiarato “guerra” a tutte le famiglie malavitose da San Giovanni a Teduccio fino a Forcella. Il disegno è quello di creare una forte egemonia e il controllo su tutte le attività illecite in questa fascia di territorio cittadino “annettendo” a se i vari clan di quartiere. E chi si rifiuta scattano le ritorsioni come stese, minacce o le bombe dell’altra notte. Oltre al controllo del racket in ballo ci sono le decine di piazze di spaccio disseminate sul territorio.
E per questo che i nuovi Mazzarella hanno deciso di sferrare l’attacco finale: prima i segnali contro gli avversari dei Rinaldi del Rione Villa di san Giovanni a Teduccio, poi ai Giuliano a Forcella e poi alle Case Nuove dove ci sono i reduci dei Sibillo mentre un’altra parte si è spostata verso i Decumani. Nelle mani degli investigatori ci sono anche le dichiarazioni del boss  pentito Vincenzo Amirante, uno dei fondatori dell’alleanza di famiglie che diede vita alla “Paranza dei Bimbi”. Il boss ha spiegato come  il mercato del falso alla Maddalena “Rendeva 14mila euro a settimana” .
Ma più preciso è stato il pentito Salvatore Russomagnao, uno che le estorsioni le faceva in prima persona. I Mazzarella, approfittando del vuoto di potere, avevano imposto il pizzo ad ogni venditore ambulante della zona incassando anche 120mila euro al mese. Il quale ha raccontato: “…Agli stranieri delle bancarelle era anche imposto di vendere le scarpe sportive contraffatte di marca Adidas e Nike, che venivano fornite dal Rinaldi Franco. Questi le acquistava a Roma da cittadini cinesi e le pagava 17 euro al paio per rivenderle ai venditori ambulanti stranieri a 30 euro. La stessa cosa era fatta con i venditori italiani, solo che le scarpe imposte erano le Hogan contraffatte. Quanto al mercato delle Hogan Gennaro Caldarelli, “zio” Umberto Caldarelli ed i figli Maurizio e Fabio, si occupavano dell’approvvigionamento delle Hogan contraffatte nel senso che le pagavano euro 27 al paio e le imponevano agli ambulanti al prezzo di euro 35 od anche 40 euro.
Parlo di grandi quantità di scarpe…Settimanalmente io e Crocella Fabio incaricati di ritirare le estorsioni, il Crocella per i depositi ed io per le bancarelle, a volte insieme a Francesco, figlio di ‘o paciano riscossi i soldi delle Hogan, che ammontavano a 20.000 euro a settimana, conti alla mano, andavamo da “zio” Umberto Caldarelli il quale incassava la somma per le scarpe fornite a 27 euro al paio. Sulla differenza, ossia il guadagno tra il prezzo di acquisto e quello di vendita a euro 35 o 40, andava a  Rinaldi Franco, che lo consegnava a Fabio D’Amico. Era una scatola per scarpe piena di soldi…I soldi vengono consegnati al rione Luzzatti a casa di Vincenzo Mazzarella…”

 

Da Napoli a Tunisi: un ponte per l’Africa con arte, musica e poesia nel Mediterraneo

Gli artisti Italo-Tunisini, tra cui M’Barka Ben Taleb, si esibiranno in un concerto in cui proporranno brani classici della canzone napoletana arrangiati con sonorità nord-africane e ricantati in arabo.Confermata la presenza del Console e dell’ambasciatore tunisino e le altre autorità anche locali.

La manifestazione organizzata dalla Parthenope Onlus in collaborazione con il Consolato di Tunisia a Napoli è sponsorizzata dalla IT WASH, azienda leader nel settore delle lavatrici che detiene il marchio Sangiorgio.Ambasciatore dell’evento il dottor Lello Tagliamonte in rappresentanza del Ministero dello Sviluppo Economico.

Venerdì 8 dicembre, alle ore 20.30, nella cornice del teatro “Italia” di Acerra si svolgerà l’atteso evento dal titolo “…da Napoli a Tunisi…un ponte per l’Africa.Arte, musica e poesia nel Mediterraneo”.

La manifestazione, a cui parteciperanno influenti personalità istituzionali tunisine, fra tutti il console e l’ambasciatore, è organizzata dall’associazione Parthenope Onlus del presidente Vincenzo De Maria in collaborazione con il Consolato di Tunisia a Napoli e sponsorizzata dalla IT WASH, dinamica e solida azienda italiana operante nel campo del lavaggio e recente acquisitrice dello storico brand Sangiorgio.Lo scopo della kermesse è quello di far risaltare e rinsaldare quel profondo legame che unisce queste due culture mediterranee, quella napoletana e quella tunisina, attraverso l’espressione delle arti figurative.

Due mondi in cui si collocano un insieme di valori e tradizioni che a prima vista potrebbero apparire dissimili fra di loro ma che, in realtà, toccano un variegato universo di punti in comune come lo spirito di fratellanza, il rafforzamento dell’ integrazione, l’amore, l’espressività e la creatività delle arti in generale.A miscelare questi due culture ci penserà la poliedrica artista M’Barka Ben Taleb e la sua orchestra composta da Arcangelo Michele Caso, Raffaele Vitiello e Gianluca Mercurio.

L’artista tunisina si esibirà in un concerto in cui proporrà brani classici della canzone napoletana arrangiati con sonorità nord-africane e ricantati in arabo.Ad accompagnare M’Barka ci sarà il sassofonista Peppe Renella e letture di Vincenzo De Maria che ne cura anche la direzione e la regia dell’evento.

Nel foyer del teatro sarà allestita una mostra fotografica sul tema della Tunisia curata da Gigino Nostrale e un’esposizione di oggetti del paese arabo.Il forte legame tra Napoli e Tunisia è stato suggellato anche da recenti accordi commerciali con l’acquisizione da parte della Sideralba Spa, industria siderurgica di livello internazionale collocata nella zona Industriale di Acerra e facente capo al gruppo Rapullino, guidata dai fratelli Tommaso e Luigi Rapullino, della Tunisacier S.A.

già appartenente al gruppo Ilva.Lo stabilimento a regime produrrà trecento mila tonnellate di acciaio all’anno ed occuperà quattrocento persone.

La Sideralba Spa potrebbe non rappresentare un caso isolato.Molte industrie italiane stanno fiutando il mercato arabo come nuova frontiera per investimenti per esportare il proprio Made in Italy.

Il disteso clima di integrazione socio-culturale unita ad una pressione fiscale molto favorevole sono alcuni fattori che stanno spingendo aziende leader nel nostro Paese a mettere radici nel territorio tunisino.

Riciclaggio: arrestato il commercialista che finanziò il Foggia Calcio

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Il commercialista foggiano Ruggiero Massimo Curci e’ stato arrestato a Milano per l’ipotesi di reato di autoriciclaggio nell’ambito delle indagini sfociate nel maggio scorso nell’operazione “Security” a carico di 15 persone accusate a vario titolo di far parte di un’associazione per delinquere che ha favorito gli interessi a Milano e provincia, della famiglia mafiosa catanese dei Laudani. Militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Varese e personale della Squadra Mobile della Questura di Milano, contestualmente all’arresto di Curci, hanno eseguito, in provincia di Lecco e Napoli, 6 perquisizioni a carico di altre tre persone di origine campana abitanti a Verderio in provincia di Lecco.
L’8 novembre scorso, su decreto del pm milanese Paolo Storari, a Curci erano stati sequestrati beni per 8,2 milioni di euro. Secondo l’accusa, il commercialista era referente di un sistema di evasione fiscale e contributivo basato su indebite compensazioni di crediti tributari. Avrebbe ricevuto per questo illeciti compensi in contante per oltre 600.000 euro da parte di societa’ riconducibili ad Antonio Saracino, Giuseppe D’Alessandro, Antonino Catania, arrestati lo scorso 12 luglio, e Luigi Sorrenti, che avevano gestito in modo fraudolento una serie di cooperative operanti nel settore della logistica e dei trasporti, svuotandone i conti correnti. Curci avrebbe inoltre autoriciclato parte del denaro anche finanziando il Foggia Calcio, del quale era vicepresidente, nelle stagioni 2015/2016 e 2016/2017.

Scafati, la Finanza sequestra i beni di una società di prodotti tecnologici

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La Guardia di Finanza di Salerno, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per equivalente, emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari nei confronti di una società operante nel commercio all’ingrosso di prodotti tecnologici e del suo rappresentante legale.
L’esecuzione della misura cautelare reale è giunta a conclusione di una verifica fiscale eseguita dalla Compagnia di Scafati nei confronti dell’impresa, all’esito della quale sono state complessivamente accertate violazioni per oltre 700 mila euro.
Per la suddetta attività, il Sostituto Procuratore – Dott. Roberto Lenza – della locale Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore, accogliendo la proposta delle Fiamme Gialle, ha richiesto e ottenuto l’emissione del sequestro preventivo per equivalente delle somme di denaro della società fino al completo soddisfacimento della pretesa erariale per un valore corrispondente alla somma delle imposte evase.
In esecuzione del citato provvedimento venivano sottoposti a sequestro, a parziale completamento della somma dovuta, denaro contante su c/c bancari, quote societarie e  2 autovetture.
L’operazione costituisce un ulteriore risultato dell’Autorità Giudiziaria e della Guardia di Finanza, impegnate quotidianamente nelle attività a contrasto delle forme più insidiose di evasione fiscale, a tutela della sicurezza economico finanziaria del Paese.

Napoli, è caccia alla banda dei sassi sulle auto nella Movida del Vomero

Napoli, è caccia ai balordi che la notte scorso hanno distrutto i vetri di decine di auto parcheggiato sul lato mare di via Aniello Falcone nel pieno della Movida del Vomero. Per questo i carabinieri hanno acquisito le immagini registrate da alcune telecamere private in dotazione agli stessi locali della zona ma al momento nessuno può escludere anche la pista che porta al racket dei parcheggiatori abusivi, che nelle serate del fine settimana spadroneggiano lungo tutta l’arteria stradale non si ferma.L’ondata di violenza del sabato sera ad opera balordi e teppisti non si è fermata neanche in questo fine settimana. Questa volta è toccata alla zona di via Aniello Falcone, uno dei tanti crocevia della movida notturna, dove sono state danneggiate da un gruppo di sconosciuti più di una decina di autovetture parcheggiate nella zona dei baretti. Macchine prese a sassate con colpi diretti contro le lamiere e i vetri dei parabrezza e dei finestrini laterali.
Molti disagi per i residenti che, oltre allo schiamazzo notturno, devono far fronte alla sosta selvaggia dei clienti dei baretti della zona e al traffico triplicato dal venerdì alla domenica.
I carabinieri della compagnia Vomero – guidata dal capitano Luca Mercadante – stanno indagando su raid e i militari ieri mattina hanno eseguito un sopralluogo, prendendo atto dei danneggiamenti subìti dalle auto.
Via Aniello Falcone è una delle tante strade di Napoli non munita di telecamere di video sorveglianza e questo rende naturalmente più difficile ricostruire la dinamica di sabato notte e, soprattutto, chi si sia armato di sassi e sanpietrini per scagliarli contro le macchine in sosta. Un clima incandescente, insomma, che sembrava essersi placato almeno fino a sabato notte. Nell’ambito del piano “Movida sicura”, varato dal comitato per l’ordine pubblico, la zona di via Aniello Falcone viene affidata – oltre che naturalmente a polizia e carabinieri – anche alla polizia municipale.

Napoli, aggressione al poliziotto: le congratulazioni ‘social’ al branco dopo le scarcerazioni

Dopo la scarcerazione, arrivano anche i commenti di congratulazione e di soddisfazione sui social.

“Vedrete, andrà bene e tornerete più forti di prima” , hanno scritto gli amici sulla pagina social Monica Amato, la 29enne figlia della donna boss “zia” Rosaria Pagano che era finita agli arresti domiciliari il mese scorso per il violento pestaggio a un poliziotto della Squadra Mobile di Napoli e alla sua famiglia in seguito a una lite per motivi di viabilità lo scorso giugno nella zona di Mergellina. Per lei il Riesame ha stabilito solo l’obbligo di firma mentre oer il fidanzato Donato Belardo sono arrivati gli arresti domiciliari. E non a caso scrivono “Finalmente il relax, dopo quattordici giorni lontani”.
Tanti i commenti di solidarietà da parte degli amici. Il Riesame ha scarcerato  anche Maurizio Pomo, 43 anni,(l’altro che era finito in carcere con Belardo) e la moglie Concetta Madonna, che invece era stata posta ai domiciliari con la Amato e altri due. Un duro colpo per la Procura ma anche per la Squadra Mobile di Napoli che il mese scorso dopo 4 mesi di serrate e intense indagini aveva ottenuto le misure cautelari nei confronti del branco di Melito che aveva scatenato scene di ordinaria guerriglia in strada contro l’agente di polizia e la famiglia. L’inchiesta nel frattempo continua e ora si aspettano le prossime mosse della Procura.