Una scossa di Terremoto di magnitudo 4.2 e’ stata registrata a 00:34 vicino Amatrice, in provincia di Rieti. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 8 km di profondita’; l’epicentro e’ stato a 3 km da Amatrice, 9 da Campotosto (L’Aquila), 15 da Cortino (Teramo), 16 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) e 56 km da Terni. Al momento non si hanno segnalazioni di danni a persone o cose.
Il 24 agosto dello scorso anno la zona e’ stata colpita da un violento Terremoto di magnitudo 6, che ha lasciato enormi danni e circa 300 morti.Oltre 15 repliche, tutte di lieve intensita’, hanno seguito stanotte la scossa di Terremoto di magnitudo 4.2 registrata alle 0:34 con epicentro vicino ad Amatrice. Le repliche sono state localizzate tra le province di Rieti, Ascoli Piceno, L’Aquila, Perugia e Macerata. La piu’ forte e’ stata di magnitudo 2.1 alle 2:41, con epicentro 3 km da Amatrice. Non si segnalano danni a persone o cose.
Forte scossa di terremoto seguita da altre 15: notte di paura ad Amatrcie
il Napoli prepara la Champions: a Rotterdam fan zone per i tifosi azzurri
Prosegue la preparazione del Napoli in vista del match di mercoledi’ sera, a Rotterdam, contro il Feyenoord e valido per l’ultima giornata della fase a gironi di Champions League. Allenamento con la squadra che divisa in due gruppi su campi adiacenti. I titolari contro la Juventus hanno svolto attivazione, lavoro aerobico e partitella 5 contro 5 a porte piccole. Gli altri uomini della rosa sono stati impegnati in una seduta tecnico tattica e in una partita a campo grande contro la Primavera.
Domani allenamento pomeridiano. Intanto per la partita in Olanda e’ stata creata una speciale fan zone nell’Old Harbor di Rotterdam per i tifosi del Napoli. “Si tratta di un ambiente sicuro e curato con all’interno bar e ristoranti – sottolinea il club azzurro sul proprio sito internet -. Si consiglia ai sostenitori di trascorrere in questo ambiente accogliente il pre-partita, piuttosto che restare nei bar nel centro di Rotterdam frequentato da tifosi olandesi. Dal vecchio porto poi ci si potra’ recare allo stadio e utilizzare l’ingresso speciale per i fan vicino alla stazione ferroviaria.
E’ stato anche fornito un treno speciale dopo la partita per i 1200 tifosi del Napoli, che portera’ alla stazione centrale di Rotterdam e alla stazione centrale di Amsterdam. Da li’ i sostenitori azzurri potranno raggiungere l’aeroporto per il volo di ritorno o tornare negli hotel”.
Juve Stabia-Casertana finisce in parità: un risultato che non accontenta nessuno
Finisce in parità (2-2)il derby tra Juve Stabia e Casertana al Romeo Menti. Un risultato che non accontenta nessuno ma che comunqe serve a muovere la classifica di entrambe le squadre. Caserta e Ferrara schierano la Juve Stabia con il 4-2-3-1 usato ormai da diverse settimane; 4-3-1-2 per D’Angelo.Iniziano bene le vespe con un tiro di Strefezze deviato in angolo dalla difesa della Casertana. Ospiti che ci provano dalla distanza con De Marco, ma Branduani è attento e respinge. Al 40’ Alfageme segna il goal del vantaggio per gli ospiti con una bella girata dall’interno dell’area di rigore. È l’ennesima rete contro la Juve Stabia per l’attaccante argentino, una vera bestia nera. Il primo tempo si chiude sul punteggio di 0-1. La Juve Stabia nel secondo tempo entra con un altro piglio e pareggia all’8’: traversone di Crialese per Strefezza che segna di testa. Occasione anche per Marotta, neutralizzata da Branduani. Pochi secondi dopo, Bachini sfiora il sette con una semi-rovesciata. Gara vibrante in questa fase. Da segnalare anche il palo colpito da Canotto dopo un’azione personale, fondamentale una deviazione di Cardelli. Al 24’ la Juve Stabia completa la rimonta, Canotto serve un ottimo pallone a Lisi che deve solo spingerlo dentro: 2-1. Il vantaggio dura solo 8 minuti perché al 32’ Alfageme pareggia in contropiede, siglando la doppietta personale. Il secondo goal mette un freno alle ambizioni di vittoria dei padroni di casa che non riescono più ad impensierire gli avversari. Il derby finisce 2-2.
Ivano Cotticelli
Camorra, bomba alle Case Nuove: il messaggio dei Mazzarella alle famiglie ‘non allineate’
Un boato fortissimo nel cuore della notte: la camorra mette un potente ordigno in via Padre Ludovico da Casoria, a Napoli, che e’ esploso intorno alle 4 del mattino. L’esplosione ha danneggiato il cancello d’entrata della casa e un piccolo balcone che affacciava sulla strada che e’ andato completamente distrutto. In quel palazzo vi abitano parecchi pregiudicati a partire da Giuseppe Rinaldi detto ‘ russo parente di Rinaldi di san Giovanni a Teduccio ma anche i due fratelli Antonio e Ciro Cuomo che erano stati arrestati armati di pistola il 30 giugno scorso proprio in quella zona.
Ma anche Antonio Caldarelli vecchio ras della famiglia da sempre impegnata nel controllo della produzione delle false griffe destinate al mercato della Maddalena e agli altri mercatini di Napoli. Cosa che da anni, come hanno raccontato in un recente passato i pentiti Salvatore Russomagno e l’ex boss Maurizio Ferraiuolo. Gli investigatori sono convinti che il messaggio sia partito dal nuovo vertice del clan Mazzarella che da oltre un mese è impegnato nella “campagna d’inverno” per la conquista dei territori di Napoli centro con l’appoggio dei D’Amico di San Giovani a Teduccio e l’accordo dei Contini del Vasto.
Quello di stanotte sarebbe l’ultimo atto dell’ assalto ai territori in mano alle famiglie malavitose non allineate al nuovo sistema. E i due fratelli Cuomo che abitano ai piani bassi dell’edificio in questione sarebbero i probabili destinatari del messaggio al tritolo.
L
Imprenditore di Casalnuovo ucciso a Panama, il padre denunciò la camorra e fu costretto scappare dal paese
La famiglia di Marcantonio Salzano, l’imprenditore originario di Casalnuovo ucciso a Panama, dove lavorava, per il furto di un tablet, chiede giustizia.
E soprattutto chiede di conoscere tutta la verità sulla sua morte. lo hanno chiesto in serata anche le associazioni locali che hanno organizzato una fiaccolata dopo gli ultimi fatti di sangue che hanno insanguinato la città alle porte di Napoli. L”uomo, 41 anni, padre di due figli e da tre anni trasferitosi a Panama per lavoro è stato ucciso venerdì scorso a Los Andes un luogo malfamato di Panama da due ragazzini. Un 17enne è già stato arrestato. Ora si cerca il complice.
Ma sono chiari del tutto i motivi della presenza di Salzano in quella zona pericolosa come non è del tutto certa la notizia diffusa dalla polizia locale secondo la quale Salzano aveva appuntamento con due giovani per vendere un tablet. Poi la lite, la colluttazione e gli spari. Tutto ancora molto fosco, tutto ancora poco chiaro quando si tratta di casi del genere nei paesi del Sud America dove la criminalità comune è molto pericolosa, soprattutto quella delle bande armate di giovani. La notizia della morte di Salzano ha scosso non poco la città di Casalnuovo dove la sua famiglia era molto conosciuta.
E, come ha ricordato Il Roma,Domenico Marco Salzano, il padre di Marcantonio, il 20 ottobre 1997 mentre a Casalnuovo era in atto una vera e propria guerra di camorra tra i vari cartelli criminali locali per il controllo del territorio, si presentò ai carabinieri del posto per denunciare un’estorsione subita anni prima dai diversi cartelli criminali dell’epoca. In campo c’era Francesco Rea, meglio noto con il soprannome di “’o pagliesco”, alleato di Pasquale Iorio Raccioppoli, alias “Pascaluccio ’o curt”. All’epoca dei fatti, “Pinuccio ’o metronotte”, Pino Piscopo, ex guardia giurata ed ex guardia del corpo di Antonio Egizio, noto come “Tonino ’o tedesco”, luogotenente dei Nuzzo a Casalnuovo e nemico di Carmine Alfieri, era già detenuto.
L’imprenditore denunciò: “… Sono direttore del cantiere sito in Casalnuovo di Napoli, alla via Nazionale delle Puglie – contrada Tufarelli – P.co Alessio.
Nel 1993, mentre eseguivo i lavori di costruzione del parco ove risiedo – recitava la denuncia -, fui avvicinato dal noto Giuseppe Piscopo, meglio conosciuto come “Peppe ’o metronotte”, che io sapevo essere il capozona di Casalnuovo. Piscopo venne accompagnato da alcune persone di cui però al momento non ricordo il nome. Questi mi chiese senza mezzi termini una tangente del 7% della cifra globale dei lavori, che approssimativamente si aggiravano intorno a 200 milioni di lire. Non disponendo di tale cifra, mi accordai con Piscopo sulla consegna di 3 appartamenti che poi si è fatto completare e modificare a suo piacimento.
Il valore degli immobili si aggirava intorno a 400ila euro. Nel giugno 1994, a Casalnuovo cominciò un forte contrasto tra il gruppo capeggiato dal Piscopo e quello capeggiato dai pregiudicati Romano Francesco, “Pascaluccio ’o curto” e Francesco Rea”. Nella sua denuncia, Domenico Marco Salzano, aggiungeva che “nel novembre dello stesso anno Rea venne sul cantiere e disse a mio genero che mi voleva parlare. Appreso ciò, mi recai all’appuntamento in Tavernanova nella piazza principale, ove arrivò Rea, il quale mi portò in una campagna ai confini di Volla dove trovai ad aspettarmi Francesco Romano e “Pascaluccio ’o curto”. In tale circostanza “Pascaluccio ’o curto” in presenza di Romano e Rea, mi chiese cosa avessi dato a Piscopo, riferendosi agli appartamenti o al loro equivalente.
Per paura e per timore della mia stessa vita a tal punto mi rinchiusi in casa per circa sei o sette mesi. In questo frangente appresi che Romano era stato ucciso e che Raccioppoli, o meglio il “Pascaluccio ’o curto” era stato arrestato. Questa mattina, mentre ero a bordo della mia autovettura, ho incontrato Rea che, con un tono piuttosto concitato, mi ha costretto a seguirlo fino alla mia abitazione, ove senza mezzi termini, facendomi intravedere sotto il giubbotto una mitraglietta o una pistola di grosso calibro, mi ha chiesto di fargli vedere gli appartamenti e di consegnarli subito le chiavi”. In seguito a questa denuncia, l’imprenditore decise di allontanarsi da Casalnuovo, anche se nel frattempo alcuni pentiti di camorra lo avevano già chiamato in correità.
Sparatoria Sant’Antimo: ferito un 53enne
Un 53enne è stato ferito da diversi colpi di arma da fuoco a Sant’Antimo, in provincia di Napoli. L’uomo, Santo Maggio, già noto alle forze dell’ordine, è stato ferito a una gamba. Il fatto è avvenuto alle 19 circa. Trasportato all’ospedale di Frattamaggiore, è ricoverato non in pericolo di vita. Indagano i carabinieri xche stanno effettuando i rilievi balistici e contemporaneamente stanno cercando di capire attraverso testimonianze quanto è accaduto. La sparatoria è avvenuta davanti a un centro scommesse Eurobet. I militari stanno cercando telecamere in zona per avere immagini utili alle indagini.
Torre Annunziata: condannato e scarcerato il baby boss del clan Gallo-Cavalieri sorpreso armato nel quartiere Murattiano
Torre Annunziata. Si era giustificato dicendo:”Non volevo sparare. Avevo litigato con degli amici e li volevo spaventare”. Ma per M. C. 17 anni, figlio di uno dei capi del clan Gallo-Cavalieri erano scattate le manette. Il ragazzo dopo la stesa contro la sua abitazione, era sceso in strada armato di pistola con colpo in canna. Ma Fu fermato in tempo dalla polizia. L’episodio risale al 18 settembre scorso.
Il giorno prima, probabilmente dopo una lite tra giovani rampolli della camorra locale qualcuno aveva esploso diversi colpi di arma da fuoco contro il portone e il muro sottostante ad una finestra del palazzo di via Oplonti dove il 17enne vive con alcuni parenti, nel quartiere Murattiano. Il giorno dopo senza perdersi d’animo M. C. si mise alla ricerca di quelli che gli avevano fatto l’affronto. In sella a uno scooter guidato dal 20enne Luigi Guida furono però bloccati dalla polizia.
Il 17enne aveva la pistola in pungo con il colpo in canna. Il tribunale per i Minori di Napoli ieri ha emesso la sentenza: un anno e 4 mesi di reclusione, pena sospesa e ritorno in libertà. Il suo complice, Guida, invece sarà in aula a inizio gennaio e per il momento è ancora agli arresti domiciliari.
Giugliano,Terra dei Fuochi sempre sotto accusa dopo la morte della piccola Daniela
Daniela Romaniello, 9 anni di Giugliano non ce l’ha fatta. Ha perso la sua battaglia con una mortale forma di leucemia che l’ha devastata per tre lunghi anni. Ieri mattina tantissime persone hanno preso parte ai funerali e si sono strette intorno alla famiglia ed ai genitori Gemma e Maurizio. I funerali si sono tenuti alla chiesa San Massimiliano Kolbe in via Pigna nel quartiere Casacelle. Un lutto che ha coinvolto tante persone quello dell’ennesimo angelo della Terra dei Fuochi volato in cielo troppo presto. E dopo la sua morte si continua a mettere sotto accusa la terra dei fuochi e i rifiuti tossici sotterrati nel territorio giuglianese.
A Nulla sono valse le iniziative come la raccolta fondi necessaria per mantenere la famiglia della piccola in Olanda. Gemma e Maurizio, nell’estremo e amorevole tentativo di salvare la loro bambina, hanno abbandonato ogni cosa, la loro casa, il lavoro, i familiari, per una cura sperimentale nel nord Europa. Mesi nei quali hanno covato la speranza, fino alla fine, mentre in Campania, a Giugliano, amici e parenti raccoglievano i fondi per dare loro la forza necessaria.
Della piccola si sono occupate anche le associazioni “Angeli della Terra dei Fuochi” e “Diamo una mano”, che hanno dato un supporto logistico alla raccolta fondi insieme a un noto bar di piazza San Nicola a Giugliano che ha organizzato un evento di beneficenza, che ha permesso di raccogliere una importante somma che subito è stata spedita ai due coniugi. Poi per più di un mese la città è rimasta con il fiato sospeso in attesa di notizie confortanti, fino all’ultimo respiro della bimba. Sotto accusa ancora una volta l’inquinamento ambientale che da anni devasta Giugliano, centro della Terra dei fuochi, comune nel quale ogni famiglia convive con un malato di tumore o piange chi non ce l’ha fatta.
Napoletano ‘trasfertista’ ladro seriale di appartamenti fermato dalla polizia in Abruzzo
La Squadra Mobile di L’Aquila, in collaborazione con il Commissariato di Avezzano, ha sequestrato nell’auto di un un sessantenne residente a Napoli bloccata nella serata di ieri nell’area di servizio dell’autostrada alle porte dell’Aquila, circa 120 monili d’oro, tra cui catenine, orologi, spille, anelli, fedi nuziali per un totale di circa un chilogrammo di oggetti preziosi provento di furti in abitazione messi a segno nel capoluogo e nella Marsica.
L’uomo, ritenuto “scassinatore seriale di appartamenti”, e’ stato denunciato per furto e ricettazione e nei prossimi giorni d’intesa con il sostituto procuratore della Procura di L’Aquila Fabio Picuti si provvedera’ a svolgere i necessari accertamenti per risalire all’identita’ delle vittime e riconsegnare i preziosi. I furti in appartamento, benche’ nella norma come statistica, sono percepiti come una vera e propria piaga dai cittadini in particolare dopo il terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009. Al fermo del 60enne e alla scoperta e al sequestro della refurtiva si e’ giunti dopo un pedinamento durato in pratica per l’intera giornata di ieri quando la polizia ha seguito l’uomo, avvistato all’Aquila di ritorno da Teramo, andato ad Avezzano per poi tornare nel capoluogo.
La refurtiva era sistemata all’interno di una monovolume di fabbricazione giapponese, modificata per poter nascondere i preziosi nel vano utilizzato per ospitare l’airbag. Inoltre nel portabagagli e’ stata sequestrata una smerigliatrice angolare idonea a tagliare oggetti in pietra, metalli e legno, quali possono essere porte d’ingresso e pareti di abitazioni. Sequestrata una serie di attrezzi da scasso. Le indagini della Squadra Mobile e del Commissariato di Avezzano hanno avuto un’accelerazione nel momento in cui, da una comparazione di elementi forniti dalle vittime di furti avvenuti nel capoluogo e nella Marsica, e’ emerso che nei giorni precedenti gli episodi delittuosi, fosse stata notata dai residenti gli appartamenti visitati dai ladri, una macchina, descritta “tipo Suv” di colore chiaro.
Gia’ dalle prime ore della mattina di ieri gli investigatori della Squadra Mobile di L’Aquila e del Commissariato di Avezzano, hanno presidiato i caselli autostradali del capoluogo e della Marsica, alla ricerca di un mezzo con le caratteristiche segnalata dalle vittime dei furti fatti. Nella tarda serata la macchina e’ stata fermata e condotta presso la Questura di L’Aquila.
Napoli, piede diabetico: al Cardarelli il primo autotrapianto di cellule staminali
Ultimo importante passo per offrire ai pazienti diabetici un ventaglio di cure completo e altamete innovativo, al Cardarelli è stato eseguito per la prima volta un intervento all’avanguardia per la cura del piede diabetico. La tecnica è quella del “lipofilling”, con prelievo e processazione di cellule del tessuto adiposo dell’addome e reinnesto delle cellule nella zona di lesione.
Il reparto i questione è quello di Radiologia vascolare e interventistica diretto dalla dottoressa Raffaella Niola, l’equipe è quella composta dal dottor Gianluca Cangiano (radiologo vascolare esperto di rivascolarizzazioni agli arti inferiori in pazienti diabetici) e dai diabetologi Eugenio De Feo, (responsabile della UOSD e Coordinatore del PDTA Piede diabetico) e Francesca Fico.
L’intervento di autotrapianto di cellule staminali mesenchimali (in grado di produrre diversi tipi di cellule specializzate del corpo) è avvenuto su una paziente di 65 anni, colpita da una grossa ulcera ischemica al piede causata dalla malattia diabetica. «Completiamo così un percorso – dice il direttore generale Ciro Verdoliva – che è tra i nostri obiettivi primari, perché consente di ridurre in maniera significativa una parte della migrazione sanitaria. Chi soffre di diabete può oggi trovare al Cardarelli un Pdta completo e avanzato».
Le ulcere cutanee degli arti inferiori
Sono quelle che nei pazienti diabetici rappresentano le complicanze con maggiore impatto sociale ed economico, causano spesso gravi invalidità con un forte peggioramento della qualità della vita, molti ricoveri e incapacità lavorativa.
«Nei pazienti diabetici con arteriopatia – spiega il dottor Cangiano – la guarigione delle ulcere richiede tutta una serie di interventi terapeutici, tra i quali il più importante è la rivascolarizzazione, attraverso angioplastica o by-pass. Laddove l’intervento di rivascolarizzazione non può essere eseguito o non risulta sufficientemente efficace, l’impiego di cellule staminali può rappresentare oggi un’arma terapeutica aggiuntiva».
Proprio quest’ultimo il caso che ha portato alla selezione della paziente di 65 anni, in precedenza sottoposta ad un intervento convenzionale di rivascolarizzazione che non ha sortito i risultati attesi. La procedura innovativa è stata completata in una sola seduta di circa 60 minuti e ha richiesto pochi giorni di ricovero ordinario.
La procedura
In una prima fase è stata prelevata, con apparecchiatura Body Jet (Human Med), una certa quantità di cellule adipose dalla parete addominale attraverso una piccola incisione sulla cute. In una seconda fase il materiale ottenuto, processato dal macchinario in un circuito chiuso completamente sterile, è stato a più riprese iniettato a livello della lesione ulcerosa. Non è servita alcuna anestesia generale ed è stata ben tollerata dalla paziente.
Pdta
«Al Cardarelli – ricorda il dottor De Feo – è attivo dal 2016 un Percorso diagnostico terapeutico assistenziale che può contare dove un su un team polispecialistico dedicato, che si occupa della diagnosi e cura i pazienti con lesioni ai piedi causate dal diabete. L’ottimizzazione del percorso sta dando degli ottimi risultati e nei primi 6 mesi di attuazione si è osservata una riduzione del 53% delle amputazioni maggiori. Inoltre, è stato possibile assistere il 70% di pazienti in più rispetto agli anni precedenti».
La Cavese cala il tris sul Gragnano e vola al primo posto
Dopo un primo tempo stentato, la Cavese schianta il Gragnano 3-0 firmando la nona vittoria consecutiva. Nella ripresa Martiniello, di ritorno dopo la squalifica e subito in goal, e una doppietta di De Angelis archiviano il match. Tre punti pesantissimi perché il Potenza si ferma per la terza volta consecutiva (0-0 in casa contro il Nardò) e la Cavese balza al primo posto. Bitetto come Beethoven suona la nona sinfonia.
Per questa importante sfida casalinga contro il Gragnano, il tecnico Bitetto è costretto a rinunciare anche a Massimo oltre ai vari lungodegenti e così decide di arretrare Fella in mezzo al campo con Girardi e Martiniello (rientrato dopo le 2 giornate di squalifica) a costituire l’attacco del 3-5-2 contrapposto al 4-3-3 degli ospiti. La gara viaggia sui binari dell’equilibrio e la prima chance arriva al 20’ con Giordano bravo a respingere la botta di Manzo, Girardi recupera palla ma invece di tirare preferisce appoggiare al centro per Martiniello che però viene anticipato. Poco e niente accade nei restanti minuti, tanta imprecisione dei calciatori aquilotti nella trasmissione della palla. Si passa alla ripresa e la Cavese trova subito il vantaggio: al 50’ cross di Carotenuto dalla sinistra, inzuccata di Girardi, Giordano respinge ma non trattiene e Martiniello opportunista insacca con forza. Pochi istanti dopo Girardi ha la chance del raddoppio ma Giordano lo anticipa in uscita. Al 70’ traversone pericoloso di Carfora ma Bisogno blocca in sicurezza. Pochi secondi dopo doppio cambio per il Gragnano con Vincenzi e Mansour che rilevano Napolitano e Liccardi. Al 76’ splendida sponda di Girardi all’altezza del dischetto per Martiniello che cincischia sulla sfera, l’azione continua e la palla arriva a Fella il cui diagonale però termina a lato. Al 79’ fallo di La Monica che, già ammonito, riceve il secondo giallo e lascia i suoi in dieci. Fallo “fatale” perché De Angelis, appena entrato, va sul punto di battuta e infila la palla sotto la traversa da posizione laterale non dando scampo al portiere. Tempo 5 minuti e De Angelis firma la doppietta personale mettendo in rete una prima respinta di Giordano su un suo pallonetto. Show Cavese che al 90’ prende un doppio legno nella stessa azione, prima il palo con Mincione e poi la traversa con De Angelis. Dopo 4’ di recupero arriva il triplice fischio.
CAVESE -GRAGNANO 3-0
Cavese: Bisogno, Lame, Gorzegno, Manzo, Fabbro, D’Alterio, Carotenuto (80’ Mincione), Logoluso (68’ Turmalaj), Girardi (76’ De Angelis), Fella, Martiniello (87’ Somma). A disposizione: Marruocco, Trezza, Nunziante. All. Bitetto
Città di Gragnano: Giordano, Liccardi (70’ Mansour), Franco, Baratto, Gatto (61’ Carfora), La Monica, Formisano, Chiariello, Gassama (87’ Greco), Napolitano (70’ Vincenzi), Cioffi (76’ Guidone). A disposizione: Bruno, Greco, Montuori, Grimaldi, Cascella. All. Campana
ARBITRO: Angelo De Leo di Molfetta
ASSISTENTI: Alessandro Palmigiano di Ostia Lido e Luca Ferrari di Aprilia
RETI: 50’ Martiniello (C), 80’ e 85’ De Angelis (C)
NOTE: Espulsi: al 79’ per doppia ammonizione La Monica (CdG). Ammoniti: Chiariello (CdG), Formisano (CdG), Gorzrgno (C), Fabbro (C). Angoli: 2-2. Recupero: 1’ pt, 4’ st
Vincenzo Vitale
Da Rampulla a Brignoli: i cinque portieri goleador della serie A
Benevento. Punto storico del Benevento in serie A, il primo dopo 14 partite.
Ma non è un pareggio qualsiasi quello che gli uomini di Roberto De Zerbi, il tecnico dei record negativi, hanno raccolto oggi allo stadio Ciro Vigorito. La partita di oggi Benevento-Milan passa alla storia per il gol segnato al 95′ dal portiere Alberto Brignoli. Il suo nome è già nella lista di wikipedia che elenca gli estremi difensori che hanno segnato gol. Di portieri che segnano non ce ne sono stati tanti in Italia, per l’esattezza sono 5 in tutto e pochi – tre per l’esattezza – quelli che hanno messo la palla in rete in movimento.
Il primo, storico portiere a segnare su azione in serie A è stato Michelangelo Rampulla, nel campionato 1991-1992. Era il 23 febbraio del ’92 e l’estremo difensore della Cremonese siglò il definitivo 1-1 contro l’Atalanta di testa al 92′, sfruttando al meglio un cross, su punizione, di Chiorri dalla destra. In precedenza ci era andato vicino Pagliuca, segnando di testa, con la maglia della Sampdoria, sugli sviluppi di un corner, contro la Roma.
L’arbitro però aveva interrotto il gioco per un fallo sul collega Tancredi. Sulla scorta di quanto fatto da Rampulla, Massimo Taibi, nel 2001 fece un “pesce d’aprile” clamoroso alla malcapitata Udinese. Il portiere siciliano, in forza alla Reggina, il 1° aprile del 2001, spinto dal pubblico del “Granillo”, al 43′ della ripresa si catapultò nell’area di rigore degli avversari, insaccando di testa, sugli sviluppi di un calcio d’angolo dalla sinistra. Anche in questo caso il portiere-goleador sancì il definitivo 1-1. Da allora, oltre 16 anni non si registrava un’impresa simile in serie A.
A sfiorare il “colpaccio” anche Francesco Toldo. Nell’ottobre del 2002, a San Siro, con la Juventus in vantaggio per 1-0, a tempo praticamente scaduto, sull’ultimo calcio d’angolo in favore dei nerazzurri si accese una mischia paurosa, terminata con il gol del definitvo 1-1. La rete sembrava essere di Toldo: le immagini pero’ hanno mostrato poi un ultimo tocco di Vieri, che ha “cancellato” il nome del portiere dal tabellino.
Lontano dai confini italiani, in Europa League, ha “festeggiato” con una prodezza Marco Amelia. Era il 3 novembre del 2006 e il Livorno pareggio’ in casa del Partizan grazie a un colpo di testa del portiere proprio nel finale della gara (sempre 1-1 il risultato). Di recente, in Coppa Italia, ha accarezzato il sogno del gol anche l’estremo difensore del Torino Vanja Milinkovic-Savic. In settimana, al 92′ di Torino-Carpi, il portiere granata si e’ preso l’incarico di battere una punizione dai 30 metri, colpendo in pieno la traversa. Proprio da calcio da fermo e precisamente da penalty apri’ la strada a tutti in serie A Lucidio Sentimenti.
Il portiere nato a Bomporto, nel 1942, segno’ per la prima volta con la maglia del Modena (una rete), prima di ripetersi negli anni seguenti con quella della Juve (un gol) e con quella della Lazio (tre sigilli). Estremo difensore-rigorista fu anche Antonio Rigamonti, negli anni 70′, che con la maglia del Como riusci’ a realizzare sei reti dal dischetto, tre delle quali in serie A.
Benevento, allo stadio anche una sannita doc di 92anni tifosa del Milan
Allo stadio Vigorito, oggi, c’era il pubblico delle grandi occasioni ma anche ospiti di eccezione come la signora Giuseppina Polvere, 92 anni appena, sannita doc, residente nel piccolo centro di Pago Veiano, ma con la pecca di essere tifosa del Milan. Delusa per il pareggio della squadra di casa la tifosa rossonera ha commentato così: “Dovevamo vincere, ma è andata così”. “Ho assistito – racconta – a un incontro che ho sognato tante volte, poter vedere da vicino i miei beniamini del Milan ma anche i giocatori del Benevento, la mia seconda squadra”. Giuseppina ha iniziato a tifare Milan da giovane, e nel suo cuore è rimasta la squadra del grande Gianni Rivera. “Ma era grande anche la squadra di Franco Baresi, Gullit e Van Basten. Oggi questo Milan dei cinesi non mi entusiasma come un tempo, mi piaceva molto più con Berlusconi. Comunque forza Milan, sempre”.
Immancabile anche la presenza del sindaco di Benevento, Clemente Mastella che dopo il primo punto e il pareggio casalingo ha detto lapidario: “E’ stata una partita emozionante, continuiamo a sperare col cuore”.
Manita dell’Inter al Chievo, i nerazzurri volano al primo posto
Cinquina al Chievo e primo posto in classifica per l’Inter di Luciano Spalletti. I nerazzurri non si lasciano sfuggire la ghiotta occasione di balzare in testa alla Serie A e lo fanno con una prestazione impeccabile e quattro reti alla squadra di Maran. L’Inter sale così a 39 punti, uno in più del Napoli e due sulla Juve che sabato prossimo affronterà allo Stadium. Spalletti può gioire grazie alla tripletta di Perisic e alle reti di Icardi e Skriniar, con l’argentino sempre più capocannoniere con 16 reti, e con il gol numero 97 in Serie A che gli consente di raggiungere Mario Corso.
Spalletti senza gli squalificati Miranda e Gagliardini, manda in campo Ranocchia e Brozovic, con il recuperato Joao Mario al posto di Vecino non al meglio. Maran ritrova Dainelli e Gamberini in difesa, non c’è il centrocampo titolare con Radovanovic squalificato e Castro ed Hetemaj infortunati, quindi spazio a Bastien, Nicola Rigoni e Depaoli. L’Inter vuole chiudere al più presto il discorso e già al 7′ su un cross di Santon, Icardi non ci arriva di testa, ma sulla gran botta di Candreva Sorrentino si salva in angolo.
Poco dopo ci prova un rigenerato Ranocchia che di testa manda alto. Il Chievo prova a reagire e sul cross di Birsa arriva il colpo di testa di Meggiorini e la grande risposta di Handanovic, poi Ranocchia da terra evita il tiro ancora all’attaccante gialloblù. Anche Santon spinge sull’esterno propizia al 24′ il gol del vantaggio: grande tiro dell’esterno con Sorrentino che respinge ma non può nulla sul tiro al volo di Perisic che porta in vantaggio l’Inter. Al 27′ Icardi ruba palla, passaggio per Joao Mario, tiro defilato, ma Sorrentino risponde alla grande con il piede. Il Chievo traballa e al 38′ errore di Inglese che serve un passaggio sbagliato all’indietro, Brozovic lancia in profondità Icardi che, allargandosi sulla sinistra, batte Sorrentino.
Il Chievo accusa il colpo e l’Inter non accenna ad abbassare i ritmi. Al 6′ D’Ambrosio serve Brozovic, con il centrocampista croato che finta il passaggio di ritorno e invece tira un bolide che finisce fuori di poco. Passa un minuto e Candreva va al cross, Gobbi spazza via, ma arriva Brozovic che prova la botta deviata da Dainelli in calcio d’angolo. Il Chievo sembra molto stanco dopo l’impegno di Coppa Italia contro il Verona, e la squadra di Spalletti ne approfitta, chiudendo la gara in due minuti.
Al 13′ ancora un passaggio sbagliato del Chievo, questa volta di Birsa, con Perisic che entra in area e con un gran sinistro batte ancora Sorrentino, per il tris nerazzurro. Passano due minuti e arriva il poker: al 15′ Skriniar recupera palla a centrocampo fa partire l’azione di contropiede, allarga sulla destra per Candreva, cross preciso proprio per il difensore slovacco che aveva seguito l’azione e colpo di testa rasoterra che supera ancora Sorrentino. A questo punto l’Inter pensa a gestire la gara, il Chievo è sulle gambe. Spalletti inserisce in successione Eder per Icardi, Dalbert per D’Ambrosio e Karamoh per Candreva, quest’ultimo sfiora anche la quinta rete che dopo i tentativi di Brozovic e Ranocchia arriva ancora grazie a Perisic che al 47′ in pieno recupero si ritrova la palla tra i piedi in area e batte Sorrentino per la quinta volta.
INTER-CHIEVO 5-0
INTER (4-2-3-1): Handanovic 6.5; D’Ambrosio 6.5 (32’st Dalbert 6), Skriniar 7, Ranocchia 6.5, Santon 7; Borja Valero 6.5, Joao Mario 6.5; Candreva 7.5 (40’st Karamoh sv), Brozovic 7, Perisic 8.5; Icardi 7 (30’st Eder 6) In panchina: Padelli, Berni, Joao Cancelo, Vecino, Nagatomo, Pinamonti. Allenatore: Spalletti 7.5
CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino 5; Cacciatore 5, Gamberini 5, Dainelli 5, Gobbi 5 (42’st Jaroszynski sv); Bastien 4.5, Rigoni 4.5 (19’st Tomovic 6), Depaoli 5; Birsa 5.5; Meggiorini 5.5 (24’st Garritano 6), Inglese 4.5 In panchina: Seculin, Confente, Stepinski, Gaudino, Leris, Cesar, Bani, Pucciarelli, Pellissier. Allenatore: Maran 4.5
ARBITRO: Calvarese di Teramo 6.5 RETI: 23’pt Perisic, 38’pt Icardi; 12’st Perisic, 15’st Skriniar, 47’st Perisic
NOTE: pomeriggio freddo, terreno in buone condizioni, spettatori 53.403. Ammoniti: Ranocchia. Angoli: 17-2 per l’Inter. Recupero: 0′; 2′.
Torre Annunziata, ladro beccato dai carabinieri mentre tenta di rubare un’auto
I carabinieri di Torre Annunziata hanno arrestato un 50enne per tentato furto aggravato. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, aveva forzato la portiera di una Lancia ‘Y’ parcheggiata lungo via Vittorio Veneto; poi è salito a bordo e stava forzando il blocco accensione con un paio di forbici per portarsela via, ma è stato notato dai militari in servizio in abiti borghesi e arrestato. L’auto è stata restituita alla proprietaria.
Ecco chi è Brignoli, il portiere che ha riscritto la storia del Benevento
E’ l’uomo del giorno: 26 anni, in prestito dalla Juventus, il portiere del Benevento Alberto Brignoli e’ riuscito nell’impresa piu’ unica che rara di segnare un gol, per giunta al 95′, per giunta regalando alla squadra sannita il primo storico punto in A dopo 14 sconfitte consecutive. Brignoli nella stagione 2009-2010 conquista la promozione in Seconda Divisione con il Montichiari. Nell’estate del 2011 passa quindi al Lumezzane, in prestito con diritto di riscatto, esordendo coi valgobbini il 25 settembre seguente contro la Ternana. Dopo essere stato riscattato dal club lombardo, il 12 luglio 2012 passa in comproprieta’ proprio alla Ternana, club di Serie B, con cui debutta tra i cadetti il 1 settembre 2012 nella trasferta sul campo del Modena (0-1).
Nella seconda meta’ della stagione 2012-2013 trova il posto da titolare e, il 31 gennaio 2013, la societa’ rossoverde ne riscatta la meta’ del cartellino. Viene confermato portiere titolare dalla Ternana nella stagione 2013-2014, dove concludera’ la stagione con 38 presenze e 46 reti subite, in un’annata piu’ sottotono rispetto alla precedente. Il 2 febbraio 2015 viene acquistato a titolo definitivo dalla Juventus. Rimane in prestito a Terni sino al termine della stagione 2014-2015, raggiungendo ancora una volta la salvezza con la squadra umbra: le sue prestazioni sono ottime, venendo nominato miglior portiere della serie cadetta
. Lascia la Ternana dopo aver collezionato 106 presenze in tre anni. Conclusa l’esperienza in rossoverde, il 2 luglio 2015 la Juventus lo dirotta in prestito alla Sampdoria, in Serie A. Relegato per quasi tutta la successiva annata a secondo di Emiliano Viviano, fa il suo esordio in massima categoria proprio contro la Juventus, allo Stadium di Torino, in occasione della sconfitta 0-5 patita dai blucerchiati nell’ultima giornata di campionato. Tornato in bianconero a fine stagione, il 20 luglio 2016 e’ ceduto in prestito con diritto di riscatto agli spagnoli del Legane’s, neopromossi nella Liga.
Non trovando tuttavia spazio con i biancoblu’, il 9 gennaio 2017 la Juventus lo riporta in Italia dirottandolo sempre in prestito al Perugia, in Serie B. Contribuisce a far raggiungere ai grifoni l’obiettivo dei play-off, poi persi in semifinale contro il Benevento. Proprio ai giallorossi, nel frattempo neopromossi in Serie A, la Juventus cede Brignoli nell’estate seguente, nuovamente in prestito. Gioca titolare nella massima serie a partire dall’ottava giornata, e oggi segna il gol che lo fa entrare nella storia del Benevento ma anche del Calcio italiano.
Maltempo, Vesuvio innevato e temperature in picchiata
Napoli. Temperature in picchiata: il Vesuvio si copre di neve. Primi fiocchi di neve sul Vesuvio, in queste ore, le piogge e le temperature più rigide hanno consentito il formarsi uno strato nevoso dalla cima ai fianchi del vulcano. Lo spettacolo del Vesuvio innevato è visibile dai comuni vesuviani e dal Golfo di Napoli. Stamane, grazie ad un cielo terso e limpido, gli abitanti dell’area del vulcano hanno potuto ammirare lo spettacolo della prima neve. Nel pomeriggio, insistenti piogge hanno continuato a cadere su tutta la provincia di Napoli e le nuvole hanno coperto il Vesuvio. La temperatura nel pomeriggio e in serata si è assestata sugli 8°.
Foto di Luciano Izzo
La ‘Iena’ Nadia Toffa su facebook: ”Ho preso una bella botta, ma tengo duro”
“… volevo ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicino… ho preso una bella botta, ma tengo duro. Adesso parlo con i medici e cerchiamo di risolvere questa scocciatura. Stasera le Iene me le guardo da questo lettino, e vediamo che combinano senza di me… Torno presto.”
Nadia. Con questo post pubblicato nella mattinata di oggi la Iena Nadia Toffa ha voluto rassicurare tutti i suoi fan sulle sue condizioni di salute. Il post in poche ore ha ottenuto oltre 350mila like, 50mila commenti e oltre 23mila condivisioni,
Benevento, De Zerbi: ”Se ci credi la fortuna non ti volta le spalle”
“Da quando sono arrivato abbiamo remato tutti dalla stessa parte, io cerco di portare le mie idee ma non determinano se non c’è la voglia. Se il Milan è venuto qui per fare la partita della stagione per noi doveva essere il doppio”. Lo ha detto Roberto De Zerbi, allenatore del Benevento, commentando lo storico pareggio ottenuto contro il Milan. “La salvezza? Io ci credo sempre, avessimo vinto a Sassuolo e Bergamo saremmo stati a sei punti. Nonostante tutte le sconfitte di fila avremmo visto il mondo da un’altra angolazione. Per questo ci credo”, ha aggiunto il tecnico sannita ai microfoni di Sky.
“Questa deve essere la nostra spinta, aver battuto tutti i record deve stimolare l’orgoglio. Aldilà di come andrà la stagione, dobbiamo cercare sempre la dignità e nelle ultime partite, nonostante le sconfitte, abbiamo dimostrato di averla. A livello di classifica ci cambia niente, a livello morale sposta tanto invece. I ragazzi se lo meritavano, erano già altre gare che meritavamo questo punto ma forse oggi siamo andati a cercarcelo con più rabbia e più convinzione. Adesso dobbiamo capire che possiamo stare in Serie A. Il gol di Brignoli? Non è stato un caso. Brignoli è stato criticato eccessivamente per qualche errore. Deve crescere in consapevolezza – ha detto De Zerbi – e concentrazione ma se uno ci crede fino alla fine la fortuna non ti volta sempre le spalle.
Il calcio d’angolo mi sembrava non ci fosse ma per una squadra con zero punti non è giusto parlare di arbitri. Non è serio. Come abbiamo festeggiato il primo punto? Noi veniamo da una settimana di ritiro non punitivo. Volevamo fare quel gradino in più ma adesso dobbiamo partire da qui. Se pensiamo di essere arrivati non abbiamo capito niente ma sono sicuro che non succederà. Non abbiamo mai mollato e anche se siamo ultimi e scannati oggi sono orgoglioso. Prendere gol alla fine e’ una sensazione che conosco bene. Ma se uno ci crede fino alla fine la fortuna non ti volta sempre le spalle”.



