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Orrore nel Veronese: cadavere di donna fatta a pezzi e trovata in 10 sacchi diversi

E’ stata uccisa altrove, sezionata in almeno 10 pezzi e trasportata con dei sacchi la donna i cui resti sono stati trovati nel veronese in mezzo ai campi a Valeggio sul Mincio tra Vento e Lombardia. Secondo fonti dei carabinieri, il corpo e’ stato ‘ricostruito’ completamente quindi non sono sparite parti mutilate. Chi ha ucciso lo ha fatto altrove, ha trasportato sul luogo del ritrovamento i resti – il corpo sarebbe stato tagliato probabilmente con una sega a motore – e li ha sparpagliati in un ipotetico cerchio del diametro di 4/5 metri.
Confermato che il delitto e il sezionamento e’ recente ed oscilla tra le 24 e 48 ore. I militari dell’Arma stanno cercando di risalire all’identita’ della vittima (la testa e’ intatta), si tratta di una donna tra i 30 e i 40 anni di carnagione chiara, capelli castani e con addosso la sola biancheria intima. Per farlo stanno raccogliendo le segnalazioni su donne scomparse ma anche attraverso quanto i resti possono ‘raccontare’. Sulle cause della morte ed altri elementi si attende l’esito dell’autopsia mentre sul luogo del ritrovamento i carabinieri, grazie alla luce del giorno e all’assenza di pioggia, stanno cercando eventuali altri elementi tra cui impronte di scarpe o di pneumatici.

Napoli, ecco il primo ferito dei botti: è un 14enne di Bagnoli

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Mancano ancora diverse ore alla notte di San Silvestro ma a Napoli c’e’ gia’ stato un ragazzo ferito da un botto: e’ un 14enne del quartiere Bagnoli, che ha riportato ferite a una mano, a una coscia e ad un occhio.
Accompagnato dalla madre in ospedale, ha raccontato di essere stato investito dallo scoppio di un petardo lanciato da ignoti mentre usciva dalla stazione di Agnano della Cumana. Guarira’ in 15 giorni.

Articolo 1: ‘Castellammare ritorni a sognare e a programmare’

La speranza che il paese si rimetta in cammino e con lui la città . E’ questo l’augurio risuonato piu’ volte nella sala Annibale Ruccello nel corso del brindisi di Articolo Uno Liberi e Uguali. ” Ci auguriamo che il 2018 sia, semplicemente, migliore dell’anno appena trascorso. Ci auguriamo tutti che il nuovo anno metta fine alle difficoltà del Paese e regali crescita e sviluppo e opportunità .
Lo scorso marzo – sottolinea la coordinatrice Angela Longobardi – ci siamo messi in cammino per provare a segnare una differenza nel paese e a Castellammare. Noi speriamo che l’appuntamento elettorale del 4 marzo rappresenti un punto di svolta che ridia speranza e futuro all’Italia. Speriamo che la nostra città ,ormai chiusa in un provincialismo da paese si svegli dal torpore. Oggi Castellammare è una città che si accontenta di due luci e non si interroga sui problemi . Una città che non riesce più a sognare a programmare. Il nostro augurio è che dalle opposizioni cosi come fatto prima con Salvatore Vozza e adesso con Alessandro Zingone si riesca finalmente ad imprimere una svolta per il bene di questa comunità. Ma c’è bisogno della passione e dell’impegno di noi tutti. Di quell’entusiasmo contagioso che cambi il passo nel modo di intendere e praticare la politica” . Nelle parole della coordinatrice un ricordo di Jacopo Petruccione e i ringraziamenti per la presenza ad una delegazione del pd con il segretario.. e agli ex sindaci Catello Polito e Ersilia Salvato (che hanno hanno fatto pervenire i saluti) .
“La spinta riformista e di cambiamento che auspicavamo – ha sottolineato Luisa Bossa-non c’è stata. Sui temi dell’economia e del lavoro qualcosa si è mosso ma troppo poco e comunque meno dell’inversione di tendenza di tutta l’Europa. E’ aumentata la precarietà, sono aumentate le disuguaglianze, si sono fatte politiche errate per la scuola e per la cultura. In compenso, ci sono state conquiste sul terreno dei diritti civili”. Gli applausi sono stati tutti per il Presidente della Fondazione Sudd , Antonio Bassolino, che ha ricordato il suo legame con Castellammare che risale a quando era bambino e qui veniva al mare e alle Terme. Poi gli anni del Pci e la famosa flessione alle comunali del 1977 quando questa era una città campione elettorale. Nelle parole di Antonio Bassolino i ricordi ma pure l’analisi del futuro. L’importanza di riavvicinare il paese alla politica. E l’auspicio a costruire una casa comune della sinistra e un largo e nuovo centro sinistra.

Napoli, accoltellamento di Arturo: si indaga sui telefoni di tre amici del 15enne arrestato

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Anche tre amici di F. C., il 15enne del rione Sanità in carcere da cinque giorni perchè accusato di essere il capo della baby gang che la sera del 18 dicembre scorso accoltellò senza motivo il 17enne Arturo in via Foria, sono finiti nell’inchiesta. Sono tutti indagati e la Procura dei Minori ha chiesto di acquisire i dati dagli smartphone di tutti e tre. Una novità investigativa importante che potrebbe portare presto a nuovi clamorosi sviluppi. Tra gli indagati c’è anche il 17enne G:L.P. fermato e rilasciato pochi giorni fa perché aveva una alibi di ferro: allora dell’accoltellamento di Arturo, stava lavorando nella bottega dei pastori dei Ferrigno come ha confermato lo stesso titolare.
Gli inquirenti puntano, in primo luogo, attraverso l’analisi tecnica dei telefoni alla geolocalizzazione dei proprietari. Ovvero capire se fossero in via Foria al momento dell’aggressione ad Arturo e poi capire attraverso le chat e la messaggistica ma anche da eventuali telefonate i contatti con il 15enne arrestato. Dopo le immagini choc apprese dal profilo facebook del ragazzino gli inquirenti stanno setacciando tra tutti i suoi amici anche tra quelli che dopo il suo arresto lo incitavano a non mollare sulla sua pagina facebook. La difesa rappresentata dall’avvocato Emireno Valteroni sta preparando le sue mosse davanti al Riesame. Il ragazzino si è sempre professato innocente sostenendo di essere stato casa con la mamma, come confermato dalla stessa donna, e poi di essere uscito per andare in palestra.

 

Boscoreale, minaccia di uccidere la madre e aggredisce i carabinieri: arrestato 50enne

Boscoreale. Ha minacciato di uccidere l’anziana madre con un coltello e si è barricato in casa. Solo dopo tre ore di estenuanti trattative da parte dei carabinieri e dopo aver tentato di accoltellare uno dei militari intervenuti si è arreso e si è fatto arrestare. Salvatore C, 50 enne di via Cangiani non è nuovo ad episodi del genere. La sera di Natale del 2006 con una bombola di gas fece saltare in aria il suo appartamento, danneggiandone altri 16: rimase ferito ma, in quella occasione, la madre riuscì a salvarsi miracolosamente.
Lui fu arrestato per tentata strage. dopo un periodo di detenzione era stato messo in centro specializzato e poi scarcerato. Era in cura per la schizofrenia, aveva interrotto le cure. Ora è stato di nuovo arrestato con le accuse di sequestro di persona, minacce, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. La sua situazione sanitaria al momento viene ritenuta compatibile con il regime carcerario, in attesa di una perizia psichiatrica.

 

Torre Annunziata, attentato dei nuovi signori del racket alla ditta di pompe funebri

La morsa delle nuove leve della camorra a Torre Annunziata continua a farsi sentire anche nell’ultimo giorno dell’anno. E così la notte scorsa una bomba ha devastato gli uffici delle pompe funebri Vitiello al corso Umberto I. A uno dei titolari il mese scorso era stato fatto trovare un proiettile sull’ auto avvolto in un foglio di carta macchiato di sangue. Un primo avvertimento che evidentemente non aveva sortito  gli effetti sperati. Vitiello probabilmente non si è piegato ai signori del racket che si era fatti vivi per il consueto “Pizzo di Natale” e questa volta sono passati alle maniere forti.
La bomba carta esplosa la scorsa notte ha distrutto i vetri e la porta d’ingresso, nonché suppellettili e vari oggetti all’interno dell’agenzia. I fratelli Vitiello nella denuncia presentata alla polizia hanno anche raccontato di un inquietante episodio avvenuto poche ore prima dello scoppio della bomba. Erano infatti stati chiamati per un funerale nel rione Provolera: i Vitiello si sarebbero presentati sul posto e uno di loro sarebbe stato avvicinato da alcune persone con volto coperto e invitato ad allontanarsi. Gli agenti del locale commissariato di polizia che stanno conducendo le indagini poche ore dopo l’esplosione della bomba carta hanno ritrovato uno scooter bruciato nella periferia di Torre Annunziata: potrebbe essere stato utilizzato per il raid e poi dato alle fiamme per distruggere ogni prova. Ora al vaglio ci sono le immagini delle telecamere pubbliche e private poste lungo la zona. Gli invenstigatori stanno cercando possibili elementi utili a risalire agli autori del raid.

Ercolano in piazza: ‘Palloncini bianchi e non petardi per ricordare il piccolo Cristian’

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Si e’ conclusa ad Ercolano  la fiaccolata in ricordo del piccolo Cristian Corso, di tre anni, giunto giovedi’ sera al pronto soccorso dell’ospedale Santobono Pausilipon di Napoli, dimesso e poi morto per arresto cardiaco nello stesso ospedale, dove era stato riportato ieri mattina. Per le strade del comune vesuviano, citta’ di origine dei genitori, c’erano, oltre ai parenti, anche tante persone comuni scosse per l’accaduto, che hanno voluto stringersi intorno alla famiglia. Nel corteo in prima fila i genitori e il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, che insieme a tanti partecipanti ha indossato una maglietta bianca con l’ immagine del piccolo mentre un gruppo di bambini avanzava sostenendo un lenzuolo bianco con la scritta ‘Cristian vive’.
Silenzio, fiaccole accese e una preghiera del sacerdote Pasquale Incoronato, hanno scandito le tappe del corteo che e’ andato via via ingrossandosi fino a sciogliersi in via Belvedere. Anche il mondo del calcio si unisce al dolore per la scomparsa del piccolo Cristian. Sulla pagina facebook della ‘Ercolanese 1924′, la squadra sportiva dilettante della città che milita in serie D, in un post invita ”tutta Ercolano, domani sera, a far volare dei palloncini bianchi invece di petardi in segno di cordoglio, rispetto e vicinanza”. Nando Corso, papà del piccolo Cristian è stato un calciatore della squadra amaranto negli anni Novanta e seppur emigrato al Nord con sua moglie per motivi di lavoro, in tanti lo ricordano come uomo e come apprezzato calciatore. In altro post si legge ”un forte abbraccio da tutto il tifo granata e sentite condoglianze” al padre del bambino ”nostro concittadino e nostro ex calciatore per la tragedia che ha colpito la sua famiglia”.
“Solidarieta’ alla famiglia della vittima ed ai medici in trincea, ma immediata riforma della sanita’ pediatrica. Non c’e’ un colpevole, ma la responsabilita’ di quanto accade ogni giorno e’ chiaramente a carico dell’inadeguato e non proporzionato sistema Sanitario pediatrico. Dopo la moda delle barelle per i pazienti adulti negli ospedali campani, la vergogna si estende anche ai piccoli ammalati. Ogni giorno arrivano al pronto soccorso del Santobono centinaia di bambini che spesso non trovano posto e per cure cautelative quasi sempre finiscono ricoverati in barella, quando i medici non sono costretti a rimandarli a casa in assenza di attuali ed evidenti pericoli”. Lo dice Angelo Pisani, presidente di Noiconsumatori. “In tale caos, senza capire le reali motivazioni per non aprire un pronto soccorso o reparto pediatrico nel vantato Ospedale del Mare, i medici del pronto soccorso del Santobono – aggiunge – lavorano in condizioni infernali e nonostante i sacrifici e sforzi ogni oltre limite ogni giorno puo’ accadere l’irreparabile, come purtroppo successo ieri. Questo ennesimo sacrificio non deve restare solo un momento di dolore e di polemica sui giornali, ma speriamo sia un rimedio per salvare tante vite e garantire la cura migliore ai pazienti. E’ chiaro che le responsabilita’ sono di tutti quando accadono tali tragedie ed e’ da vigliacchi girarsi dall’altra parte senza intervenire seriamente.
Ora le autorita’ preposte indaghino sulle cause di questa ennesima tragedia della sanita’ campana e facciano chiarezza a partire dalla programmazione e gestione di tale emergenza sanitaria che colpisce anche i piu’ piccoli, dall’assistenza e cure dei medici di famiglia, dalle procedure, dal sistema del 118 e del trasporto del bimbo durato oltre 30 minuti senza sosta in un presidio medico piu’ vicino; almeno per dare una spiegazione dell’incredibile evento ed evitare future tragedie. Lo si deve per rispetto dei genitori ed alla memoria di quest’altra vittima innocente ma anche per difendere una eccellenza della sanita’ campana come il Santobono troppo spesso inquinata dalla mala politica e dalla mala gestio dove i medici che affrontano centinaia di casi al giorno piu’ non possono fare.” Pisani “e’ deciso a chiedere anche l’intervento del Prefetto per gli evidenti pericoli per la salute dei cittadini e regolarizzazione del sistema sanitario pediatrico. In uno ad accurate indagini per capire se la morte del piccolo poteva evitarsi con cure e procedure adeguate. Vittima della malasanita’ non sono solo i pazienti e in questo caso i bambini trattati quasi come dei numeri, ma anche la maggior parte dei medici che lavorano con professionalita’ ed abnegazione ma senza alcuna assistenza e rimedi urgenti da parte della politica e delle istituzioni attenti alle passerelle piu’ che al sistema sanitario attraverso cui potrebbero salvarsi tante vite. Rinnovando la vicinanza e la solidarieta’ umana ai genitori del bambino per la terribile tragedia che stanno vivendo in queste ore e che speriamo che l’anno nuovo non debba piu’ minacciare ed atterrire anche i medici ed i rispettivi pazienti”.

Parete, oltre 2mila fiaccole in piazza per chiedere la verità per Luigi

 

Oltre duemila persone hanno partecipato alla fiaccolata tenutasi a Parete  a sostegno di Luigi Pellegrino, l’adolescente di 14 anni ferito alla testa da un proiettile vagante mentre era con degli amici nei pressi di un bar di via Vittorio Emanuele, corso principale del paesino del Casertano. Il minore e’ ancora ricoverato in coma presso il reparto di Rianimazione dell’ospedale di Caserta.
In testa al corteo illuminato, che ha attraversato le strade del comune, c’erano il sindaco di Parete Gino Pellegrino, che ha organizzato la manifestazione chiamando a raccolta con un lungo post su facebook la popolazione, Marcello De Rosa, primo cittadino sotto scorta del vicino comune di Casapesenna, che appena pochi giorni fa ha ritirato le dimissioni dopo averle presentate ad inizio dicembre in seguito ad un’aggressione denunciata dal fratello ad opera di tre uomini incappucciati. Per strada tanti amici di Luigi, un’aria di speranza e commozione, ma anche di rabbia per quanto successo; le indagini della Procura di Napoli Nord e dei carabinieri di Aversa vanno avanti. In questi giorni sono state ritirate alcune armi da fuoco possedute da persone residenti in via Vittorio Emanuele, dove e’ avvenuta la tragedia, ma anche in una strada che sbuca sul corso all’altezza del bar dove era Luigi quando e’ stato colpito; lo scopo e’ accertare da quale arma sia stata sparato il proiettile che ha colpito Luigi, che per il consulente della Procura e’ un calibro 9.
Tra l’altro gli inquirenti hanno in mano un secondo proiettile dello stesso calibro che ha colpito il parabrezza di un furgone – sequestrato dalla Procura – poco prima che fosse ferito il 14enne; il consulente dovra’ verificare se i due proiettili sono stati sparati dalla stessa arma, come si ipotizza.

Processi pilotati a Salerno, nell’inchiesta sul giudice Pagano finisce anche il collega Luigi Bobbio

Sentenze aggiustate o pilotate: l’inchiesta su Mario Pagano coinvolge anche altri colleghi del giudice finito agli arresti domiciliari prima di Natale. Oltre al Procuratore Regionale della Corte dei Conti, Michele Oricchio, e agli altri due magistrati salernitani, Roberto Lenza e Maria Elena Del Forno, sono finiti nel mirino della Procura di Napoli anche Luigi Bobbio, il giudice ex senatore e ex sindaco di Castellammare di Stabia, oggi in servizio al Tribunale civile di Nocera Inferiore. Insieme a Bobbio anche Nicola De Marco, presidente della sezione lavoro a Salerno e già citato nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato ai domiciliari Pagano, il magistrato di Roccapiemonte, ora sospeso dal Csm. Bobbio e De Marco risultano iscritti nel registro degli indagati da giugno scorso, anche per loro l’ipotesi di accusa è quella di concorso in abuso d’ufficio. I due non sono stati avvisati dai colleghi napoletani che attendono l’esito degli accertamenti tecnici e delle ulteriori acquisizioni effettuate nel corso delle perquisizioni avvenute al momento della notifica dell’ordinanza di custodia cautelare, con la quale sono finiti ai domiciliari oltre a Pagano anche Nicola Domenico Montone, cognato del giudice e funzionario al Tribunale di Salerno, mentre era stato imposto il divieto di dimora nel comune di residenza agli imprenditori Roberto Leone, Luigi Celestre Angrisani, Riccardo De Falco e Giovanni Di Giura. Obbligo di dimora nel comune di residenza per il commercialista Antonio Piluso.
Gli accertamenti nei confronti degli altri magistrati coinvolti nell’inchiesta coordinata dai pm Celeste Carrano e Ida Frongillo, della Procura di Napoli, sono nella fase iniziale, solo all’esito di ulteriori verifiche si deciderà se contestare formal­mente le accuse oppure chiedere l’archiviazione. Le intercettazioni svolte durante le indagini sul giudi­ce Pagano, molto conosciuto tra i colleghi e impegnato anche associativamente nella corrente di Mi, hanno portato all’apertura di diver­si filoni d’indagine sui quali so­no in corso approfondimenti. Il nome di Oricchio, all’epoca dei fatti in servizio a Salerno, e di De Marco erano già emersi dopo gli arresti di Pagano e Montone, dai messaggi di posta elettronica e del cellulare sequestrati al giudice di Roccapiemonte, poi in servizio a Potenza e Reggio Calabria.
Nei supporti informatici di Pa­gano sono stati rinvenuti messaggi di posta elettronica scambiati tra la fine del 2012 e l’inizio dell’anno successivo con Oricchio, all’epoca dei fatti alla commissione tributa­ria di Salerno. I due secondo l’ipotesi della Procura si sarebbero scambiati favori, si sarebbero aiutati reciprocamente per favorire persone amiche. Ai loro nomi e a quelli di Roberto Lenza e Maria Elena Del Forno (convocati dalla procura napoletana per essere interrogati) si aggiunge ora anche quello di Luigi Bobbio, il giudice in servizio a Nocera Inferiore ed ex senatore.

Napoli, una ‘Santabarbara’ con 3 quintali di botti illegali sequestrati alle Case Nuove

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Gli agenti della Polizia Investigativa Centrale e del Reparto Tutela Ambientale della Polizia Locale di Napoli, nella zona delle ‘Case Nuove’, a ridosso di Piazza Garibaldi, hanno scoperto un deposito di fuochi pirotecnici in un locale all’interno di un edificio, sequestrando materiale esplodente per circa 3 quintali. Gli investigatori hanno rinvenuto tra le confezioni molti manufatti la cui vendita, cessione ed utilizzo sono vietate.
A Scampia e sul Viale Umberto Maddalena il Reparto Tutela Ambiente ha sequestrato fuochi pirotecnici illegali messi in vendita in forma ambulante. Gli agenti del reparto ambientale hanno individuato i prodotti che stavano per essere messi in commercio da parte di due persone, denunciate all’Autorità Giudiziaria. Nella circostanza, sono state sequestrate circa 500 confezioni di materiale esplodente pericoloso con divieto di libera vendita, cedibili e utilizzabili esclusivamente da professionisti, soggetti titolari di porto d’armi, nulla osta o abilitazione e solo per manifestazioni professionali debitamente autorizzate dall’Autorità di Pubblica Sicurezza. I prodotti sequestrati saranno consegnati agli Artificieri per la distruzione.

Il Napoli celebra ‘mezzo’ scudetto e i numeri record

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A meta’ dell’opera, con l’orgoglio dei record ma con la consapevolezza che il sogno deve ancora camminare molto per diventare concreto. Ecco come si sente il Napoli e i tifosi napoletani in tutto il mondo dopo la vittoria a Crotone e il titolo di campione d’inverno. Il capodanno passera’ specchiandosi nella bellezza di una squadra che vince e convince: 99 punti nel 2017, 48 nelle prime 19 giornate con 15 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta, 42 gol fatti (secondo miglior attacco dopo la Juve) e 13 subiti (miglior difesa). Queste alcune delle cifre che danno il senso del dominio azzurro sulla prima meta’ della stagione, un dominio interrotto solo dall’Inter per un paio di settimane.
I segnali positivi sono quelli della ripresa: dopo un periodo difficile tra fine novembre e inizio dicembre (ko con la Juventus e 0-0 con la Fiorentina oltre all’elminazione dalla Champions League) il Napoli ha saputo ritrovare entusiasmo, gioco e vittoria, battendo in serie Torino, Sampdoria e Crotone e riprendendosi il primato. Il campanello d’allarme e’ quello del match con i bianconeri al San Paolo: l’unico ko e’ arrivato infatti contro la Juventus che continua a tallonare il Napoli e che lo scorso anno fece svanire i sogni azzurri proprio negli scontri diretti, vincendo a Torino e pareggiando al San Paolo. Il rischio e’ quello di una sorta di tabu’ Juventus che sembra l’ultimo ostacolo che il Napoli deve dimostrare di saper superare per meritare pienamente il terzo scudetto. Le armi per farlo ci sono. Sarri ha dimostrato di saper insegnare al Napoli di vincere anche senza brillare e che si puo’ vivere anche senza un bomber che segni a raffica. Lo dimostra il lungo digiuno di Dries Mertens che non segna in campionato dal 29 ottobre.
In attesa del risveglio della fame di gol del belga il Napoli ha trovato un nuovo bomber in Marek Hamsik che ha deciso il match di Crotone segnando per la terza partoita consecutiva: lo slovacco e’ a quota 117 gol. Un traguardo che lo slovacco ha celebrato “alla napoletana”, rivoluzionando la “smorfia”: “Segna il numero 17 al 17′ minuto il suo gol 117 nel 2017” ha scritto oggi Marek sui social network. Numeri che molti stanno rielaborando per provare a vincere un terno al lotto di Capodanno. La sorte decidera’, ma di sicuro oggi a Napoli il 17 non e’ piu’ “la disgrazia” ma lo stato di grazia di uno slovacco napoletano.

Benevento, De Zerbi: ‘Il nostro obiettivo è fare 25 punti nel girone di ritorno’

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“Questa vittoria e’ importante perche’ riprendere il martedi’ caricando e dando le giuste motivazioni a 25 persone non e’ facile neanche per me. E’ un risultato che ci da’ la forza di continuare a fare quello che stiamo facendo. Gia’ da molte partite meritavamo di vincere e per tanti motivi non l’abbiamo fatto. Oggi ci siamo riusciti e adesso aspetto la ripresa per preparare la prossima partita”.
Cosi’ Andrea De Zerbi commenta a SkySport la prima vittoria del Benevento in Serie A, giunta all’ultima giornata d’andata. Il tecnico e’ un po’ preoccupato per i tanti infortuni odierni, con Ciciretti out nel riscaldamento e Parigini e il protagonista del gol-partita Coda bel corso del match contro il Chievo. “Il mio pensiero ora e’ di fare la conta di quanti possono allenarsi in settimana perche’ sabato prossimo abbiamo una partita contro una squadra molto forte e organizzata (Sampdoria, ndr). Dovro’ puntare sulle motivazioni.
Oggi negli ultimi minuti abbiamo difeso il risultato con carattere. Siamo una squadra che si deve tirare fuori anche se non so se ce la faremo” aggiunge De Zerbi che sugli undici punti che separano il suo Benevento dalla quart’ultima prima dell’inizio del girone di ritorno afferma: “E’ difficile, e’ un’impresa. A livello di percentuali non so quante possibilita’ possiamo avere – dice – Ma due vittorie sono sei punti che possono portati a meno cinque e qui tutto inizierebbe a diventare molto, molto stimolante. Dirlo oggi forse passi anche da pazzo ma nel calcio si parte sempre dallo 0-0 ed ora per noi comincia il girone di ritorno con l’obiettivo di fare 25 punti”.

Figuraccia Paganese, sconfitta interna e penultimo posto in classifica

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Bruttissima prestazione da parte della Paganese, in casa, contro il Cosenza. Termina 2-0 per gli uomini di Braglia condannando al penultimo posto la formazione campana. Oltre la sconfitta, arrivano brutte notizie anche sugli altri campi: la Casertana batte il Catania al Massimino. Ora sono cinque i punti di distacco rispetto alla salvezza.
La prima frazione è davvero poca roba. Meglio il Cosenza che passa in vantaggio praticamente ad inizio gara con Bruccini, ma sono più i demeriti della Paganese che i meriti della formazione di Braglia. Male tutti gli uomini di Favo, ad eccezione di Scarpa e Talamo, gli unici a metterci l’anima e la volgia in ogni contrasto. Disastroso Picone, che si fa saltare troppo facilmente nell’occasione del gol e autore di giocate horror in tutto il primo tempo. Le azioni pericolose degli azzurrostellati sono state praticamente nulla, anzi ad andare vicino al doppio vantaggio è il Cosenza con Tutino per ben due volte, ma le occasioni del numero 25 ex Napoli sono nate entrambe da due clamorosi e soliti svarioni della retroguardia campana.
Il secondo tempo è ancor più noioso rispetto al primo. Pochissime giocate degne di note, se non il gol di D’Orazio a chiudere la pratica in favore del Cosenza. Da segnalare l’ennesimo errore di tutta la retroguardia azzurrostellata, la quale lascia tutto solo il difensore calabrese. In fase offensiva i campani non hanno mai inciso, e il portiere Saracco non è mai stato impegnato. Dopo le buone prestazioni di qualche settimana fa, la Paganese fa due passi indietro dopo la sconfitta di Bisceglie.
PAGANESE-COSENZA 0-2
PAGANESE(4-3-3): Gomis(Galli 28′), Picone(Carini 46′), Meroni, Piana, Della Corte, Bensaja, Tascone(Grillo 90+), Scarpa, Maiorano(Ngamba 28′), Talamo(Regolanti 72′), Cesaretti. A disposizione Galli, Carini, Ngamba, Regolanti, Negro, Bernardini, Pavan, Buxton, Acampora, Dinielli, Grillo. Allenatore Favo
COSENZA(3-5-2): Saracco, Corsi, Dermaku, Idda, D’Orazio, Palmiero(Trovato 86′), Bruccini(Loviso 86′), Pasqualoni(Pascali 72′), Tutino, Mendicino(Statella 52′). A disposizione Perina, Statella, Boniotti, Trovato, Liguori, Loviso, Pascali. Allenatore Braglia
MARCATORI: Bruccini 9′(C), D’Orazio(C),
AMMONITI: Picone(P), Bensaja(P), Piana(P), Palmiero(C),
ANGOLI: 1-5
RECUPERO: 2’pt-4’st
ARBITRO: De Angeli; ASSISTENTI: Bruni-Laudato

Antonio Carlino

Benevento, Lucioni: ‘Abbiamo il 15% di possibilità di salvarci, non molliamo’

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Insieme a Massimo Coda, autore del gol che ha permesso al Benevento di conquistare i primi tre punti della sua avventura nella massima serie, capitan Fabio Lucioni e’ uno degli altri grandi protagonisti del “Vigorito”. Dal primo all’ultimo minuto ha spinto e difeso per arrivare a questo storico risultato. “E’ una squadra che ha provato sempre a giocare palla a terra e mettere in difficolta’ le avversarie, a volte con troppo eccesso e per questo l’abbiamo pagata.
Ma oggi siamo stati equilibrati e tosti dietro” dice il capitano beneventano che, poi, commentando i tanti infortuni che oggi hanno falcidiato l’undici di De Zerbi, aggiunge: “E’ la dimostrazione che il gruppo lavora quotidianamente per farsi trovare pronto come ha fatto oggi Brignola che, senza riscaldamento si e’ mostrato subito pronto. Un gruppo che nonostante le aente difficolta’ non ha mai mollato”. Il Benevento chiude il 2017 ed il girone d’andata con 4 punti. “Ieri abbiamo parlato con il presidente che ci diceva che abbiamo il 12% di possibilita’ di salvarci. Forse oggi siamo al 15%” afferma Lucioni.
“La voglia c’e’ e il lavoro deve essere quotidano. Non si molla di un centimetro. Abbiamo 4 punti e dobbiamo andare avanti così” sottolinea Lucioni che domani convolera’ a nozze. “Domani e’ il grande giorno del mio matrimonio e del battesimo di mio figlioe per loro una dedica speciale”.

Napoli, arrivano le barriere anti terrorismo per il concertone di piazza Plebiscito

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Prefiltraggio degli accessi, con il divieto di introdurre bottiglie di vetro e petardi. Sono le due principali misure di sicurezza decise per il concertone di fine anno in piazza del Plebiscito a Napoli. Sul palco si alterneranno musicisti provenienti da tutto il Sud, in prima fila il collettivo musicale dei Terroni Uniti: per la comicità arriva invece un milanese doc come Teo Teocoli. Lo spettacolo avrà inizio alle 20.30: i due ingressi della piazza saranno vigilati dalle forze dell’ordine, con apposite barriere in jersey.
L’ingresso nell’area dove è in programma a partire dalle 20,30 il tradizionale concerto che saluterà l’arrivo del nuovo anno, sarà vigilato attraverso controlli serrati. Un’operazione di filtraggio che impedirà, tra l’altro, l’introduzione nell’area di bottiglie di vetro e petardi. Sempre in piazza Plebiscito sarà impossibile esplodere fuochi d’artificio. Un’altra misura per garantire la sicurezza delle migliaia di persone che si riverseranno in piazza per la notte di San Silvestro.

Protezione civile a Mugnano: l’amministrazione Sarnataro ottiene l’ennesimo finanziamento

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Fondi sovracomunali, l’Amministrazione Sarnataro ottiene l’ennesimo finanziamento. Il contributo, pari a circa 12 mila euro e elargito dalla Città Metropolitana, servirà per l’acquisto di macchinari, attrezzature e mezzi di protezione civile. “Grazie al lavoro di squadra – spiega l’assessore al ramo Dario Palumbo – siamo riusciti ad intercettare questi importanti fondi metropolitani, la cui domanda doveva essere consegnata in meno di cinque giorni. Ancora una volta abbiamo dimostrato quanto sia alto il nostro impegno nel reperire finanziamenti sovracomunali”. Soddisfatto il sindaco Luigi Sarnataro: “Ringrazio il capo staff, dottor Carlo Albanese, che ha lavorato duramente e con tempi strettissimi per far rientrare il nostro Comune tra gli enti beneficiari.
Si tratta, nello specifico, di risorse importanti che ci consentiranno di reperire strumenti di primo soccorso in caso di calamità o di emergenza, come ad esempio gli incendi e i roghi che la scorsa estate sono stati appiccati sul nostro territorio. Nonostante Mugnano sia un comune con i conti in regola, lavoriamo quotidianamente per reperire soldi extra bilancio, così da gravare il meno possibile sulle tasche dei contribuenti e contemporaneamente mettere in campo azioni per la crescita e il benessere della nostra città”.

Coda regala la prima storica vittoria in serie A al Benevento

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All’ultima giornata d’andata e nell’ultima partita del 2017 il Benevento conquista la prima storica vittoria in Serie A. A mandare in visibilio il pubblico del Vigorito e’ Massimo Coda al 20′ del secondo tempo. Un successo piu’ che meritato con la squadra di De Zerbi che ha fatto la partita, mentre il Chievo di Maran e’ rimasto ad aspettare per quasi tutti i 90′, provando solo nel finale, a riequilibrare il match, chiudendo l’anno con la terza sconfitta consecutiva. De Zerbi deve rinunciare a Ciciretti che mostra qualche problema nel riscaldamento. Al suo posto in campo il classe ’99 Brignola. Al 3′ azione personale di Lombardi che salta Gobbi e prova il tiro, con Sorrentino che si salva in corner.
La risposta del Chievo al 5′: cross di Birsa per De Paoli che smista al centro per Hetemaj. Ma Belec non si fa sorprendere. Al quarto d’ora finisce sul taccuino un tiro sopra la traversa di Coda. Al 21′ ancora padroni di casa in avanti con una deviazione di testa di capitan Lucioni sugli sviluppi di un corner, ma la mira e’ sbagliata. Al 34′ Brignola strappa la palla a Cesar e si invola sulla sinistra, ma quando si presenta a tu per tu con Sorrentino, spara addosso al portiere clivense. Al 38′ l’estremo ospite vola sulla sua destra a deviare con la punta delle dita un tiro a girare di Parigini che, nell’occasione si fa male, forse un problema ai flessori della gamba destra. E chiede il cambio. Al suo posto entra D’Alessandro che, pero’, non era al massimo della condizione. Il primo tempo si chiude dopo 1′ di recupero con il risultato ancorato sull’iniziale 0-0, ma con il Benevento che sarebbe in vantaggio ai punti. – Si torna in campo con gli stessi 22 uomini e con l’undici di De Zerbi a fare la partita.
La prima azione degna di nota, pero’, e’ del Chievo, al 4′. Cacciatore per Pellisier che entrato in area serve al centro Inglese ma il suo tiro da terra e’ neutralizzato senza problemi da Belec. Al 7′ Lucioni per Venuti che invece di crossare spara alle stelle. Al 10′ fuori uno spento Inglese e dentro Stepinski per gli ospiti. Il Benevento spinge e al 19′ e’ ancora il capitano a chiamare al salvataggio in angolo Sorrentino. Il portierone clivense nulla puo’, pero’ sul secondo corner consecutivo. D’Alessandro la rimette al centro per il primo gol in serie A di Coda con la maglia del Benevento. Tre minuti piu’ tardi ci prova ancora dalla lunga distanza, sparando alto. Secondo cambio per il Chievo con Garritano al posto di Hetemaj. Al 26′ problemi anche per Costa che viene sostituito da Gravillon. Alla mezzora crampi per Coda ed entra Di Chiara. Maran dal canto suo sfrutta il suo ultimo cambio per spostare in avanti il baricentro della sua squadra: dentro Pucciarelli al posto di De Paoli.
Al 38′ Lombardi si invola sulla destra e poi crossa al centro con Cesar che devia in angolo. Il Benevento arretra decisamente e si chiude nella propria trequarti. Per l’esordiente Fournau sono 5 i minuti di recupero. E Memushaj si becca un giallo per perdita di tempo. Al 49′ Viola ruba palla e si invola verso l’area ospite e viene atterrato prima del limite da Pucciarelli, ammonito. Lo stesso attaccante calcia la punizione che Sorrentino vola a deviare. Ma il fischio del signor Forneau sancisce la fine del match e la prima storica vittoria della Salernitana nella massima serie. Un bel modo di festeggiare il nuovo anno per la squadra del presidente Vigorito.

BENEVENTO-CHIEVO 1-0

BENEVENTO (3-4-2-1): Belec 6.5; Djimsiti 6.5, Lucioni 7, Costa 6 (26′ st Gravillon 6); Lombardi 6.5, Parigini 6 (40′ pt D’Alessandro 6), Viola 6.5, Memushaj 6.5; Venuti 6, Brignola 6.5; Coda 7 (32′ st Di Chiara). In panchina: Brignoli, Letizia, Del Pinto, Cataldi, Gyamfi, Chibsah, Puscas, Armenteros, Ciciretti. Allenatore: De Zerbi 6.5

CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino 6.4; Cacciatore 5.5, Cesar 5, Tomovic 5, Gobbi 5; Depaoli 5 (31′ st Pucciarelli 5), Radovanovic 5, Hetemaj 5 (23′ st Garritano 5); Birsa 5; Pellissier 5, Inglese 5 (10′ st Stepinski 5). In panchina: Seculin, Confente, Jaroszynski, Dainelli, Rigoni, Gamberini, Gaudino, Bani, Bastien. Allenatore: Maran 5.5

ARBITRO: Fourneau di Roma 6.

RETI: 20′ st Coda.

NOTE: ammoniti: Radovanovic, Memushaj, Pucciarelli. Recupero: 1′, 5′.

 

Ercolano, questa sera la fiaccolata per ricordare il piccolo Cristian

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Una fiaccolata per ricordare Cristian Corso, il bimbo di tre anni prima dimesso dall’ospedale Santobono Pausilipon di Napoli e poi riportato al pronto soccorso e morto per arresto cardiaco, e’ in programma questa sera ad Ercolano , la citta’ di origine dei genitori nella quale stanno trascorrendo, ospiti da parenti, le festivita’ natalizie. Due le inchieste aperte, quella della Procura della Repubblica di Napoli che ha acquisito cartella clinica e documenti e quella interna all’ospedale. La direzione aziendale ha affidato a una commissione costituita dal direttore medico del presidio, dal responsabile del rischio clinico e dal prof. Pierpaolo Di Lorenzo, medico legale della Universita’ degli Studi di Napoli Federico II, l’incarico di verificare e riferire sull’accaduto. Sul corpo e’ stata disposta l’autopsia. Il piccolo e’ giunto giovedi’ sera al pronto soccorso del nosocomio napoletano in codice verde dove i sanitari hanno riscontrato segni di infiammazione delle vie aeree, dolori addominali e diarrea. Non si e’ reso necessario il ricovero, ma dietro prescrizione di alcuni farmaci e la richiesta di un controllo medico dopo 24 ore, ha fatto ritorno a casa.
Ieri mattina alle 7.00 e’ stato accompagnato dal 118 al pronto soccorso in arresto cardiaco e li’ dopo quaranta minuti e’ deceduto, nonostante le procedure rianimatorie. Il dolore per la morte improvvisa ha scosso la comunita’ di Ercolano dove vivono i parenti del piccolo, figlio di una coppia trasferitasi a Bagnolo Mella in provincia di Brescia. Anche su facebook numerosi cittadini e conoscenti hanno espresso cordoglio. Questa sera alle 19 un corteo partira’ da via Caprile, proseguira’ per piazza Trieste fino a via Belvedere per ricordare una vita spezzata troppo presto. Ne da’ notizia il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, che ha raggiunto telefonicamente il padre del bimbo ”comprensibilmente distrutto e stretto nel dolore, ha chiesto che venga rispettata la riservatezza sulla vicenda” riferisce il primo cittadino ”e’ una tragedia che ha colpito una comunita’ intera”.

Torre del Greco, 11 ordigni esplosivi in casa: finisce ai domiciliari un 24enne

 

A poche ore dalla notte di San Silvestro, si susseguono i sequestri di artifizi pirotecnici illegali e potenzialmente pericolosi. In provincia di Napoli i carabinieri hanno effettuato un sequestro a Torre del Greco. I carabinieri della locale compagnia hanno arrestato un ventenne gia’ noto alle forze dell’ordine. Durante una perquisizione domiciliare e’ stato trovato in possesso di undici ordigni esplosivi di fabbricazione artigianale (rendini e cipolle) del peso di quasi un chilogrammo. Nella casa il giovane aveva anche un fucile calibro 24 e quattro cartucce detenuti senza alcun titolo autorizzativo. Il giovane e’ stato posto agli arresti domiciliari.

Vico Equense, trovati con botti proibiti: denunciati padre e figlio di appena 15 anni

A Vico Equense  i carabinieri hanno denunciato in stato di liberta’ una donna di 47 anni e il figlio di 15, accusati di detenzione illegale di esplosivi. Nel corso di una perquisizione domiciliare, i due sono stati trovati in possesso di dieci artifizi pirotecnici di fabbricazione artigianale del tipo a ”candelotto” (peso complessivo circa 700 grammi).