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Whats app down: panico totale degli utenti in tutto il mondo

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Problemi all’app di messaggistica instantanea che, da qualche minuto, è praticamente bloccata. Gli utenti sono nel panico più totale perchè non possono inviare messaggi di auguri e filmati. Ancora non sono chiare le cause che hanno generato il problema e non ci sono comunicazioni ufficiali. L’app, probabilmente la più usata al mondo, è usata da 1,3 miliardi di utenti mensili e 1 miliardo di utenti attivi ogni giorno.Su Twitter già virale il l’hashtag #whatsappdown

Calciomercato invernale al via, Inter e Napoli a caccia di rinforzi

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Il 3 gennaio si apre ufficialmente il mercato così detto di riparazione, un’occasione per tutte le squadre di rinforzare la propria rosa e dare una sterzata alla stagione. Anche quest’anno, fino al 31 gennaio quando si chiuderanno le porte degli uffici dove si depositano i contratti, direttori sportivi e agenti saranno i protagonisti assoluti delle giornate e anche delle serate milanesi. In base a quanto ha detto il girone di andata, sono Inter e Napoli le squadre che più di tutte saranno chiamate ad operare sul mercato. I nerazzurri per aumentare la qualità della rosa a disposizione di Spalletti, gli azzurri per sostituire al meglio i due big infortunati Milik e Ghoulam. “Le idee ci sono e vediamo se saranno realizzabili anche dal punto di vista economico”. Le parole del ds Piero Ausilio pochi minuti prima di Inter-Lazio fotografano perfettamente la situazione in casa nerazzurra. Con la rosa a disposizione Spalletti ha fatto un autentico miracolo a portare l’Inter a lottare quasi alla pari con Napoli, Juve e Roma. Ora però i nodi stanno venendo al pettine: la mancanza di alternative in difesa e in attacco iniziano a pesare. Per questo la società da tempo è sulle tracce di un difensore (l’obiettivo è De Vrij ma più per giugno) e di un attaccante con Pastore e Deulofeu come possibili obiettivi per l’immediate. In partenza Joao Mario e Brozovic, utili per fare cassa.
Nonostante il primato in classifica, il Napoli non può dormire sonni tranquilli. Come per l’Inter, anche Sarri sta spremendo tutto lo spremibile sempre dai soliti undici e non a caso Mertens non segna da due mesi. Ecco perchè il ds Giuntoli da tempo sta lavorando nell’ombra, anche se per ora l’unica certezza è l’arrivo anticipato di Inglese dal Chievo. Per quanto riguarda la fascia sinistra, invece, dopo il fallito assalto a Vrsaljko (ma non è da escludere un ulteriore tentativo con l’Atletico Madrid) avrebbe messo le mani su Grimaldo dal Benfica. Altri nomi accostati agli Azzurri quelli di Younes dell’Ajax e Verdi del Bologna, molto ben visto da Sarri che già lo ha allenato ad Empoli. In partenza Giaccherini.
Anche la Roma è chiamata a fare qualcosa, per non perdere ulteriore terreno dalle prime due in fuga. Di Francesco è alle prese con il problema Dzeko, che non riesce più a segnare. Difficile però trovare a gennaio un centravanti capace di fare la differenza, pertanto i giallorossi stanno lavorando per ‘allungare’ la rosa con giocatori utili come potrebbe essere Politano del Sassuolo che il tecnico conosce bene. A centrocampo l’obiettivo resta Badelj, regista croato della Fiorentina in scadenza a giugno, mentre in difesa Monchi sta facendo la corte ad Aleix Vidal del Barcellona, giocatore che ha avuto al Siviglia. Sull’altra sponda del Tevere, la Lazio a gennaio potrà contare sull’arrivo di Caceres in difesa. Per il resto il ds Tare dovrà essenzialmente lavorare al rinnovo di De Vrij e a blindare il gioiello Milinkovic-Savic. Chi dovrebbe quasi certamente restare alla finestra, ma per motivi diversi, sono Juventus e Milan.
I bianconeri hanno già una rosa ampia e coperta in tutti i reparti. Anzi, il dg Beppe Marotta sta per definire la cessione in prestito di Pjaca allo Schalke per consentire al gioiellino croato di trovare minuti preziosi. Ed è proprio in ottica futura che stanno lavorando i bianconeri, con Emre Can già bloccato per giugno. Darmian e De Vraij, invece, i nomi buoni per la difesa. In casa Milan, dopo la girandola di acquisti estivi è impensabile che a gennaio si possa replicare. I dirigenti rossoneri, alle prese con il fair play finanziario, dovranno prima di tutto risolvere la grana Donnarumma e poi valutare bene cosa fare con i nuovi acquisti, vedi Andre Silva, che fin qui hanno deluso.

Trasportavano mezzo chilo di droga in auto: tre arresti

Quattro cittadini marocchini a bordo di un’automobile con oltre 400 grammi di droga hanno tentato di guadagnarsi la fuga speronando due volte una gazzella dei carabinieri. E’ accaduto nella tarda mattinata di oggi sulla strada Aversana in localita’ Santa Cecilia di Eboli, nel Salernitano. Alla vista della pattuglia, l’auto con gli extracomunitari accelera. Nasce un inseguimento per oltre sei chilometri sulla provinciale che collega il capoluogo di provincia campano con Capaccio-Paestum.
Giunti in una stradina di campagna, gli uomini dell’Arma della Compagnia di Eboli bloccano la macchina sospetta e la sottopongono a perquisizione. Il guidatore, intanto, riesce a scappare. Gli altri tre, invece, vengono fermati. Nell’abitacolo, vengono ritrovate, e poi sequestrate, sostanze stupefacenti del tipo hashish, marijuana e cocaina per il peso di oltre 400 grammi. Per questo motivo, i tre marocchini sono stati arrestati e, in attesa dell’udienza di convalida di martedi’ prossimo, hanno ottenuto il beneficio dei domiciliari.

Il Cardinale Sepe: ‘Un anno di speranza per Napoli, qualcosa sta cambiando’

Per Napoli, “pur tra luci e ombre”, questo e’ stato “un anno di speranza”. Ne e’ convinto il cardinale Crescenzio Sepe, che in occasione del Te Deum di fine anno in cattedrale ha analizzato in modo incoraggiante la situazione della citta’. “Ci sono forti segnali di ripresa soprattutto nel settore del turismo. Vediamo in giro folte schiere di turisti, qualcosa sta cambiando. Forse la stessa visita di Papa Francesco dello scorso anno ha dato impulso alla fiducia, perche’ ha fatto vedere una citta’ ordinata, accogliente e fortemente cordiale”. Certo, “rimangono grossi problemi da risolvere, anzitutto il lavoro, che e’ la madre di tutti i problemi, probabilmente non estraneo a fenomeni gravi come le sparatorie tra ragazzi durante la movida o la vile e gravissima aggressione subita da Arturo”. Per l’arcivescovo non serve limitarsi alla condanna ne’ confidare nel solo intervento delle forze dell’ordine, “come se la repressione sanasse i guasti di una societa’ insicura o di famiglie malate”.
Occorre agire sul piano educativo, facendo rete, “passando tutti insieme – scuola, famiglia, forze dell’ordine, Chiesa, istituzioni – dall’analisi alla terapia, aggredendo il malessere di una gioventu’ che rischiamo di perdere”. E sul piano operativo Sepe lancia una proposta: “Creiamo un tavolo di lavoro, eventualmente permanente come quello per l’ordine e la sicurezza pubblica, magari con il coordinamento del prefetto”.

Napoli, colpito da un proiettile vagante a Forcella: 51enne in gravi condizioni

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E’ stato colpito da un proiettile vagante mentre transitava con la propria automobile in via Carbonara a Forcella. E’ accaduto in serata poco dopo le 18. Il ferito è un uomo di 51 anni che ora si trova ricoverato in gravi condizioni al Loreto Mare. Il proiettile lo ha centrato alla schiena. L’uomo si accasciato sul volante ed è andato a sbattere con l’auto. Alcuni passanti hanno chiamato le forze dell’ordine e il 118 che sono arrivati sul posto. L’uomo è stato trasportato al vicino ospedale Loreto Mare. Sono in corso accertamenti sul ferito e sulla dinamica.

Traffico di droga a Benevento: arrestato il pusher seriale

All’esito di indagini coordinate dai Magistrati della Procura della Repubblica di Benevento, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Benevento ha eseguito un provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Benevento, concernente due misure cautelari personali (ordinanza di custodia cautelare in carcere ed obbligo di presentazione alla p.g.) nei confronti di due cittadini beneventani, rispettivamente il 23enne D.P. ed il 33enne G.T., per spaccio di sostanze stupefacenti.
Il provvedimento scaturisce dalle attività info-investigative, condotte dal giugno del 2016 al gennaio del 2017 ad opera del Nucleo di Polizia Tributaria di Benevento, che hanno permesso di sequestrare varie tipologie di sostanze stupefacenti e reprimere diversi episodi di spaccio compiuti nel capoluogo e nella provincia sannita.
L’ordinanza dell’applicazione della misure di custodia cautelare in carcere ha evidenziato “le continuative e perduranti condotte illecite poste in essere” dal soggetto, a testimonianza di un “indice di professionalità nel reato” e di “un vero e proprio sistema di vita e di approvvigionamento economico destinato a replicarsi” nonché la circostanza che il medesimo, nonostante gli interventi della p.g. e successivamente alla proposizione della richiesta del P.M., non abbia interrotto né limitato la sua attività criminosa, attesi i “verbali di arresto del 30.09.2017 e del 9.10.2017 per altre condotte della stessa specie”.
Il G.I.P. ha disposto, altresì, il Sequestro Preventivo, ai sensi degli artt. 321 c.p.p. e 12 sexies L. 356/92, dei beni (tra cui n. 1 automezzo) e dei rapporti bancari intestati e/o cointestati al soggetto tratto in arresto, ritenendo evidente la sproporzione tra il valore dei beni posseduti ed i redditi dichiarati.

 

Vomero, Caivano, Castellammare, Ercolano: gli ultimi sequestri di botti. Tolte dal mercato 4 tonnellate e mezzo di fuochi. IL VIDEO

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130 “cipolle” contenenti complessivamente 13 chili di polvere esplosiva e 50 chili di fuochi artificiali e pirotecnici sono stati sequestrati dai carabinieri della compagnia Vomero a un 26enne del Rione Traiano già noto alle forze dell’ordine Dario Di Pinto. il giovane è stato fermato alla guida della sua auto durante un servizio di pedinamento e sorpreso a trasportare quanto sequestrato; dopo le formalità è stato portato al carcere di Poggioreale.
A Caivano i carabinieri della locale tenenza hanno denunciato per detenzione illegale di materiale esplodente e omessa denuncia un 58enne di Caivano e un 40enne di Cecina (li), entrambi pregiudicati, che su via reno e sul corso Umberto di Caivano avevano allestito 2 banchetti abusivi su cui avevano esposto circa 80 chili di materiale di 1 e 2 categoria.
A casola di napoli i carabinieri hanno denunciato per commercio abusivo e omessa denuncia di materiale esplodente un 18enne del luogo, incensurato, che aveva messo in vendita senza autorizzazione circa 20 kg di materiale pirotecnico delle categorie 1 e 2; per la messa in vendita senza autorizzazione di 180 chili dello stesso materiale, a Gragnano è stato denunciato un 52enne incensurato.
Trenta chilogrammi di materiale pirotecnico della categoria 1 e 2 li avevano esposti in vendita invece, a Castellammare di Stabia, un 41enne e un 40enne, denunciati. sempre a Castellammare, i carabinieri hanno sequestrato circa 60 chili di fuochi a due 39enni pregiudicati del posto.
Ad Ercolano, infine, i carabinieri della locale tenenza e personale della polizia municipale hanno sequestrato circa 6 chili di fuochi di 1 e 2 categoria a un 23enne incensurato del luogo sorpreso a nasconderli in macchina. sanzionati, invece, per 10.000 euro, 2 venditori ambulanti sorpresi a vendere 2 chili di fuochi senza autorizzazione alcuna. Tutto il materiale è stato sequestrato è in attesa della distruzione. Con le ultime operazioni sale a 4 tonnellate e mezzo il peso dei fuochi illegali e/o detenuti o venduti illegalmente sequestrati dai carabinieri a napoli e nella provincia.

Napoli, ultimo allenamento dell’anno in vista della gara di Coppa Italia

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Ultimo allenamento del 2017 oggi per il Napoli a Castelvolturno. Gli azzurri preparano il match contro l’Atalanta al San Paolo di martedì 2 gennaio per il quarto di finale di Coppa Italia alle ore 20.45. La squadra si è divisa in due gruppi. Lavoro rigenerante in palestra e in campo per coloro che hanno giocato dal primo minuto a Crotone. Gli altri uomini della rosa sono stati impegnati in una sessione cominciata con attivazione a secco e chiusasi con una partitina 7 contro 7. Sul campo 1 Milik e Ghoulam hanno svolto lavoro differenziato come da programma secondo le rispettiva tabelle personalizzate. Domani allenamento pomeridiano.

 

 

(foto tratta da sscnapoli,it)

Giugliano, il sindaco vieta i fuochi d’artificio: multe fino a 500 euro

Pugno duro del sindaco di Giugliano, Antonio Poziello nei confronti dei propri concittadini che stasera vorrebbero festeggiare l’arrivo del nuovo anno con fuochi d’artificio. In una ordinanza, la numero 124 del 28 dicembre, si fa “divieto su tutto il territorio comunale nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, di usare, di portare con sè, di accendere, di lanciare, di sparare materiale pirotecnico e similare, anche se di libera vendita”. L’ordinanza, il cui responsabile è il dirigente del settore della Polizia Municipale, resterà in vigore fino al 10 gennaio prossimo.
Nell’ordinanza si legge ancora “È vietato per tutti coloro che hanno la disponibilità di aree private, finestre, balconi, lastrici solari, luci avveduta e simili di consentire a chiunque l’uso per l’effettuazione di spari vietati dalla presente ordinanza, in quanto comunque potenzialmente rischiosi per la sicurezza urbana e l’incolumità pubblica”. Fermo restando le sanzioni penali ed amministrative previste dalle leggi vigenti le multe potranno essere da un minimo di 25 euro fino ad un massimo di cinquecento euro.

Sarno: donna aggredita brutalmente a Episcopio. E’caccia ai responsabili

Un episodio di inaudita violenza sarebbe stato perpetrato ai danni di una donna a Sarno. La vittima S.A. sarebbe stata aggredita nella frazione di Episcopio da criminali al momento sconosciuti. Una brutta vicenda sui cui le forze dell’ordine sono chiamate a fare piena luce. Solidarietà e vicinanza alla donna arrivano dal primo cittadino Giuseppe Canfora e dall’amministrazione comunale che condannano il vile atto auspicando che i responsabili vengano nel più breve tempo possibile assicurati alla giustizia

Clan Polverino, resta ai domiciliari l’ingegnere Oliviero Giannella. La Cassazione rimanda gli atti al Riesame

Marano. Clan Polverino: resta agli arresti domiciliari, l’ingegnere Oliviero Giannella, accusato di aver curato gli interessi della cosca nell’area industriale di via Migliaccio. La Cassazione ha annullato l’ordinanza con la quale, qualche mese fa, il tribunale del Riesame aveva confermato il provvedimento di arresto emanato dal gip Gabriella Ferri. I giudici della Cassazione hanno rilevato, infatti, alcuni profili di illegittimità nell’ordinanza del luglio scorso e, pertanto, hanno rinviato gli atti al Riesame che ora dovrà pronunciarsi nuovamente sul caso.
Restano in piedi le accuse nei confronti del tecnico, ma si discute sull’applicabilità della misura cautelare, eseguita ad aprile scorso nel corso di un blitz dei carabinieri del Ros. A luglio scorso, i difensori di Giannella avevamo fatto ricorso al Riesame che decise di confermare la misura cautelare e alleviarla con gli arresti domiciliari, per motivi di salute. Insomma una questione di forma e non di sostanza. Ora la parola passa ai giudici del Riesame che dovranno rivalutare la decisione alla luce delle indicazioni della suprema corte di Cassazione. L’ingegnere Giannella è accusato di concorso esterno in associazione maiosa, insieme ai fratelli Aniello e Raffaele Cesaro, titolari dell’azienda che ha realizzato il polo produttivo, e di Antonio Di Guida, imprenditore edile ed ex esponente provinciale di Forza Italia, legato a Giannella da vincoli di affari e di amicizia. Secondo l’accusa, sarebbe stato Giannella ad agire – in più occasioni – per scongiurare la chiusura di uno dei capannoni di Salvatore Polverino, alias Toratto. Ed inoltre avrebbe tentato di mettersi in contatto con Zi Totonno, al secolo Antonio Polverino, all’epoca latitante, allo scopo di indurre il clan Orlando – all’epoca egemone sul territorio – a ritirare una richiesta estorsiva di 500mila euro nei confronti di Antonio Guida, l’imprenditore edile suo amico.

Omicidio a Fornelle, non fu legittima difesa. Luca Gentile uccise volontariamente il padre della fidanzata

Salerno. Nessuna legittima difesa: Luca Gentile ha ucciso Eugenio Tura De Marco con premeditazione. Non ci sono dubbi per il giudice per le udienze preliminari, Stefano Berni Canani, del Tribunale di Salerno che nei giorni scorsi ha depositato le motivazioni per l’omicidio di Fornelle, avvenuto la sera del 19 febbraio 2016.
Secondo il giudice le dichiarazioni del giovane ‘non sono credibili e anzi sono ‘smentite da fatti oggettivi e inopinabili’.
Luca Gentile è stato condannato a 20 anni di reclusione con rito abbreviato, imputata per lo stesso omicidio la figlia di Eugenio Tura De Marco, Daniela che ha scelto il rito ordinario e dovrà rispondere quale concorrente morale nel delitto commesso materialmente da Gentile.
Il giudice Berni Canani ha – nelle 20 pagine di motivazioni – ripercorso le fasi del delitto così come emerso dalle indagini svolte dal comando provinciale dei carabinieri di Salerno e dal pm Elena Guarino. Nelle attività di sopralluogo nella casa della vittima non sono stati rinvenuti segni di colluttazione e il coltello, descritto da Gentile come quello utilizzato da Tura De Marco per aggredirlo, non è stato trovato sul pavimento dell’abitazione ma riposto in modo ordinato su una mensola della cucina. Resta il movente ipotizzato dalla Procura che non è certo quello della legittima difesa. Secondo l’accusa Luca Gentile aveva subito delle avances sessuali da Eugenio Tura De Marco e dopo averle spesso rifiutate quel giorno andò armato di coltello dell’appartamento della vittima a Fornelle e quando l’anziano aprì la porta o colpì con 12 colpi al torace, poi scappò buttando via l’arma del delitto che non è stata mai ritrovata.
Per il gup, Gentile ‘ha pienamente preveduto e voluto uccidere la vittima’ e nella motivazione si spiega anche perché la tesi difensiva non possa essere accolta in quanto, come scrive il giudice, ‘le sommarie informazioni rese dalla fidanzata Daniela chiariscono come l’incontro tra la persona offesa e l’imputato non sia stato fortuito ma al contrario deciso dal Gentile stanco e provato dalle avances sessuali subite in passato e delle ingerenze tra il Tura De Marco e la sua fidanzata alla relazione con lui’.
A Gentile, infine, non sono state applicate le aggravanti ma neppure la concessione delle circostanze attenuanti generiche in quanto il comportamento processuale dell’imputato non è mai stato ‘esaustivamente collaborativo: egli, ad esempio, non ha mai consentito di far ritrovare l’arma del delitto indicando genericamente di averla gettata in un fiumiciattolo. E Gentile ha anche mutato per ben tre volte la versione dei fatti fornendo al pm indicazioni apparentemente collaborative, ma in realtà decisamente contraddittorie sulla sua condotta omicidiara in particolare sull’esistenza o meno di correi’.

Arsenale della camorra scoperto dalla polizia a Ponticelli: arrestata una donna. IL VIDEO

Una indagine lampo senza soluzione di continuità è scattata, nella serata di ieri, ad opera degli agenti del Commissariato di Polizia “Ponticelli”.  I poliziotti, grazie ad uno spunto investigativo, sono riusciti a sequestrare 6 fucili, di cui un kalashnikov, tre a canne mozze, oltre ad uno di marca Benelli ed uno di marca Beretta, nascosti abilmente nel vano dei contatori di uno stabile in Via E. Montale. All’interno dell’abitazione della madre di un pregiudicato, attualmente detenuto, Carmela Ricci di 48 anni, è stata scoperta una stanza nascosta, dietro l’anta di un armadio, all’interno della quale era nascosta una pistola Tanfoglio con matricola abrasa, completa di 22 cartucce calibro 380, nonché due caricatori ed un lampeggiante, del tipo in dotazione alle forze dell’ordine. La donna è stata arrestata, perché responsabile del reato di detenzione e porto abusivo di arma e munizionamento e condotta alla casa circondariale di Pozzuoli.
Nel prosieguo delle indagini, gli agenti del Commissariato di Polizia Ponticelli, collaborati da personale della Squadra Mobile, riuscivano ad individuare e sequestrare un vero e proprio arsenale: un fucile mitragliatore del tipo kalashnikov completo di 15 cartucce calibro 7,62, una pistola beretta calibro 380 completa di caricatore contenente 6 cartucce, un fucile Benelli calibro 12, risultato rubato, un fucile marca beretta calibro 12 con matricola punzonata, due fucili a canne sovrapposte, con canne e calcio mozzate, calibro 12 e calibro 20 ed un fucile di marca Beretta calibro 12, fucile doppietta con cane esterno e canne mozzate. Nel corso dei rastrellamenti nella zona, in Via Montale, all’interno di un capannone abbandonato, rinvenuti e sequestrati due giubbotti antiproiettili, nascosti in una sacca di stoffa e due mazze di legno, sicuramente utilizzate nel corso di un pestaggio, in considerazione delle tracce ematiche presenti.
Rinvenuta anche una bomba a mano di fabbricazione jugoslava, nonché 43 cartucce calibro 40. In Via Christian Andersen, scoperto un vero e proprio bunker, all’interno del quale sono state rinvenute e sequestrate due pistole, di cui un Revolver calibro 38 ed una pistola semiautomatica cal.7,65 con annesso un silenziatore, entrambe con matricola abrasa, oltre a due caricatori, 12 cartucce di vario calibro e due telefoni cellulari. Saranno gli accertamenti tecnico-balistici, affidati alla Polizia Scientifica, che confermeranno o meno, se le armi sequestrate dalla Polizia sono quelle utilizzate nelle recenti “stese” ed episodi criminosi nel quartiere Ponticelli.

Fermato con le ‘cipolle’ nell’auto: denunciato 61enne di Cava de’ Tirreni

Ieri sera, i Carabinieri della Stazione di Olevano sul Tusciano, nell’ambito dei servizi finalizzati a contrastare il commercio illecito di artifizi pirotecnici disposti dalla Compagnia di Battipaglia, hanno deferito in stato di libertà S.G., 61enne originario di Cava de’ Tirreni, per detenzione di materiale esplodente illegale.
L’uomo, fermato a bordo della propria auto, una FIAT 600, in via Frosano, è stato trovato in possesso di 10 petardi del tipo “cipolla”, nascosti sotto il sedile lato passeggero. Il materiale rinvenuto, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato distrutto.

E’ morta Sofia, la bimba ‘farfalla’ simbolo del metodo Stamina

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Dopo anni di lotta contro una gravissima malattia rara, la leucodistrofia metacromatica, non ce l’ha fatta Sofia De Barros, la bimba simbolo della battaglia per l’accesso al metodo Stamina ideato da Davide Vannoni. La piccola, che aveva effettuato delle infusioni secondo la metodica agli Spedali Civili di Brescia e al centro di battaglie legali per riprenderle prima che il metodo ricevesse parere negativo da due commissioni ministeriali, aveva commosso gli italiani, anche tramite dei video mostrati in una nota trasmissione televisiva e dai genitori su Facebook, nei quali si mostravano presunti miglioramenti della piccola. A darne notizia sono la mamma e il papa’ tramite i social network.
“Ieri sera la nostra piccola straordinaria bambolina Sofia – scrivono la mamma Caterina Ceccuti e papa’ Guido De Barros – e’ volata in cielo, direttamente dalle braccia di mamma e babbo. Ora per lei non esiste piu’ dolore, c’e’ solo l’amore. Grazie a tutti quelli che l’hanno amata e che la ricorderanno nelle loro preghiere”. La bimba, soprattutto nelle fasi principali della vicenda, era stata la protagonista di una sorta di ‘campagna’ per consentire l’accesso a quello che veniva definito il protocollo Stamina. Per lei si erano mobilitati anche personaggi noti, come Adriano Celentano e Fiorello, e in seguito al tam tam mediatico il ministro della Sanita’ Renato Balduzzi nel 2013 emise un comunicato nel quale si dava via libera al proseguimento delle infusioni dopo una prima che era stata gia’ effettuata a Brescia.
“Sto seguendo personalmente e da molti giorni questa vicenda perche’ la soluzione da dare sia rispettosa delle leggi e delle esigenze di sicurezza scientificamente accertate- scriveva Balduzzi- la soluzione che abbiamo suggerito potra’ consentire alla piccola Sofia di proseguire con il trattamento gia’ iniziato con la prima infusione a condizione che i suoi genitori diano il consenso informato”. Negli ultimi anni mamma Caterina, giornalista e scrittrice, e papa’ Guido hanno dato vita alla Onlus ‘Voa Voa, amici di Sofia’, associazione per il sostegno alle famiglie colpite da malattie rare e patologie orfane di cure. Numerosi i progetti attuati dalla Onlus anche con i laboratori di ricerca dell’ospedale pediatrico fiorentino Meyer.

Sant’Agnello, coppia ruba champagne dal supermercato: ai domiciliari

All’interno del polo commerciale sul corso Italia a Sant’Agnello, Anna Fiorentino, 43enne e il compagno Mario Salvato, 35enne, entrambi già noti alle forze dell’ordine, avevano rubato 4 bottiglie di champagne del valore complessivo di 250 euro. Li avevano nascosti nella borsa di lei e sotto i vestiti, per poi tentare di fuggire; sono stati però notati dalla vigilanza del centro che ha allertato il 112. Intervenuti nel negozio, i militari della compagnia di Sorrento hanno dunque arrestato i 2 per furto aggravato e restituito la merce all’avente diritto. Gli arrestati sono stati posti ai domiciliari e attendono il giudizio direttissimo.

Avellino, nel negozio di casalinghi un quintale e mezzo di botti illegali: denunciato

Ammonta a 150 kg l’ultimo quantitativo di fuochi d’artificio che le Fiamme gialle del comando provinciale di Avellino hanno sottratto al commercio illegale. Questa volta a finire nel mirino dei militari del nucleo mobile della Compagnia della Guardia di Finanza di Avellino e’ stato un esercizio commerciale situato nel corso avellinese e gestito da una cittadina italiana residente proprio nel capoluogo irpino. Il materiale pirico rinvenuto, composto anche da batterie destinate all’uso professionale, era detenuto all’interno di un negozio di casalinghi, sprovvisto della necessaria licenza per la vendita della categoria di fuochi maggiormente pericolosi.
Inoltre, gli artifici pirotecnici erano conservati, senza le giuste cautele, in prossimità di altra merce altamente infiammabile. I finanzieri, sviluppando le informazioni di intelligence ottenute grazie ad un serrato controllo del territorio, hanno effettuato l’accesso nell’esercizio commerciale e rinvenuto i 9464 artifici pirotecnici. Constatata l’assenza delle previste autorizzazioni per la vendita, i militari hanno provveduto pertanto al sequestro del materiale esplodente al fine di salvaguardare l’incolumità dei clienti e del vicinato e alla denuncia a piede libero della responsabile alla procura della repubblica di Avellino per la violazione sia dell’articolo 678 del codice penale, che punisce, tra l’altro, chiunque detiene legalmente materiale esplodente senza le giuste cautele, che per l’art. 47 del testo unico sulle leggi di pubblica sicurezza, che punisce chiunque detiene per la vendita fuochi d’artificio di determinate categorie senza essere in possesso della licenza rilasciata dal prefetto.
Il dispositivo di tutela all’incolumità pubblica eseguito dalla Guardia di finanza di Avellino ed intensificato nel mese di dicembre, ha consentito, con quest’ultimo sequestro, di togliere dal mercato complessivamente più di 7 quintali e mezzo di fuochi d’artificio potenzialmente pericolosi.

Ercolano, nel negozio 800 chili di botti illegali: in manette incensurato. IL VIDEO

Nel suo magazzino lungo corso Resina, un incensurato del posto, Salvatore Vangone, nascondeva circa 200 chili di “rendini” e “cipolle” (ordigni esplosivi artigianali) e circa 600 chili di batterie. Durante un controllo i carabinieri della tenenza di Ercolano lo hanno scoperto e arrestato per detenzione illegale di materiale esplosivo; dopo le formalità è stato rinchiuso nel carcere di Poggioreale.

Casoria, falsità nel bilancio: verso il processo l’ex sindaco Carfora e altri 24

Non era certamente un avviso di conclusione delle indagini preliminari il botto di fine anno che si auguravano l’ex sindaco Vincenzo Carfora e i rappresentanti della giunta, i revisori contabili, il dirigente del settore finanziario e i consiglieri comunali in carica nel 2013, in tutto 25 persone accusate ora di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico, ovviamente in concorso.
Avrebbero attestato falsamente, infatti, approvando la proposta di rendiconto di gestione dell’anno 2012, come entrate correnti dell’ente locale crediti pari a euro 29.939.228,12 per violazioni al codice della strada, relative agli anni 2000-2011. Secondo i pubblici ministeri della Procura della Repubblica di Napoli Nord, Valeria Palmieri e Giovanni Corona, gli indagati, in tempi diversi ma in esecuzione di un medesimo disegno, avrebbero effettuato una artificiosa operazione di sovrastima delle risorse dell’ente contabilizzando le potenziali entrate delle contravvenzioni nella gestione 2012 per dare copertura finanziaria, ma solo formale, a impegni di spesa per circa 15 milioni di euro.
Secondo i giudici questo non era possibile perché basato su entrate aleatorie e inattendibili che servivano sostanzialmente ad eludere il patto di stabilità 2102. Gli atti, proposti dalla giunta e approvati dal consiglio comunale, riportavano il parere di regolarità tecnica contabile del dirigente del settore finanziario e dei componenti dell’organo di revisione che, insieme con il sindaco Carfora, sottoscrissero pure il prospetto per la certificazione del patto di stabilità 2012. Secondo i pubblici ministeri, però, l’elusione del patto di stabilità avrebbe determinato pure un ingiusto vantaggio patrimoniale agli amministratori comunali che avrebbero così evitato di rideterminare le indennità di funzione e dei gettoni di presenza per le cariche rivestite. Gli amministratori che hanno posto in essere atti elusivi delle regole del patto di stabilità interno, comunque, per legge rischiano di essere sottoposti dalla sezione giurisdizionale della corte dei conti anche alla condanna ad una sanzione pecuniaria fino ad un massimo di dieci volte l’indennità di carica percepita.
Per il responsabile del servizio economico finanziario la sanzione può essere, invece, pari fino a tre mensilità del trattamento retributivo. L’ex primo cittadino Vincenzo Carfora e gli altri 24 indagati hanno ora venti giorni per presentare memorie e produrre documenti ma anche per chiedere, tra l’altro, di rilasciare dichiarazioni spontanee o di essere sottoposti a interrogatorio. Successivamente spetterà al giudice per le indagini preliminari accogliere l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio da parte dei pubblici ministeri che,al momento però, non hanno ritenuto di dover proporre l’archiviazione.

Napoli, nasce il polo oncologico: il Pascale ingloba l’ospedale Ascalesi

Il decreto commissariale che disciplina l’annessione dell’Ascalesi al Pascale e la creazione del Polo oncologico del Mediterraneo è oramai un dato di fatto. Sono state indicati i tempi e i modi per questo passaggio di funzioni di cui finora si era solo parlato. Pareri favorevoli dei ministeri della Salute e dell’Economia, insieme alla Campania nel piano di rientro, ma è ancora da approvare in via definitiva dopo le limature richieste da Roma che la Regione intende condividere al tavolo dei sindacati della dirigenza medica.
Per il trasloco dello storico presidio di Forcella che sorge a ridosso della Stazione centrale di Napoli e destinato a diventare la porta d’ingresso del costituendo Polo oncologico del Mediterraneo, bisogna attendere il primo aprile 2018, data entro cui il manager del Pascale Attilio Bianchi dovrà riformulare il bilancio aziendale sulla scorta della media dei consuntivi degli ultimi tre anni dell’Ascalesi. Quindi il 30 aprile 2018, data entro cui il Pascale e la Asl dovranno firmare un’intesa in cui definire i dettagli organizzativi e il crono programma per consentire l’avvio dell’assistenza all’Ascalesi, sotto le insegne del Pascale, entro il 1° luglio del 2018. Questo sarà il termine temporale della svolta entro cui il presidio di Forcella dovrà essere ufficialmente annesso al Pascale. Entro il 31 ottobre 2018 il Pascale dovrà poi provvedere a riadattare l’Atto aziendale per conteggiare i posti letto, le discipline e il personale passati sotto la sua regia in analogia a quanto impegnerà la Asl Napoli 1.
Entro l’inizio del prossimo luglio dunque il Pascale subentrerà nella titolarità di tutti i beni immobili, adibiti a sede dell’Ascalesi, nella fornitura di beni e servizi (destinati alle funzioni del presidio), nella proprietà di attrezzature e impianti e nella manutenzione – ad eccezione del laboratorio di Patologia Clinica di recente ristrutturato che resterà al servizio della Asl cittadina -. Lo stesso travaso avverrà per i rapporti contrattuali riguardanti il personale medico e del comparto riferiti alle strutture, funzioni e attività che saranno annesse al Pascale. Un elenco dettagliato degli uomini, mezzi, strutture e attrezzature da trasferire dovrà essere trasmesso dalla direzione della Asl al Pascale nell’arco di un mese dall’approvazione del decreto.
Per il Pascale, l’Ascalesi sarà una un modo per allargare gli orizzonti dell’assistenza oncologica anche in relazione ai recenti accordi stipulati con Calabria e Basilicata. A Forcella saranno sistemati anche i circa settanta posti letto aggiuntivi assegnati dal piano ospedaliero al polo oncologico campano. Passeranno al Pascale la Radioterapia dell’Ascalesi, i quattro posti della Terapia Intensiva e ulteriori venti posti di Neurochirurgia da realizzare ex novo.
Restano invece assegnate alla Asl Na 1 e ricollocate in altri presidi ospedalieri, la Cardiologia, l’Oncologia chirurgica, l’Ematologia con annesso centro per l’emofilia, l’Oculistica. L’Otorinolaringoiatria troverà posto al San Paolo con funzioni anche nella rete dell’emergenza. Ci sarà infine spazio per dieci posti di Urologia agli Incurabili dove ne sono destinati altrettanti per la Riabilitazione e la Lungodegenza per un totale di sessantasei posti letto da trasferire dall’Ascalesi in altri plessi della Asl cittadina.