E’ finito in manette il “fattorino” della droga del Piano Napoli di via Passanti Scafati, rione di edilizia popolare di Boscoreale. Si tratta di Giuseppe Borriello, 40enne . E’ stato ammanettato dai carabinieri grazie a una “soffiata” che indicava in un’auto grigia guidata da Borriello il mezzo per la consegna di dosi di crack ai clienti. Il luogo scelto per lo scambio droga-soldi, era l’esterno dello stadio di Boscoreale. I carabinieri sono intervenuti subito dopo lo scambio fermando prima il tossicodipendente, poi Borriello. Recuperate le dosi di crack vendute.
Pozzuoli, caccia ai banditi che hanno dato fuoco al furgoncino del padre del boss Avallone
E’ caccia ai banditi che si sono resi protagonisti dell’ennesimo episodio inquietante avvenuto nella zona di Monteruscello a Pozzuoli, quartier generale del gruppo legato all’ormai ex boss fantasma Carlo Avallone, arrestato prima di Natale a Pescopagano in provincia di Caserta. E’ stato dato alle fiamme il furgone frigo, un Fiat Florino, del padre di Avallone, utilizzato dall’uomo per la commercializzazione di prodotti ittici. Il mezzo era fermo sotto l’abitazione del genitore di Avallone, di una delle tante palazzine “popolari”, in via Parini a Monterusciello. Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri due giovani con il capo coperto da passamontagna avrebbero data fuoco al furgoncino per poi dileguarsi coperti dall’oscurità.
Un segnale inquietante che viene letto dagli investigatori come segnale di sfida all’uomo che per mesi ha seminato il panico in tutta la zona flegrea a suon di stese, minacce e ferimenti per prendere il controllo della zona e spodestare “i vecchi” del clan Beneduce-Longobardi. Ma potrebbe esserci anche dell’altro dietro l’attentato. Gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo sulle indagini. Si sta cercando di avere elementi utili alle indagini sia attraverso i filmati delle telecamere pubbliche e private poste nella zona sia attraverso fonti confidenziali per capire da dove arriva la nuova minaccia.
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Napoli, rumeno aggredisce operatori del 118 e vigilantes al Loreto Mare: arrestato
Aggressione la scorsa notte al Loreto Mare. “Le guardie giurate in servizio presso l’ospedale di via Marina sono state investite da calci e pugni sferrati da un paziente portato dal 118 (postazione San Gennaro) su chiamata dell’ esercito da porta Nolana nei pressi della chiesa di San Cosma e Damiano: l’uomo appena arrivato in ospedale ha dato segni di ira creando seri disagi nella struttura. I due vigilantes lì presenti hanno cercato di calmarlo ma invano.
Sono state aggredite insieme a due operatori del 118 e così ai è reso necessario l’intervento di due poliziotti del commissariato Vicaria per riportare la calma. L’uomo Costel Cuci, un romeno di 47 anni, è stato bloccato e denunciato e poi trasferito nel carcere di Poggioreale”, fa sapere il sindacato di Giuseppe Alviti.
Botti: ventenne ferito con petardo inesploso nel Sannio
Un ventenne raccoglie da terra un petardo inesploso durante la notte e si ferisce. E’ accaduto oggi a S. Agata dei Goti, nel Sannio. Il giovane, che è l’unico ferito nel Beneventano per i botti di Capodanno, ha riportato ustioni al volto e alla fronte giudicate guaribili in dieci giorni dai sanitari del locale ospedale Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.
Pranzo in un agriturismo del Salernitano per i fratelli Donnarumma
“Anche i campioni Antonio e Gigio Donnarumma hanno scelto il Ponte Di Annibale Agriturismo per passare il 01/01/2018 ..Grazie di cuore a loro e famiglia Buon Anno a tutti..”, con questo post e con tanto di foto in posa Vito Tuturiello, uno dei titolari dell’agriturismo di Ricigliano, il piccolo paesino della provincia di Salerno al confine con la Basilicata ha annunciato la presenza dei due fratelli stabiesi portieri del Milan nella propria struttura. Foto e autografi per i due atleti e poi via di corsa dopo il pranzo in partenza per Milano dove da domani i rossoneri riprendono gli allenamenti.
Napoli in campo per la Tim Cup, Giaccherini out e verso la cessione
Domani sera al San Paolo ci sara’ la sfida dei quarti di finale contro l’Atalanta. L’obiettivo e’ vincere per passare il turno e per sfidare poi la vincente tra Juventus e Torino che si sfideranno mercoledi’ sera. Non dovrebbe esserci Giaccherini tra i convocati per il match del trofeo tricolore. L’ex Bologna, infatti, nella rifinitura di oggi pomeriggio e’ uscito anzitempo dal campo per un affaticamento muscolare. Per lui si aprono le porte della cessione appena riaprira’ il mercato mercoledi’.
Ormai si e’ capito che Sarri non punta piu’ su di lui. Contro la Dea ci sara’, comunque, un turnover ampio per permettere a tutti di giocare. Bisogna stare al top per poi iniziare il girone di ritorno alla grande contro il Verona prima della pausa di 15 giorni. Tra i pali ci sara’ Sepe e non Reina. Contro l’Udinese rimase imbattuto cosi’ come col Chievo. In difesa ci sara’ Chiriches al posto di Koulibaly. Sulla sinistra torna Mario Rui con Hysaj a destra. Centrocampo tutto nuovo: Diawara in cabina di regia con Zielinski e forse Hamsik.
In caso contrario ci sara’ Rog e il polacco come sostituto del capitano. In attacco uno tra Callejon ed Insigne resta ai box. Ounas e’ il candidato al posto dal primo minuto. Mertens e’ l’unico attaccante. Probabile formazione (4-3-3): Sepe; Hysaj, Chiriches, Koulibaly, Mario Rui; Zielinski, Diawara, Hamsik; Ounas, Mertens, Insigne.
Cos’è il dropshipping, vantaggi e svantaggi
La nuova frontiera della vendita è certamente quella online. I potenziali clienti preferiscono sempre di più l’e-commerce al negozio fisico, attendendo comodamente a casa propria i prodotti acquistati attraverso i molteplici store presenti su Internet.
Molto spesso, però, i nuovi imprenditori della rete hanno idee e conoscenze adeguate per condurre il proprio progetto, ma quello che manca è la volontà o la possibilità di gestire le incombenze legate all’approvvigionamento della merce, alla gestione delle spedizioni e delle scorte.
Il dropshipping rappresenta una soluzione innovativa ed efficace per ovviare a queste problematiche organizzative.
Informazioni sul Dropshipping
Il dropshipping è un modello di business per e-commerce molto in voga all’estero, che sta acquisendo sostenitori anche in Italia. I venditori concludono con i propri clienti transazioni, che hanno ad oggetto prodotti non posseduti realmente nei magazzini. Il titolare di uno store online, dunque, svolge il ruolo di mero intermediario tra il fornitore e il cliente, senza doversi occupare anche dell’imballaggio e dell’organizzazione delle spedizioni.
L’unico investimento del venditore, insomma, è rappresentato dal costo di realizzazione del sito da utilizzare per le vendite online. Il titolare dello store può, inoltre, anche noleggiare una piattaforma di cui servirsi per la propria attività.
Avviare un e-commerce sfruttando il dropshipping.
Il venditore può facilmente utilizzare il modello del dropshipping, seguendo due semplici ed efficaci consigli.
Il primo dei suggerimenti si basa sulla necessaria scelta di fornitori affidabili e professionali. Questi dovranno occuparsi in maniera totalmente autonoma di alcuni aspetti di primaria importanza per le vendite online come, ad esempio:
-la gestione del magazzino
-l’inventario
-l’approvvigionamento della merce
-la spedizione dei prodotti acquistati dai clienti.
Il secondo consiglio, che vale indipendentemente dal modello di business scelto per il proprio e-commerce, è quello di avvalersi della pubblicità. Il marketing è un aspetto fondamentale in ogni attività imprenditoriale, ma nell’ambito dell’e-commerce lo è probabilmente ancora di più.
Oltre ad investire economicamente in campagne pubblicitarie su internet, un’idea vincente è sicuramente quella di servirsi dei social network come Facebook, Instagram o YouTube per far conoscere i propri prodotti, acquisendo nuove porzioni di clientela.
Come avviene la vendita
È necessario a questo punto comprendere la modalità attraverso la quale avviene il processo di scambio commerciale tra i protagonisti di questo innovativo modello di business: il venditore, il fornitore (o dropshipper) e il consumatore.
Quando un cliente acquista dal negozio online del venditore, quest’ultimo, servendosi del dropshipping, contatta il fornitore per prenotare (e pagare) il prodotto appena venduto al consumatore. È indispensabile, ovviamente, indicare l’indirizzo del cliente, al fine di permettere al dropshipper l’effettiva consegna della merce.
Da un punto di vista prettamente economico, il venditore guadagna la somma versatagli dal consumatore, meno il prezzo del fornitore e meno le spese pubblicitarie per la promozione dell’e-commerce.
Vantaggi dropshipping
Il sistema del dropshipping arreca evidenti vantaggi sia ai venditori che ai fornitori/dropshippers.
Per quanto concerne i primi, il venditore attraverso questo modello:
-ha la possibilità di svolgere un’attività imprenditoriale senza la necessità di investire ingenti capitali iniziali, fatta eccezione per i costi legati al sito web e alle campagne pubblicitarie.
–non necessita di magazzini, in quanto non possiede fisicamente i prodotti che vende, nè ha bisogno di dipendenti
-per iniziare la propria attività di vendita ha bisogno semplicemente di una connessioneInternet, tramite la quale sarà possibile commerciare ogni tipo di prodotto.
I vantaggi sono palesi anche per il fornitore. Infatti il dropshipper aumenta:
-la propria rete di vendita grazie al lavoro del venditore
-la capacità di penetrazione sui mercati, sia tradizionali che online.
Svantaggi dropshipping
Il dropshipping presenta, comunque, oltre ai già citati pro, anche alcuni svantaggi.
In primis bisogna sottolineare il problema relativo ai numerosi competitors, spinti ad usufruire del modello del dropshipping a causa dei costi di investimento relativamente bassi. La competizione fa sì che spesso, per avere la meglio sugli altri venditori, si debbano offrire ai clienti prodotti a prezzi molto vantaggiosi, a volte anche troppo. Di conseguenza i ricavi possono risultare esigui, e l’unico modo per guadagnare somme consistenti è rappresentato dalla realizzazione di grossi volumi di vendita.
Un altro aspetto problematico è connesso all’approvvigionamento. Infatti, mancando un magazzino fisico, può risultare abbastanza complesso accontentare in tempi brevi le richieste dei clienti. Una soluzione potrebbe essere quella di avere contatti con più fornitori, ma questo può dimostrarsi controproducente. Ogni fornitore ha i propri metodi e tempi di consegna, e avere rapporti con più dropshippers che lavorano in maniera spesso molto differente tra di loro, è complicato.
Capodanno: due ventenni ricoverati in coma etilico in Costiera Amalfitana
Sono due i casi di coma etilico registrati questa notte in Costiera amalfitana. Si tratta di due giovani che hanno meno di 25 anni. Entrambi sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale di Castiglione di Ravello. Gia’ nel corso della mattinata, i due giovani sono stati dimessi. Altri ragazzi, di eta’ inferiore ai venti anni, sono stati sorpresi tra Amalfi e Positano in stato di ubriachezza.
E, sempre nel comune amalfitano, i carabinieri della locale compagnia hanno sequestrato dodici ordigni esplosivi artigianali pirotecnici del peso di tre chilogrammi, nascosti in due zaini lasciati a bordo strada in via Comite. I militari, intorno alla mezzanotte, dopo una forte esplosione di un petardo in quella zona che aveva causato danni ad un’autovettura in sosta, hanno trovato la borsa con il materiale esplodente.
Bimba di 16 mesi salvata la notte di San Silvestro: aveva mangiato un pezzo di mandorla finito nei bronchi
Una bambina di 16 mesi ha rischiato il soffocamento per alcuni pezzi di mandorla finiti nei bronchi. A salvarle la vita, nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio, sono stati i medici dell’ospedale Maggiore di Parma, dove è stata operata d’urgenza. La piccola, residente con la famiglia a Correggio, nel Reggiano, il 30 dicembre aveva messo in bocca una mandorla e aveva iniziato a tossire, diventando cianotica.
La madre era riuscita a togliere alcuni pezzi, ma nelle ore successive la bambina ha continuato ad avere forti crisi di tosse, dimostrando poco appetito. Verso le 23 dell’ultimo dell’anno è stata portata al pronto soccorso di Carpi e da lì, dopo una visita, trasferita a Parma, dove dalle 3 alle 5.30 è stata sottoposta ad un delicato e complesso intervento da parte dell’equipe di pneumologia ed endoscopia toracica guidata da Angela Majori. Nel bronco che porta al polmone sinistro c’erano anche alcune parti di guscio, estratte dai medici che hanno così salvato la bambina.
E’ una bimba la prima nata in Campania: all’ospedale di Benevento
E’ nata un minuto dopo la mezzanotte nell’ospedale “Fatebenefratelli” di Benevento, ma i suoi genitori sono della provincia di Avellino. Antonietta ha mandato a monte il cenone di fine anno per tutta la famiglia, che si apprestava a festeggiare l’ultimo giorno del 2017. La mamma Emanuela Morante nella serata di ieri era a casa a Casalbore in compagnia di tutta la famiglia, quando ha capito che la bimba stava per nascere e si e’ fatta accompagnare di corsa nell’ospedale del capoluogo sannita. E li’ poche ore dopo l’arrivo, proprio metre si stappava lo spumante e si sentivano i botti in strada, la piccola e’ venuta alla luce. Con il papa’ Vittorio Emanuele Ocone, tutta la famiglia che ha brindato per un inizio anno speciale assieme al personale dell’ospedale Fatebenefratelli.
Capodanno, 212 feriti in tutta Italia per i botti: 2 bimbi colpiti da proiettili vaganti
Quinto anno consecutivo senza morti dopo i festeggiamenti di Capodanno in Italia, con le piazze delle grandi città, da Roma a Napoli, da Milano a Torino, blindate. Secondo i dati della polizia di Stato, il numero totale dei feriti per i botti e non solo si attesta a 212: in lieve aumento rispetto ai 184 dello scorso anno. Sono state 36 le persone ricoverate (nove in gravi condizioni). Da segnalare anche un incremento dei ferimenti causati dall’uso di armi da fuoco: 11 contro i sei del 2017. In crescita anche il dato sui minorenni feriti: 50 rispetto ai 48 dell’anno scorso. Ancora una volta gli episodi più gravi – avverte una nota del ministero dell’Interno – devono essere ricondotti all’uso sconsiderato di prodotti pirotecnici illegali o all’uso improprio di armi da fuoco.
I casi più clamorosi a Napoli e a Crotone. Un 12enne, nella città partenopea, è rimasto ferito da un proiettile vagante mentre era affacciato al balcone di casa. Era con i familiari durante i festeggiamenti, nel quartiere San Giovanni. Il ragazzino è stato ricoverato per una ferita d’arma da fuoco al polpaccio destro e sinistro. In corso le indagini degli agenti: pare che il colpo sia partito da uno scooter, durante una scorribanda. Situazione simile nella città calabrese, dove una bambina di 7 anni, che era sul balcone dell’abitazione, è stata raggiunta al torace da un proiettile vagante: ne avrà per 10 giorni. Ancora, un suo coetaneo, a Roma, ha riportato una ferita alla coscia destra, un’ustione escoriata al torace sinistro e un’escoriazione frontale dopo lo scoppio di un petardo lanciato da un’altra persona: ricoverato all’Ospedale San Filippo Neri, ne avrà per 20 giorni.
Tra gli altri episodi gravi, un uomo di 43 anni di Rho, nel milanese, ha rimediato ferite gravi alla mano destra, completamente dilaniata dallo scoppio di un petardo artigianale. L’uomo è andato da solo al pronto soccorso dove è stato posto in prognosi riservata e poi trasferito all’ospedale San Giuseppe di Milano. Sempre un colpo di arma da fuoco vagante ha colpito un 37enne ad Avellino, con lesioni multiple al torace, glutei e agli arti inferiori giudicate guaribili in circa 15 giorni. A Brescia, invece, un 28enne montenegrino ha riportato gravi ferite alla testa e al volto dopo l’esplosione di un petardo illegale usato mediante un mortaio artigianale. L’uomo è stato ricoverato nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Brescia in prognosi riservata. A Bolzano poi un bengalese ha perso due dita della mano destra.E non solo. Nella notte di Capodanno, sono state denunciate 242 persone a piede libero (216 l’anno scorso) e 30 sono state arrestate (otto in meno rispetto al 2017. E poi boom di sequestri da Nord a Sud. Ecco, secondo quanto comunicato dalla polizia di Stato, alcuni dei dati relativi ai materiali requisiti: 1.593 strumenti lanciarazzi (209 lo scorso anno); 15 armi comuni da sparo (16 lo scorso anno); 3.402 munizioni (4.817 lo scorso anno); 6.115 chili di polvere da sparo (2.754 lo scorso anno).
Napoli, perquisizioni nel carcere di Nisida: trovata droga nelle celle
Perquisizione in carcere, negli ultimi giorni dell’anno, a Nisida. Gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno esaminato e perquisito ogni anfratto dell’Istituto Penale per Minorenni. A darne notizia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “Lo scorso 30 dicembre è stata disposta una perquisizione straordinaria”, spiega il Segretario Generale SAPPE Donato Capece. “I sospetti dei poliziotti si sono confermati fondati: è stato infatti trovato un congruo quantitativo di sostanza stupefacente. Da molto, troppo tempo arrivano segnali preoccupanti dall’universitario penitenziario minorile. Abbiamo registrato e registriamo, infatti, con preoccupante frequenza e cadenza, il ripetersi di gravi eventi critici negli istituti penitenziari per minorenni d’Italia. Rinnoviamo, alla luce del grave fatto accaduto a Nisida, la richiesta di un incontro con il Ministro della Giustizia Andrea Orlando per affrontare eventuali interventi che possano essere messi in campo dalla politica. Per altro, sarà anche l’occasione per evidenziare al Guardasigilli che la realtà detentiva minorile italiana è più complessa e problematica di quello che lui immagina e che il SAPPE denuncia sistematicamente”.
Il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, aggiunge: “E’ vero quel che ha detto durante la consueta conferenza stampa di fine anno il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, ossia che avere un sistema carcerario più moderno e più umano aiuta la sicurezza. Ma oggi la realtà in Italia non è affatto così. Oggi, nelle 190 prigioni del Paese, sono presenti 58.115 detenuti, quasi 20mila dei quali sono gli stranieri, ossia ben oltre la capienza regolamentare, e gli eventi critici tra le sbarre (atti di autolesionismo, risse, colluttazioni, ferimenti, tentati suicidi, aggressioni ai poliziotti penitenziari) si verificano quotidianamente con una spaventosa ciclicità. I suicidi di detenuti in cella, poi, sono stati oltre 50 dall’inizio dell’anno, cifra mai raggiunta prima dalla nascita della Repubblica a testimoniare che il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più, con gravi ripercussioni sull’operatività delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria, umiliati dalle continue offese di una parte di ristretti intolleranti alle regole, all’ordine e alla sicurezza delle carceri”.
Netta è la denuncia del SAPPE: “Da tempo il SAPPE denuncia, inascoltato, che la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, l’aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, la mancanza di personale – visto che le nuove assunzioni non compensano il personale che va in pensione e che è dispensato dal servizio per infermità -, il mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento. La realtà è che sono state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili. Mancano Agenti di Polizia Penitenziaria e se non accadono più tragedie più tragedie di quel che già avvengono è solamente grazie agli eroici poliziotti penitenziari, a cui va il nostro ringraziamento. Per questo nelle carceri c’è ancora tanto da fare, ma senza abbassare l’asticella della sicurezza e della vigilanza, senza le quali ogni attività trattamentale è fine a se stessa e, dunque, non organica a realizzare un percorso di vera rieducazione del reo”.
Acerra, fermati tre minori in sella a uno scooter armati di fucile
I carabinieri dell’aliquota operativa della compagnia di Castello di Cisterna hanno arrestato per detenzione illegale di armi un 20enne incensurato del luogo e denunciato per lo stesso reato due 17enni del posto: sono stati notati su via duomo in sella a uno scooter guidato da uno dei 2 minori; i 2 ragazzi dietro, invece, tenevano sottobraccio un fucile da caccia carico, risultato rubato da un’abitazione di Nola. Alla vista dei carabinieri il conducente ha accelerato provando ad infilarsi in strade secondarie, ma dopo un breve inseguimento sono stati bloccati e identificati. Dopo le formalità, il maggiorenne è stato tradotto ai domiciliari.
Qualiano, 16enne trovato con 20 stecchette di hashish: rinchiuso nel centro per minori
Un 16enne di Qualiano, incensurato, è stato bloccato stamattina dai carabinieri perché notato in atteggiamento sospetto. Perquisito, è stato trovato con addosso 20 stecchette di hashish del peso complessivo di 60 grammi: è stato arrestato per detenzione di stupefacente a fini di spaccio e accompagnato al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei.
Napoli, dai filmati la verità sull’agguato alla moglie del ras Salvatore Verdile
La polizia sta cercando di ricostruire attraverso la visione dei filmati delle telecamere pubbliche e private poste lungo la zona di piazza Seneca a Bagnoli, l’agguato in cui è rimasta ferita ieri pomeriggio Carmela Volpe, moglie del ras Salvatore Verdile. La donna è stata colpita da un proiettile alla spalla mentre guidava ed e’ arrivata al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo. Contro la sua vettura sono stati sparati almeno 6 colpi; tanti infatti i fori trovati sulla carrozzeria della vettura, sequestrata per accertamenti. La donna é moglie del ras Salvatore Verdile, 51 anni, ex affiliato ai Cavalcanti poi ritenuto dagli investigatori legato ai Sorprendente.
L’uomo è considerato dagli investigatori uno degli elementi di spicco della camorra flegrea. Originario di Pianura, il suo nome compare in numerose inchieste giudiziarie fin dagli anni Novanta. In quegli anni il suo nome compariva nei rapporti sul clan Sorprendente-Rossi , indicato come uomo di fiducia del ras Paolo Sorprendente. Nel 1998 fu arrestato nel corso di un blitz che si concluse con le manette per 63 persone; fu scarcerato un anno dopo per decorrenza dei termini di custodia. A quel punto, col clan ormai smantellato dalle forze dell’ordine e minato dall’interno dai collaboratori di giustizia, Verdile decise di ‘cambiare aria’.
Nell’ottobre del 2008 fu sorpreso insieme ad Antonio Esposito, alias ‘o Topo, boss emergente del quartiere Bagnoli poi morto. Fino ad allora considerati acerrimi nemici, erano in sella alla stessa motocicletta quando furono notati dalle forze dell’ordine. Una circostanza che aprì a nuovi scenari investigativi, con gli affiliati di clan ormai scomparsi disposti ad unirsi in nuovi sodalizi. Nel 2013 fu arrestato di nuovo perché autore di un clamoroso furto in gioielli per il valore di 50mila euro da un’abitazione di Fuorigrotta. Fu tradito da un’impronta digitale lasciata nell’abitazione.
Napoli, De Laurentiis: ‘Felice 2018 ricco di soddisfazioni’
“Un felice 2018 ricco di soddisfazioni a tutti quelli che lavorano nel Napoli”. Inzia cosi’ un lungo tweet di auguri del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. “Auguri a Sarri, Chiavelli, Giuntoli, Formisano, Pompilio, Lombardo e alle loro famiglie. Auguri ai calciatori, allo staff tecnico, allo staff medico e a tutti i loro colllaboratori, a mio figlio Edoardo nel suo ruolo di vice presidente, e naturalmente alle loro famiglie E infine tanti auguri a tutti i tifosi e i simpatizzanti del Napoli, ovunque nel mondo. Forza Napoli Sempre!” ha concluso il numero uno del club azzurro
Napoli, 12enne ferito a San Giovanni: è stata una stesa. Arrestato uno dei presunti responsabili
La Polizia di Stato ha arrestato un 30enne nell’ambito delle indagini sul ferimento di un 12enne ieri sera a Napoli, in via Sorrento nel quartiere San Giovanni, raggiunto da colpi di arma da fuoco mentre si trovava con il padre sul balcone a casa di parenti per il Capodanno. Il ragazzino è stato portato all’ospedale Loreto Mare e poi trasferito all’ospedale pediatrico Santobono per accertamenti. Il padre del ragazzo ha riferito agli agenti che poco prima del ferimento del bimbo aveva notato due scooter, uno bianco e uno scuro con in sella due persone che, transitando in via Sorrento, avevano esploso numerosi colpi di arma da fuoco.
Sul posto i poliziotti del Commissariato San Giovanni hanno trovato 25 bossoli, molti dei quali avevano colpito un’auto parcheggiata. Nel corso delle perquisizioni scattate a seguito della notizia del ferimento del giovane, gli agenti si sono recati nella casa di Luigi Gitano, 30 anni trovandolo alle 23.55 sotto la doccia, circostanza che ha insospettito ulteriormente i poliziotti i quali hanno trovato 182 cartucce di vario calibro tra le quali 8 erano munizionamento da guerra.
Luigi Gitano è stato arrestato in quanto considerato responsabile di detenzione di munizioni di vario calibro e portato nel carcere di Poggioreale. Le munizioni sono state sequestrate e poste a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sono in corso ulteriori indagini da parte della Polizia di Stato.
Gomorra, il questore di Napoli: ‘Le polemiche non servono, bisogna fare qualcosa per i giovani’
Non interessano le polemiche legate a serie tv come ‘Gomorra’ al questore di Napoli, Antonio De Iesu. Il suo sguardo di investigatore in prima fila nella lotta ai clan (e’ stato anche ferito negli anni ’80 durante la ‘guerra’ tra cutoliani e Nuova famiglia) e di uomo delle istituzioni e’ oltre. Va alle “strategie” da mettere in campo in sinergia tra famiglie, scuola, forze dell’ordine e istituzioni, soprattutto in quelli che con garbo chiama “quartieri sensibili”, le “periferie dentro il centro citta’ e quelle vere”. “Condivido pienamente la richiesta dell’arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, al prefetto Carmela Pagano – ha spiegato all’agenzia Agi – e’ utile un comitato di analisi del disagio giovanile. Dobbiamo esplorare questo mondo e occorre un contributo da tutti. Non ci si puo’ fermare alla repressione nel contrastare il fenomeno dei giovani imitatori di stili di vita violenti e dell’abbassamento dell’eta’ nella criminalita’ organizzata. Del resto, anche il modello di intervento sui minorenni deviati e’ quello del loro recupero”.
Per De Iesu, dunque, e’ fondamentale dare “segnali nei quartieri sensibili in cui si genera devianza, in cui c’e’ un uso indiscriminato di armi. Non mi appassiona la polemica tra chi e’ nato prima, se ‘Gomorra’ o la camorra. Il sistema dei clan e’ molto mutato dagli rispetto 40 anni fa e c’e’ un abbassamento dell’eta’ anagrafica. Questo genera piu’ allarme, maggiore percezione di insicurezza. Il problema e’ il controllo del territorio, per controllare lo spaccio di droga e quindi una fonte ingente di introiti”.
La serie legata allo scrittore Roberto Saviano, osserva il questore, “rappresenta un certo stile di vita. Manca un pezzo di quella vita, il contrasto di magistratura e forze dell’ordine. E’ una scelta degli autori e non intendo entrare nel merito, e’ legittima. ma manca un pezzo”. Dunque nelle aree a rischio di Napoli “bisogna sviluppare strategie di aggregazione e sensibilizzazione dei giovani per sottrarre i minori dalla chimera del facile guadagno”. Il modello esiste gia’, ricorda De Iesu, ed e’ quello del rione Sanita’ “dove noi accompagniamo un percorso di crescita. C’e’ azione repressiva intensificata, ci sono e ci saranno telecamere, ma ci sono anche i parroci, le iniziative, la musica e presto ci sara’ un progetto contro l’evasione scolastica”. Del resto, l’efficacia di intervento nella sensibilizzazione e’ gia’ stata dimostrata nel costante diminuire nel capoluogo e in provincia delle vittime dei ‘botti’ di fine anno’.
“Da tempo andiamo nelle scuole, soprattutto nelle medie inferiori dove e’ piu’ possibile lavorare efficacemente – spiega – e con un approccio crudo, mostrando concretamente le mani sfasciate, le dita amputate. E oggi registriamo 35 feriti, contro i 46 dello scorso anno, e un solo minorenne coinvolto. Dunque non e’ solo un problema di repressione, ma di attivita’ di rete per analizzare e interpretare la devianza giovanile che deturpa l’immagine della citta’”.
Sarno-Episcopio: anziana scippata. Ancora senza nome l’aggressore.
L’autore della feroce aggressione all’ anziana signora non è stato ancora individuato: Saveria Adiletta la vigilia di Natale stava camminando nella piccola frazione di Episcopio quando sarebbe stata avvicinata da un balordo che violentemente le ha strappato la borsa spintonandola e scaraventandola sull’asfalto.
Nella caduta la vittima ha riportato un trauma cranico, tumefazioni al viso e la rottura del braccio destro. L’aggressore aveva il volto coperto da una sciarpa e portava occhiali da sole. Dopo lo scippo si sarebbe allontanato in sella a una bicicletta. Il portafoglio della vittima è stato ritrovato nel borgo San Matteo. Soccorsa è trasportata all’ ospedale Villa Malta di Sarno dove, dopo le cure del caso, è stata operata al braccio fratturato. Sull’ episodio indagano le forze dell’ordine.



